Pubblicato il 30 Ottobre 2021
Eseguito nella cattedrale di Piacenza il sommo capolavoro di don Lorenzo Perosi
Il transito dell'anima coinvolge servizio di Simone Tomei

21211030_Pc_00_TransitatusAnimae_AnnaMariaChiuri_phLuigiBloisePIACENZA - Uno degli Oratori più belli di don Lorenzo Perosi è il Transitus Animae. In esso si raffigura il momento dell’estremo passaggio dell’anima dall'esilio terreno alla dimora celeste, un viaggio scandito dalle preghiere della tradizione cattolica. Forse, questo lavoro è il suo capolavoro, se si deve giudicare dall’altissimo grado di intensità spirituale che questa composizione ancora comunica a tutti coloro che la ascoltano, con queste parole tremende, ma anche piene di speranza.
Lorenzo Perosi è stato non solo uno dei massimi compositori di musica sacra, ma va annoverato tra i più grandi musicisti italiani di tutti i tempi in senso assoluto. Nato a Tortona il 21 dicembre 1872, apprese le prime nozioni di musica dal padre Giuseppe, maestro di cappella del duomo di Tortona; studiò poi al Conservatorio di Milano e a Ratisbona. A diciotto anni era organista nell'Abbazia di Montecassino, a ventuno divenne maestro di cappella a Imola e l’anno successivo, nel 1894, assunse il prestigioso incarico di direttore della "Cappella Marciana" (la cappella della Basilica di San Marco) a Venezia. Nel 1898 il papa Leone XIII nomina Perosi "Direttore Perpetuo della Cappella Musicale Pontificia Sistina", carica che tenne fino alla morte, avvenuta a Roma il 12 ottobre 1956. Nel 1894 era stato ordinato sacerdote e nel 1930, su proposta di Pietro Mascagni, era stato nominato “Accademico d’Italia". Morì a Roma il 12 ottobre 1956.
Tornando al “Transitus” l’autore così scriveva nelle note di presentazione: «Giunta l'Anima al passaggio supremo implora la misericordia divina, mentre il coro canta le preci degli agonizzanti. L'intercessione della Vergine Santissima è invocata da un coro di soprani e contralti. L'Anima passa all'eterna vita, gli angeli la conducono a Dio. Anche il compositore Umberto Giordano affermò con grande enfasi: Dopo molti anni ho udito nuovamente la voce del genio: sono sconvolto e felice.»
Ho potuto ascoltare questa immensa creazione musicale nel duomo della città di Piacenza la sera del 28 ottobre 2021, dove è approdata quale ultima tappa di un entusiasmante peregrinare; l’occasione è quella dei novecento anni della dedicazione della basilica che la vede coinvolta nel percorso del Perosi Festival di cui la città di Tortona è la capofila dal 2016. Le esecuzioni precedenti si sono tenute proprio a Tortona - città natale del compositore - e nel Duomo di Monreale (Palermo) all'interno della Settimana della Musica Sacra.

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Ne sono stati protagonisti il Coro Lirico Siciliano diretto dal M° Francesco Costa che hanno saputo imprimere a queste pagine dense di spiritualità quel pathos necessario sempre incline al modus liturgico  tanto caro a Perosi, riuscendo a conferire il vero senso di ritualità all’intera opera che ci parla nel linguaggio della liturgia cattolica di un tempo. Magistrale l’esecuzione delle ultime pagine in cui viene invocato l’aiuto di Maria, Mater Gratiae e supplicata la pace eterna che solo può garantire il fiducioso abbandono in Dio del morente e della comunità cristiana.
Ottimo l’accompagnamento del M° Federico Perotti che ha trascritto fedelmente l’originale partitura per grand’organo; ha saputo - nonostante la distanza dalla compagine canora - trovare l’equilibrio dinamico indispensabile a non strabordare in intensità, anzi, riuscendo a colloquiare in maniera rispettosa e precisa con le voci.
E poi l’Anima, magistralmente interpretata dal mezzosoprano Anna Maria Chiuri; l’anima, a cui il compositore dedica pagine musicali di lirica drammaticità si abbandona, ma con non celata sofferenza, al suo destino eterno. Un destino a cui a volte cerca di ribellarsi, ma più spesso si lascia prendere dalla misericordia di Dio.
Una delle pagine più belle dell’intero Oratorio è il dialogo dell’Anima invocante pietà con il coro, la comunità cristiana (coro) che invoca l’aiuto dei santi per un suo passaggio sereno all’altro mondo; proprio in questo lungo botta e risposta la voce dell’interprete è andata di pari passo con le intenzioni più intime del compositore.
Se le prime note della composizione sono quasi un recitativo orante, mano a mano l’intensità delle emozioni attraverso la preghiera si fa a mano a mano sempre più incessante fino all’esplosione di voce del Libera me, domine in cui l’invocazione diventa talmente intensa e concitata da pervadere ogni anfratto dell’animo umano. Una regale interpretazione di cui sarà difficile trovare eguali.
Come introduzione alla serata sono stati eseguiti in prima assoluta, altri tre piccoli brani di Lorenzo Perosi; i primi due facenti parte di una Silloge liturgica dedicata a Santa Rosalia commissionati nel 1948 dall’Arcivescovo di Palermo ed un Tantum Ergo - ancorché incompleto - scritto in treno durante un viaggio di ritorno dal capoluogo siciliano. È stato inoltre eseguito il Te deum di Vincenzo Bellini per coro ed organo.
Una serata che, per chi ha fede, ha dato sicuramente modo di riflettere sul significato della vita e della morte; per chi vive la sua spiritualità in altro modo è stata l’occasione per godere di grande musica.

