Pubblicato il 22 Luglio 2021
Ravenna Festival ha proposto alla Rocca Brancaleone una vecchia e onusta pellicola storica
Inferno restaurato e musica live electronics servizio di Attilia Tartagni

210722_Ra_00_Inferno_DanteAlighieriRAVENNA - “Inferno” di Francesco Bertolini, Adolfo Padovan e Giuseppe de Liguoro, prodotto dalla Milano Films nel 1911, risponde a un progetto incredibilmente ambizioso per la nascente arte cinematografica che si limitava a proporre figure in movimento senza pretese narrative. Non a caso, a oltre un secolo di distanza, si parla del più grande lungometraggio e kolossal dell’epoca, anche se le immagini a volte rischiano di fare  sorridere per i trucchi semplici e gli effetti speciali elementari come giochi di prestigio infantili, che risultano però di straordinaria efficacia nel delineare gli infernali anfratti infestati da diavoli armati di forcali e volanti, con i dannati immersi nelle acque, nel ghiaccio e nel fuoco, sovrastati dall’orribile Lucifero che divora un dannato sgambettante ricordando tanto l’Inferno di Coppo di Marcovaldo.
Nel 1911, quando il film fu finanziato con la stratosferica somma di cento lire e realizzato con  tre anni di riprese, 150 fra attori e comparse, 100 scene, lancio in grande stile di Gustavo Lombardo fondatore della Titanus e incassi straordinari per l’epoca, non vi erano precedenti a cui rifarsi se non in pittura.  Le visioni oniriche di corpi nudi dolenti e fluttuanti evocano l’inferno di Gustave Doré, straordinario e insuperabile autodidatta che meglio di qualunque artista di qualsiasi epoca  ha saputo dare forma concreta e duratura alla visionarietà di Dante Alighieri.
Questo film ha incantato varie generazioni, compresa la presente, con un linguaggio che si affida totalmente alla visione di straordinaria efficacia. Nel lungometraggio, che utilizza la tecnica appena inventata del montaggio, si inseriscono excursus nella vita precedente dei dannati, spezzando l’angosciosa unicità degli Inferi dove Dante e Virgilio rischiano di smarrirsi, specchio di un’epoca crudele e tragica di cui fu vittima lo stesso poeta, condannato ed esiliato e  come testimoniano la tragica fine del Conte Ugolino e dei suoi figli e l’amore fatale che “ancor non abbandona” i cognati Paolo e Francesca, commuovendo Dante così profondamente da farlo stramazzare a terra.  Questo film, ammirevole per lo sforzo progettuale, pur dimostrando nella fattura i suoi 110 anni, cattura la ragione e i sensi dello spettatore,  facendogli condividere il viaggio nell’Aldilà di Dante e Virgilio e rallegrandolo come loro di riveder le stelle dopo avere attraversato il regno della dannazione e del dolore che non conosce fine né speranza. Il film si chiude con una visione di un monumento dantesco a Trento e nessuna immagine né di Firenze, città che al poeta diede i natali, né di Ravenna, che lo accolse e ne custodisce i resti e questa è forse la sua unica pecca.

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Veniamo ora alla parte sonora commissionata dal Ravenna Festival e proposta dal vivo come in uso all’epoca e tuttora con i film muti, restaurati come questo dalla Cineteca di Bologna, affidata al sound design Edison Studio con le elaborazioni visive di Salvatore Insana con Mauro Cardi, Luigi Ceccarelli, Fabio Cifariello Ciardi e Alessandro Cipriani live electronics. L’impressione è che le due entità si affianchino senza compenetrasi fino in fondo, ma potenziando  e rendendo più cruda la  drammaticità delle immagini. Si tratta di suoni meccanici, fantascientifici, visionari, con voci che restano incomprensibili e paesaggi sonori alienanti.
Oggi il cinema è tecnologicamente così avanzato da poter produrre qualsiasi forma in movimento, ma la complessità di un’opera come la Divina Commedia e gli esiti dell’operazione scoraggiano  produttori e cineasti. Dunque meritano un enorme plauso sia gli intrepidi  autori di questa versione cinematografica della cantica dantesca (ce ne sono state altre, anche negli USA, ma filologicamente inaccettabili), sia gli autori ed esecutori della colonna sonora, applauditi a lungo dal pubblico della proiezione del  20 luglio alla Rocca Brancaleone, ferma restante la supremazia del film a cui in nessun caso la colonna sonora si può sostituire, ma soltanto affiancare  con una funzione accessoria che ne incrementi l’espressività.

