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Bellissima regia di Manu Lalli per la prima opera ''esotica'' scritta da Giacomo Puccini |
Butterfly e la simbologia degli alberi |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 09 Agosto 2025 |
TORRE DEL LAGO (LU) - Madama Butterfly di Giacomo Puccini è il quarto titolo a susseguirsi sul palcoscenico del Festival Puccini di quest’anno. Per la sua 71ª edizione, la rassegna ha affidato la regia a Manu Lalli, che propone una lettura capace di andare oltre la mera rappresentazione scenica, trasformando il linguaggio visivo e simbolico in un elemento narrativo essenziale: la “sua” Madama Butterfly non è un’operazione nostalgica o puramente tradizionale, ma un dialogo attuale e pregnante con temi di grande rilevanza contemporanea, tra cui l’ecologia, i diritti delle donne e la riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura. Gli elementi cardine di questa messinscena - la regia, la scenografia e i costumi - si rivelano strumenti potentissimi per cogliere la profondità di un’opera che parla a molteplici livelli: emotivo, simbolico e filosofico. La visione registica di Manu Lalli, definita, si caratterizza per una forte impronta concettuale che trascende il realismo letterale. Lo spettatore viene trasportato in uno spazio teatrale psicologico e metaforico, dove la tragedia scorre fluida tra piani temporali e realtà differenti. Questa dimensione onirica favorisce un linguaggio simbolico intenso e coinvolgente, trasformando Madama Butterfly da semplice racconto di tradimento in un manifesto sociale.



La vulnerabilità di Cio-Cio-San diventa metafora universale della fragilità della natura e dell’oppressione femminile, in una visione che intreccia consapevolmente tematiche socio-ambientali e di genere. L’opera del 1904 viene così riletta come commento attuale e urgente, capace di parlare a un pubblico contemporaneo oltre la cerchia degli appassionati d’opera, stimolando riflessioni su sfruttamento, vulnerabilità e degrado ambientale. La messa in scena si fonda su un uso mirato del simbolismo e di un linguaggio visivo archetipico. Scenografia e costumi sono pensati come veicoli di significato, attingendo a esperienze umane universali e a un legame primordiale con la natura. “Ombra, bosco e natura” - concetto richiamato dalla stessa regista - non sono semplici elementi scenici, ma presenze vive che amplificano il senso del dramma. Fulcro visivo dello spettacolo è una foresta di alberi veri, elemento immediato e tangibile che rende l’ambientazione viva e immersiva. Questi alberi, quali “individui” scenici, partecipano alla narrazione con un’evoluzione dinamica: verdi e rigogliosi nel primo atto, simbolo di vitalità e speranza, si presentano secchi e aridi nei successivi, incarnando degrado e desolazione. Questo mutamento riflette in parallelo il percorso emotivo e psicologico della protagonista, trasformando la scenografia in un personaggio attivo che racconta, senza parole, la perdita di linfa vitale e di speranza. Il parallelismo tra deterioramento ambientale e sofferenza di Butterfly rafforza il legame fra diritti delle donne e tutela della natura, in un’ottica profondamente umanista. La trasformazione scenica, lungi dall’essere un espediente estetico, agisce come potente strumento narrativo, permettendo di “leggere” la storia anche attraverso un paesaggio che evolve insieme ai sentimenti e agli eventi. In questo modo, il linguaggio visivo trasmette temi complessi in maniera diretta e potente, evitando semplificazioni didascaliche e offrendo un’esperienza teatrale ricca di stratificazioni. Coerentemente con la visione simbolica, i costumi adottano una palette essenziale ma densa di significati. Bianco e rosso, archetipi universali, dominano la scena: Cio-Cio-San incarna questa dualità di purezza e passione, forza e sacrificio; Pinkerton indossa toni che ne suggeriscono superficialità e distacco; Sharpless e Suzuki vestono tonalità intermedie, a riflettere il loro ruolo di mediatori e testimoni. L’uso mirato del colore diventa parte integrante della drammaturgia, aggiungendo un ulteriore livello di racconto.

