Pubblicato il 31 Maggio 2024
L'idea dell'opera itinerante era bella e sarebbe piaciuta anche a Giacomo Puccini ma il meteo...
Tosca nella Basilica intervento di Athos Tromboni

20240531_Cento_00_Tosca_RosannaLoGrecoCENTO (FE) - Poteva essere una rappresentazione suggestiva al pari di "Nelle ore e nei luoghi di Tosca" (la famosa diretta dell'opera di Giacomo Puccini realizzata a Roma nel 1992 da Patroni Griffi e Andermann) questa Tosca itinerante ideata dal management del Teatro Borgatti di Cento e sostenuta da sponsor locali che si sono dimostrati entusiasti dell'iniziativa. Dunque, i luoghi: il primo atto avrebbe dovuto svolgersi nella Basilica di San Biagio, la chiesa principale di Cento, ricca di opere d'arte, barocca ma con preziose reminiscenze rinascimentali; il secondo atto sarebbe stato all'aperto presso il Monumento ai Caduti realizzato nel 1931 dall'architetto Gian Francesco Costa e luogo quanto mai suggestivo per quella struttura a tre archi e quattro colonne doriche che richiamano la pulizia e l'aura neoclassica dell'estetica imperiale italiana; il terzo atto sarebbe stato collocato in uno spazio aperto ma raccolto dentro la bellissima Rocca di Cento.
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Poteva essere... invece il maltempo caratteristico di questa irriconoscibile primavera ci ha messo lo zampino: meteo variabile ma stabile al mattino e al pomeriggio... e pioggia anche a scosci a partire dalle ore 20 e fino al termine della rappresentazione, che si è svolta - facendo di necessità virtù - interamente dentro la Basilica di San Biagio.
Suggestiva la collocazione dentro quella chiesa, ma non premiante dal punto di vista acustico; il fronte (quasi un palcoscenico con ambientazione naturale e non scenografica, a parte il grande quadro della Maddalena che Cavaradossi stava dipingendo) era collocato nella zona dell'altare, sotto la volta a cupola dell'abside, meraviglia per la vista degli spettatori; e l'orchestra era collocata all'ingresso della Basilica; il pubblico in mezzo. L'effetto dell'orchestra era di una presenza tonitruante, naturalmente amplificata dai rimandi della volta a cupola; l'effetto del canto (a voce viva, quindi non amplificato elettronicamente) era in pratica una confusa sommersione dentro il mare di suoni strumentali, soprattutto quando intervenivano gli ottoni.
Insomma, un canto non giudicabile dal punto di vista critico: e comunque hanno "partecipato" (usiamo il participio passato del verbo "partecipare" anziché del verbo "cantare") impegnandosi lodevolmente il soprano Rosanna Lo Greco (Tosca), il tenore Vicent Romero (Mario Cavaradossi), il bass-baritono Alberto Bianchi Lanzoni (Scarpia), e ancora: Davide Soldini (Angelotti), Francesco Facini (Sagrestano), Fabiano Naldini (Spoletta), Michele Sitta (Sciarrone) e la giovanissima Camilla Baravelli Sabena (Un pastorello).
Presenti in scena anche il Gruppo Storico Centese in costumi rinascimentali. Sul podio della volonterosa Orchestra Città di Ferrara era il maestro Aldo Salvagno, il coro di voci bianche del Teatro Comunale di Bologna era istruito da Alhambra Superchi, mentre il Coro Colsper dell'Emilia Romagna era istruito da Andrea Bianchi; la regia era affidata a Giorgio Zecchi.
Giusto, proprio il regista è stato forse il più penalizzato dal meteo capriccioso, perché non gli è riuscito possibile d'attuare quel che esso stesso si era proposto: «... ogni dettaglio della messa in scena è stato pensato per coinvolgere da subito lo spettatore e per far nascere un'emozione immediata.»
Sarebbe stata una regia nel segno della tradizione e conforme ai contenuti del libretto di Illica e Giacosa, finalmente...
Il pubblico aveva fatto registrare l'esaurito, ogni posto a sedere dentro la Basilica era occupato; e proprio il pubblico si è dimostrato comprensivo e calorosissimo, con ovazioni prolungate al termine della recita.
Detto ciò e fatta la cronaca essenziale, resta da tirare una conclusione, un pensiero, una considerazione (chiamatela come volete...): l'opera lirica - per quanto riguarda ambientazione, costumi, oggettistica, movimenti scenici di solisti e masse - può essere (deve essere) innovativa allo scopo di avvicinare nuove frange di spettatori, soprattutto giovani. Ma "innovazione" è parola assolutamente diversa dalla parola "provocazione" e implica, oltre all'originalità dell'idea creativa, anche l'equiparazione del gesto e della scena allo spirito dichiarato dei creatori (musicista e librettista) oltre all'umiltà di servizio degli allestitori.
Le cosiddette "regie moderne" stravolgenti e irridenti, stupefacenti e psico-filosofico reinterpretanti, tronfie e tutt'altro che cogenti, sono e resteranno sostanzialmente perdenti rispetto alla messa in scena così come concepita dai creatori. Absid Invidia Verbo (Sia lontana l'ostilità dalla mia parola, Tito Livio, nell'Anno Zero dell'era cristiana) dico io, rubando la frase a Tito Livio.

