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In Arena allestimento e drammaturgia sono in contrasto a dispetto proprio di Verdi e Ghislanzoni |
L'Aida di cristallo č tornata |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 01 Luglio 2025 |
VERONA - Quando l’Aida di Giuseppe Verdi risuona all’Arena di Verona non si tratta di una semplice replica, è un rito collettivo, un appuntamento simbolico che scandisce il calendario della lirica estiva. Questa nuova ripresa dell’allestimento firmato da Stefano Poda, definito “di cristallo” per le sue trasparenze e gli inediti giochi di luce, ha riaperto il sipario per una visione che, a distanza di due anni dalla sua prima comparsa, non solo conferma le mie impressioni passate ma le amplifica. Non tanto per l’impatto visivo – che resta imponente – quanto per una riflessione più profonda: quella sulla reale funzionalità di questa messinscena rispetto al cuore pulsante dell’opera verdiana. Verdi concepì Aida non solo come spettacolo monumentale, ma come un dramma umano universale. Composta per l'inaugurazione del Canale di Suez, su libretto di Antonio Ghislanzoni, l'opera è un magnifico affresco storico-leggendario, ma è soprattutto un dramma di passioni universali – amore, gelosia, dovere e tradimento – intessuto in una partitura di straordinaria ricchezza armonica e melodica. La sua musica, vera forza motrice della narrazione, alterna la grandiosità dei cori e delle scene trionfali alla delicatezza delle arie più intime, bilanciando costantemente la magnificenza esteriore con l'introspezione psicologica dei personaggi. La musica non accompagna il testo, lo scolpisce: ne è struttura, ossatura, sangue. Ed proprio qui, nel delicatissimo equilibrio tra forma e sostanza, il progetto scenico di Poda si rivela affascinante ma problematico. Siamo di fronte a un’esperienza visiva stupefacente: luci taglienti che scolpiscono lo spazio, costumi che richiamano l’haute couture, masse sceniche imponenti e una simbologia esoterica che domina ogni quadro. Tutto è portato all’estremo, pensato per abbagliare, per “stordire” l’occhio dello spettatore. Poda costruisce una sorta di “parafilm lirico”, visivamente magnetico, ma spesso drammaturgicamente astratto, con quelle "interazioni misteriose" tra i personaggi e il "viaggio dantesco" dei quattrocento artisti in scena che, pur ammaliando, si discostano dalla chiara linea drammaturgica verdiana. La drammaturgia, nel senso più profondo, sembra quasi inesistente in questa concezione, vivendo esclusivamente nella mente del suo creatore. Ed è qui che sorge l’interrogativo: questa estetica abbagliante, pur nella sua genialità, serve davvero la musica di Verdi o finisce per metterla in secondo piano? Perché Aida, più di tante altre opere, vive di profondità psicologica, di chiaroscuri interiori, di tensioni drammatiche che devono trovare nella scena un riflesso coerente. Quando la regia diventa autoreferenziale e preponderante nella sua simbologia astratta, la musica rischia di diventare mero commento sonoro – e quella di Verdi non è musica di sfondo: è protagonista. L'allestimento, pur riempiendo l'Arena e collezionando record, a mio avviso, non riesce a restituire la profondità e la forza espressiva della partitura verdiana. Fortunatamente il fronte musicale ha retto con soddisfacente solidità. Va sottolineato che la serata è stata una delle più calde e afose mai registrate a Verona, rendendo la performance di artisti e addetti ai lavori ancora più encomiabile.


Maria José Siri, nel ruolo del titolo, si conferma interprete di spessore. La sua vocalità, intrinsecamente adatta all'ampiezza dell'emiciclo areniano, attraversa la complessa partitura con precisione e un'uniformità timbrica ammirevole. I gravi sono scolpiti ma naturali, gli acuti potenti ma mai forzati, e i momenti più lirici sono resi con un canto smorzato, quasi filato, restituendo con intensità le intime emozioni della giovane schiava. Siri sa "stare in scena" ma il suo personaggio sembra talvolta imprigionato nella griglia visiva imposta dalla regia. Luciano Ganci, nei panni di Radamès, ha offerto una prova di grande sensibilità interpretativa. Il tenore ha privilegiato un approccio che esalta l'aspetto più sentimentale del personaggio rispetto a quello eroico, conferendogli una dimensione umana e toccante. La sua voce, dal timbro oggettivamente bello e caldo, ha dominato la partitura con un fraseggio elegante e una linea di canto fluida, dimostrando una notevole capacità di esprimere le sfumature emotive richieste dal ruolo. Eccellente l’Amneris di Anna Maria Chiuri che ha dipinto il personaggio con una tavolozza psicologica e vocale ricchissima: dalla dolcezza amara del secondo atto alla furia disperata dell’ultimo, ha dominato la scena con carisma e autorevolezza, fino a farmi pensare – con un sorriso – che l’opera si sarebbe potuta intitolare proprio “Amneris”. Il suo personaggio trova tutte le sfumature psicologiche e vocali necessarie, partendo con accenti morbidi e ben calibrati per poi spingere l'acceleratore già nel secondo atto e concludere da grande leonessa nella scena finale del quarto atto, dove si erge a protagonista assoluta con padronanza scenica e vocale.