L’interpretazione vocale si pone in perfetto dialogo con la regia, risultando coerente con la linea simbolica e drammatica tracciata. Maria Agresta, nel ruolo di Cio-Cio-San, ha affrontato una serata complessa, con alcune difficoltà nella zona acuta, sia nel duetto finale del primo atto sia nella celebre aria "Un bel dì vedremo". Tuttavia, come accade con un professore di matematica che esegue correttamente nove operazioni su dieci, ma di cui tutti si soffermano sull’unica sbagliata, non mi piace ridurre la valutazione a pochi momenti critici. L’artista ha infatti dimostrato una solida preparazione vocale e una profonda intesa con il personaggio, confermandosi interprete affidabile e coinvolgente. Gli accenti sono calibrati con precisione, le intenzioni espressive chiare, e il fraseggio trova sempre un modo personale e sentito per comunicare i sentimenti di Cio-Cio-San. Come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, alcune imprecisioni nelle note non devono oscurare la qualità complessiva di una lettura di grande valore, che la confermano una sublime artista. Non posso però non segnalare con rammarico un episodio spiacevole che ha segnato la serata: come già successo nella precedente opera "La Bohème", una persona in platea - che definirei senza mezzi termini un cafone - ha urlato all’inizio del secondo atto «Maria studia!», riferendosi proprio all’interprete principale. Questi comportamenti, che oltrepassano ogni forma di rispetto verso l’artista, sono indegni e, francamente, fanno ribrezzo. Vincenzo Costanzo interpreta Pinkerton con una vocalità seducente e spavalda, che mette in risalto la superficialità e il ruolo di “predatore inconsapevole” voluto dalla regia. La sua voce incisiva nei centri rafforza efficacemente la contrapposizione tra fascino e irresponsabilità, rendendo tangibile il disprezzo che il personaggio prova per Butterfly e per la natura. Il ruolo è stato affrontato con intensa partecipazione emotiva, anche se in alcuni passaggi acuti si percepisce a tratti una tendenza a “strafare”, con suoni talvolta troppo veementi, quasi urlati. Tuttavia, l’interprete ha saputo controbilanciare queste occasioni con momenti di grande raffinatezza vocale, come le bellissime mezze voci nel duetto finale del primo atto. Particolarmente degno di nota è stato il fraseggio accurato e la partecipazione emotiva intensa mostrati nell’aria "Addio, fiorito asil", che hanno confermato la profondità espressiva nel delineare un Pinkerton complesso e credibile. Chiara Mogini, nei panni di Suzuki, si impone come un solido pilastro emotivo grazie a un fraseggio caldo e partecipe, che funge da ponte tra la protagonista e il mondo circostante, mettendo in rilievo la sottile dicotomia tra cura e possesso. Tuttavia, nella sua interpretazione, ho riscontrato una certa difficoltà nel percepire una netta differenziazione di registro rispetto alla protagonista. Il suo timbro, infatti, appare piuttosto chiaro, suscitandomi qualche dubbio sulla vocalità di mezzo-soprano. Pur offrendo un canto impeccabile per musicalità, intonazione e precisione, le è forse mancato quel timbro più denso e avvolgente che avrebbe potuto differenziarla maggiormente dalla protagonista. Questa lieve carenza è apparsa con particolare evidenza nel duetto dei fiori, a conclusione del secondo atto. Luca Micheletti interpreta Sharpless con un timbro nobile e una gestione sapiente del canto, assumendo il ruolo di una voce critica e consapevole all’interno dell’opera. La sua presenza sottolinea con naturalezza la drammaturgia del vuoto e il peso delle responsabilità morali che gravano sul personaggio, conferendo profondità alla sua figura. La prova dell’artista si distingue per una musicalità raffinata e una vocalità precisa, caratterizzate da un fraseggio e una modulazione sonora attenti che riescono a trasmettere con efficacia le emozioni e i sentimenti, delineandone un ritratto umano, credibile e partecipato



Altri ruoli, Kate Pinkerton (Francesca Paoletti), Goro (Nicola Pamio), Yamadori (Manuel Pierattelli), Zio Bonzo (Andrea Tabili), Yakusidé (Francesco Auriemma), il Commissario Imperiale (Roberto Rabasco), l’Ufficiale del Registro (Francesco Lombardi), la Madre (Maria Salvini), la Zia (Claudia Belluomini), la Cugina (Irene Celle) e Dolore (Valentin Dall’Amico Brambach) contribuiscono a costruire un tessuto sonoro e drammatico ricco e articolato, supportando le linee principali della narrazione con caratterizzazioni precise e funzionali. Il coro qui assume un ruolo di spicco, agendo come una sorta di coscienza collettiva e presenza ambientale; il suo intervento non si limita a supportare vocalmente la vicenda, ma si espande in un’efficace rappresentazione corale che amplifica le atmosfere naturali e simboliche del bosco, diventando eco e specchio delle emozioni e delle tensioni dei protagonisti. La direzione del coro, affidata al M° Marco Faelli, si distingue per precisione e cura dinamica, integrandosi perfettamente nella concezione registica. Sostituendo l’indisposto Antonino Fogliani, il M° Francesco Ivan Ciampa ha assunto la direzione dell’Orchestra del Festival Puccini con una maestria che ha superato la semplice funzione tecnica, trasformandosi in una vera e propria interpretazione drammaturgica della partitura. La sua bacchetta, sicura e versatile, ha saputo far emergere con grande precisione e sensibilità la ricchezza timbrica e la complessità dell’orchestrazione pucciniana, che in quest’opera si presenta come un tessuto sonoro stratificato, ricco di dettagli espressivi e simbolici.