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Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Borgatti di Cento
Nella miniatura in alto: il soprano Rosanna Lo Greco (Tosca)
Sotto a destra: il direttore Aldo Salvagno
Al centro in sequenza: Vicent Romero (Mario Cavaradossi); Rosanna Lo Greco; Alberto Bianchi Lanzoni (Scarpia); Vicent Romero e Rosanna Lo Greco nel duetto del primo atto
Sotto in sequenza: panoramiche e istantanee su diversi momenti della rappresentazione





Pubblicato il 07 Aprile 2024
Il capolavoro barocco di don Antonio Vivaldi fatto rivivere a Ferrara nell'edizione del 1727
Orlando nelle trame di Alcina intervento di Athos Tromboni

20240407_Fe_00_OrlandoFurioso_MarcoBellussi_phMarcoCaselliNirmaFERRARA - Ottima messa in scena nel Teatro "Claudio Abbado" dell' Orlando Furioso di Antonio Vivaldi nella edizione critica curata da Federico Maria Sardelli e Alessandro Borin. Il maestro Sardelli era anche sul podio della brava Orchestra Barocca Accademia dello Spirito Santo di Ferrara. Quindi tre atti, così come Vivaldi ideò per la premiere al Teatro Sant'Angelo di Venezia nell'autunno del 1727.
Ottima messa in scena, oltre che per la comprovata efficacia di Sardelli nell'esecuzione del repertorio barocco, soprattutto per la visionaria regia di Marco Bellussi, coadiuvato da Fabio Massimo Iaquone (ideazione e regia video), Matteo Paoletti Franzato (scene), Elisa Cobello (costumi) e Marco Cazzola (luci).
La visionaria regia ci trasporta nel poema ariostesco (o quantomeno in ciò che del poema dell'Ariosto utilizzò a suo tempo il librettista Grazio Braccioli) dove tutto è fantascientifico: storia, atteggiamenti, intrecci, scene e costumi, ma soprattutto proiezioni che fanno immergere dentro le immagini luminose, i protagonisti che stanno cantando un'aria o simulando un "affetto". Qualcosa di mai visto prima - almeno nel Teatro Abbado di Ferrara - il che fa pensare che le nuove e modernissime tecniche scenografiche messe a punto per questo Orlando Furioso faranno storia, contribuendo a un rilancio di tutta l'opera e dei suoi contenuti. Perché una messa in scena così magica (non intendiamo il contenuto quanto piuttosto il contenitore) va oltre la "provocazione" delle regie (e scenografie) cosiddette moderne e ha il pregio di reinventare azioni spazi e luoghi che sono sì ammodernati - addirittura d'avanguardia - e ciò tuttavia rimangono fedelmente pertinenti allo spirito della narrazione librettistica, per quanto riguarda l'ambiente della storia messa in musica.
Allora i personaggi si muovono "dentro" a tridimensionali parole o versi; parole e versi che ribattono termini e luoghi del poema ariostesco "navigando" sul fondale, sulle quintine, sui teli trasparenti del proscenio e investendo i cantanti in scena. Oppure gli stessi personaggi si muovono al limitare di un bosco che sembra vero perché tridimensionale e i rami e le foglie si agitano al vento mentre le nubi transitano nel cielo. Oppure - ancora - sono gli astri (le galassie, la luna) che fanno da fondale all'azione rendendo percettibile l'inimmaginabile. Insomma una (chiamiamola) realtà aumentata che ha l'effetto di meravigliare, ma anche di sedurre lo spettatore. Tutto questo in uno stile che ha fatto dell'eleganza e del nitore il principale concetto visivo della messinscena.