Solida anche la prova di Youngjun Park nei panni di Amonasro, un artista capace di cogliere il segno del personaggio con una voce imponente, sicura e ben piazzata, gestita con accenti sempre calibrati e pertinenti. Tra i bassi, Simon Lim (il Re) ha cantato con precisione e accuratezza, mentre Alexander Vinogradov (Ramfis) ha mostrato qualche incertezza nell’intonazione, in particolare nella grande scena del giudizio. Hanno completato il cast con professionalità Carlo Bosi (Un messaggero) e Francesca Maionchi (Gran Sacerdotessa). Alla guida dell’orchestra, il M° Daniel Oren ha offerto una lettura energica e controllata. Sulle note del breve preludio, denso di pathos, la sua mano sicura e decisa ha immediatamente impresso il sigillo sulla partitura di Verdi, cogliendo con acume le intenzioni e le molteplici sfumature del compositore. Oren cesella la partitura con attenzione estrema: ogni intervento orchestrale è pensato per sostenere e amplificare il canto, mai per soverchiarlo. L'introduzione dell'aria del soprano nel terzo atto si è fusa perfettamente con la voce dell'interprete, mentre l'accompagnamento dei violini nel duetto finale ha creato quel delicato e struggente letto di morte su cui si sono adagiati i due amanti. Il Trionfo, momento topico dell’opera, è divenuto una grande espressione corale, dove ogni elemento ha partecipato con spirito combattivo, esaltando ogni armonia infusa in questo momento di massima magnificenza. Va però sottolineato che la stessa struttura dell'allestimento, con le sue distanze e l'affastellamento scenico, ha talvolta reso arduo il dialogo tra buca e palco, generando qualche inevitabile scollatura che ha messo a dura prova la fluidità dell'esecuzione d'insieme. Il Coro, preparato dal M° Roberto Gabbiani, ha brillato per compattezza e coerenza stilistica dimostrandosi all'altezza delle più grandi rappresentazioni, esibendo una compattezza musicale invidiabile e conferendo ad ogni pagina uno stile inconfondibile, che solo la cornice areniana riesce a rendere unico. In sintesi, questa Aida "di cristallo" si conferma uno spettacolo di indubbio impatto visivo, capace di ammaliare il pubblico con la sua estetica avveniristica e la sua grandiosità scenica. La direzione musicale ha saputo restituire la magnificenza della partitura verdiana, supportata da un Coro di eccellente livello e da un cast vocale che, pur con qualche disomogeneità, ha offerto prove di notevole spessore. Tuttavia, la marcata simbologia e l'autoreferenzialità della regia di Stefano Poda sollevano un interrogativo fondamentale sulla sua funzionalità rispetto all'essenza drammatico-musicale dell'opera. Se da un lato l'Arena si riempie e i record si susseguono, dall'altro resta da chiedersi: in un'epoca in cui la ricerca di nuove letture registiche è costante, fino a che punto lo splendore visivo può e deve prevalere sulla coerenza drammaturgica e sulla primazia della musica, senza snaturare l'anima profonda del capolavoro verdiano? (La recensione si riferisce alla recita del 29 giugno 2025)



Crediti fotografici Ennevi Foto per la Fondazione Arena di Verona Nella miniatura in alto: il direttore Daniel Oren Sotto, in sequenza: istantanee di Ennevi Foto sulla "Aida di cristallo" Al centro, in sequenza: Anna Maria Chiuri nel ruolo di Amneris; Maria José Siri (Aida) e Luciano Ganci (Radamès) Sotto, in sequenza: panoramiche su scene e costumi In fondo: il saluto del Coro diretto da Roberto Gabbiani al termine della recita
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Parliamone
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Otello l'incoerenza č di scena
intervento di Simone Tomei FREE
PARMA - Esiste un patto segreto, antico e nobilissimo, tra il palcoscenico e la platea. È un atto di fede: lo spettatore si affida alla visione degli artisti, promettendo in cambio sospensione dell'incredulità e apertura del cuore. Aprire il sipario sull' Otello al Teatro Regio di Parma, nel cuore del Festival Verdi 2025, avrebbe dovuto significare rinnovare questo patto, immergendosi nel gorgo della più compiuta tragedia shakespeariana in musica. E, in effetti, la partitura di Verdi ha mantenuto fede al suo compito: un fiume in piena, potente e inesorabile, che dal golfo mistico ha continuato a scorrere, travolgente e commovente. Il problema, ahimè, è sorto quando ho alzato gli occhi perché ciò che si vedeva apparteneva a un altro pianeta drammaturgico, a un universo visivo che con il fiume verdiano dialogava poco o punto. Le note di regia di Federico Tiezzi, un denso manifesto intriso di Freud, Welles, Dostoevskij e Pasolini, promettevano una discesa negli inferi della psiche.