La direzione di Ciampa si è distinta per una cura maniacale delle dinamiche e delle sfumature, valorizzando ogni piano sonoro: i pianissimi sono stati trattati con un’attenzione quasi tattile, fondendosi in maniera evocativa con le ombre e i colori della scenografia, creando un’atmosfera rarefatta e sospesa. Al contrario, i momenti di forte intensità orchestrale hanno esploso una potenza dirompente, capace di scuotere lo spazio teatrale e di sottolineare con forza la tensione drammatica che attraversa la vicenda. Un elemento centrale della sua lettura è stato il bilanciamento impeccabile tra buca e palcoscenico, cruciale in un’opera come questa, in cui la sovrapposizione tra orchestra e canto rischia spesso di sovrastare le voci. Grazie a un controllo attento del fraseggio e della dinamica, ha permesso alle voci soliste, e in particolare a quella di Cio-Cio-San, di emergere nella loro piena bellezza lirica, senza mai sacrificare la ricchezza sonora dell’accompagnamento orchestrale, che anzi si è presentato come un tessuto caldo e avvolgente, di sostegno e dialogo continuo con il canto. La sua interpretazione ha dunque elevato la musica da semplice accompagnamento a “protagonista aggiuntivo” del racconto, un elemento narrativo autonomo e carico di tensione emotiva. La direzione ha saputo tessere con maestria il filo conduttore che lega i vari momenti drammatici, anticipandone le svolte e sostenendo con energia il profondo tormento interiore della protagonista, contribuendo così a una lettura complessiva coinvolgente e coerente. La capacità del musicista avellinese di adattarsi con prontezza alle contingenze della produzione, unita a una visione interpretativa personale ma sempre rispettosa della partitura originale, si è rivelata determinante per il successo dello spettacolo. Ha dimostrato come un direttore d’orchestra, con il proprio stile e sensibilità, possa ridefinire e arricchire l’esperienza teatrale nel suo complesso, contribuendo a far risuonare in modo nuovo e appassionante un capolavoro del repertorio lirico. Questa Madama Butterfly si è rivelata un’esperienza artistica completa, un vero e proprio invito alla consapevolezza. Come il bosco che lentamente muore e come la protagonista che si sacrifica, anche il nostro mondo reclama attenzione e cura. Un messaggio universale, racchiuso nella bellezza senza tempo di un capolavoro. E, come sottolinea la regista nelle sue note di regia: «... Butterfly, così come la terra, non può vivere senza amore. Lei ci chiama: la sua voce è un grido silenzioso, un appello che tenta di arginare i nostri poteri sul mondo. La musica dell’opera ci guida. È giunto il momento di ascoltare.» Teatro esaurito in ogni ordine e grado con applausi per tutti. (La recensione si riferisce alla recita di venerdì 8 agosto 2025)
Crediti fotografici: Giorgio Andreuccetti per il Festival Puccini 2025 Nella miniatura in alto: il soprano Maria Agresta (Cio-Cio-San) Sotto, in sequenza: Maria Agresta e Chiara Mogini (Suzuki); Vincenzo Costanzo (F.B. Pinkerton); Francesca Paoletti (Kate Pinkerton); ancora Maria Agresta; Luca Micheletti (Sharpless); Vincenzo Costanzo con Luca Micheletti Al centro, in sequenza: Chiara Mogini, Maria Agresta e Luca Micheletti; belle panoramiche di Giorgio Andreuccetti su scene e costumi Sotto: la scena finale con l'harakiri di Cio-Cio-San
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Ecco una Tosca classica
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GENOVA - C’è una Tosca che nasce dalla tradizione ma rifiuta di restare confinata in una dimensione museale, scegliendo piuttosto di interrogare il presente attraverso gli strumenti del passato. È in questo spazio intermedio che colloco l’allestimento approdato al Teatro Carlo Felice di Genova, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma: una ricostruzione filologica solo in apparenza, che ambisce invece a restituire vitalità contemporanea a un impianto storico. L’origine romana dell’allestimento non è un dettaglio accessorio, ma un elemento strutturale: il lavoro dei laboratori capitolini, che circa un decennio fa hanno ricostruito scene e costumi sulla base dei materiali originali di Adolf Hohenstein, si traduce in un dispositivo visivo di notevole coerenza stilistica. Scenografie dipinte, architetture prospettiche, cura minuziosa dei dettagli restituiscono il teatro all’italiana nella sua forma più riconoscibile
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L'estate e... oltre del Gruppo dei 10
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FERRARA - Una conferenza stampa fiume stamattina nel rinomato ristorante "Marinai in coperta" di via Otello Putinati 24 per presentare la programmazione estiva di Tutte le direzioni in Summertime... and more 2026, dove sono intervenuti Massimo Cavalleretti (presidente del Gruppo dei 10), Alessandro Mistri (direttore artistico), il batterista Ellade