Crediti fotografici: Zani-Casadio per Ravenna Festival 2021
Nella miniatura in alto: una immagine di Dante Alighieri
Sotto: bella panoramica sullo spettacolo alla Rocca Brancaleone





Pubblicato il 13 Luglio 2021
Il combo Giovanni Sollima 6% Cellos ha inaugurato una struttura originale fra i colli bolognesi
Ecco l'anfiteatro Agrivar di Varignana servizio di Athos Tromboni

210712_Varignana_00_MusicFestival_GiovanniSollimaVARIGNANA (BO) – Immaginate di trovarvi nel mezzo di una piantagione di vigneti in collina. Là dove le pendici s’immergono verso il basso disegnando un cono ovale rovesciato, al fondo del quale sia costruito un anfiteatro di sapore greco antico. E immaginatevi che poco discosto dall’anfiteatro ci sia una pozza d’acqua… sì, insomma, un laghetto artificiale poco più esteso di un macero di pianura dove si macerava un tempo la canapa. Ma tanto basta, l’acqua è vita. Immaginatevi poi che alcuni vigneti che guardano l’anfiteatro da una pendice a sud-est siano di nuovissimo impianto, mentre altri dall’altra pendice opposta sono rigogliosi e già in produzione.
Poi immaginatevi che oltre i vigneti ci siano uliveti a perdita d’occhio e anche frutteti di mele, pere e pesche.
Se non riuscite a immaginare, dovete andarci. Ma non un giorno qualunque, bensì quando - in luglio – la Agrivar (società agricola che gestisce questa azienda di oltre 360 ettari a Varignana di Castel San Pietro, nel bolognese), propone - sotto la direzione artistica di Musica Insieme - il proprio Varignana Music Festival.
Una settimana di musica con musicisti di chiara fama o comunque giovani destinati a diventarlo.

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Ecco, noi ci siamo andati il 12 luglio 2021, era il secondo appuntamento musicale di Varignana Music Festival giunto quest’anno alla settima edizione; ed era l’evento inaugurale di quell’anfiteatro che abbiamo descritto sopra. Gli altri concerti di questo festival si sono tenuti e si terranno non nell’anfiteatro, bensì sulla terrazza panoramica del resort di proprietà della stessa Agrivar, poco distante dall’anfiteatro.
Per questo concerto speciale d’inaugurazione tutti quelli che avevano prenotato sono stati indirizzati a un parcheggio auto dentro l’area del resort; poi da qui sono stati imbarcati alle 19,30 su piccoli pullman-navetta per essere trasferiti nel vicino anfiteatro. Noi giornalisti accreditati compresi. Tutto nel rispetto rigoroso delle distanze e delle mascherature anti-Covid.
Abbiamo assistito al concerto di Giovanni Sollima e dei suoi cinque violoncellisti (quattro dei quali molto giovani e d’area bolognese). Prima del concerto, previsto per le ore 21, è stato possibile consumare sul posto, seduti sui gradoni dell’anfiteatro, un menù molto rustico con cibi e vini di produzione aziendale: la gente prendeva il cestino da pic-nic che era collocato in ogni posto prenotato e s’avviava all’apecar (si, un’apecar) e alla roulotte (sì, una roulotte) per i piatti che facevano da prima e seconda portata, mentre si poteva andare anche ai tavoli dell’aperitivo per servirsi no-limits di cubetti di mortadella e salame bolognese, vino bianco o rosso e acqua minerale.
Un modo non certo desueto per allietare l’attesa del concerto; ma in quel luogo - con quel tramonto che incombeva all’orizzonte - si è trattato di un modo unico ed esclusivo.
Come unico ed esclusivo, per molti versi, è risultato il concerto di Sollima con il suo 6%Cellos; protagonisti insieme a lui sono stati Nicola Segatta, Irene Marzadori, Riccardo Giovine, Tiziano Guerzoni ed Enrico Mignani.
La prima parte della serata musicale ha visto in pedana Sollima e Segatta, la cui collaborazione è ormai consolidata da tempo; e dopo un brano di Sollima, il duo si è rivolto agli spettatori, chiedendo che qualcuno accennasse un tema musicale, un motivetto melodico, qualcosa su cui costruire un’improvvisazione: detto fatto, dal pubblico sono arrivati tre motivetti che hanno consentito ai due violoncellisti di sbizzarrirsi nello sviluppare il tema, completandolo nella melodia e poi sgranandolo in variazioni, accelerazioni, rallentamenti, sussurri e grida dei loro strumenti. Magnifico.