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Crediti fotografici: Luigi Bloise photographer
Nella miniatura in alto: il mezzosoprano Anna Maria Chiuri
Al centro in sequenza: il maestro Federico Perotti all'organo; ancora Anna Maria Chiuri
Sotto: panoramiche





Pubblicato il 23 Settembre 2021
La Euyo si č congedata dalla residenza autunnale ferrarese con una magnifica prestazione
Goetzel e la Patetica servizio di Athos Tromboni

20210923_Fe_00_Euyo-SaschaGoetzelFERRARA – Bye bye Euyo! Sarà un arrivederci perché la Eropean Union Youth Orchestra dopo il concerto conclusivo della propria permanenza autunnale, concerto fatto ieri sera 22 settembre 2021, tornerà  per la stagione primaverile di Ferrara Musica. Ieri sera, per questo arrivederci, il Teatro Comunale Claudio Abbado era gremito in ogni ordine di posti disponibili, secondo le concessioni di legge in materia di prevenzione Covid-19.
Ad un’ammirazione che si trasforma in amore (quello del pubblico per la Euyo dimostrato da applausi e ovazioni per l’orchestra, calorosi e insistiti a fine serata tanto quanto li avevamo sentiti solo per Claudio Abbado durante i suoi concerti ferraresi), s’è aggiunta un’ammirazione del tutto nuova, nata per il maestro Sascha Goetzel, un viennese al debutto sulle tavole del Teatro Abbado: il direttore austriaco era reduce dal successo ottenuto con il Don Giovanni di Mozart nel Teatro Petruzzelli di Bari, e ha trovato ulteriore consacrazione italiana proprio a Ferrara. Non c’è dubbio che il suo approccio al pubblico si è manifestato cordiale e carico di simpatia, quando proprio al pubblico egli si è rivolto ringraziando per il tanto calore con cui è stato applaudito, parlando un po’ in inglese e un po’ in un idioma italiano approssimativo ma comprensibile.

