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Nostra intervista al soprano veneto che, dopo una bella carriera, è oggi affermata docente di canto

Alessandra Rossi si racconta

a cura di Simone Tomei

Pubblicato il 15 Febbraio 2019

190215_Vr_00_AlessandraRossiVERONA - Piove. Il cielo plumbeo non promette nulla di buono e, nonostante questo, non voglio che l’appuntamento sia rimandato. Ecco quindi che, dopo un viaggio tra le terre di Toscana, Emilia Romagna e Veneto, entro nella città scaligera, parcheggio e solo pochi passi mi separano dalla casa del soprano Alessandra Rossi de Simone. Qui mi attende una illuminante chiacchierata che da questa estate rincorriamo. I reciproci impegni hanno reso difficile la possibilità di trovare un momento pacato ed ottimale per potervi dedicare il tempo necessario, ma la fortunata sorte ha arriso alla nostra tenacia. Dopo aver suonato il campanello, grandi saluti, abbracci sinceri, un caffè, poi… ecco il frutto di tanto desiato momento.

Dove hai incontrato la musica?
La musica e io siamo state sempre in sintonia. Fin da piccola amavo cantare e imparavo subito ciò che ascoltavo, dalle canzoni dello Zecchino d’Oro ai vari brani delle opere in disco che erano in casa. Avevo una vocina estesa e squillante, e già adolescente cantavo come solista della Corale del mio paese (Monselice, in provincia di Padova), che era molto nutrita e impegnata nei vari eventi religiosi e non. Finalmente approdai al Conservatorio, grazie a un suggerimento del direttore del coro, nonché professore di latino, il quale diede a mio padre l’idea di farmi ascoltare dalla professoressa Rognoni, stimatissima docente di canto al Conservatorio di Padova, che intuì le mie qualità e la mia buona predisposizione. Iniziai così, all’età di quattordici anni (contemporaneamente al Liceo Classico), a studiare seriamente musica: furono anni di formazione importanti.
Come e quanto ti ha cambiato lo studio del canto?
La musica mi ha dato sempre molta gioia. Anche se dovevo affrontare duri sacrifici per studiare contemporaneamente sia al Conservatorio, sia al Liceo; quando entravo al Conservatorio venivo avvolta dalle note di chi studiava violino, pianoforte o canto e mi sentivo subito nel mio elemento naturale.
Siamo al momento in cui inizia la tua carriera artistica… e poi arriva Bruno de Simone. Ce ne vuoi parlare?
L’amore per la Musica ci ha fatto conoscere e ci ha legato per tanti anni, come un filo invisibile. I miei esordi come cantante cominciarono molto presto. Non avevo ancora terminato il ciclo di studi che venni ascoltata da un direttore d’orchestra di Rovigo, il quale mi invitò a cantare come protagonista ne Il mondo della luna di Baldassare Galuppi con professionisti del calibro di Bianca Maria Casoni e Carlo Gaifa, di cui conservo un meraviglioso ricordo. Il debutto ufficiale arrivò a Spoleto nel 1980, quando vinsi il Concorso Sperimentale "A. Belli", che mi consentì di cantare Marguerite nel Faust di Charles Gounod. Fu un’esperienza bellissima e, in quell’occasione, conobbi Bruno, pure lui vincitore del concorso, che interpretava Valentin. Ci trovammo subito d’accordo e, dopo qualche anno, ci sposammo proprio a Spoleto, con una grande festa, nella quale coinvolgemmo le nostre famiglie, gli amici e alcuni giovani colleghi, i quali furono ben felici di scoprire quella deliziosa città. Il nostro testimone fu Sesto Bruscantini.

