|
|
Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net
|
|
Nell'impegnativo concerto con musiche dei due compositori russi brilla soprattutto l'orchestra |
Rachmaninov e Sostakovič, sì però... |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 26 Aprile 2026 |
GENOVA - Due partiture nate dalla frattura, due risposte alla crisi che hanno segnato, ciascuna a suo modo, il corso della musica del Novecento. Il programma proposto dal Teatro Carlo Felice nella serata del 24 aprile 2026 affida al M° Samuel Lee, giovane bacchetta sudcoreana impostasi all'attenzione internazionale con la vittoria alla Malko Competition 2024, il compito di attraversare questo doppio snodo del sinfonismo russo con il M° Alexander Gadjiev al pianoforte nella prima parte della serata. Il Concerto n. 2 in do minore op. 18 di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n. 5 in Re minore op. 47 di Dmitrij Šostakovič non si affiancano per semplice contiguità geografica o cronologica; il nesso è più profondo e riguarda il rapporto tra l'artista e le condizioni che ne determinano la voce: la depressione e il silenzio creativo nel caso di Rachmaninov che tra il 1900 e il 1901 ritrova nella scrittura del Concerto la via d'uscita da un'impasse che sembrava definitiva; la censura ideologica e la minaccia fisica nel caso di Šostakovič, costretto nel 1937 a ripensare il proprio linguaggio dopo la condanna della Lady Macbeth e a offrire quella che definì, con formula tanto celebre quanto enigmatica, “... la risposta pratica di un artista sovietico a critiche giuste”. In entrambi i casi la musica si fa atto di sopravvivenza, ma con esiti che non potrebbero essere più distanti: confessione lirica e ricomposizione interiore nel primo, ambiguità semantica irrisolta e tensione dialettica nel secondo.
 Un itinerario che dalla cantabilità avvolgente del tardo romanticismo pianistico alla durezza tragica del sinfonismo sovietico, chiede all'interprete non soltanto competenza tecnica, ma una visione capace di restituire la specificità espressiva di ciascun mondo sonoro. Quanto la serata genovese abbia corrisposto a questa esigenza è questione che merita una riflessione articolata. Il Concerto n. 2 in do minore op. 18 ha restituito un esito profondamente disomogeneo attraversato da uno scarto che si è fatto evidente sin dalle prime battute tra la qualità della prova solistica e la tenuta della concertazione orchestrale. Alexander Gadjiev al pianoforte ha affrontato la partitura con una coerenza di impianto che merita di essere riconosciuta. La sua lettura si è mossa lungo una linea interpretativa chiara, attenta alla complessa stratificazione della scrittura pianistica rachmaninoviana senza mai cedere alla tentazione dell'effetto isolato: il fraseggio controllato ha saputo mantenere una direzione anche nei passaggi di maggiore esposizione, restituendo al discorso musicale quella continuità quasi vocale che rappresenta uno dei tratti più caratteristici e più insidiosi di questa partitura. Una prova di solida intelligenza musicale che avrebbe meritato un contesto orchestrale all'altezza. Perché è proprio nella direzione di Samuel Lee che si è consumata la frattura più vistosa della serata. Non si è trattato di singoli incidenti o di momentanee défaillances, ma di un problema che investiva i presupposti stessi della concertazione: l'equilibrio tra i piani sonori, l'ascolto reciproco tra podio e tastiera, la gestione delle agogiche come elemento strutturale e non come semplice regolazione del traffico dinamico. La lettura si è configurata piuttosto come una successione affrettata di episodi, una corsa in cui il respiro del discorso musicale è stato il primo elemento a venir meno, trascinando con sé tensione espressiva, articolazione formale ed il pathos stesso della pagina. Il risultato è stato un generale appiattimento della dialettica tra solista e orchestra: non più un dialogo tra due voci che si cercano, si provocano, si rispondono, ma una coesistenza forzata in cui ciascuno sembrava procedere lungo un proprio binario.