20210923_Fe_01_Euyo-SaschaGoetzel_Il concerto ha offerto musiche intriganti: lo Scherzo per orchestra d’archi di Schreker e la Sesta Sinfonia di Chajkovskij. La musica di Franz Schreker, compositore ebreo di nazionalità austriaca, fu messa al bando nel periodo nazista e fortunatamente da alcuni anni è in fase di riscoperta. Questo Scherzo, frutto maturo della tradizione tedesca, caratterizzato da un appassionato lirismo e ricco di citazioni, fu composto nel 1908 ma cadde nel dimenticatoio per riemergere solo all’inizio di questo secolo: pubblicato solo nel 2005, è diventato subito uno dei brani più eseguiti del repertorio sinfonico internazionale. E lavoro fra i più eseguiti nel concertismo internazionale è anche la celeberrima Sinfonia n.6 in Si minore op.74 “Patetica” di Pëtr Ilic Chajkovskij: composta di getto nel marzo del 1893, dopo una tormentata crisi creativa, era considerata dal compositore la migliore e la più compiuta delle sue opere, ma fu anche l'ultima e quella che forse esprime maggiormente il suo "mal di vivere"; venne eseguita per la prima volta il 16 ottobre 1893 a San Pietroburgo, sotto la direzione dello stesso compositore, che sarebbe morto nove giorni dopo.
Tornando al debutto ferrarese di Goetzel: di che cosa è fatto il suo gesto? Di leggerezza e luminosità, come ha dimostrato con lo Scherzo di Schreker e con il valzer in cinque quarti dell’Allegro con grazia nel secondo movimento della “Patetica” di Chajkovskij. Un’eredità genomica dell’Austria felix degli Strauss e dei Lehár ottocenteschi, ma anche delle Serenate di Mozart e delle sinfonie più solari di Haydn, che il sensibile direttore viennese dimostra di possedere come patrimonio genetico.
Poi, quel gesto, è fatto di polimorfismo: sì, perché Goetzel di china, si torce, saltella, si disassa con torsioni verso i primi violini e i violoncelli, a destra e a sinistra; e s’innalza come volesse lievitare verso il soffitto quando chiama gli ottoni o le percussioni agli accenti più fff (che vuol dire “fortissimo”) e s’acquatta portando le dita della mano sinistra sulle labbra nel richiamo del pp (che vuol dire “più piano”) quando invita i corni o i legni, oboe e flauto in testa, al lirismo del sussurro espressivo.
Infine quel gesto è fatto anche di espressa sofferenza: questo direttore lo ha dimostrato nel sublime quarto movimento della “Patetica” chajkovskijana, un Andante lamentoso-Andante che costituisce il testamento del conflitto d’identità e della crisi psicologica dell’Autore, già presago di morte: Goetzel ha chiesto all’orchestra di seguirlo nel pathos della perdizione. In quel quarto movimento, eseguito con ieratico coinvolgimento, i sorrisi sui giovani volti dei ragazzi della Euyo sono scomparsi: labbra tirate, occhi sbarrati, attenzione tesa.


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Quando i contenuti musicali sono virtuosistici o esplosivi, specialmente nelle loro tonalità di modo maggiore, i giovani e le giovani della Euyo si guardano e sorridono di loro e fra loro: la prima viola ammicca al primo violino, il violoncello al secondo violino o all’altro violoncello che ha di fianco, il flauto sottecchia il clarinetto, il primo oboe con il secondo, e così via. Quel guardarsi, ammiccare e sorridere è nient’altro che l’espressione della  gioia. È la pienezza della vita che sboccia. È l’esuberanza di chi vive più d’attese che di ricordi.  
Ebbene, in quel quarto movimento, i giovani strumentisti della Euyo hanno condiviso la loro sensibilità più intima e commossa, il loro coinvolgimento, come solidale partecipazione collettiva con tutti i presenti nel teatro. Oltre le generazioni. Oltre il terzo millennio, verso l’indietro. Verso l’Ottocento, verso Chajkovskij, anche perché la sofferenza psicologica, la follia, l’inclinazione all’autodistruzione, sono umori che travalicano i secoli; e sono sempre attuali quali manifestazioni del comportamento, pur dipendendo dalle convenzioni sociali e dai pregiudizi propri dei secoli che cambiano nei secoli.
La Euyo e soprattutto Goetzel si sono fatti interpreti di questo assunto immaginifico, filosofico, etico, proprio in quel quarto movimento della “Patetica”. Mai avevamo udito, né dal vivo, né dalle incisioni in commercio, una lettura dell’Andante lamentoso così emozionante e struggente: fatto di silenzi sospesi fra una frase delle sezioni e l’altra, silenzi che sembravano atti d’assolutoria costrizione, preghiere di pentimento. O di riflessione. Il corpo del direttore era teso e immobile, ferma la bacchetta, trattenuto il respiro, brillante il sudore della fronte che ristava anziché cadere sulla predella. E poi la ripresa immanente del lamento delle sezioni, insieme all’unisono, su melodie magmatiche e addolorate, imploranti e disilluse. Un miracolo dell’interpretazione, che ha sortito, alla fine dell’esecuzione, una muta e lunga statuarietà del direttore, tre, quattro, forse cinque minuti d’immobilità, statuarie anche le ragazze e i ragazzi della Euyo, con tutto il pubblico che tratteneva il respiro per non sporcare il silenzio della fine.
Poi l’esplosione dell’applauso e delle ovazioni, al rilassarsi del maestro e al suo abbassare la bacchetta e le braccia lungo i fianchi, come segnale liberatorio della tensione. Bellissimo. Goetzel tornerà a dirigere al Teatro Abbado, non è una nostra sollecitazione a Ferrara Musica, è un dovere verso il pubblico che lo ha accolto, ascoltato, ammirato, applaudito.