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La tua formazione è legata anche al Maestro Bruscantini: qual è il tuo ricordo?
Conobbi Sesto Bruscantini in occasione del Concorso di Spoleto: lui era in commissione e prese  subito a benvolere sia me che Bruno. Da lì cominciammo a seguire i suoi consigli preziosi e, un po’ alla volta, divenne una costante andare una volta al mese a studiare qualche giorno con lui: tecnica, repertorio e interpretazione. Fu un’esperienza altamente costruttiva poiché in diversi anni di frequentazione, ci trasferì la sua miniera di sapienza con grande generosità, umanità, simpatia e affetto. Non potrò mai dimenticare i pomeriggi interi passati insieme a lui a studiare, rifinire e approfondire frase per frase. Bruscantini sapeva condire sempre il tutto con la sua ironia e bonomia cosicché le ore trascorrevano senza ce ne accorgessimo. A inizio carriera eravamo spesso ingaggiati per opere del '700 (di autori quali Pergolesi, Cimarosa, Jommelli, Paisiello): un repertorio che Bruscantini amava molto e di cui conosceva i più sottili e reconditi aspetti. Ricordo quando Bruno fu chiamato dal Teatro di San Carlo per un ruolo buffo molto particolare in napoletano antico (Leporello/Pulcinella in un Don Giovanni di Giacomo Tritto) e lo preparò con il Maestro: fu un autentico divertimento la ricerca della voce adatta per caratterizzare colori e sfumature. Naturalmente il talento di Bruno si prestava perfettamente al personaggio e il successo fu memorabile. Ma abbiamo tanti altri ricordi davvero straordinari, che spesso ripercorriamo insieme. In particolare, abbiamo modo di approfondire tutti gli aspetti nel campo della tecnica vocale, dalla respirazione alla posizione in “maschera” del suono, dall’equilibrio delle vocali alla cura dell’estensione. A Bruscantini stava molto a cuore il tema della tecnica vocale, che aveva analizzato e approfondito con il collega e amico Alfredo Kraus, altro gigante dell’interpretazione lirica nonché allievo della celebre Maestra Mercedes Llopart. Posso quindi ritenermi fortunata per aver goduto di un insegnamento che tramandava la sapienza e la bellezza della Scuola antica: un patrimonio che si rischia di perdere in questi ultimi tempi, davvero bui per la storia del teatro in musica.
E, dopo un periodo di fortunata carriera, hai deciso di dedicarti all’insegnamento della disciplina del canto: una scelta che si è rivelata vincente e foriera di soddisfazioni...
Procedendo nel mio excursus professionale, mi ritrovai ben presto a cantare nei principali teatri italiani: la Scala, il Teatro dell’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Maggio Musicale Fiorentino e molti altri. Il repertorio variava dal Barocco al Settecento inoltrato, fino a Rossini e Donizetti. Spesso mi ritrovavo in cast di prestigio e, tra i miei colleghi, quella che ricordo con più affetto è la cara Daniela Dessì, alla cui prematura scomparsa ancora non riusciamo a rassegnarci. Da giovanissime, avevamo trascorso insieme anche delle esperienze di studio in alcune Masterclass sul repertorio da camera con il Maestro Giorgio Favaretto, presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. La Dessì era un’artista meravigliosa e un’amica straordinaria, entusiasta e amante della sua professione, anche se negli ultimi tempi mi raccontava che solo l’amore per il canto la teneva in un ambiente che non riconosceva più.
Da tutte queste esperienze avevo accumulato un notevole bagaglio di conoscenze relative allo studio della vocalità, che poi, negli anni in cui cominciai a dedicarmi alla didattica, mi furono preziose. Proprio la didattica è stata sempre una mia grande passione e forse ho avuto anche il dono di sapermi esprimere in maniera chiara e comprensibile, oltre a quello di una spontanea pazienza nel seguire e guidare gli allievi in uno studio certo non facile. Si parla di impostare una voce lirica: un argomento impalpabile, fatto di sensazioni fisiche e orecchio musicale, dove in primis è importante fare un corretto esempio esecutivo. Mantenere la voce sempre allenata ed in forma è, di conseguenza, indispensabile per un bravo docente. Nelle varie giornate di studio passate con il Maestro Bruscantini, anche ad ascoltare le lezioni di altri, lui spesso diceva «Come ti pare, Sandrina?» (così mi chiamava affettuosamente), coinvolgendomi in un’analisi che mi chiariva, di volta in volta, come distinguere un percorso corretto da uno non giusto.
Dopo ventidue anni di attività come soprano solista, ho iniziato parallelamente la carriera didattica, prima in Conservatorio, poi, pian piano, privatamente o presso Istituti di Alto Perfezionamento (come l’HEMU, Alta Scuola di Musica di Losanna), dove ho avuto di recente il privilegio di tenere un corso intitolato “Atelier Belcanto”. L’attività didattica mi ha assorbito completamente e mi sono costruita una cerchia di allievi selezionati, italiani e stranieri, che con talento, volontà e spirito di sacrificio si affacciano a questo mondo artistico. E le tante gratificanti soddisfazioni avute sinora mi inducono a proseguire con dedizione ed entusiasmo sempre maggiori.