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Al risultato del nitore e dell'eleganza hanno contribuito i costumi di Elisa Cobello, prevalentemente in bianco e nero, o tonalità varie di grigio (salvo quello della Bradamante che è rosso vivo e quello di Ruggiero, striato rosso) e poi la penombra dominante sul palcoscenico dove le luci miracolose di Marco Cazzola sui personaggi non hanno mai interferito con la luminescenza delle proiezioni di Fabio Massimo Iaquone. Insomma, una messa in scena ultramoderna - da non confonderla usando il termine postmoderna - che fa ben sperare nel ritorno della narrazione scenica e scenografica dentro a legittime pretese di coerenza drammaturgica.
Nel merito dell'esecuzione musicale: sul podio Federico Maria Sardelli ha dominato la partitura, infondendo all' Orchestra Barocca Accademia dello Spirito Santo il giusto climax interpretativo sia delle levità melanconiche, sia quelle possanze del vigore espressivo con cui Vivaldi ha raccontato con le note gli "affetti" sottintesi dai versi di Ariosto/Braccioli.
Una grande concertazione ed esecuzione, visibile in streaming per un mese come trasmesso su OperaVision ( https://www.youtube.com/watch?v=_bq4FzrIZzY )

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Gli interpreti: tutti preparatissimi. Marco Bellussi ha fatto recitare figuranti, mimi e coro compresi. Tutti recitavano con una naturalezza e con quella veridicità che fanno bene al teatro d'opera, che è appunto "teatro" e non "concerto" in costume. Ottimo l'effetto. Coinvolgente il risultato.
Il regista ha ben chiarito, nelle note sul libretto di sala che il luogo da lui pensato per questo Orlando Furioso è «... uno spazio delineato, una dimensione conclusa che afferisce al protagonista carismatico dell'opera. Non Orlando, bensì Alcina la maga. Nel suo palazzo si consumano le intricate vicende previste dal librettista Grazio Braccioli sulla base del testo ariostesco e mirabilmente espresse dalla musica di Antonio Vivaldi. Siamo dunque in un palazzo dai perimetri definiti ma non certi. È la mistificazione della magia che li dilata e li deforma... nel disegno di Matteo Paoletti Franzato le pareti del palazzo sono dunque specchio. Specchio è anche il soffitto della reggia. Ne deriva che tutto ciò che in essa avviene può essere realtà o riflesso distorto della stessa.»
Nel ruolo di Orlando ha giganteggiato il contratenore Yuriy Mynenko che è dotato di una vocalità non da falsettista che canti con la gola, ma da soprano raffinato che sa dosare fiati, appoggio, canto di petto e canto in maschera con ottima intonazione, fraseggio e dinamica.
Bravissime anche Arianna Vendittelli (Angelica) e Sonia Prina (Alcina) le cui doti di barocchiste e belcantiste sono fuori discussione. Ottimi anche Filippo Mineccia (Ruggiero), Chiara Brunello (Medoro), Loriana Castellano (Bradamente) e Mauro Borgioni (Astolfo).
Molto ben preparato il Coro Accademia dello Spirito Santo istruito da Francesco Pinamonti e un plauso anche alla danzatrice (non citata in locandina) e ai figuranti e mimi.

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Teatro Abbado praticamente esaurito con pubblico lungamente plaudente al termine della rappresentazione.
(la recensione si riferisce alla recita di venerdì 5 aprile 2024)

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per il Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara
Nella miniatura in alto: il regista Marco Bellussi
Sotto, in sequenza: Arianna Vendittelli (Angelica); il direttore Federico Maria Sardelli; panoramiche di Marco Caselli Nirmal su scene e costumi
In fondo: i ringraziamenti del cast e dello staff di palcoscenico al termine della recita





Pubblicato il 25 Febbraio 2024
Ottima accoglienza dell'opera buffa rossiniana nel Teatro Sociale con un allestimento tutto locale
Il Turco conquista Rovigo intervento di Athos Tromboni