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FERRARA - Dmitrji Shostakovic era nato a San Pietroburgo (seconda città della Russia per numero di abitanti, "ribattezzata" col nome di Leningrado sotto il regime staliniano) nel 1906 ed è deceduto a Mosca nel 1975: ha dunque attraversato come uomo e come musicista tutto il periodo sovietico e soprattutto il periodo più buio dell'oppressione comunista
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FERRARA - Si intensifica l'attività concertistica per il prossimo inverno/primavera del Comitato per i Grandi Maestri fondato e diretto da Gianluca La Villa: ben sette concerti cameristici, dei quali 3 organizzati da Ferrara Musica nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" su indicazione proprio del Comitato per i Grandi Maestri, e 4 concerti del calendario
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Il labirinto mentale di Lucrezia Borgia
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Shostakovic per tre
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Le ossessioni carnali di Salome
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Lü Jia perfetta intesa con Pagano
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Taverna per Prokofiev
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FERRARA - Il corpus dei cinque concerti per pianoforte e orchestra e delle nove sonate per pianoforte, oltre a vari pezzi minori, testimonia l'impegno di Sergej Prokofiev per i tasti bianconeri. Tutti i più grandi pianisti si sono cimentati (e continuano a cimentarsi) nei concerti per pianoforte di Prokofiev, con assoluta predominanza - almeno
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Centenario di Dietrich Fischer-Dieskau
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ROVIGO - In occasione del centenario della nascita di Dietrich Fischer-Dieskau, prestigioso baritono e raffinato interprete della grande tradizione Liederistica e operistica internazionale, Rovigo ha dedicato una masterclass presso il conservatorio cittadino e una giornata speciale al suo lascito musicale e intellettuale, con eventi di altissimo profilo
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Donizetti Opera apre il sipario
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BERGAMO - Quella che qui presentiamo è la prima edizione del Donizetti Opera 2025 firmata dal direttore d'orchestra Riccardo Frizza, nella doppia veste di direttore artistico e musicale. È un festival da tempo riconosciuto a livello internazionale come irrinunciabille appuntamento annuale dedicato al celebre compositore bergamasco Gaetano
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BUSSETO (PR) – «Penso che l’attrazione di Verdi per Shakespeare fosse legata più alla sua convinzione di poter trasformare in musica la grande letteratura che non ad affinità personali. Sicuramente aveva un istinto formidabile per l’Arte con la a maiuscola. Ma se oggi, come allora, nessuno sa nulla della vita di Shakespeare, è innegabile che Verdi
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Bologna va 'Verso Itaca'
redatto da Athos Tromboni FREE
ROMA - La stagione di Opera, Danza e Concerti 2006 firmata dalla nuova sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, Elisabetta Riva e dal direttore artistico Pierangelo Conte si chiama “Verso Itaca”: è un appellativo che racconta metaforicamente l’ultima tappa del viaggio della fondazione lirico-sinfonica felsinea verso il rientro
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TORINO - C’è un destino che sembra non conoscere oblio: quello di Francesca da Rimini, eroina sospesa tra colpa e innocenza, tra desiderio e condanna, che continua a esercitare il suo fascino attraverso i secoli e i linguaggi. Quando il sipario del Teatro Regio di Torino si alza sull’opera di Riccardo Zandonai, aprendo la stagione lirica 2025/2026, non
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Opera dal Nord-Est