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Qual è il tuo concetto di canto e tecnica vocale? E, soprattutto, da dove si parte per lo studio del canto?
Potrei esprimere un parere sulla relazione che c’è tra Canto e Tecnica vocale. Spesso assistiamo a fenomeni di voci naturali, ricche di armonici e facili nell’emissione, ma senza una conoscenza, ad esempio, dell’appoggio sul fiato. Difficilmente questo dono di natura durerà a lungo: la propensione al canto deve essere approfondita e guidata con sapienza, sia per non sciupare tale dote, sia per mantenere in salute una professione artistica. Con questo voglio dire che, come in qualsiasi arte, non si può prescindere dalla tecnica. Non si può allenare una parte del nostro corpo senza un’adeguata conoscenza scientifica delle possibilità fisiologiche e dei pericoli in cui si può incorrere. Poi, ovviamente, c’è il lato più creativo e squisitamente musicale: l’approfondimento del repertorio adeguato ad ogni cantante (unito alla conoscenza della sua personalità e del suo temperamento artistico) non è certo un aspetto secondario.
Nel tuo approccio con un allievo o un'allieva,  quale “strategia” segui?
Con i miei allievi instauro rapporti di rispetto, educazione, comprensione, sintonia; e anche di amicizia. Ma nel contempo sono abbastanza esigente nel richiedere serietà ed impegno, dato che studiare canto non è stato prescritto dal dottore.
Raccontaci qualche aneddoto della tua vita da insegnante da annoverare nell’Olimpo dei ricordi.
Tra gli episodi più belli nella mia carriera di docente, mi fa piacere menzionare un incontro speciale, avvenuto circa un anno e mezzo fa mentre ero a Ginevra, dove mio marito Bruno de Simone era impegnato in un originalissimo Barbiere di Siviglia di Rossini. Una ragazza sorridente si avvicina dicendomi: «Ti ricordi di me?». Era un giovane mezzosoprano, impegnata come cover di Rosina, che io avevo conosciuto da bambina, essendo la figlia di un noto direttore d’orchestra scomparso circa quindici anni fa. Lui era un nostro caro amico (insieme alla sua splendida famiglia), con cui avevamo molte volte lavorato e passato bellissime esperienze insieme. Ebbene, l’ho riconosciuta subito ed è stata una grande gioia ritrovarla in palcoscenico come artista. Subito mi ha chiesto di studiare un po’ insieme e la sintonia che si è creata tra noi è stata stupenda: ha una voce meravigliosa e insieme abbiamo approfondito aspetti di tecnica vocale molto importanti per il repertorio belcantista in cui si sta affermando. Lei si chiama Marina Viotti ed è già molto apprezzata sul panorama internazionale… ma non credo siano solo coincidenze.
E penso poi a tanti bravi allievi, ottimi elementi che avevano preso strade sbagliate e che io con pazienza ho recuperato e risanato. Oggi sono già avviati in ottime carriere e sempre, o quasi, mi dimostrano riconoscenza e fiducia totale. Ne sono davvero molto orgogliosa. Credo che la meravigliosa cultura musicale che abbiamo ereditato non andrà perduta finché ci saranno bravi giovani di talento, pieni di passione ed entusiasmo.
Prima parlavamo di Bruno de Simone. Cosa vuol dire condividere la vita con un musicista che, oltre ad essere uno dei bassi buffi più accreditati al mondo, è anch’egli un ottimo insegnante. Mi devo immaginare serate a parlare di musica e tecnica vocale oppure il tutto naviga come una nave con il mare in bonaccia?
Chiaramente la Musica è stata ed è sempre presente nella nostra vita, ma (pur provenendo dalla stessa scuola e avendo una concezione del canto e della vocalità praticamente identica) viene colta con sensibilità diverse.  Abbiamo studiato insieme, approfondito e anche discusso costruttivamente innumerevoli volte.
Come tu asserisci, anche Bruno è un ottimo docente, compatibilmente con i suoi impegni artistici, ancora numerosi dopo trentanove anni di carriera. Lui predilige approfondire tematiche interpretative, studio del testo e cura del personaggio, mentre io mi sono occupata prevalentemente di tecnica e impostazione, individuazione del repertorio e dello stile adeguato. Siamo complementari e al tempo stesso autonomi. Detto questo, in tanti anni di vita insieme (fatti di esperienze teatrali e musicali), molti sono stati i momenti di sacrificio e le delusioni, ma anche di puro divertimento e grandi soddisfazioni… insomma non ci siamo mai annoiati e questo è l’aspetto più importante.
Ti parlo in veste di critico musicale: spesso noto qualche stridore sui palcoscenici da un punto di vista vocale. Cosa pensi tu delle scelte dei teatri italiani di oggi?
Si riscontra spesso un’inadeguata attenzione all’impiego dei giovani interpreti che talvolta sono esposti prematuramente a sostenere ruoli per cui non sono ancora adatti, con evidenti rischi. Oppure, al contrario, vedo giovani artisti di talento soffrire in zona di parcheggio, a vantaggio di mediocri interpreti che hanno più possibilità di esibirsi, con effetti certo poco entusiasmanti.
E all’estero? Ci sono differenze?
Girando nei vari Teatri europei ho riscontrato spesso la presenza di giovani artisti, di grandi e medie qualità, con responsabilità anche di direzione d’orchestra o messa in scena, e non faccio nomi per non fare torti, ma le scelte sono molto più attente e meno clientelari.
Visto che mi tocca personalmente, cosa ne pensi tu del modo della critica musicale, ora che non ti riguarda da vicino come artista?
A volte è davvero interessante leggere un articolo di critica colto e obiettivo che, rispettando la cronaca, dia anche giudizi che possano ampliare i punti di vista, oltre a stimolare giuste considerazioni e riflessioni interessanti. Purtroppo non sempre è così. Credo che le forze culturali competenti dovrebbero unirsi per stimolare una maggior attenzione da parte di amministratori e  politici per far sì che emergano le migliori risorse ed energie. Invece assistiamo spesso a un lassismo generale, che intorpidisce e annulla la capacità di reazione. Anche il pubblico talvolta si sorbisce certi spettacoli malfatti, scadenti, come se non si potesse proporre di meglio: assurdo. E in questo anche i critici giocano un ruolo chiave, potendo puntare i riflettori su ciò che è bello e interessante, ma anche su ciò che andrebbe cambiato a partire dai criteri di scelta di alcune direzioni artistiche.
Non solo canto e non solo musica… ho avuto il piacere di sperimentare più volte la tua ottima cucina. Visto che ti diletti con pentole e padelle, parlaci di questo aspetto molto “gustoso” della tua vita.