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La seconda parte ha visto salire sul palco i quattro giovani violoncellisti bolognesi, insieme a Sollima e Segatta: e qui il programma di sala ha offerto “arrangiamenti” per sei violoncelli di brani quali Krunk (canto tradizionale armeno raccolto da Padre Komitas), un Tema popolare macedone dai ritmi coinvolgenti, tre lavori secenteschi dell’inglese Henry Purcell (Curtain tune on a ground; The cold song; e Strike the viol), una composizione di Nicola Segatta dal titolo La tempesta (che lo stesso Segatta ha voluto ribattezzare ironicamente nella circostanza con il titolo di Autan, per la presenza di zanzare che erano comparse numerose in quell’ora del giorno); e infine a grande richiesta due bis fuori programma, tanto per chiudere in letizia la serata.
Poi il ritorno al resort, tutti di nuovo sui pullman-navetta, mascherati, distanziati, lieti e soddisfatti.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Varignana Music Festival e Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il violoncellista e compositore Giovanni Sollima
Al centro in sequenza: due panoramiche sull’anfiteatro e sui vigneti circostanti visti dall’alto della strada
Sotto: Giovanni Sollima e Nicola Segatta durante la prima parte del concerto





Pubblicato il 07 Luglio 2021
Un concerto con il coro e prestigiosi cantanti lirici dā l'avvio ad una originale manifestazione
Varignana Music Festival VII edizione redatto da Athos Tromboni

210707_Bo_00_VarignanaMusicFestival2021_LorenzoBizzarriVARIGNANA (BO) - Da giovedì 8 al 16 luglio, nell’esclusiva cornice di Palazzo di Varignana, luxury resort immerso nelle colline bolognesi, torna il Varignana Music Festival, primo festival estivo di musica classica del territorio che può contare sulla direzione artistica di Musica Insieme a garanzia di qualità assoluta, con grandi interpreti e molte novità in programma. Cinque le date del Festival di quest’anno, tutte all’aperto, nelle due spettacolari ambientazioni della Terrazza Bentivoglio, sede tradizionale del Grand Opening, che quest’anno ospiterà tre appuntamenti musicali, mentre altri due appuntamenti si svolgeranno nella suggestiva nuova location dell’Anfiteatro sul Lago, ove allo spettacolo musicale si aggiunge lo spettacolo di un tramonto indimenticabile che colora di rosso i raggi di filari di viti che lo circondano.
Il Varignana Music Festival è anche l’occasione per un soggiorno dedicato al benessere, perché se la musica è un linguaggio universale, lo è anche il piacere di riscoprire la buona tavola e la cura della propria persona in uno dei più incantevoli resort italiani.
Al Varignana Music Festival i grandi artisti internazionali si incontrano, danno vita a progetti inediti e nuove sinergie creative e insieme condividono con il pubblico un’esperienza anche al di là del concerto stesso. Dopo le serate sulla Terrazza Bentivoglio, al concerto farà seguito la cena, curata dagli chef di Palazzo di Varignana, mentre sarà un raffinato Street food nelle vigne dell’Anfiteatro sul lago a creare un’ulteriore occasione per apprezzare lo splendido contesto del resort.

