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Moni Ovadia nuovo direttore del Teatro Abbado Ŧprivilegio essere qui, lavorerō per i giovaniŧ

Progetti e proponimenti per il dopopandemia

redatto da Athos Tromboni

Pubblicato il 11 Dicembre 2020

201211_Fe_00_MoniOvadiaFERRARA - Teatro Comunale Claudio Abbado... lo spirito con il quale i promotori della conferenza stampa (tenutasi oggi, 11 dicembre 2020, nella Sala degli Arazzi della residenza municipale) per la presentazione del "teatrante" (come egli stesso si definisce)  Moni Ovadia quale nuovo direttore del principale teatro ferrarese, sembra essere quello dell'autunno 1989 quando, al Museo Poldi Pezzoli di Milano, venne presentato il "Progetto Abbado" dall'allora sindaco di Ferrara, Roberto Soffritti, insieme al management del Comunale e allo stesso direttore d'orchestra. Così nacque Ferrara Musica, associazione tuttora attiva, affiancata al Teatro - ma con una sua specifica autonomia - nella programmazione degli eventi concertistici in terra estense.
Quell'autunno 1989 e il decennio successivo videro lievitare l'interesse dei ferraresi, degli emilianoromagnoli, ma anche di tanta altra parte d'Italia e d'Europa, verso le programmazioni musicali che erano allestite a Ferrara: le conseguenza furono che fece un balzo qualitativo Aterforum (rassegna estiva nelle corti e nei palazzi rinascimentali ferraresi, oggi soppressa), la stagione lirica del Comunale crebbe di qualità, le grandi orchestre internazionali (Berliner Philharmoniker e Chamber Orchestra of Europe, fra le altre) cominciarono a calcare le tavole del palcoscenico ferrarese e la popolazione si mobilitò, diventando attivissima protagonista delle file al botteghino fin dalle quattro del mattino nei giorni di ogni concerto abbadiano o di ogni opera da lui diretta.
Insomma fu un periodo aureo, anche per l'associazionismo musicale affidato al volontariato, per lo stesso Conservatorio di musica "Girolamo Frescobaldi" e per la Facoltà di Magistero (poi promossa a Facoltà di Lettere e Filosofia) dell'Università degli studi di Ferrara.
Dunque oggi il gotha della politica e della cultura che governa a Ferrara si è riunito per presentare Ovadia, con l'intento di rinverdire quell'aureo primo decennio abbadiano (dichiarazione pronunciata nei principali interventi del gotha stesso) negli entusiasmi della popolazione residente e nelle scelte motivazional-culturali della popolazione non residente, effetto non scontato ma comunque fondamentale per il lancio (o il rilancio) della città d'arte e cultura.
Hanno condotto la conferenza stampa, oltre a Ovadia, il sindaco Alan Fabbri, il vicesindaco Nicola Naomo Lodi, l'assessore alla Cultura Marco Gulinelli, il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi e il presidente del Teatro Abbado Mario Resca.

201211_Fe_01_MarioRescaAlanFabbriVittorioSgarbiMarcoGulinelliMoniOvadia_facebook 

Ed ora, dopo la prolusione del cronista, ecco il sunto dei principali pronunciamenti uditi nella conferenza stampa.
«Ferrara è una città di una bellezza extraplanetaria, sono un privilegiato ad essere qui. Il mio principale interesse è - e sarà - quello di fare qualcosa di bello e buono per questa città e per le generazioni future»: così Moni Ovadia, designato all'unanimità, che subentra a Marino Pedroni che andrà in pensione il 18 febbraio 2021. 
«All'Amministrazione - ha proseguito Ovadia - riconosco coraggio e lungimiranza, non per aver scelto me, ma per aver fatto una scelta controcorrente, orientata al teatro e alla cultura. E la cultura prevale sulle fazioni. Il teatro è per il pubblico, è vita ed è verità.»
Tra i programmi che l'attore, cantante, musicista e scrittore ha delineato è quello di far uscire il teatro dal suo luogo fisico, portarlo alla città, attraverso una programmazione continua: egli ha lanciato l'idea di un «Festival delle culture vernacole d'Italia e d'Europa. La nostra Europa dovrebbe costituirsi come l'unità delle differenze, delle genti.»
«Ho insistentemente proposto Moni Ovadia - ha detto Vittorio Sgarbi - sia per le qualità professionali sia per la sua esperienza. Una scelta su un personaggio di ‘chiara fama', che trova nel mondo della cultura una formidabile attenzione e che è una novità assoluta anche per la politica. La nomina di Ovadia porta inoltre in dote, tra le altre cose, un'attenzione anche per il teatro ebraico. Ritengo che questa rappresenti per Ferrara una grande opportunità per rilanciare il Teatro Abbado sulla scena nazionale e internazionale.»
«Dall'inizio del nostro mandato - ha detto il sindaco Alan Fabbri - abbiamo scelto di separare la parte amministrativa del Comune rispetto alla gestione del teatro. Una scelta che abbiamo operato per garantire la doverosa e necessaria autonomia artistica al teatro. E i risultati si sono visti pure in un anno sfortunato. Grazie alla lungimiranza di Sgarbi e al grande impegno del presidente Resca, che fin dall'inizio ha lavorato con grande passione per il rilancio del Teatro e con impegno in un anno difficile, anche portando grandi artisti. Penso, solo nell'ultimo periodo, al concerto in streaming commentato da Alessandro Baricco (il 16 dicembre prossimo in visione alle scuole) e a quello, realizzato con l'Amministrazione, del cantautore Francesco Gabbani e del flautista Andrea Griminelli (il 23 dicembre alle 22 sui social). Crediamo che gli investimenti per arte e spettacolo siano sempre una garanzia.»
«Abbiamo condotto una stagione estiva anche nel Castello Estense - commenta il presidente del Teatro Mario Resca - prodotto attività culturale, innovato il teatro, abbiamo fatto investimenti, nuovi sponsor per la prima volta arrivati, abbiamo instaurato rapporti anche con il Teatro alla Scala per portare il suo corpo di ballo a Ferrara. Eventi importanti attraggono attori, finanziamenti, sponsor, mecenati. Trasmetteremo la lezione di Baricco il 16 dicembre prossimo, in uno spettacolo pensato per gli studenti e le loro famiglie, realizzato con il Ministero dell'Istruzione e la collaborazione del Mibact. Ferrara ha grandi potenzialità, il teatro sta cambiando e anche la cultura sarà diffusa sempre più anche online.»
Un ringraziamento di Resca è andato al lavoro portato avanti in questi anni dal direttore Marino Pedroni.
Per l'assessore Marco Gulinelli la scelta deliberata dal cda del Teatro introduce «un elemento di novità straordinario, di cui siamo orgogliosi, pienamente coerente con il nuovo corso che abbiamo voluto imprimere alla gestione del teatro: cancellando l'autoreferenzialità del passato rispetto alla politica.»

Crediti fotografici: gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il "teatrante" Moni Ovadia neodirettore del Teatro Comunale Claudio Abbado
Sotto: foto di gruppo al tavolo della conferenza stampa, da sinistra Mario Resca, Alan Fabbri, Vittorio Sgarbi, Marco Gulinelli e Moni Ovadia
 






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