È vero, l’altra attività che mi affascina è l'arte della cucina: niente è più divertente e stimolante che preparare una cena per gli amici, inventando, sperimentando e creando delizie per il palato. Mi onoro di far parte del Club Il Fornello d’Italia, un’associazione culturale che si occupa di fare cucina di ricerca tra antiche tradizioni e attualità e che si trova in quasi tutte le città d’Italia. Siamo amiche e ci riuniamo periodicamente per esprimere con sapienza la nostra passione gastronomica. Tra i musicisti poi, si sa, ci sono stati grandi gourmet. Basta pensare Gioachino Rossini, fulgido esempio di genialità musicale e di passione per la buona cucina. Tra le sue frasi più note, una mi è rimasta impressa: “Quant’è spossante la celebrità! Beati i pizzicagnoli!” D’altronde, non per farci complimenti reciproci, ma anche tu sei uno chef di tutto rispetto!

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Ebbene sì, anch’io mi diletto con i fornelli, ma oggi, uggiosa giornata di gennaio, dopo la nostra piacevole chiacchierata “mi toccherà” sedermi a tavola con Alessandra e Bruno ed assaporare alcune gustose specialità veronesi  frutto dell’amore per il cibo della mia “ospite sulla carta”.
È sempre un piacere dialogare con Alessandra Rossi de Simone perché ogni sua parola ha il gusto della misura e, nel raccontare le sue esperienze di docenza, trasmette grande serenità e, al contempo, un sentimento di crescita intellettuale. Tante altre cose sono emerse nel corso della conversazione, ma questa è un’altra storia che rimarrà nei rispettivi ricordi.

Crediti fotografici: Archivio personale dell'Artista e foto di Simone Tomei
Nella miniatura in alto: il soprano Alessandra Rossi de Simone
Sotto, in sequenza: la Rossi con il marito Bruno de Simone, con la sua allieva Marina Viotti e con il nostro critico musicale Simone Tomei
Al centro, in sequenza, quattro personaggi della Rossi: Cleopatra nel "Giulio Cesare" di Händel; Donna Anna in "Il Convitato di Pietra" di Tritto; la Contessa in "Le nozze di Figaro" di Mozart; Zerlina in "Fra' Diavolo" di Auber
In fondo: Alessandra Rossi con alcuni degli allievi della Scuola di Lausanne HEMU e il M° Todd Camburn, responsabile del dipartimento di Canto






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Labéque e il respiro di un'epoca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190621_Ra_00_Giovanni Antonini_phKemalMehmetGirginRAVENNA - Fra le tante anime del 30° Ravenna Festival c’è quella di riproporre, insieme ai brani di un’epoca, anche il suo respiro, il suo suono originario.  E’ successo il 19 giugno 2019 al Pala De André, con il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini e un programma diviso fra Franz Joseph Haydn e Wolgfang Amedeus Mozart. Certamente la
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Vocale
Chiara è Medea
servizio di Attilia Tartagni FREE