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210707_Bo_02_VarignanaMusicFestival2021_GiovanniSollima210707_Bo_03_VarignanaMusicFestival2021_AlexandraDougan210707_Bo_04_VarignanaMusicFestival2021_AnnaSerova210707_Bo_05_VarignanaMusicFestival2021_AlexanderRomanovsky

Come nelle edizioni precedenti è previsto un servizio di trasferimento gratuito su prenotazione, dall’Autostazione di Bologna a Palazzo di Varignana e ritorno. Tutti i concerti inizieranno alle ore 21 e per quelli locati nell’Anfiteatro sul Lago il ritrovo per il trasferimento è a Palazzo Varignana alle 19,30.
Giovedì 8 luglio, alle ore 21 (Palazzo Varignana, terrazza) avrà luogo la serata inaugurale del Festival. Il Grand Opening di questa settima edizione, come da tradizione, è affidato a Coro e Orchestra del Varignana Music Festival, compagine ufficiale della rassegna, impreziosita quest’anno dalla partecipazione di tre artisti lirici di caratura internazionale: il soprano Elena Borin, il tenore Alessandro Goldoni e il baritono Gianfranco Montresor. Il programma del concerto, che sarà diretto dal maestro Lorenzo Bizzarri, s’incentra su alcune tra le più famose pagine del repertorio lirico e i suoi capolavori, da Verdi a Puccini, Bellini e Mascagni a ricordare l’eredità imprescindibile che il nostro Paese ha consegnato alla storia della musica e della cultura.
Seguiranno il concerto di Giovanni Sollima e 6%Cellos (12 luglio, Anfiteatro sul Lago); il recital pianistico di Alexandra Dougan (13 luglio, Palazzo Varignana, terrazza): il concerto “Tango all’Opera” con la violista Anna Serova e il Trio Tangos Sonos (14 luglio, Palazzo Varignana, terrazza); ed infine il recital pianistico di Alexander Romanovsky (16 luglio, Anfiteatro sul Lago).
Il Varignana Music Festival fa parte di Bologna Estate 2021, il cartellone di attività promosso e coordinato da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna – Destinazione Turistica.
Il Varignana Music Festival prosegue sino al 16 luglio. Il calendario completo è disponibile a questo link: https://www.musicainsiemebologna.it/varignana-music-festival-2021 - Per informazioni sul festival e acquisto biglietti: Segreteria Musica Insieme tel. +39 051 271932 - vmf@palazzodivarignana.it  – 

Crediti fotografici: Ufficio stampa di Varignana Music Festival – Musica Insieme
Nella miniatura in alto: il direttore d’orchestra Lorenzo Bizzarri che dirigerà il concerto d’apertura
Al centro: una bella panoramica su coro e orchestra del Varignana Music Festival
Sotto in sequenza: Giovanni Sollima, Alexandra Dougan, Anna Serova e Alexander Romanovsky





Pubblicato il 05 Giugno 2021
Grande musica nei luoghi d'arte con l'Orchestra da Camera e prestigiosi ospiti solisti
Le Trame Sonore di Mantova servizio di Laura Gatti

