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Presentazione con un po' di suspence e il lieto fine del 98° Festival che si svolgerà a Verona

Arena ecco il cast stellare

servizio di Athos Tromboni

Pubblicato il 14 Febbraio 2020

200214_Vr_00_PresentazioneCastArena2020_DiegoMatheusVERONA – Presentazione del 98° Festival (titoli in programma e cast) con suspence, giovedì 13 febbraio 2020, nel Teatro Filarmonico: la mattina la stessa presentazione era stata fatta a Milano, il pomeriggio alle 16,30 era prevista la replica a Verona, sennonché tutto lo staff (la sovrintendente della Fondazione, Cecilia Gasdia, il direttore generale Gianfranco De Cesaris, il vicedirettore artistico Stefano Trespidi e i due artisti ospiti, Katia Ricciarelli e il direttore Diego Matheus, sono rimasti bloccati alla stazione di Desenzano del Garda, sul treno che proveniva da Milano.
Allora la conferenza stampa è stata aperta dal sindaco (nonché presidente della Fondazione) Federico Sboarina, all’ora stabilita, con l’assist di un solerte funzionario del management areniano che ha collegato la sala con il treno fermo, attraverso il vivavoce di un cellulare in contatto con la Gasdia.
Tutto sommato è stato un imprevisto anche divertente, perché in attesa che il treno ripartisse ha parlato il sindaco, ha parlato in vivavoce lo staff prigioniero del treno facendo i propri saluti, e sono stati proiettati i video promozionali del 98° Festival 2020 e i video degli artisti che, con le loro dichiarazioni un po’ celebrative e un po’ scontate, si sono prestati a fare da testimonials della stagione.

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Il sindaco Federico Sboarina ha espresso la propria soddisfazione per il programma del 98° Festival, dicendo che la scelta di «alzare l’asticella della qualità della produzioni areniane» si è dimostrato elemento vincente che ha portato nel 2019 ad avere un incremento di spettatori lievitato dell’8,5% rispetto all’anno precedente, anno precedente nel quale anche là si erano registrati incrementi di spettatori. In sostanza 1, le 50 serate dell’anno scorso hanno portato al record di oltre 400 mila spettatori paganti. E in sostanza 2, la crisi della Fondazione Arena sembra essere avviata al definitivo superamento.
È stato detto che l’Arena di Verona Opera Festival rappresenta da solo il 20% dei biglietti d’opera in Italia e per l’edizione 2020 il Festival areniano sfida se stesso alzando ancora il valore artistico: «… la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione e di ogni serata, per dare ad ogni singola serata il sapore di una première.»
Partito il sindaco che per impegni istituzionali ha dovuto assentarsi, la pausa di chiacchiere nella sala del Filarmonico (gremita di giornalisti e spettatori) è durata poco meno di un quarto d’ora, quando primus inter pares ha fatto il proprio ingresso la Ricciarelli (applauditissima) col suo cagnolino, poi via via tutti gli altri e a chiudere le fila, la sovrintendente-vulcano Cecilia Gasdia.
Simpatica, ironica e spiritosa (come di consueto) la Katia Ricciarelli che ha spiegato perché lei ha accettato di ritornare in scena come cantante, coprendo la parte di Mamma Lucia nella Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni che aprirà il Festival 2020 sabato 13 giugno, in dittico con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo: le novità di questo dittico stanno anche, oltre al debutto della Ricciarelli nel ruolo, nella regia affidata al cineasta Gabriele Muccino e al podio affidato al giovane ma bravissimo (chi lo ha ascoltato alla Fenice di Venezia, può testimoniare che “bravissimo” non è una esagerazione”…) maestro Diego Matheus.