190620_Ra_00_Medea_ChiaraMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Lo ha ricordato di recente il Sovrintendente De Rosa, fino dalla sua nascita nel 1990 il Ravenna Festival ha nel DNA o, per dirlo in termini giuridici, nello statuto il connubio fra luoghi storici e artistici della città e spettacoli festivalieri.  Certo non era ipotizzabile una cornice più idonea del chiostro della Biblioteca Classense per accogliere Medea,
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Opera dalle Isole
Bell'allestimento di Pagliacci
servizio di Salvatore Aiello FREE

190620_Pa_00_Pagliacci_DanielOren.JPGPALERMO - A conclusione della prima parte della Stagione 2019 del Massimo di Palermo è andato in scena il capolavoro manifesto del verismo italiano: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo che con Cavalleria rusticana  costituisce il notissimo dittico amato dai melomani; questa volta Pagliacci da solo con il ritorno, dopo il 2007, della regia di Lorenzo Mariani
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Opera dal Centro-Nord
Nozze di Figaro deliziose
servizio di Simone Tomei FREE

190621_Fi_00_NozzeDiFigaro_KristiinaPoskaFIRENZE - Entra a pieno titolo all'interno del LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il componimento mozartiano Le nozze di Figaro che si avvale della collaborazione librettistica di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera è il primo tassello della nota Trilogia Mozart-Da Ponte che troverà mano a mano il suo compimento nei prossimi due anni
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Ballo and Bello
Nel labirinto di Martha
servizio di Attilia Tartagni FREE

190619_Ra_00_MarthaGrahamDanceCompanyRAVENNA - Attesa quasi reverenziale lunedì 17 giugno 2019 per la  Martha Graham Dance Company guidata da Janet Eilber, responsabile della compagnia dall’anno seguente la scomparsa nel 1991 di colei che, nata nel 1894 e percorso il novecento danzando, viene considerata una delle massime danzatrici e coreografe del secolo, “madre
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Opera dal Nord-Ovest
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly
servizio di Athos Tromboni FREE

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
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Classica
Un violinista con lo Stradivari
servizio di Attilia Tartagni FREE

190614_Ra_00_LeonidasKavakos_phMarcoBorggreveRAVENNA - Leōnidas Kavakos, poco più che cinquantenne violinista greco di fama internazionale, qui anche anticipatore delle tematiche festivaliere ispirate alla Grecia, meta quest’anno del “viaggio dell’amicizia”, ha aperto il concerto del 12 giugno 2019 al Pala De André imbracciando con affetto reverenziale il suo prezioso Stradivari, un “Willemotte” del
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Soci Uncalm
Passerella di belle voci a Bagnara
servizio di Attilia Tartagni FREE

190611_Bagnara_00_ConcertoLirico_EnricoZuccaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - «Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso...» scriveva Lucio Dalla nella sua celeberrima “Caruso”. Gli appassionati di lirica (anche Dalla lo era), per quanto possano  trovare inverosimili storie e situazioni, sono sedotti dalla verità della perfetta unione fra musica - versi - interpretazione. Prendiamo
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Ballo and Bello
Suggestioni di van Hoecke per i Pink
servizio di Attilia Tartagni FREE

190610_Ra_00_ShinePinkFloyd_MichaVanHoeckeRAVENNA - Viaggio nel mondo della luna con Micha VAN Hoecke, i Pink Floyd Legend e la Compagnia Daniele Cipriani. «Il canto è una danza che si sente, ma non si vede; la danza è un canto che si vede, ma non si sente», lo afferma  il  coreografo e regista Micha von Hoecke che ha fatto di “SHINE! Pink Floyd moon”  un’opera rockrappresentata
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Opera dall Estero
Trionfo straussiano alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190606_Wien_00_DieFrauOhneSchatten_VincentHuguetVIENNA, 6 giugno 2019 – Con cinque recite della Frau ohne Schatten (La donna senz’ombra), dal 25 maggio al 10 giugno, la Staatsoper di Vienna ha festeggiato il proprio centocinquantesimo anno insieme con i cento del capolavoro di Richard Strauss. Locandina musicale da capogiro, dalla direzione di Christian Thielemann al canto di Stephen Gould, Camilla
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Opera dall Estero
Flórez, Des Grieux in scena
servizio di Francesco Lora FREE