20240225_Ro_00_IlTurcoInItalia_HosseinPoshkar_phValentinaZanagaROVIGO - Una sorta di "esegesi" aveva preceduto l'andata in scena di Il turco in Italia, libretto di Felice Romani musica di Gioachino Rossini; e l'interprete critico della verità rivelata era stato il regista Roberto Catalano che aveva comunicato in una nota di regia che «... la necessità è stata quella di intercettare nel ruolo di Fiorilla il tratto universale di un'umanità vittima di stimoli costanti, per cercare di dare al suo personaggio non l'eccezione dell'essere umano "guasto" che va aggiustato, ma quella di una vittima perfetta sulla cui fragilità è possibile lucrare. Ecco perché in questa drammaturgia il personaggio del Poeta (Prosdocimo, ndr) a caccia della sua storia "sfruttando" le vite degli altri, vestirà i panni di un creativo senza scrupoli ...»
Ci sarà riuscito il regista, nel Teatro Sociale di Rovigo, a dimostrare questa sua "esegesi"? O tutto è rimasto sulla carta, come sua e personale testimonianza d'intenti e basta? Oggi, nelle regie cosiddette moderne, il capovolgimento del paradigma è ormai una costante: per cui lo sforzo dei "pensatori critici' " si invera nella dimostrazione che il capovolgimento del tutto (tutto a rovescio, per dimostrare che la verità non è un fatto assoluto, ma un fatto relativo che può essere adattato alle filosofie dei tempi correnti)... il capovolgimento del tutto - si diceva - tenta di essere pertinente come interpretazione "altra" della verità drammaturgica, e anche come espansione nell'oltre del qui e ora: un qui e ora a suo tempo pensato, riflettuto e sudato da librettista e musicista.

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No, no, alla prova dei fatti, a nostro parere, quella "esegesi" preannunciata non è emersa affatto. La recita di Il turco in Italia è stata divertente, i personaggi hanno agito come da copione... anzi, da libretto; e la commedia dell'arte contenuta in nuce nella drammaturgia ha preso il sopravvento sulle interpretazioni filosofiche e/o sociologiche di una testo che non ha bisogno né di "esegesi", né di filosofemi ammantati di modernismo forzato e sfacciato. E che va al di là di scene scimmiottanti la pubblicità delle cucine Salvarani e i costumi praticamente dress-a-porter della contemporaneità.
Detto della "riduzione" dal potenziale dramma (psicologico? sociologico? politico?) alla commedia di questa specifica messa in scena rodigina, aggiungiamo che un risultato c'è stato: divertente, logico, appagante. Ma non nella logica annunciata dal regista, bensì nella semplice e perfetta drammaturgia voluta da Romani e Rossini per questa opera buffa, che fu a suo tempo accolta con tiepido successo perché venne rappresentata subito dopo quel capolavoro comico che è L'italiana in Algeri.

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Ora, per non disorientare il lettore e puntualizzare il concetto, spieghiamo questo: Fiorilla è femmina con tutte le belle (bellissime) peculiarità delle femmine. Ama essere corteggiata, non è indifferente al fascino emanato da relazioni esotiche e un po' misteriose, cerca di evadere un pochino dal tran-tran della vita coniugale, adora i regali ed è portata a sopravvalutare chi le dona quei regali, però... però la tranquillità e la sicurezza di una relazione amorosa e familiare consolidata e valida da qui all'eternità (là dove l'eternità corrisponde all'esalazione dell'ultimo respiro prima della morte) la convince che c'è necessità di distinguere l'effimero e il voluttuario dall'essenziale e dal concreto. E si atteggia di conseguenza, nel finale dell'opera.
In più, proprio per il Il turco in Italia, Romani e Rossini inventarono l'idea nuovissima e geniale (siamo nel 1814), quasi pirandelliana, dei due livelli sui quali si svolge l'azione: da una parte la comica vicenda, fatta di equivoci e intrighi; dall'altra il personaggio del Poeta che allo stesso tempo partecipa alla vicenda e se ne estrania, reggendo i fili dell'azione. Poi la musica di Rossini contribuisce enormemente a far lievitare nel pubblico il gradimento dell'opera, la sua comicità, il non-sense delle situazioni.
Ed è stato proprio il poeta Prosdocimo interpretato dall'ottimo Bruno Taddia la chiave di volta vera e indiscutibile della bella riuscita dell'allestimento rodigino, fatto in coproduzione con altri teatri, ma in autonomia e in solitaria rispetto alle scene e ai costumi. Un nuovo allestimento, dunque, la cui regia è stata affidata a Catalano, e la cui realizzazione di scene e costumi - appunto - è stata interamente curata dai laboratori scenografici e sartoriali del teatro rodigino. Un altro miracolo della provincia. Un altro segno della vitalità e creatività delle terre di più lunga tradizione operistica.
Ribadiamo, ritornando alle valutazioni sul cast: Bruno Taddia è stato ottimo interprete del suo personaggio, il migliore di tutto la compagnia che si è esibita.
Non da meno, il bravo baritono Giulio Mastrototaro nelle vesti di Don Geronio marito di Fiorilla: è un cantante tagliato per Rossini, soprattutto il Rossini buffo, perché ha le-phisique-du-role adatto per quei personaggi. Ma la sua vocalità, morbida, possente, intonata, mai calante, lo collocano a pieno titolo come interprete adatto anche per le opere del vasto repertorio romantico (Bellini, Donizetti, il primo Verdi...); bravo, veramente bravo a Rovigo, il più applaudito del cast al termine della recita.
Nota di merito anche per Giuliana Gianfaldoni (Fiorilla) una professionista eccellente, gesto scenico e vocalità (agilità comprese) di lodevole fattura, segno di una preparazione legata alla ricerca del perfezionismo non certamente fine a sé stesso ma dedicato principalmente alla drammaturgia, qualunque essa sia, buffa o tragica.
Buona la prestazione del basso Hossein Pishkar (il turco Selim) che sa recitare e cantare esibendo una vocalità profonda e agile, come richiesto nei ruoli di carattere dell'opera buffa rossiniana e anche mozartiana.