210605_Mn_00_LaTrameSonoreDiMantova_AlexanderLonquichMANTOVA - Programmata in occasione del 40esimo anniversario della fondazione dell’Orchestra da Camera di Mantova (Ocm), si è tenuta, dal 29 maggio al 2 giugno, la nona edizione del Festival musicale “Trame Sonore”, cinque giorni intensi che hanno visto la città virgiliana protagonista mondiale della musica da camera, in un intreccio di concerti, incontri, itinerari culturali, percorsi di approfondimento e workshop dislocati nei luoghi d’arte della città. Un inedito incontro tra musica, cultura, arte e architettura.
Le storiche sedi di Palazzo Ducale, Palazzo Te, Palazzo d’Arco, Teatro Bibiena, Piazza Erbe, Piazza e Basilica Santa Barbara (la chiesa dei Gonzaga e di Monteverdi) e Biblioteca teresiana hanno segnato sempre il tutto esaurito in occasione di eventi musicali straordinari. Un successo meritato, che ha premiato ancora una volta il direttore artistico maestro Carlo Fabiano ed i suoi collaboratori.
L’apertura di “Trame Sonore” si è tenuta in Piazza Santa Barbara con concerto dell’Ocm diretta dal maestro Umberto Benedetti Michelangeli che ha eseguito musiche di Gabriel Faurè e Camille Saint-Saens. Tra i più noti esecutori, applauditissimi, ricordiamo Alexander Lonquich, solista e camerista inappuntabile, il soprano Gemma Bertagnolli, vocalista particolarmente ammirata in musiche di Monteverdi e Schubert, Andrea Lucchesini col Quartetto “Hermès” per il Quintetto op.44 di Robert Schumann ed in splendido duo con il violinista Marco Rizzi per la Sonata n.1 di Jhohannes Brahms; la pianista Gloria Campaner impegnata in pagine di Fryderyk Chopin, il chitarrista Flavio Cucchi, applaudito in una sala acusticamente ideale come quella del Pisanello di Palazzo Ducale ed il duo Canino-Ballista, in un “omaggio” a Stravinsky nel 50esimo della scomparsa.
Molti i giovani emergenti, soprattutto stranieri, per un autentico meeting di artisti dal mondo. Da sottolineare la masterclass tenuta dal novantenne Alfred Brendel, ancora una volta ospite d’onore, con un’autorevolissima lezione sul Quartetto D.887 di Franz Schubert. Altri ospiti impegnati, Alessandro Baricco, Angelo Foletto, Giovanni Bietti e Sandro Cappelletto.

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Grande serata di chiusura in Piazza Santa Barbara con il Concerto in La minore di Schumann che ha visto protagonista Alexander Lonquich, superbo nella duplice veste di solista e direttore dell’Orchestra da Camera di Mantova.
Una kermesse che per originalità, ampiezza del programma e valore degli interpreti ha senza dubbio risvegliato tutte quelle autentiche emozioni tenute nel cassetto durante i lunghi mesi della pandemia.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: Alexander Lonquich uno dei principali protagonisti
Sotto: l'ensemble della Ocm





Pubblicato il 10 Maggio 2021
Interessante spettacolo di canto lirico e recitazione ideato dal regista Sandro Santillo
Donna vittima e portatrice di speranza servizio di Luisa De Bartolomei

210510_Mi_00_DonnaVittima_CeciliaHyunahSonMILANO - Il 6 maggio scorso ho assistito ad uno spettacolo particolare in un luogo particolare: l’Arci Bellezza a Milano. Questo luogo tanti anni fa era una palestra di pugilato (ci sono ancora i sacchi pugilistici e i punching ball) ma il posto è passato alla storia perché, in questa palestra, sono state girate le scene del film "Rocco e i suoi fratelli" (1960) di Luchino Visconti. Nonostante siano passati tanti anni, le pareti trasudano ancora delle emozioni che Alain Delon, Claudia Cardinale e gli altri attori ci hanno regalato. Si respira ancora un’aria di fumo, luci al neon e di sudore. La parte superiore della struttura, invece, un ampio cortile, un vasto giardino e un grande salone, con annesso palcoscenico, danno un senso di riposo e di rilassatezza, un'oasi di pace; nella convulsa Milano che piano piano sta riprendendo i suoi connotati.
Ho chiesto all’autore e regista dello spettacolo, Sandro Santillo, come mai la scelta della ex palestra di Arci Bellezza, e non del salone superiore con palcoscenico, per rappresentare: Il melodramma o la disfatta della donna; la sua risposta è stata: «La storia raccontata aveva bisogno non di un teatro, dove sfilano tante storie di donne, uomini, passioni sentimenti; ma un luogo che raccontasse una storia sola, quella della donna che attraverso il suo sacrificio getta un seme per la nascita di un nuovo, diverso e paritetico rapporto con l’uomo. Lo spettacolo è un racconto della donna nell’opera, non un'opera sola.»