190607_Wien_00_Manon_AndreiSerbanVIENNA, 5 giugno 2019 – Alla Staatsoper di Vienna sono frequenti i cicli di recite che tengono un piede nella routine di tutti i giorni e l’altro nell’evento da non perdere. Esemplare è l’ultima ripresa della Manon di Massenet, con le sue quattro rappresentazioni dal 1° al 13 giugno. L’allestimento scenico è quello varato nel 2007, con regìa
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Opera dal Centro-Nord
La Turandot è avveniristica e provocatoria
servizio di Simone Tomei FREE

190607_Bo_00_Turandot_AnaLucreciaGarcia_phRoccoCasaluciBOLOGNA - È proprio vero che spesso la realtà riesce a superare di gran lunga la fantasia, ma, quando si odono reazioni sconvolte a qualche nuovo allestimento operistico, si spera sempre che tali resoconti siano frutto dell’aver preso certe situazioni un po’ troppo “di pancia” o dell’aver visto le cose con un occhio “antico” e poco adattabile alla
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Diario
Trent'anni di radicamento nel territorio
Attilia Tartagni FREE

190606_Ra_00_IncipitFestival_CristinaMazzavillaniMutii_phSilviaLelliRAVENNA - Tremilacinquecento sono stati gli spettatori della serata inaugurale del Ravenna Festival 2019, evento amplificato dalla presenza di due colossi: il direttore d’orchestra Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra in residence Giovanile Luigi Cherubini e il M° Maurizio Pollini al pianoforte nei Concerti per pianoforte e orchestra KV 449 e KV 466
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Echi dal Territorio
Un altro stile esotico
servizio di Francesco Lora FREE

190602_Fi_00_ZubinMehtaFIRENZE, 2 giugno 2019 - L’anno scorso, 28 e 30 maggio, i cittadini della musica erano corsi al Maggio Musicale Fiorentino per abbracciare Zubin Mehta: egli che dirigeva ogni giorno musica nuova in una città diversa e presso un’istituzione differente, sempre infaticabile, aveva cancellato mesi e mesi interi di impegni per affrontare a testa bassa
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Opera dal Nord-Ovest
Pagliacci sì, Cavalleria proprio no
servizio di Simone Tomei FREE

190603_Ge_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_GiuseppeFinziGENOVA - Al Teatro Carlo Felice il dittico per eccellenza del melodramma italiano: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Un allestimento che vede il Teatro ligure impegnato in coproduzione con il Teatro del Maggio di Firenze dove, tra l’altro, il titolo del compositore livornese è andato già in scena e del quale
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Ballo and Bello
Danza: energia incontri libertà liberazione
redatto da Athos Tromboni FREE

190602_Fe_00_Danza2019-2020_MarinoPedroniFERRARA - La stagione di Danza 2019/2020 del Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata pubblicamente ieri, 1 giugno: il cartellone si aprirà il 22 ottobre con il Nuovo Balletto di Toscana, struttura produttiva di rigoroso impianto professionale sorta sull’esperienza più che decennale dello Junior Balletto di Toscana. Il debutto ferrarese di
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Opera dal Nord-Est
Un Dittico curioso ma divertentissimo
servizio di Simone Tomei FREE

190527_Vr_00_GianniSchicchi__FotoEnneviVERONA - Chiude bene. Chiude cioè con ilarità e comicità la stagione del Teatro Filarmonico di Verona che ha messo in scena due componimenti buffi molto distanti tra loro - sia per periodo compositivo che per tempo legato al dipanarsi delle vicende - ma che hanno in comune il paradosso come divertimento, unito ad una musicalità entusiasmante.
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Eventi
Amore passione follia al Cantiere
redatto da Athos Tromboni FREE

190524_Montepulciano_00_Cantiere2019_RolandBoerMONTEPULCIANO (SI) - Giunto alla 44.esima edizione, il Cantiere Internazionale d’Arte è dedicato quest'anno al tema Amore Passione Follia. Il calendario scandisce 45 appuntamenti dal 12 al 28 luglio 2019, tra Montepulciano e la Valdichiana Senese. Sono numerose le celebrità che collaborano con i giovani talenti, nella formula
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Opera dal Centro-Nord
La Straniera tra horror e trash
servizio di Simone Tomei FREE

190520_Fi_00_LaStraniera_SalomeJicia_phMicheleMonastaFIRENZE - Prosegue con grande partecipazione l’ottantaduesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino che dopo la “prima” dedicata al compositore contemporaneo Aribert Reimann autore di Lear, vede in scena La straniera di Vincenzo Bellini: melodramma in due atti che Felice Romani trasse dal romanzo L’Étrangère di Charles-Victor Prévost
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Opera dal Nord-Est
Chénier lo spirito dell'Umanità
servizio di Rossana Poletti FREE