Il segno più eloquente di questa disconnessione si è colto nella tenuta degli ingressi: in più punti Gadjiev è apparso costretto ad anticipare o ritardare le proprie entrate, adattandosi in tempo reale a una conduzione che non offriva appigli sicuri. Un solista che “insegue” il direttore o che deve compensarne le incertezze, è sempre sintomo di un difetto nel collante direttoriale in quella funzione di mediazione e di ascolto che rappresenta il cuore stesso del concertare. Il secondo movimento, l'Adagio sostenuto ha costituito forse il momento più critico. Questa pagina che nella sua concezione richiede una sospensione lirica di assoluta trasparenza, un tessuto orchestrale che si faccia velo sonoro attraverso cui il canto del pianoforte possa emergere con naturalezza, ha conosciuto un avvio relativamente delineato, per poi deteriorarsi rapidamente in una confusione di piani. Il finale ha accentuato ulteriormente le criticità trasformandosi in una lettura convulsa dove la spinta agogica, anziché sostenere e orientare la tensione narrativa, ha finito per comprometterne la leggibilità. Gli impasti sonori, indistinti e privi di profondità prospettica, hanno impedito l'emersione di quella traiettoria culminante che dovrebbe condurre l'ascoltatore, con slancio e insieme con inevitabilità, verso la perorazione conclusiva. Si è avvertita l'assenza di un disegno complessivo: non una narrazione che cresce e si compie, ma una serie di accelerazioni prive di meta. In questo quadro, il pianoforte di Gadjiev si è trovato ripetutamente coperto da una massa orchestrale incapace di modulare il proprio volume, di alleggerirsi, di creare quello spazio acustico entro cui il suono del solista possa respirare e proiettare le proprie sfumature timbriche. Ne è derivata una significativa perdita di finezza coloristica come se un pittore fosse costretto a lavorare su una tela già satura di colori altrui. Una concertazione che, per impostazione e realizzazione, si è rivelata inadeguata alla complessità e alla ricchezza della pagina rachmaninoviana lasciandomi la sensazione di un'occasione non colta. Terreno più congeniale, almeno nelle sue linee generali, si è rivelato il sinfonismo puro della Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakovič, partitura che pone all'interprete esigenze di natura profondamente diversa rispetto al concertismo rachmaninoviano. Qui non si tratta di mediare tra solista e orchestra, ma di governare dall'interno un organismo sinfonico unitario la cui complessità risiede nella stratificazione dei piani espressivi e nella costante ambiguità semantica del discorso. Dmitrij Šostakovič costruisce la Quinta su un impianto formale di ascendenza quasi beethoveniana, rigoroso e apparentemente lineare, ma lo abita con un materiale tematico percorso da un'inquietudine che ne mina continuamente la stabilità: il primo movimento alterna tragicità e frammentazione, il Largo sospende il tempo in una rarefazione elegiaca di intensità quasi insostenibile, mentre il finale, con il suo trionfalismo ostentato e problematico, resta uno dei nodi interpretativi più controversi dell'intero Novecento sinfonico. Una partitura che vive di tensioni irrisolte e che chiede al direttore non soltanto il controllo della massa sonora, ma la capacità di articolare quelle tensioni senza dissolverle. In questa seconda parte della serata la lettura di Samuel Lee ha trovato un assetto sensibilmente migliore, pur senza raggiungere una piena persuasività. Merito, in primo luogo, dell'Orchestra della Fondazione Carlo Felice, i cui singoli strumentisti hanno offerto interventi di notevole qualità nei numerosi passaggi solistici di cui la partitura è disseminata: momenti in cui il compositore affida a una voce isolata il compito di far emergere una sonorità particolare, un colore timbrico inatteso, una zona espressiva che il tutti non potrebbe restituire con la stessa evidenza. In queste pagine la compagine genovese ha mostrato un livello di preparazione e di sensibilità strumentale che va riconosciuto senza riserve. Più problematica, ancora una volta, la visione d'insieme. La direzione di Lee pur riuscendo a condurre il percorso sinfonico fino al suo compimento, ha conservato quell'affanno di fondo già emerso nel pezzo di Rachmaninov: una gestualità sovrabbondante e muscolare, più vicina all'enfasi atletica che alla misura del gesto direttoriale inteso come strumento di