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ROVIGO - Zeus e le sue metamorfosi alla caccia delle femmine: così lo scenografo e costumista Milo Manara (al suo debutto sulle scene dell'opera) ha illustrato Così fa tutte di Wolfgang Amadeus Mozart per l'inaugurazione della 210.ma stagione lirica del Teatro Sociale di Rovigo, venerdì 17 ottobre 2025. L'allestimento si è rivelato giocoso,
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Cosė fan tutte commedia della menzogna
di Athos Tromboni FREE
ROVIGO - In una lettera senza data, inviata prima del 17 giugno 1788, Mozart scriveva a Michael Puchberg, facoltoso commerciante di stoffe e fratello massone appartenente alla sua loggia, la seguente lettera: «Venerabile fratello, carissimo, amatissimo amico! La convinzione che lei mi sia veramente amico e che mi conosca come uomo d'onore
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Dischi in Redazione
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Disco che celebra un grande Autore
recensione di Simone Tomei FREE
Ennio Porrino I Canti dell'esilio (Songs of Exile) Angela Nisi soprano - Enrica Ruggiero pianoforte Brilliant Classics 2025 Il compositore sardo Ennio Porrino (1910-1959) appare oggi come un autore al tempo stesso elegante e complesso, il cui percorso creativo è segnato dalla tensione fra la ricerca delle radici identitarie
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Opera dal Nord-Ovest
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Don Giovanni claustrofobico
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - C’è qualcosa di emblematico nel vedere il Don Giovanni di W.A. Mozart intrappolato in un labirinto di pareti rotanti; forse è il destino stesso di certe regie nate come provocazione e finite per diventare autocitazione. Al Teatro Carlo Felice di Genova, l’allestimento firmato da Damiano Michieletto (produzione della Fenice di Venezia datata
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Classica
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Gibboni e Mariotti bella accoppiata
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FERRARA - Brahms presentato (le sue Sinfonie), Brahms eseguito (la Sinfonia n.4): così si è aperta lunedì 6 ottobre la stagione 2025/2026 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale "Claudio Abbado", dopo l'anteprima del 14 settembre scorso dell'Ensemble Nova Ars Cantandi presso la Pinacoteca Nazionale di Palazzo Diamanti. Per approfondire la
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Jazz Pop Rock Etno
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Ferrara in Jazz primo week-end
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il 3 ottobre scorso il Jazz Club Ferrara ha dato avvio alla prima parte dei concerti della nuova stagione "Ferrara in Jazz" che si svolgerà ogni fine settimana (il venerdì, il sabato e la domenica) fino al 21 dicembre 2025. L'appuntamento d'apertura, nel Torrione San Giovanni, ha visto in pedana il sassofonista Piero Bittolo Bon con Alessandro
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Partenza con le canzoni di Guccini
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FERRARA - Alla volta dei primi freddi (o freschi) settembrini, il mondo si divide: chi si dà già ai pranzi autunnali vestendosi come se fosse il 1° di gennaio; chi ogni weekend, nostalgico del caldo, chiede al coniuge di fare “l’ultima” gita al mare; chi guarda in continuazione le mail, per sapere quando inizieranno le prime serate della stagione
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Personaggi
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Porto in scena le parole che non scrisse
servizio di Ludovica Zambelli FREE
FERRARA - Al Teatro Abbado andrà in scena lo spettacolo Concerto a due per Puccini, con Alessio Boni e Alessandro Quarta, regia di Boni stesso e Francesco Niccolini ("prima" lunedì 29 settembre, replica sabato 30 settembre 2025 ore 20,30); è uno spettacolo con parole e musica, che si incontrano per restituire la complessità di un compositore che
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Echi dal Territorio
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Ferrara in Jazz si parte!