190520_Ts_00_AndreaChenier_KristianBenedikt TRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena in questi giorni e fino al 26 maggio 2019 al Teatro Verdi di Trieste l’Andrea Chénier di Umberto Giordano. «Questo titolo viene definito generalmente come una grande storia d’amore. Nella mia visione la ricerca della libertà e della conoscenza unita alla forza della parola daranno come risultato amori e
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Eventi
Napoli e l'Europa, ecco il tema
redatto da Athos Tromboni FREE

190515_ValleItria_00_AlbertoTriola_phGianfrancoRotaMARTINA FRANCA (TA) - Si svolgerà dal 16 luglio al 4 agosto 2019 la 45.ma edizione del Festival della Valle d'Itria; l'edizione di quest'anno ha come titolo programmatico “Albori e bagliori. Napoli e l’Europa: il secolo d’oro” ed è costituito da un cartellone con oltre trenta appuntamenti in venti giorni, firmato dal direttore artistico Alberto Triola e dal direttore
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Pagina Aperta
Progetto Lauter 2019
servizio di Edoardo Farina FREE

190515_Fe_00_ProgettoLauter_Nicola BruzzoFERRARA - Ultimo appuntamento della Stagione Concertistica 2018-19 di “Ferrara Musica” sotto la gestione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” dopo la precedente collaborazione invernale con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura, il 13 maggio 2019 è tornato il “Progetto Lauter” nel  secondo e suggestivo appuntamento
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Opera dall Estero
Un altro Macbeth alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190511_Wien_00_GeorgePeteanVIENNA, 11 maggio 2019 – Alla Staatsoper di Vienna, gli allestimenti scenici sono un investimento: quando vengono varati, sono destinati a ricomparire per stagioni anche consecutive, e a rimanere in servizio anche per decenni interi. La Madama Butterfly di Puccini con regìa di Josef Gielen e scene e costumi di Tsugouharu Foujita, per fare un
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Prosa
La classe operaia secondo Di Paolo
servizio di Athos Tromboni FREE

190510_Fe_00_LaClasseOperaiaVaInParadiso_LinoGuanciale_phGiuseppeDiStefanoFERRARA - Nel 1972 furono due film italiani a vincere ex-aequo a Cannes la Palma d’Oro: La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, e Il caso Mattei di Francesco Rosi. In entrambi i film protagonista più che esuberante fu l’attore Gian Maria Volonté. Il primo film tentava (riuscendoci in buona parte) di coniugare la commedia all’italiana con il cinema di
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Opera dal Centro-Nord
Un Re Lear esagerato
servizio di Simone Tomei FREE

190507_Fi_00_Lear_FabioLuisi_phMicheleMonastaFIRENZE - William Shakespeare incontra il Teatro d’opera con la sua opera King Lear attraverso le “note” di Aribert Reimann che con il “suo” Lear avrebbe voluto fornire un supporto musicale alla vicenda tra l’altro ben costruita, da un punto di vista librettistico, per mano di Claus H. Henneberg; queste parole introduttive con virgolette e tempo
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Eventi
Ferrara Musica nel segno di Beethoven
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_FerraraMusicaStagione2019-2020_MarshallMarcusFERRARA - La stagione concertistica 2019/2020 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado celebrerà, fin da quest’autunno, il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrazione che si intensificherà nel corso del prossimo anno, vera tappa della ricorrenza. Lo hanno annunciato sia il direttore artistico di Ferrara Musica, Dario
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Opera dal Centro-Nord
Le nozze di Figaro come 'Le Nozze'
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_NozzeDiFigaro_FrancescoBellottoFERRARA - L’ultima opera della corrente stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado ha riportato sulle tavole del massimo teatro ferrarese un titolo amato proprio dal maestro Abbado che nel 1991 ne diresse un’edizione viennese (poi portata anche a Ferrara) divenuta esecuzione di riferimento al punto che la critica più accreditata la definì come
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Echi dal Territorio
Antonio Malinconico a Musi Jam
servizio di Edoardo Farina FREE

190415_00_Fe_AntonioMalinconicoFERRARA - Dopo gli ultimi appuntamenti dell’estate scorsa svoltisi nel giardino della loggia rinascimentale nell’ambito di “Musica a Marfisa d’Este” ove non sono mancati bravi interpreti, è tornata la “chitarra sola” a Ferrara con un prestigioso esecutore di origine partenopea e appartenente al panorama internazionale Antonio Malinconico,  nel primo
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Echi dal Territorio
La Tosca in Castello Estense
servizio di Athos Tromboni FREE