pensiero musicale. Ne è derivata una concertazione di impronta scopertamente bandistica in cui il volume ha spesso preso il sopravvento sulla costruzione del discorso. Le tensioni che Šostakovič accumula con pazienza quasi chirurgica, lavorando per stratificazione e per attrito progressivo tra i piani sonori, si sono trovate ripetutamente sciolte in esplosioni di pura rumorosità perdendo quella forza dialettica che nasce proprio dal controllo, dalla capacità di trattenere l'energia prima di liberarla. È un problema che si avverte con particolare evidenza nei passaggi in cui la scrittura si spinge verso zone di asprezza armonica e di sonorità ai confini dell'atonalità; pagine che richiedono all'interprete una cura speciale nella conduzione delle voci e nella calibratura dei piani dinamici, perché il rischio è di trasformare ciò che nel testo è tensione espressiva calcolata, in un ammasso sonoro respingente, tanto più per un orecchio non avvezzo alle “durezze” del linguaggio šostakovičiano. Costruire un percorso logico attraverso queste zone, farle percepire come necessarie e non come accidenti, è compito del direttore: e qui la lettura di Lee ha mostrato i propri limiti più evidenti rinunciando troppo spesso a quel lavoro di mediazione che avrebbe reso la partitura più leggibile senza tradirne la sostanza.

In definitiva una prova migliore di quella offerta nella prima parte della serata sorretta dalla qualità strumentale dell'orchestra e dalla forza intrinseca di una partitura che, anche in condizioni non ideali, conserva intatta la propria capacità di colpire. Ma il passo che separa il buono dal convincente è rimasto scoperto e con esso la sensazione di un potenziale espressivo non pienamente realizzato. Teatro pieno e pubblico in festa con sonori applausi per tutti. (La recensione si riferisce alla serata di venerdì 24 aprile 2026)
Crediti fotografici: Marcello Orselli per il Teatro Carlo Felice di Genova Nella miniatura in alto: il direttore Samuel Lee Al centro: Alexander Gadjiev e Samuel Lee Sotto: il pubblico del Teatro Carlo Felice
|
< Torna indietro
|
Parliamone
|
Ecco una Tosca classica
intervento di Simone Tomei FREE
GENOVA - C’è una Tosca che nasce dalla tradizione ma rifiuta di restare confinata in una dimensione museale, scegliendo piuttosto di interrogare il presente attraverso gli strumenti del passato. È in questo spazio intermedio che colloco l’allestimento approdato al Teatro Carlo Felice di Genova, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma: una ricostruzione filologica solo in apparenza, che ambisce invece a restituire vitalità contemporanea a un impianto storico. L’origine romana dell’allestimento non è un dettaglio accessorio, ma un elemento strutturale: il lavoro dei laboratori capitolini, che circa un decennio fa hanno ricostruito scene e costumi sulla base dei materiali originali di Adolf Hohenstein, si traduce in un dispositivo visivo di notevole coerenza stilistica. Scenografie dipinte, architetture prospettiche, cura minuziosa dei dettagli restituiscono il teatro all’italiana nella sua forma più riconoscibile
...prosegui la lettura
|
|
|
|
Jazz Pop Rock Etno
|
L'estate e... oltre del Gruppo dei 10
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Una conferenza stampa fiume stamattina nel rinomato ristorante "Marinai in coperta" di via Otello Putinati 24 per presentare la programmazione estiva di Tutte le direzioni in Summertime... and more 2026, dove sono intervenuti Massimo Cavalleretti (presidente del Gruppo dei 10), Alessandro Mistri (direttore artistico), il batterista Ellade
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Gli spettacoli tornano a casa
redatto da Athos Tromboni FREE
BOLOGNA - Tante storie un filo comune. La frase ha l'apparenza di uno slogan, invece è il titolo vero con cui la città felsinea e il suo maggior teatro si apprestano a far tornare nelle sale del Bibbiena le stagioni di opera, danza, musica sinfonica e cameristica. L'annuncio delle Tante storie è stato dato nella conferenza stampa del 25 giugno scorso,
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Lirica prosa sinfonica fanno 50
redatto da Athos Tromboni FREE
LIVORNO - Oltre cinquanta serate tra lirica, prosa, musica sinfonica ed eventi: è questo il ricco programma della nuova stagione teatrale 2026-27 della Fondazione Goldoni presentato nel corso di una conferenza stampa direttamente sul palcoscenico dello storico Teatro di tradizione livornese. A delinearne genesi e sviluppo, il