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Bel debutto nel ruolo anche per il soprano Francesca Cucuzza (Zaida) a cui preannunciamo un futuro che supererà il registro vocale del lirico leggero, per attestarsi nel futuro prossimo nel ruolo del lirico puro e (per quanto riguarda una nostra personale previsione...) per poi evolversi nel lirico spinto.
Note meno entusiasmanti per il tenore Francisco Brito (Don Narciso) che ha dimostrato di svettare senza eccessive preoccupazioni nel registro acutissimo del repertorio rossiniano (il Re bemolle acuto lo esegue con naturale disinvoltura) ma non basta il possedere le note estreme per essere artista completo, serve il gesto scenico, la recitazione e soprattutto il rapporto funzionale e drammaturgicamente convincente fra gesto e canto. Francisco Brito maturerà, ne siamo convinti, perché la sua vocalità, oggi un po' disomogenea, è molto molto promettente ma lui deve acquisire il giusto gesto scenico al fine di diventare appieno il personaggio.
Infine, buona prestazione anche di Antonio Garés nel ruolo minore di Albazar.
Ottimo il Coro Lirico Veneto preparato da Flavia Bernardi e funzionali all'idea registica le scene (moderne) di Guido Buganza e i costumi (moderni) di Ilaria Ariemme. Stupende le luci di Fiammetta Baldisseri.
E del giovane direttore Hossein Pishkar che dire? Non ha mai lasciato solo il palcoscenico, sempre pronto a mimare il canto ogni volta che dava l'attacco e/o l'invito ai cantanti e al coro.
Pishkar, sul podio della Orchestra Luigi Cherubini (fondata a Ravenna da Riccardo Muti), ha dimostrato di essere una bacchetta preparatissima: preciso negli attacchi, guida fondamentale nei sillabati, convincente nei "crescendo" rossiniani, avvincente nella concertazione degli assiemi, fossero il terzetto, il quartetto o il tutti coro compreso: sicuro e determinante in tutti quei momenti collettivi che abbondano in questa partitura. Bravo. Proprio bravo. E applauditissimo dal pubblico, meritatamente, al suo apparire sul proscenio a fine spettacolo.