200214_Vr_03_PresentazioneCastArena2020_manifesto

Per il resto la “parata di stelle” (così l’ha definita Cecilia Gasdia) può contare su artisti riconfermati per l’affidabilità sperimentata proprio in Arena e su artisti che debuttano qui anche se in carriera internazionale da ormai più anni (per esempio, il bassbaritono Michele Pertusi e il soprano Barbara Frittoli).
Ma scendiamo nel dettaglio, divagando qua e là dentro il 98° Festival 2020:
Ci sarà una recita – definita imperdibile - di Cavalleria rusticana e Pagliacci l’8 agosto con la coppia d’arte e di vita formata dal tenore Roberto Alagna e dal soprano Aleksandra Kurzak, per la prima volta protagonista di entrambi i ruoli femminili del dittico, cosa di per sé rarissima.
Nel cast del Festival 2020 vanno ricordati: il debutto areniano di Sonya Yoncheva, divina mondiale che in La traviata sarà al fianco di Vittorio Grigolo, star indiscussa e amante del palcoscenico areniano, oltre che grande beniamino del pubblico, a sua volta seguito dall’elegante canto dello spagnolo Celso Albelo e da Saimir Pirgu, artista dalla brillante carriera scoperto poco più che ventenne da Claudio Abbado. Insieme a loro ritornano stelle in costante crescita e conferma di pubblico e critica come Saioa Hernández (Nabucco) e Lisette Oropesa (La traviata).
Quindi un altro esordio di altissimo livello per l’affascinante soprano russo Aida Garifullina, nota al grande pubblico per il ruolo di Lily Pons nel film del 2016 “Florence” a fianco di Maryl Streep e Hugh Grant e per la partecipazione alla cerimonia dei mondiali di calcio 2018; artista di grande talento, scoperta e lanciata dal direttore Gergiev, prende parte per la prima volta al Festival Lirico per interpretare una Violetta della Traviata di altissimo impatto.
In omaggio all’ultima Traviata di Zeffirelli, regista che ha saputo esaltare gli spazi areniani come pochi altri, si assisterà anche all’importante debutto della star del Metropolitan, Angel Blue, vera e propria celebrità richiesta dai grandi canali televisivi americani. Quindi Anna Pirozzi, in alternanza con Maida Hundeling ed Emily Magee – affermato soprano internazionale in una delle rarissime esibizioni italiane – interpreteranno il ruolo del titolo nell’intramontabile Turandot pucciniana con la regia di Zeffirelli, affiancate dai tenori Murat Karahan e Jorge de León.
E ancora l’atteso debutto del soprano americano Angela Meade e il ritorno di María José Siri in Aida – opera simbolo del Festival areniano – nel grandioso allestimento di Zeffirelli, affiancate dall’imperdibile voce di Marcelo Álvarez in alternanza con Yusif Eyvazov, grande amico dell’Arena che ha favorito sin dall’inizio la sua inarrestabile ascesa.
Quindi i baritoni Amartuvshin Enkhbat, Sebastian Catana, George Petean e Luca Salsi (autentico trionfatore della serata d’apertura del Teatro alla Scala di questa stagione) nel fortunato allestimento di Nabucco del 2017 di Arnaud Bernard con Anna Pirozzi, Saioa Hernández e Maida Hundeling nella parte di Abigaille.
Ed ogni ruolo, per tutta la stagione, nasconde delle perle vocali: Alberto Gazale, Rafal Siwek, Ambrogio Maestri, Roberto Aronica, Chris Merritt, Ekaterina Semenchuk, Olesya Petrova, Sonia Ganassi, Nino Machaidze, Daniela Barcellona, Elena Zilio, Ruth Iniesta (talento valorizzato dal Festival 2018), il richiestissimo soprano Marina Rebeka in coppia per Traviata con l’acclamato Francesco Meli, la grande Barbara Frittoli e tanti altri.
La parata di stelle è impreziosita da cinque serate-evento con attesi debutti e graditi ritorni, a partire dall’esordio del tenore Jonas Kaufmann, star al culmine della sua straordinaria carriera operistica che da molti anni il pubblico del Festival attende in Arena.
Ritorna Plácido Domingo, vero mattatore del palcoscenico areniano che nel 2019 ha celebrato in una serata indimenticabile – una vera e propria festa – i 50 anni dal suo esordio in Arena.
La divina Anna Netrebko – dopo lo straordinario successo ottenuto in occasione del debutto nel 2019 –torna in coppia con Yusif Eyvazov, per un gala ricco di sorprese tutte da scoprire.
Divenuto un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di danza, Roberto Bolle propone anche per il 2020 una doppia data per far sognare il pubblico areniano amante della danza; insieme a lui, ovviamente, alcune star internazionali, i suoi immancabili Friends.
Per finire, al termine del grandioso sold out del 2019 nei Carmina Burana di Orff, Ezio Bosso annunciò l’anno scorso, proprio sul palcoscenico areniano, il suo ritorno per l’edizione del Festival 2020 alla guida dei complessi areniani nella monumentale Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven.
Il Festival 2020 vedrà l’allestimento di 50 serate, tra “prime”, repliche e serate speciali, e andrà dal 13 giugno al 5 settembre.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il direttore venezuelano Diego Matheus
Al centro in sequenza: il tavolo della conferenza stampa senza lo staff, con il sindaco Federico Sboarina in contatto telefonico col treno ritardatario; e lo staff finalmente giunto con (da sinistra), Gianfranco De Cesaris, Katia Ricciarelli, Diego Matheus e Stefano Trespidi
Sotto: il manifesto del 98° Festival dell’Arena di Verona






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