redatto da Athos Tromboni FREE
FERRARA - È giunta alla 27.esima edizione la stagione del Jazz Club Ferrara, presso il Torrione San Giovanni di via Rampari di Belfiore incrocio di via Porta Mare: a partire da venerdì 3 ottobre 2025, proprio il Torrione riapre le porte di Ferrara in Jazz con il programma della prima parte di stagione (ottobre-dicembre 2025), dove sono in calendario
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Classica
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Saccon-Genot e fanno tre
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il Comitato per i Grandi Maestri fondato e presieduto da Gianluca La Villa ha organizzato un concerto cameristico a Palazzo Roverella, sede del Circolo Negozianti di Ferrara, in memoria del prof. Luigi Costato: protagonisti del concerto sono stati due musicisti già noti e molto apprezzati nella città estense, il violinista Christian Joseph
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Ballo and Bello
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Ecco le Stanze della Danza
FREE
ROVIGO - Per due giorni, sabato 27 e domenica 28 settembre 2025, Rovigo diventa una finestra sul panorama della danza contemporanea. È stato presentato il 19 settembre scorso allo spazio Fs del Censer, in conferenza stampa, la prima edizione del festival Le stanze della Danza, un itinerario di performance che si inaugurerà alle ore 17,00 di
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Opera dal Centro-Nord
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Una perla i Pescatori di perle
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - La perfezione, si sa, non è di questo mondo. Eppure l’arte, nei suoi momenti più ispirati, ci consente di sfiorarne il mistero, in quella rara alchimia che fa dialogare la forza arcana della musica, la purezza del canto e la poesia della scena. È questa, precisamente, la sensazione che ho provato uscendo dal Teatro del Maggio Musicale
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Pagina Aperta
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Un luogo dove il cuore rimane giovane
redatto da Athos Tromboni FREE
ROVIGO - La platea del Teatro Sociale per la prima volta si è trasferita in piazza Giuseppe Garibaldi: l’evento dal titolo Sotto il cielo di Rovigo – Cult dove il cuore rimane giovane, a cura della regista Anna Cuocolo, ha voluto essere un incontro speciale della autorità locali e del management del teatro con il pubblico, per celebrare insieme a tutta la città,
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Echi dal Territorio
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Lucca nuova stagione d'Opera
redatto da Simone Tomei FREE
LUCCA - È stata presentata il 17 settembre 2025, nel Ridotto del Teatro del Giglio "Giacomo Puccini", la Stagione lirica 2025-2026 della quale vi portiamo a conoscenza attraverso il comunicato stampa dell’ente lucchese. La Stagione Lirica del Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" si presenta, per il 2025-2026, come un’autentica celebrazione del
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Vocale
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Concerto degli allievi di Magiera
FREE
FERRARA - La presentazione della Stagione di Opera & Danza 2025/2026 del Teatro Comunale "Claudio Abbado" - avvenuta nella mattinata di martedì 16 settembre - ha avuto il suo epilogo alle ore 20,00 con un concerto lirico nel Ridotto del teatro, dove si sono esibiti i giovani allievi del corso di perfezionamento tenuto dal maestro Leone Magiera
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Eventi
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Ferrara nuova stagione d'Opera e Danza
redatto da Athos Tromboni FREE
FERRARA - Un "Concerto a due per Puccini" e dodici spettacoli di opera, danza, musical, sono la dote della Stagione d'Opera & Danza 2025/2026 del Teatro Comunale "Claudio Abbado" che si aprirà il prossimo 29 settembre per concludersi il 24 maggio del prossimo anno.
La conferenza-stampa
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Opera dal Centro-Nord
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L'amico Fritz fra sostenitori e detrattori
servizio di Simone Tomei FREE
LIVORNO - Dopo l’esplosione dirompente del successo di Cavalleria rusticana (1890), Pietro Mascagni si trovò davanti a una sfida tutt’altro che semplice: dimostrare di non essere l’autore “di un’opera sola”, consacrato dalla fortuna di un libretto tratto da Verga. Ed è in questo clima che nacque L’amico Fritz, andato in scena per la prima volta al
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Personaggi
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Cantami o Diva gli intrighi...
intervista a cura di Athos Tromboni FREE
Massimo Crispi è un tenore particolare, ribelle per molte cose e dal repertorio quanto mai vario. Vive una parte dell'anno a Palermo e l'altra parte dell'anno a Firenze. Vario - si diceva - il suo repertorio, ma varia è anche la sua maniera di essere artista. Da sempre ha infatti coltivato la scrittura, in ogni campo, e, oggi, non frequentando più
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Echi dal Territorio
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Frescobaldi Day a Palazzo Schifanoia
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FERRARA - Marina De Liso, mezzosoprano e docente di musica antica nel Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" nonché coordinatrice del "Concentus Musicus Fe' Antica" ha presentato ieri nella bella e confortevole sala pubblica di Palazzo Schifanoia il primo concerto della stagione 2025/26 di Ferrara Musica: quest'anno l'associazione concertistica
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Vocale
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Dalla romanza alla canzone napoletana
servizio di Simone Tomei FREE
PONTE A MORIANO (LU) - La serata del 12 settembre 2025 al Teatro Idelfonso Nieri di Ponte a Moriano si è chiusa l’edizione di "Un Teatro Sempre Aperto", confermando ancora una volta la qualità e la coerenza di una rassegna che, pur in assenza della storica sala cittadina del Teatro del Giglio, ha saputo mantenere viva la propria presenza sul
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Opera dall Estero
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Una Traviata trasposta nel Novecento
servizio di Ramón Jacques FREE
BOGOTÀ (Colombia) - 24 agosto 2025, Teatro Mayor Julio Mario Santo Domingo. In occasione della quindicesima stagione del Teatro Mayor Julio Mario Santo Domingo, attualmente il palcoscenico più importante della Colombia, si è tenuta una nuova rappresentazione di La traviata. L’opera,
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