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In definitiva: un ottimo risultato, questo Turco in Italia, grazie all'universalità nel serio e nel faceto di Gioachino Rossini, al di là di "esegesi" che seppur annunciate con elaborati filosofemi, lasciano il tempo che trovano. Grazie a Dio.
(la recensione si riferisce alla recita di venerdì 23 febbraio 2024)

Crediti fotografici: Valentina Zanaga per il Teatro Sociale di Rovigo
Nella miniatura in alto: il direttore Hossein Pishkar
Sotto, in sequenza: Giuliana Gianfaldoni (Fiorilla) e Giulio Mastrototaro(Don Geronio); ancora Giulio Mastrototaro con Francisco Brito (Don Narciso) e Bruno Taddia (Prosdocimo); Francesca Cucuzza (Zaida) con Maharram Huseynov (Selim); ancora Giuliana Gianfaldoni con Maharram Huseynov
Al centro, in sequenza: foto su scene e costumi di Il turco in Italia in scena a Rovigo e foto di scena con anche l'eccellente Coro Lirico Veneto
In fondo: i saluti finali del cast e dello staff artistico e tecnico dell'allestimento, regista compreso






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Simone Nicoletta clarinettista per Muti
servizio Attilia Tartagni FREE

20240611_Ra_00_OrchestraCherubini-RiccardoMuti_SimoneNicolettaRAVENNA - Come sempre prima dei concerti diretti dal M° Riccardo Muti l’atmosfera è di spasmodica attesa, mentre l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini è già tutta schierata sul palco a provare gli strumenti. L’incedere carismatico del direttore spezza quel tempo sospeso, scatenando l’applauso e l’abbraccio ideale del pubblico. Muti lo abbiamo
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Opera dal Nord-Est
Doppia inaugurazione in Arena
servizio di Angela Bosetto FREE

20240609_Vr_00_LaGrandeOperaItaliana_FrancescoIvanCiampaVERONA - Negli anni Novanta, il celebre spot di un altrettanto famoso gelato affermava che «Du gust is megl che one», quindi dato che l’estate è alle porte e ci sono ben due cose da festeggiare (il riconoscimento della pratica del canto lirico italiano come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO e il centenario della scomparsa di Giacomo Puccini),
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Opera dall Estero
BÚatrice et BÚnÚdict secondo Michieletto
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240606_Lione_00_BeatriceEtBenedict_GiuliaScopelliti_phBertrandStoflethLIONE (Francia) - Il compositore Héctor Berlioz (1803-1869) è nato nella città di La Côte-Saint-André nella regione dell'Auvenia-Rodano, a circa 75 chilometri dalla città di Lione, quindi è praticamente da considerarsi un compositore di casa. Si tratta tuttavia di una coincidenza, poiché non esiste uno stretto rapporto tra le opere del compositore e
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Pagina Aperta
La Chamber of Europe e sir Schiff
servizio di Edoardo Farina FREE

20240603_Fe_00_ChamberOrchestraOfEurope-AndrasSchiff_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Preceduto dall’interessante lezione-conferenza tenutasi presso la sala del Ridotto del Teatro a cura del musicologo Giorgio Pestelli in presenza del Direttore artistico di Ferrara Musica Renzo Restagno che ne ha introdotto il programma e le caratteristiche storiografiche del concerto nel pomeriggio antecedente, il penultimo appuntamento della
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Jazz Pop Rock Etno
Cartoline dal Sud degli ┴nema
servizio di Edoardo Farina FREE

20240601_Fe_00_Anema_MarcelloCorvino_phAntoninoEspositoFERRARA - La ricchissima programmazione invernale di Ferrara Musica nell’ambito dei concerti cameristici della domenica mattina attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti presso la sala del Ridotto del Teatro Comunale “Claudio Abbado” ha visto nello svolgimento della sola prima parte, dal 15 ottobre al 17 dicembre 2023 ben dodici
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Eventi
Ferrara Musica il nuovo cartellone
servizio di Athos Tromboni FREE

20240531_00_Fe_StagioneFerraraMusica_MishaMaiskyFERRARA - Il direttore artistico Enzo Restagno, il direttore organizzativo Dario Favretti, con il concerto conclusivo del giovanissimo pianista Marco Merola (Fryderyk Chopin, Ballata n.2 in Fa maggiore op.28), hanno presentato alla stampa e al numeroso pubblico invitato, la stagione 2024-2025 di Ferrara Musica che terrà i propri concerti nel Teatro
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Jazz Pop Rock Etno
Tutte le Direzioni in Summertime
redatto da Athos Tromboni FREE

20240531_Comacchio_00_TutteLeDirezioniInSummertime_ElladeBandiniCOMACCHIO (FE) -   Prende il via nella cittadina lagunare la stagione estiva del Gruppo dei 10: nove concerti, tre suggestive location, alcune novità e grandi ritorni, dal sax di Lou Marini alla poesia di Corrado Govoni, passando per Mimmo Locasciulli, Frank Sinatra, Sugarpie and the Candymen e tanti altri. A partire da venerdì 7 giugno 2024.
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Prosa
Prosa ecco la Stagione
redatto da Athos Tromboni FREE