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Crediti fotografici: Ufficio stampa di Ferrara Musica – Teatro Comunale Claudio Abbado
Nella miniatura e al centro: il direttore austriaco Sascha Goetzel
Sotto: Goetzel sul podio della Eropean Union Youth Orchestra durante il concerto ferrarese





Pubblicato il 20 Settembre 2021
Partita bene la stagione 2021/22 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado
Euyo e Marzadori che spettacolo servizio di Athos Tromboni

20210919_Fe_00_Euyo-LauraMarzadori-PekkaKuusisto_PekkaKuusistoFERRARA - Inaugurazione ufficiale della stagione di Ferrara Musica nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" sabato 18 settembre 2021 con il maestro Pekka Kuusisto sul podio della Euyo (European Union Youth Orchestra), ospite la violinista Laura Marzadori. Scorrevoli e ordinati, anche se un po' brigosi, i controlli di Grenn-pass e temperatura all'ingresso del teatro; e comunque a parte lo sforamento di una decina di minuti sull'orario prefissato per l'esecuzione, dato il consistente afflusso di pubblico, tutto è andato come doveva andare, cioè bene.
La prima parte della serata era dedicata ad Antonin Dvorák con due brani per violino e orchestra: la Romanza in Fa minore op.11 e la Mazurek in Mi minore op.49 resi celebri da interpretazioni e incisioni dei più grandi virtuosi dello strumento. La seconda parte impaginava invece la Sinfonia n.5 in Mi bemolle maggiore op.82 di Jean Sibelius.
Laura Marzadori tornava a Ferrara dove giovanissima aveva già affascinato con successo il pubblico locale in concerti ancora memorabili: e a Ferrara ha eseguito per la prima volta due brani di Dvorák, che sono particolarmente impegnativi per il solista, perché ad un fluente, suggestivo, equilibrato, scorrere della melodia su tempi sognanti (la Romanza) fa da contraltare nel secondo brano un vigoroso e rapido inanellarsi di note e salti d'arco sul tempo di mazurka, in perenne sfida con il tutti orchestrale: non per caso la Mazurek op.49  - di grande difficoltà tecnica - fu scritta nel 1879 (cioè nel pieno della maturità del compositore) per il celebre virtuoso del violino Pablo de Sarasate.
La Marzadori ha guidato l'Euyo (assecondata dal podio di Kuusisto, egli pure violinista) sia sulla strada del dialogo struggente e onirico nella Romanza, proponendo un lirismo ricamato sul tempo lento e offrendo anche una serie di trilli pulitissimi; sia sulla strada del confronto dinamico proprio nella Mazurek dove il materiale per quella sfida non manca: eppure proprio qui, impostando una vasta gamma di colori e dinamiche (dal fortissimo al pianissimo, dal largo all'allegrissimo), la solista non ha mancato di farsi apprezzare per un legato veramente da prima della classe. Merito anche del direttore, che ha lasciato fare, avendo capito che tutto era "in buone mani".
C'era anche un po' di ferraresità nella prestazione della bolognese Laura Marzadori: ha suonato infatti con il suo violino Fiorini Poggi del 1925 regalatole anni fa dal Comitato per i Grandi Maestri presieduto da Gianluca La Villa.

20210919_Fe_02_Euyo-LauraMarzadori-PekkaKuusisto_facebook_phMarcoCaselliNirmal

Terzo lavoro in programma, la Sinfonia n.5 di Sibelius, ben diretta da Pekka Kuusisto:  come si diceva, questo maestro scandinavo è anche violinista. Viene accreditato dalla critica musicale internazionale come "un direttore di grande comunicativa, musicista insofferente alle etichette e curioso di sperimentare programmi insoliti e collaborazioni inedite": dirige senza bacchetta, come se l'orchestra fosse un coro. E difatti il suo gesto, la sua mimica, somigliano molto a quelle d'un direttore di coro.
Ha affrontato in maniera efficace la sinfonia dai colori nordici, sicuramente trovandosi a proprio agio nei passaggi in cui i colori orchestrali rievocano (senza essere "musica a programma") le albe sul mare del nord e le nevicate su boschi e fiordi. Al di là delle convinzioni della musicologia e della critica musicale corrente, portata a banalizzare il concetto di "scuole nazionali", non v'è dubbio che i colori di una sinfonia di Sibelius, o di Johan Svendsen, o di Carl Nielsen, offrono all'ascolto e all'immaginario un "panorama" che affonda le radici nelle terre, nei mari e nei laghi di quelle contrade. Così come un poema sinfonico di Ottorino Respighi o di Ennio Porrino "dipingono" la macchia mediterranea e la civiltà se non etica, almeno estetica delle nostre contrade.
Questa digressione per dire che l'approccio e l'esecuzione di una musica di Sibelius da parte di chi ha visto con i propri occhi quel che vide il compositore, respirato negli stessi luoghi, agito nelle stesse città, è quanto di meglio si possa combinare per un risultato artistico.
Kuusisto è stato più che convincente, meritandosi i calorosi applausi finali del pubblico.
E soprattutto è stata magnifica la Euyo, sempre più nelle grazie del pubblico ferrarese. Sarà anche per quella marcetta eseguita come bis (immancabile; tutti se l'aspettano; e non stanca mai) proposta d'improvviso al "la" altisonante dei fiati quando il direttore è già fuori del palcoscenico e loro, i giovani della Euyo, possono scatenarsi in maniera né irriverente, né trasgressiva, semplicemente allegra e mascalzona nella esecuzione-danza, tutti in piedi, tutti saltellanti, di quella che è diventata la loro sigla di chiusura.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica
Nella miniatura in alto: il direttore-violinista Pekka Kuusisto