...prosegui la lettura
|
|
|
Echi dal Territorio
|
Gli Approdi da Figaro a San Francesco
redatto da Simone Tomei FREE
GENOVA, 27 giugno 2026 — Il Teatro Carlo Felice presenta la stagione artistica 2026–2027, un cartellone ampio e articolato che attraversa i grandi repertori dell’opera, della danza, del musical e della musica sinfonica, confermando la vocazione del teatro come centro propulsore della vita culturale cittadina e nazionale. La nuova stagione si
...prosegui la lettura
|
|
|
Pagina Aperta
|
MMF trecent'anni in un cartellone
redatto da Simone Tomei FREE
FIRENZE - Presentata il 19 giugno 2027, la nuova stagione del Maggio Musicale Fiorentino insieme all’89ª edizione del Festival si impone come uno dei progetti artistici più ampi e strutturati nel panorama europeo. Un cartellone che intreccia opera, concerti e danza in un percorso attraverso tre secoli di storia musicale,
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Pietro Mascagni a Livorno e altrove
redatto da Athos Tromboni FREE
LIVORNO - È on-line il programma completo della settima edizione del Mascagni Festival, la rassegna lirica e musicale dedicata alla valorizzazione e alla reinterpretazione dell’opera di Pietro Mascagni, promossa dalla Fondazione Teatro Goldoni. Dal 17 al 23 agosto la città di Livorno ospiterà un ricco programma di spettacoli, concerti
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
La nuova stagione del Teatro Celebrazioni
servizio di Edoardo Farina FREE
BOLOGNA - Giovedì 11 giugno 2026 si è svolta la conferenza stampa relativa alla presentazione dei nuovi spettacoli del Teatro Celebrazioni di Via Saragozza, 234 - presso la Biblioteca San Genesio di Casa Lyda Borelli - alla presenza di Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Filippo Vernassa, Direttore artistico
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Giovanni Bergamasco fa sold-out
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto e in parte qui riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Un Ballo per due
servizi di Nicola Barsanti e Simone Tomei FREE
FIRENZE - (servizio di Nicola Barsanti) - Con il nuovo allestimento di Un ballo in maschera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affida a Valentina Carrasco una lettura che abbandona ogni riferimento alla corte svedese e trasporta l’intera vicenda negli Stati Uniti d'America degli anni Sessanta, intrecciando la figura di Riccardo con quella di
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Ovest
|
Macbeth convince il Carlo Felice
servizio di Nicola Barsanti FREE
GENOVA - Il nuovo allestimento di Macbeth del Teatro Carlo Felice firmato da Fabio Ceresa, già visto e recensito al Teatro Goldoni di Livorno, (consultabile qui), continua a confermarsi uno spettacolo efficace e suggestivo, capace di restituire con immediatezza le atmosfere oscure, febbrili e visionarie del capolavoro shakespeariano
...prosegui la lettura
|
|
|
Pagina Aperta
|
Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Fatale è il prossimo futuro
redatto da Simone Tomei FREE
TORINO - È stata presentata giovedì 7 maggio 2026, presso il Foyer del Toro, la nuova Stagione d'Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio. Sono intervenuti il Sindaco della Città di Torino e Presidente della Fondazione Stefano Lo Russo, il Sovrintendente Mathieu Jouvin, il Direttore artistico Cristiano Sandri e il Direttore musicale
...prosegui la lettura
|
|
|
Eventi
|
Ferrara Musica nuova stagione
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Venticinque concerti in cartellone con l'inserimento della novità Aperitivo in Musica (sono 5 concerti alle ore 18), più il consueto nugolo di altre iniziative musicali collaterali, che definire "minori" sarebbe non solo sbagliato ma assolutamente fuorviante: questo il cartellone di Ferrara Musica presentato oggi nel Teatro Comunale "Claudio
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Est
|
Romeo e Giulietta ieri e oggi
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. C’è un balcone a Verona sotto il quale i visitatori fanno la fila. Vi si recano per vedere il famoso luogo da cui Giulietta Capuleti dichiarava il suo amore a Romeo Montecchi. Si entra da via Cappello in un cortile dove un balconcino di epoca gotica fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzetto trecentesco.