20240527_Fe_00_ProsaTeatroAbbado_SoniaBergamascoFERRARA - Partecipata conferenza stampa oggi per la presentazione della Stagione di Prosa 2024/2025 del Teatro Comunale "Claudio Abbado": erano presenti e sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco GulinelliMichele Placido, presidente della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Moni Ovadia
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Opera dal Nord-Ovest
Il Corsaro piace
servizio di Simone Tomei FREE

20240525_Ge_00_IlCorsaro_FrancescoMeliGENOVA - Prosegue con successo e volge al termine la stagione lirica del Teatro Carlo Felice di Genova: nel penultimo appuntamento con il suo pubblico mette in scena il melodramma verdiano in tre atti Il Corsaro su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dall’omonimo poema “The Corsair” di Lord Byron. La sua prima rappresentazione fu
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Opera dal Centro-Nord
L'Isola disabitata del Conservatorio Frescobaldi
servizio di Edoardo Farina FREE

20240524_Fe_00_LIsolaDisabitata_FranzJosephHaydnFERRARA - Dopo Ecce cor meum, spettacolare omaggio in versione orchestrale all’immortale musica dei Beatles, prosegue la ricca programmazione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara nell’ambito della Stagione Opera/Balletto 2023-24 con in scena il penultimo appuntamento dei dodici previsti, L’isola disabitata di Franz Joseph Haydn
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Vocale
La Divina Giustizia canta il monito
sevizio di Athos Tromboni FREE

20240515_Ra_00_RavennaFestival_IlTrionfoDellaDivinaGiustizia_NicolaValentini_phZani-CasadioRAVENNA - Entrando nella Basilica di San Giovanni Evangelista si resta colpiti dalla sobrietà e insieme solennità delle architetture. La chiesa fu eretta dall’imperatrice Galla Placidia negli anni successivi al 424 dopo Cristo, per sciogliere un voto espresso durante una rovinosa burrasca in mare in cui era incappata al ritorno da Costantinopoli: se fosse
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Operetta and Musical
The Sound of Music a Houston
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240512_Houston_00_TheSoundOfMusic_IsabelLeonardHOUSTON ,Texas (USA) - Wortham Theater Center. Tradizionalmente pochissimi teatri d'opera americani sono stati interessati a programmare Musical come parte integrante delle loro stagioni. C'è una linea molto labile che divide questo genere, il Musical, e l'opera lirica, che nella sostanza sono simili in quanto entrambi richiedono cantanti
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Classica
Mozart, Schubert e Muti un trionfo
servizio di Athos Tromboni FREE

20240512_Ra_00_RavennaFestival_RiccardoMuti_phZaniCasadioRAVENNA - E così l'11 maggio dentro un Palazzo De Andrè stipato di pubblico all'inverosimile (3500 posti a sedere la capienza dichiarata) è iniziata la trentacinquesima edizione del Ravenna Festival, quest'anno sulle corde d'una frase biblica, E fu sera e fu mattina..., sottotitolo della manifestazione mutuato dal più celebre "leitmotiv" della
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Vocale
Die WalkŘre secondo Luisi
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240510_Dallas_00_DieWalkure_FabioLuisiDALLAS (Texas, USA) - Il 5 maggio 2024 Con Die Walküre WWV 86B è proseguito il ciclo dell' Anello del Nibelungo di Richard Wagner, che la Dallas Symphony Orchestra quest’anno sta portando avanti, ciclo che si interromperà e riprenderà nel mese di ottobre di questo stesso anno. Wagner ha composto la musica per Die Walküre tra il 1854 e il 1856, secondo
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Personaggi
A Felicia Bongiovanni il Premio Callas
servizio di Silvia Iacono FREE