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Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
Jazzofilia tra classico e antico
intervento di Athos Tromboni FREE

20211029_Fe_00_Fresh&Bold(5)_RobertoManuzziGeofWarren_GeofWarrenFERRARA - Quinta e ultima tappa di Fresh & Bold al Torrione San Giovanni del Jazz Club Ferrara, venerdì 28 ottobre... quinta e ultima puntata della prima edizione, anno 2021, perché sia per volontà del management del Jazz Club, sia per disponibilità del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" la rassegna è destinata ad avere continuità nelle prossime stagioni di "Ferrara in jazz" organizzate proprio nel Torrione.
Nel corso dell'ultima tappa 2021 è andato in pedana un progetto originale: quello di offrire ai jazzofili ferraresi due momenti dove sono state protagoniste le jazz-band, assemblate per l'occasione, del Conservatorio Frescobaldi, sotto la direzione musicale di Roberto Manuzzi.
Il primo set intitolato The Flute Orchestra consisteva in un progetto (nato all'interno dei corsi jazz di Musica di insieme e di Flauto)
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Jazz Pop Rock Etno
Stagione a tutto jazz e altro
redatto da Athos Tromboni FREE

20220122_Fe_00_JazzClubFerrara_ShermanIrby_phFrankStewart.jpegFERRARA – Il Jazz Club del Torrione San Giovanni ha annunciato la seconda parte di Ferrara in Jazz 2021/2022, quella d’inverno-primavera: saranno tre lunghi mesi e mezzo di jazz e non solo, che condurranno ad aprile inoltrato, tutti da vivere in un luogo unico qual è il bastione rinascimentale sede del sodalizio, il famoso "Torrione" iscritto nella lunga lista
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Opera dal Centro-Nord
Ed ecco l'Aroldo fascista
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220118_Ra_00_Aroldo_RobertaMantegna_phZani-CasadioRAVENNA - E’ possibile perdonare un tradimento coniugale? Questo è l’esile tema intorno al quale ruota Stiffelio che Giuseppe Verdi revisionò insieme al librettista Francesco Maria Piave, ricavandone l’Aroldo con cui debuttò al Nuovo Teatro di Rimini nel 1857. Fu un grande successo: ci furono ben 27 chiamate per Verdi e due per Piave dal pubblico
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Echi dal Territorio
Cara Biblioteca ti dico e ridico
redatto da Athos Tromboni FREE

20220114_Fe_000_CaraBiblioteca_logoFERRARA - Era in campo tutto lo staff dirigente del sistema culturale del Comune di Ferrara, oggi, 14 gennaio 2022, alla conferenza stampa dei presentazione del percorso Cara Biblioteca; un percorso voluto dall'Amministazione comunale per rispondere a una domanda (se vogliamo) retorica: «Ti sta a cuore la tua biblioteca? Vieni a dirci
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Eventi
Festival delle Memorie (al plurale)
redatto da Athos Tromboni FREE

20220110_Fe_00_FestivalDelleMemorie_FrancoCardiniFERRARA - Nasce un nuovo festival, di impegno civile oltre che spettacolare, promosso dal Teatro Comunale "Claudio Abbado": si tratta del neonato Festival delle Memorie presentato oggi alla stampa dall'assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, dal direttore generale del teatro, Moni Ovadia, dal direttore artistico Marcello
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Ballo and Bello
Con Lo Schiaccianoci riecco la classica
servizio di Athos Tromboni FREE