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BOLOGNA - Tante storie un filo comune. La frase ha l'apparenza di uno slogan, invece è il titolo vero con cui la città felsinea e il suo maggior teatro si apprestano a far tornare nelle sale del Bibbiena le stagioni di opera, danza, musica sinfonica e cameristica. L'annuncio delle Tante storie è stato dato nella conferenza stampa del 25 giugno scorso,
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LIVORNO - Oltre cinquanta serate tra lirica, prosa, musica sinfonica ed eventi: è questo il ricco programma della nuova stagione teatrale 2026-27 della Fondazione Goldoni presentato nel corso di una conferenza stampa direttamente sul palcoscenico dello storico Teatro di tradizione livornese. A delinearne genesi e sviluppo, il
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GENOVA, 27 giugno 2026 — Il Teatro Carlo Felice presenta la stagione artistica 2026–2027, un cartellone ampio e articolato che attraversa i grandi repertori dell’opera, della danza, del musical e della musica sinfonica, confermando la vocazione del teatro come centro propulsore della vita culturale cittadina e nazionale. La nuova stagione si
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MMF trecent'anni in un cartellone
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FIRENZE - Presentata il 19 giugno 2027, la nuova stagione del Maggio Musicale Fiorentino insieme all’89ª edizione del Festival si impone come uno dei progetti artistici più ampi e strutturati nel panorama europeo. Un cartellone che intreccia opera, concerti e danza in un percorso attraverso tre secoli di storia musicale,
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Pietro Mascagni a Livorno e altrove
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LIVORNO - È on-line il programma completo della settima edizione del Mascagni Festival, la rassegna lirica e musicale dedicata alla valorizzazione e alla reinterpretazione dell’opera di Pietro Mascagni, promossa dalla Fondazione Teatro Goldoni. Dal 17 al 23 agosto la città di Livorno ospiterà un ricco programma di spettacoli, concerti
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La nuova stagione del Teatro Celebrazioni
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BOLOGNA - Giovedì 11 giugno 2026 si è svolta la conferenza stampa relativa alla presentazione dei nuovi spettacoli del Teatro Celebrazioni di Via Saragozza, 234 - presso la Biblioteca San Genesio di Casa Lyda Borelli - alla presenza di Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Filippo Vernassa, Direttore artistico
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Giovanni Bergamasco fa sold-out
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FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto e in parte qui riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio
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Un Ballo per due
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FIRENZE - (servizio di Nicola Barsanti) - Con il nuovo allestimento di Un ballo in maschera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affida a Valentina Carrasco una lettura che abbandona ogni riferimento alla corte svedese e trasporta l’intera vicenda negli Stati Uniti d'America degli anni Sessanta, intrecciando la figura di Riccardo con quella di
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FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
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GENOVA - Il nuovo allestimento di Macbeth del Teatro Carlo Felice firmato da Fabio Ceresa, già visto e recensito al Teatro Goldoni di Livorno, (consultabile qui), continua a confermarsi uno spettacolo efficace e suggestivo, capace di restituire con immediatezza le atmosfere oscure, febbrili e visionarie del capolavoro shakespeariano
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Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
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Fatale è il prossimo futuro
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Ferrara Musica nuova stagione
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Romeo e Giulietta ieri e oggi
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TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. C’è un balcone a Verona sotto il quale i visitatori fanno la fila. Vi si recano per vedere il famoso luogo da cui Giulietta Capuleti dichiarava il suo amore a Romeo Montecchi. Si entra da via Cappello in un cortile dove un balconcino di epoca gotica fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzetto trecentesco.