20240510_Pa_00_FeliciaBongiovanniPALERMO - L’attività artistica del soprano Felicia Bongiovanni prosegue dopo aver ricevuto il Callas Tribute Prize. Il 5 maggio 2024, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, in occasione del primo concerto per il Gubileo rosaliano a Palermo, che celebra i quattrocento anni dal ritrovamento delle reliquie di Santa Rosalia, patrona amata
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Vocale
Das Rehingold ha aperto il Ring
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240509_Dallas_00_DasRheingold_AlbertoTriolaDALLAS (Texas, USA) - Fondata nel 1900, e con tante storie da raccontare, poiché da qui sono passati i migliori direttori d'orchestra, strumentisti e solisti, la Dallas Symphony Orchestra occupa senza dubbio un posto di rilievo tra le più prestigiose ed importanti orchestre americane. Ora ha intrapreso un programma ambizioso, impegnativo, ma di grande
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Approfondimenti
Sul set di Fanciulla...
servizio di Simone Tomei FREE

20240430_To_00_LaFanciullaDelWest_phDanieleRattiTORINO - Scrivo, con imperdonabile ritardo, della mia presenza al Teatro Regio di Torino per l’opera “americana” di Giacomo Puccini e ne chiedo scusa a coloro che mi hanno ospitato ed ai lettori della rivista.
Quando si entra nel magico mondo di La fanciulla del west non si può non essere rapiti dalla meravigliosa
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Vocale
Insolito dittico per i texani
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240430_FortWorth_00_DieWalkure_RobertSpano_phKarenAlmondFORT-WORTH (Texas, USA) - Wagner & Sibelius a Fort Worth. La Fort-Worth Symphony, con stanza nella località di Fort Worth vicina alla città di Dallas(50 km), in Texas, ha offerto nell'ambito della sua attuale stagione un concerto seducente e di grande suggestione, che ha unito il romanticismo musicale di Jean Sibelius con quello di Richard
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Opera dal Centro-Nord
Pregi e difetti di una Turandot
servizio di Simone Tomei FREE

20240428_Li_00_Turandot_AnastasiaBoldyreva_phTrifilettiTeamBrizziLIVORNO - Torna dopo quindici anni di assenza al Teatro Goldoni di Livorno Turandot di Giacomo Puccini, l’ultimo capolavoro del compositore lucchese, in occasione del centenario della sua scomparsa (Bruxelles, 29 novembre 1924). Lo spettacolo, già visto e recensito dal direttore della rivista nelle edizioni 2021/2022/2023 del Festival Pucciniano a firma
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Opera dall Estero
La Traviata osÚ
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240428_LosAngeles_00_LaTraviata_RachelWillisSorensen_phCoryWeaverLOS ANGELES - Dorothy Chandler Pavilion (California USA). La terza opera della cosiddetta 'trilogia popolare' di Giuseppe Verdi (1813-1901) è La Traviata, la cui première avvenne il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia, e che è senza dubbio considerata oggi il suo titolo più popolare, tra le altre cose, per la sua ricchezza melodica, inventiva e vocalità
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Opera dal Nord-Est
Ottima la Cenerentola
servizio di Rossana Poletti FREE

20240428_Ts_00_LaCenerentola_LauraVerrecchia_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Come ben racconta Francesco Bernasconi la nascita della Cenerentola di Gioachino Rossini fu avventurosa: “Il soggetto previsto era ‘Ninetta alla corte’, tratto da una commedia francese leggera e satirica, considerato immorale e assolutamente inadatto a essere rappresentato nella
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Opera dall Estero
Don Giovanni tradito dalla regia
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20240425_Houston_00_DonGiovanni_LucaPisaroni_phLynnLaneHOUSTON (Texas, USA) - Wortham Theater Center. La stagione della Houston Grand Opera, iniziata pochi mesi fa, in un batter d'occhio volge al termine, e lo fa con il Don Giovanni di Mozart, titolo sempre interessante, impegnativo e accattivante. Forse quando l'opera venne rappresentata per la prima volta il 29 ottobre 1787 al Teatro Nazionale di Praga, nessuno
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Nuove Musiche
Beatles Day nel Teatro Abbado
servizio di Athos Tromboni FREE

20240425_Fe_00_EcceCorMeum-PaulMcCartney_MarcelloCorvino_phMarcoCaselloNirmalFERRARA - È stato un successo di pubblico e artistico che era prevedibile: così si è svolta e conclusa la serata (una prima nazionale) dedicata all'oratorio di Paul McCartney, Ecce cor meum, e ad alcuni successi internazionali dei Beatles stavolta non più ad appannaggio delle chitarre elettriche e batteria, ma dentro la musica di un'orchestra e un
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Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
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