20220109_Fe_00_LoSchiaccianoci_Masha_PhMarcoCaselliNirmalFERRARA - Niente di perfetto, tutto di spettacolare. L'estrema sintesi del nostro giudizio sul balletto Lo Schiaccianoci (libretto di Marius Petipa e Vasili Vainonen, musica di Piotr Il'ic Chaikovskji) andato in scena sabato 8 gennaio 2022 nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" potrebbe essere questa: niente di perfetto perché non abbiamo visto la
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Opera dal Centro-Nord
Il Farnace debutta dopo 283 anni
servizio di Athos Tromboni FREE

20211231_Fe_00_IlFarnace_RaffaelePe_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Nella storia della musica può capitare che un capolavoro sepolto nel dimenticatoio possa essere riscoperto e riproposto. Succede con molte opere fuori repertorio, che poi generalmente rientrano come "minori" nel repertorio e in tempi moderni (quelli nostri) vengono di tanto in tanto riprese da qualche direttore artistico di buona volontà e
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Dischi in Redazione
Perle musicali d'un autore raffinato
recensione di Simone Tomei FREE

20211227_00_Dischi_DavideBuraniFrancoisJosephDizi_CopertinaFrançois-Joseph Dizi (1780-1840)
48 Études ou Fantaisies pour harpe
DAVIDE BURANI  arpa
2 CD - SMC Records - DB 012021
Da tempo – e me ne scuso con l’autore - giacciono sulla mia scrivania due CD che racchiudono l’Antologia dell’arpista belga François-Joseph Dizi incisi dal concertista
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Opera dal Nord-Est
Quattro bacchette per Nabucco
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211224_Ra_00_Nabucco(ScuolaDirezioneDOrchestra)_RiccardoMutiRAVENNA - I quattro direttori d’orchestra consacrati dalla “Riccardo Muti Italian Opera Academy“ alla sua decima edizione in sette anni, ospitata  quest’anno dalla Fondazione Prada di Milano,  hanno mostrato di avere assorbito la lezione del  maestro alternandosi alla direzione nel concerto al Teatro Alighieri di Ravenna del 20 dicembre, replica di
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Opera dal Nord-Est
Barbiere con pochi... clienti
servizio di Rossana Poletti FREE

20211212_Ts_00_IlBarbiereDiSiviglia_FrancescoQuattrocchi_phFabioParenzanTRIESTE, Teatro Verdi - Ci sono belle voci e ottime interpretazioni in questo Barbiere di Siviglia rossiniano in scena al lirico giuliano. Lascia il segno la Berta di Elisa Verzier, giovanissima triestina, vincitrice di importanti concorsi lirici, che nell’aria “Il vecchiotto cerca moglie” incontra l’applauso sentito del pubblico. Il mezzosoprano Paola
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Opera dal Centro-Nord
Piccolo Marat di lusso
servizio di Simone Tomei FREE

20211212_Li_00_IlPiccoloMarat_ValentinaBoiLIVORNO - Il Teatro Goldoni di Livorno in occasione del centenario mette in scena Il piccolo Marat di Pietro Mascagni; la prima rappresentazione, avvenuta il 2 maggio 1921 al Teatro Costanzi di Roma, fu salutata da un enorme successo di pubblico, addirittura superiore a quello colto quasi trent’anni prima nello stesso Teatro dal giovanissimo compositore
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Opera dal Nord-Est
Elle e Lucy le eroine del... telefono
servizio di Simone Tomei FREE

20211207_Vr_00_LaVoixHumaine_LaviniaBini _EnneviFoto.jpegVERONA - La Fondazione Arena di Verona, nella cornice del Teatro Filarmonico, ha messo in scena, quale ultimo allestimento della stagione 2021, un dittico di bellezza rara: La voix humaine di Francis Poulenc e The Telephone di Gian Carlo Menotti. Due composizioni del secolo scorso che, senza nulla togliere alle eccelse interpreti che si sono cimentate sul
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Opera dal Centro-Nord
Nicola Alaimo insuperabile Falstaff
servizio di Simone Tomei FREE

20211202_Fi_00_Falstaff_NicolaAlaimo_phMicheleMonastaFIRENZE - «Non sto facendo un'opera buffa. Sto lavorando su un personaggio. Il mio Falstaff non è solo quello delle Allegre comari di Windsor, in cui è soltanto un buffone sbeffeggiato dalle donne; è anche il Falstaff dell'Enrico IV e dell'Enrico V»: così Giuseppe Verdi scriveva ad Italo Pizzi - letterato parmense - in merito all’opera che dopo quattordici
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Opera dal Centro-Nord
Una Pulzella assai frenetica
servizio di Simone Tomei FREE