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Antonio Rolfini e i Moments
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto della domenica mattina e in parte qui riportate, presso la sala Stemma
...prosegui la lettura
|
|
|
Echi dal Territorio
|
La Nona per un novantennale
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che Zubin Mehta scelga di celebrare il proprio novantesimo compleanno sul podio del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’istituzione con la quale ha costruito un legame artistico e umano lungo oltre sessant’anni. La Sala Grande, gremita in ogni ordine di posti, accoglie il Maestro
...prosegui la lettura
|
|
|
Echi dal Territorio
|
Il mandolino nella storia della musica
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
La Turandot della prima volta
servizio di Nicola Barsanti FREE
LUCCA - Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione di Turandot, il Teatro del Giglio, luogo profondamente legato alla memoria di Giacomo Puccini, nato a Lucca , rende omaggio a uno dei titoli più amati e complessi del repertorio pucciniano. La scelta di presentare proprio Turandot assume un valore che va oltre
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Rachmaninov e Sostakovič, sì però...
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Due partiture nate dalla frattura, due risposte alla crisi che hanno segnato, ciascuna a suo modo, il corso della musica del Novecento. Il programma proposto dal Teatro Carlo Felice nella serata del 24 aprile 2026 affida al M° Samuel Lee, giovane bacchetta sudcoreana impostasi all'attenzione internazionale con la vittoria alla Malko
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Centro-Nord
|
Morte di Klinghoffer confessione collettiva
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - C’è una linea di confine tutt’altro che neutra che ogni grande teatro è chiamato prima o poi ad attraversare: quella che separa la rassicurante continuità del repertorio dalla necessità di misurarsi con le fratture del presente. Non è una semplice scelta di programmazione, ma un gesto che definisce un’identità culturale. L’ 88º
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dall Estero
|
Così fan tutte negli anni '30
servizio di Ramón Jacques FREE
CHICAGO (USA) - Civic Opera House. Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti K.588, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte, che debuttò nel gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, è tornata sul palcoscenico della Lyric Opera of Chicago otto anni dopo le sue ultime rappresentazioni qui nella stagione
...prosegui la lettura
|
|
|
Dischi in Redazione
|
Nisi e Ruggiero e... Schumann
recensione di Simone Tomei FREE
Robert Schumann: Lieder per soprano e pianoforte Angela Nisi soprano; Enrica Ruggiero pianoforte (Amadeus / Registrazione inedita, allegata al n. 414, aprile 2026) C’è qualcosa di felicemente controcorrente nel fatto che Amadeus, una delle riviste musicali più autorevoli d’Italia, scelga di dedicare la copertina
...prosegui la lettura
|
|
|
Opera dal Nord-Est
|
Ingenua Butterfly ma Pinkerton...
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Una Madama Butterfly pasqualina quella andata in scena al Teatro Verdi di Trieste e che concluderà le sue repliche il prossimo 12 aprile. L’opera di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, basato sull’omonimo dramma di David Belasco è stata riproposta nell’allestimento della
...prosegui la lettura
|
|
|
Classica
|
Mozart e Beethoven per un bel concerto
servizio di Nicola Barsanti FREE
PECCIOLI (PI) – Nella suggestiva cornice della Galleria dei Giganti si conclude, in prossimità della Pasqua, il ciclo di tre concerti organizzato dalla Fondazione Peccioli insieme al Comune, con il sostegno di Belvedere S.p.A., affidato all’Orchestra Regionale della Toscana. Un percorso pensato con intelligenza, che trova proprio in quest’ultimo
...prosegui la lettura
|
|
|
|
Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.
Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale è iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310
|
|