210510_Mi_01_DonnaVittima_facebook
210510_Mi_02_DonnaVittima_CristinaMaine 210510_Mi_03_DonnaVittima_DeboraMoriCeciliaHyunahSon

La rappresentazione (prodotta da GVManagement) è un’affascinante avventura nell’opera lirica attraverso alcuni dei personaggi femminili più famosi e amati. Il teatro, infatti, è la metafora della vita; in questo caso, purtroppo, è una metafora tragica: la donna è vittima dell’uomo, ma allo stesso tempo è quella che con i suoi gesti, le sue rinunce e, soprattutto, il suo amore riesce a gettare un ponte tra la figura femminile e quella maschile, che devono imparare a convivere su basi diverse da quelle che le eroine impersonano nelle opere.
Il primo gruppo di donne Donna Elvira (del Don Giovanni di Mozart); Lucia (Lucia di Lammermoor, Donizetti); Violetta (La traviata, Verdi); Tosca (Puccini) sono vittime di vari tipi di violenza: quella fisica, quella familiare, quella sociale e quella politica; alla quale tentano di sottrarsi, ma inutilmente.
C’è un altro gruppo di donne: Norma (Bellini); Aida (Verdi); Cio Cio San (Madama Butterfly, Puccini) che, invece, pur potendo scegliere di continuare a vivere decidono di morire perché vedono infranto il loro sogno d’amore.
Da una parte, quindi, la donna come vittima dell’uomo, dall’altra la donna come “maestra” che ci indica che solo l’Amore (con la a maiuscola) è in grado di redimere il rapporto malato che ancora oggi, in tante situazioni, esiste tra l’uomo e la donna. Rispettare, accettare la volontà della donna senza tentare di sopraffarla, di imporle scelte che non condivide.
I due piani della storia messa in scena da Santillo, la vittima e la portatrice di speranza, sono state rispettivamente interpretati dalsoprano Cecilia Hyunah Son e dall’attrice Cristina Maine; al pianoforte sedeva la maestra Debora Mori.
Il compito più arduo è spettato alla cantante che ha spaziato in un repertorio molto diverso, il risultato è stato davvero lusinghiero, anche perché si è resa protagonista di un’interpretazione attoriale che l'ha messa a proprio agio, anche nei momenti di maggior impegno vocale.
L’attrice con la sua recitazione attenta e puntuale e le sue pause ben calibrate ha denunciato, da una parte, l’uomo con il suo comportamento, ma ha fatto anche da pungolo verso il pubblico per sottolineare come un cambiamento di rapporto tra l’uomo e la donna sia un passo ineluttabile per un mondo migliore.
Lo spettacolo ha raccontato, attraverso la lirica, molta realtà attuale che vede ancora la donna vittima di violenza e prevaricazione da parte dell’uomo. Le protagoniste, pur usando linguaggi diversi (la recitazione, il canto e la musica) sono riuscite a veicolare un messaggio chiaro e universale: il rispetto per la donna.
Altro pregio dello spettacolo è stata la levità, non risultando mai noioso o scontato (visto la presenza di arie famosissime) grazie ai movimenti scenici e alla gestualità delle due interpreti in scena, e all'accompagnamento preciso e puntuale della Mori, che hanno consentito al pubblico di recepire il contesto da diversi punti di vista, rendendo lo spettacolo un unicum al quale mi sento di augurare un lungo e felice percorso sia per lo spettacolo stesso, ma soprattutto per il messaggio di speranza che sottende, cosa di cui oggi abbiamo particolarmente bisogno.