20211128_Re_00_GiovannaDArco_RobertoRizziBrignoli.jpegREGGIO EMILIA - Giovanna d’Arco è la settima opera di Giuseppe Verdi che fu rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano il 15 febbraio del 1845; erano gli anni in cui l’astro nascente Verdi cominciava ad emergere fortemente; Rossini era silente, Bellini era morto e Donizetti oltralpe, malato. Come altre opere di quel periodo, anche
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Opera dal Centro-Nord
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servizio di Nicola Barsanti FREE

20211122_Lu_00_LaTraviata_FrancescoRosaLUCCA - La serata inaugurale della stagione operistica del Teatro del Giglio vede sul palcoscenico La Traviata di Giuseppe Verdi (primo di tre titoli previsti in cartellone). Una scelta estremamente oculata non solo perché, essendo l’opera più rappresentata al mondo, La Traviata genera sempre grandi aspettative e curiosità, ma poiché, a pochi giorni
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Bianca e Fernando secondo de Ana
servizio di Simone Tomei FREE

20211121_Ge_00_BiancaEFernando_DonatoRenzettiGENOVA - L’opera dal titolo originario Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini ebbe il suo debutto al Teatro San Carlo di Napoli il 30 maggio del 1826, ma per un riguardo al principe Ferdinando di Borbone fu cambiata in Bianca e Gernando. Essa nacque sul soggetto tratto dal dramma di Carlo Roti - Bianca e Fernando alla tomba di Carlo IV, duca d’Agrigento -
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Opera dal Nord-Est
Cosė fan tutte non per molti
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20211115_Vr_00_CosiFanTutte_FrancescoOmmassini_phFotoEnneviVERONA – Dopo aver proposto Le nozze di Figaro nel 2018 e Don Giovanni nel 2019, Fondazione Arena completa la trilogia Mozart-Da Ponte con Così fan tutte, andato in scena al Teatro Filarmonico dal 31 ottobre al 7 novembre 2021. La tanto sospirata capienza piena, però, non è ancora – purtroppo – sinonimo di normalità, a partire dalla necessità di
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Jazz Pop Rock Etno
Oblivion Rhapsody concentrato di bravura
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20211114_Ts_00_OblivionRhapsody_GiorgioGallioneTRIESTE - C’era una volta il Quartetto Cetra: immagini sbiadite in bianco e nero di una televisione del sabato sera che sfornava numeri musicali di qualità e successo. Ogni settimana proponevano un tema, ricavato spesso dalla letteratura. E fu così che fecero le divertenti parodie della Traviata, di Madame Bovary, di Giulio Cesare, di Romolo
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Opera dal Centro-Nord
L'Orfeo non invecchia
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211112_Ra_00_LOrfeo_OttavioDantoneRAVENNA - L’Orfeo di Claudio Monteverdi su versi di Alessandro Striggio ha più di 400 anni ma non li dimostra, almeno nella versione andata in scena al Teatro Alighieri il 6 e il 7 novembre 2021 nella raffinata esecuzione dell’Accademia Bizantina con la regia di Pier Luigi Pizzi.  La lettura e l’esecuzione di Ottavio Dantone, da oltre vent’anni alla guida
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Vocale
Il divino intelletto di Dante e Berio
servizio di Athos Tromboni FREE

20211104_Fe_00_DaDivinoIntelletto-ProgettoBerioPanni_LucianoBerio_phEricMarinitschFERRARA - Da divino intelletto e da sua arte s'accostò ai ferraresi, cioè il pubblico pagante di Ferrara Musica, un insolito omaggio a Dante Alighieri e al suo settecentenario: il direttore d'orchestra e compositore Marcello Panni, sul podio dell’Ensemble di Musica Contemporanea del Conservatorio di Bologna ha infatti proposto uno stimolante (e bellissimo)
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Soci Uncalm
Bruno Laudato Band felice ritorno
FREE

20211101_Fe_00_ConcertoBrunoLaudatoBand_BrunoLaudatoFERRARA - Ha preso avvio domenica 31 ottobre 2021 alla Sala della Musica di Via Boccaleone 19 la rassegna concertistica del Circolo Culturale Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” ospitando la formazione cameristica Bruno Laudato Band. Il musicista bolognese, come chitarra solista e anche in formazioni cameristiche, aveva già partecipato in
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Opera dal Nord-Ovest
ŦBarbiereŧ e ŦTurcoŧ, Rossini alla Scala
servizio di Francesco Lora FREE