190503_Fe_00_ToscaLiricaInCastello_MariaCristinaOstiFerrara – La Sala dei Comuni di Castello Estense ha ospitato oggi la conferenza stampa per la presentazione di “Lirica in Castello”: sarà la Tosca di Giacomo Puccini, uno dei titoli più popolari della storia dell’Opera italiana, ad andare in scena nel cortile del Castello Estense giovedì 4 luglio 2019alle 21.15, nella nuova produzione che anche quest’anno vede impegnata l’Orchestra
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Soci Uncalm
L'arco della Mariotti incanta ai Servi
servizio di Gianluca La Villa FREE

190430_Lu_00_LucillaRoseMariottiLUCCA - Sabato 27 aprile 2019, a Lucca, la Chiesa dei Servi, luogo ormai dedicato con la sua acustica quasi perfetta ai programmi concertistici di “Animando Lucca”, ha ospitato un concerto in collaborazione con il “Comitato per i Grandi Maestri”, di Ferrara, e la violinista giovanissima e ferrarese di adozione Lucilla Rose Mariotti, come il suo maestro Marco
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Vocale
Exultate Jubilate in San Giorgio fuori le Mura
servizio di Athos Tromboni FREE

190429_Fe_00_BalderiMarcoAntiquaEstensis_AmaliaScardellatoFERRARA - Non è stato solo un concerto devozionale quello che si è svolto nella basilica di San Giorgio fuori le Mura, domenica 28 aprile 2019, quale “ringraziamento per il restauro del convento di Santa Maria dell’Olivo in Maciano di Pennabilli (Rimini)”. No, non solo devozionale, ma anche carico di solidarietà umana e – perché no? – anche di curiosità per il ritorno nella propria città
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Opera dall Estero
Aguilera propone l'Otello d'Amore
servizio di Simone Tomei FREE

190426_MonteCarlo_00_Otello_GregoryKunde_phAlainHanelMONTE-CARLO - Tante sono le motivazioni che spingono a parlare di Otello come un (se non addiritutta "il") capolavoro del Cigno di Busseto dove lo stigma  più evidente, quello della gelosia, diventa l'indiscusso motore dell'azione scenica, ma... proprio durante l'ascolto dell'opera nell'affascinante Salle Garnier dell'Opéra di Montecarlo la
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Echi dal Territorio
Vivaldi e Bach per l'Antiqua Estensis
FREE

190424_Fe_00_AntiquaEstensisStefanoSquarzinaFERRARA - Per festeggiare la ricorrenza del 23 aprile, giorno di San Giorgio, patrono della città di Ferrara, il Polo Museale dell'Emilia Romagna ha ospitato nella bellissima sala delle carte geografiche, in Palazzo Costabili (ma i ferraresi preferiscono chiamarlo da sempre "Palazzo Ludovico il Moro"), un concerto barocco dell'ensemble d'archi Antiqua
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Nuove Musiche
Katër i Radës inferno mediterraneo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190419_Ra_00_KaterIRades_AdmirShkurtajRAVENNA - Il tema di Katër i Radës. Il naufragio, ultimo appuntamento del 18 aprile 2019  della corrente stagione d’opera e danza del Teatro Alighieri di Ravenna,  è un viaggio di imbarcati clandestini verso l’Italia  finito tragicamente a cui la cronaca ci ha assuefatto. Aspirazione dello spettacolo è smuovere le coscienze coinvolgendole nel dramma
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Prosa
Vieni qui bella juventina che ti sistemo!
servizio di Athos Tromboni FREE

190419_Fe_00_IlReAnarchico_PaoloRossiFERRARA - Irriverente, sarcastico, ironico, buffo; come sempre. Il funambolico Paolo Rossi, uno degli attori fra i più fantasiosi ed incisivi nel panorama dei comici italiani, ha proseguito a Ferrara, nel Teatro Comunale Claudio Abbado per la stagione di prosa, il suo personale itinerario intorno al pianeta Molière; ha portato in scena nella città estense
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Eventi
Carmina per Bosso in Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

190417_Bo_00_CarminaBurana_EzioBossoBOLOGNA - Sarà un debutto areniano, quello del maestro Ezio Bosso, quello di domenica 11 agosto 2019 quando salirà sul podio di coro e orchestra della Fondazione Arena di Verona, e dei cantanti solisti scritturati, per dirigere i Carmina Burana di Carl Orff: il maestro Bosso ha già diretto i Carmina in altre occasioni, ma mai con un'orchestra e un
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