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Antonio Rolfini e i Moments
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La Nona per un novantennale
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FIRENZE – C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che Zubin Mehta scelga di celebrare il proprio novantesimo compleanno sul podio del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’istituzione con la quale ha costruito un legame artistico e umano lungo oltre sessant’anni. La Sala Grande, gremita in ogni ordine di posti, accoglie il Maestro
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Il mandolino nella storia della musica
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La Turandot della prima volta
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LUCCA - Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione di Turandot, il Teatro del Giglio, luogo profondamente legato alla memoria di Giacomo Puccini, nato a Lucca , rende omaggio a uno dei titoli più amati e complessi del repertorio pucciniano. La scelta di presentare proprio Turandot assume un valore che va oltre
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Rachmaninov e Sostakovič, sì però...
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GENOVA - Due partiture nate dalla frattura, due risposte alla crisi che hanno segnato, ciascuna a suo modo, il corso della musica del Novecento. Il programma proposto dal Teatro Carlo Felice nella serata del 24 aprile 2026 affida al M° Samuel Lee, giovane bacchetta sudcoreana impostasi all'attenzione internazionale con la vittoria alla Malko
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Opera dal Centro-Nord
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Morte di Klinghoffer confessione collettiva
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FIRENZE - C’è una linea di confine tutt’altro che neutra che ogni grande teatro è chiamato prima o poi ad attraversare: quella che separa la rassicurante continuità del repertorio dalla necessità di misurarsi con le fratture del presente. Non è una semplice scelta di programmazione, ma un gesto che definisce un’identità culturale. L’ 88º
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Opera dall Estero
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Così fan tutte negli anni '30
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CHICAGO (USA) - Civic Opera House. Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti K.588, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte, che debuttò nel gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, è tornata sul palcoscenico della Lyric Opera of Chicago otto anni dopo le sue ultime rappresentazioni qui nella stagione
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Dischi in Redazione
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Nisi e Ruggiero e... Schumann
recensione di Simone Tomei FREE
Robert Schumann: Lieder per soprano e pianoforte Angela Nisi soprano; Enrica Ruggiero pianoforte (Amadeus / Registrazione inedita, allegata al n. 414, aprile 2026) C’è qualcosa di felicemente controcorrente nel fatto che Amadeus, una delle riviste musicali più autorevoli d’Italia, scelga di dedicare la copertina
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Opera dal Nord-Est
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Ingenua Butterfly ma Pinkerton...
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Una Madama Butterfly pasqualina quella andata in scena al Teatro Verdi di Trieste e che concluderà le sue repliche il prossimo 12 aprile. L’opera di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, basato sull’omonimo dramma di David Belasco è stata riproposta nell’allestimento della
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Classica
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Mozart e Beethoven per un bel concerto
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PECCIOLI (PI) – Nella suggestiva cornice della Galleria dei Giganti si conclude, in prossimità della Pasqua, il ciclo di tre concerti organizzato dalla Fondazione Peccioli insieme al Comune, con il sostegno di Belvedere S.p.A., affidato all’Orchestra Regionale della Toscana. Un percorso pensato con intelligenza, che trova proprio in quest’ultimo
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