20211031_Mi_00_IlBarbiereDiSiviglia_RiccardoChaillyMILANO - Prima che La Calisto di Cavalli e L’elisir d’amore di Donizetti chiudano la stagione d’opera del Teatro alla Scala, nella ripresa dopo la pausa estiva il cartellone milanese è stato improntato al Rossini buffo con una trilogia: L’italiana in Algeri per quattro recite dal 10 al 18 settembre 2021, nell’impolverato ma insostituibile allestimento con regìa,
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Echi dal Territorio
Comitato per i Grandi Maestri adieu
servizio di Athos Tromboni FREE

20213031_Fe_00_ComitatoPerIGrandiMaestriAdieu_SacconChristianJosephFERRARA - Comitato per i Grandi Maestri, ultimo atto. Si è chiusa con una sobria festa privata a casa di Gianluca La Villa e Camilla Segre sabato 30 ottobre 2021 l’esperienza di quel “Comitato” ferrarese che ha fatto parlare di sé le cronache musicali non solo della città estense, ma anche di numerose altre località della Toscana, della Liguria e del Veneto
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Classica
Il transito dell'anima coinvolge
servizio di Simone Tomei FREE

21211030_Pc_00_TransitatusAnimae_AnnaMariaChiuri_phLuigiBloisePIACENZA - Uno degli Oratori più belli di don Lorenzo Perosi è il Transitus Animae. In esso si raffigura il momento dell’estremo passaggio dell’anima dall'esilio terreno alla dimora celeste, un viaggio scandito dalle preghiere della tradizione cattolica. Forse, questo lavoro è il suo capolavoro, se si deve giudicare dall’altissimo grado di
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Opera dal Centro-Nord
Butterfly molto ispirata al Teatro Noh
servizio di Athos Tromboni FREE

20211029_Fe_00_MadamaButterfly_MatteoMazzonini_phFERRARA - Una Madama Butterfly urlata. L’estrema sintesi dell’opera d’apertura della stagione lirica autunno-invernale del Teatro Comunale “Claudio Abbado” può essere questa. La ragione una sola: l’orchestra col suo suono vigoroso copriva spesso le voci soliste, tanto che ci siamo chiesti: se invece di una compagine da camera (le disposizioni
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Opera dal Nord-Est
Piccole Donne e il premio a Gismondi
servizio di Rossana Poletti FREE

20211028_Ts_00_PiccoleDonne_FabrizioAngeliniTRIESTE Politeama Rossetti - E’ un congegno ben oliato il musical Piccole donne, andato in scena al Politeama Rossetti di Trieste, città dalla quale è partita la sua tournée. Nel grande teatro da oltre 1.500 posti arrivano molte produzioni internazionali di grande qualità e spesso abbiamo avuto modo di notare le differenze di spessore tra gli allestimenti stranieri
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Opera dal Centro-Nord
L'isola disabitata ammalia
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211027_Ra_00_LIsolaDisabitata_NicolaValentiniRAVENNA - L’Isola disabitata di Franz Joseph Haydn, datata 1779, su libretto di Metastasio musicato per la corte degli Esterhàzy, ha piacevolmente sorpreso il pubblico del Teatro Alighieri di Ravenna il 23 e 24 ottobre 2021, non tanto per la trama, tutto sommato fragile, quanto per le allusioni al tema della solitudine e dell’isolamento che la recente pandemia ha
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Opera dal Nord-Est
Gnecco e Pasticci
servizio di Rossana Poletti FREE

20211025_Ts_00_GneccoEPasticci_DanielaMazzucatoTRIESTE - Ci riprova il Teatro Verdi di Trieste con La prova di un’opera seria di Francesco Gnecco, un atto unico che si presta a manipolazioni e diverse ambientazioni. Alla musica mette mano Matteo Musumeci che rielabora la partitura del compositore genovese e ci mescola spezzoni di altre arie, per caratterizzare l’ambientazione che il regista e
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Pagina Aperta
Peccato Vinile allo Spirito
servizio di Athos Tromboni FREE

20211025_Vigarano_00_PeccatoVinileAlloSpirito_PaoloZamboniVIGARANO MAINARDA (FE) - Di domenica pomeriggio, dopo pranzo. Al ristorante come se si fosse nello studio di una radio libera (un tempo si chiamavano proprio così, "libere", le radio che oggi si dicono "commerciali") a immaginare una trasmissione via etere con musica in "tutte le direzioni". È successo domenica 24 ottobre 2021 al ristorante Spirito
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