Crediti fotografici: Ufficio stampa GVManagement
Nella miniatura in alto: il soprano Cecilia Hyunah Son
Al centro: ancora la Son con la pianista Debora Mori e l'attrice Cecilia Maine
Sotto: intense espressioni nell'interpretazione delle protagoniste






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210712_Fe_00_GranGalaLiricoVerdiano_LeoneMagiera_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - E così il Gran Gala Verdiano nel Teatro Comunale “Claudio Abbado” ha passato indenne senza assembramenti sia il concerto lirico che la finale del campionato Europa 2020 vinto ai rigori dall’Italia contro l’Inghilterra. Ma il Gala non è passato - invece - indenne dalle polemiche sui social: perché molte persone, fin dalla vigilia dell’evento, identificando la scelta di far vedere nel dopo-concerto la partita di calcio sul maxischermo del Teatro Abbado, come fosse una scelta “politica” dell’amministrazione di centro-destra, si erano scatenate nel “no! al calcio in un luogo di cultura!” con le immaginabili veemenze e stupidaggini che caratterizzano tutti i dibattiti dei leoni da tastiera. E sono usciti pronunciamenti e stigmatizzazioni contro “i soliti privilegiati” o ironie crasse e ideologiche come “il teatro trasformato in osteria” o ancora “i luoghi di cultura vanno tutelati e rispettati” e “chissà quanti saranno invitati gratis”, eccetera.
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Echi dal Territorio
Varignana Music Festival VII edizione
redatto da Athos Tromboni FREE

210707_Bo_00_VarignanaMusicFestival2021_LorenzoBizzarriVARIGNANA (BO) - Da giovedì 8 al 16 luglio, nell’esclusiva cornice di Palazzo di Varignana, luxury resort immerso nelle colline bolognesi, torna il Varignana Music Festival, primo festival estivo di musica classica del territorio che può contare sulla direzione artistica di Musica Insieme a garanzia di qualità assoluta, con grandi interpreti e molte novità in programma. Cinque le date
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Eventi
Musica Insieme da ottobre a maggio
redatto da Athos Tromboni FREE

210706_Bo_00_MusicaInsieme-ConcertiDelLunedi2021-2022_AlessandraScardoviBOLOGNA - «Ritrovare i grandi Maestri e scoprire nuovi straordinari talenti, e con molte sorprese in arrivo»: sembra uno slogan pubblicitario, ma vedendo i contenuti bisogna solo dire che - quella bolognese - è una gran bella rassegna di musica: il prossimo 25 ottobre 2021 Musica Insieme attende (finalmente) di poter accogliere il proprio pubblico nella
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Eventi
Mehta fa 30 e Gatti rinnova
redatto da Simone Tomei FREE

210702_Fi_00_MaggioMusicaleFiorentino2021-2022_DanieleGattiFIRENZE - Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha presentato il programma della stagione lirico sinfonica 2021/2022: dal 30 agosto 2021 al 9 aprile 2022, 9 opere liriche: Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart , La traviata di Giuseppe Verdi, Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti, Falstaff di Giuseppe Verdi, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, Fidelio
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Pianoforte
The Piano Man
servizio di Rossana Poletti FREE

210701_Ts_00_Thomas Borchert-ThePianoManTRIESTE, Politeama Rossetti - Solo nella Mitteleuropa ci può essere così tanto entusiasmo per un cantante di lingua tedesca. Trieste, avamposto sul mare dell’impero austro-ungarico, dopo cent’anni di adesione all’Italia, porta ancora in seno l’attaccamento a quel mondo, a quelle atmosfere e, diciamolo pure, a quella lingua che nella città giuliana si parlava in quasi tutte
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Pagina Aperta
La Gino Neri dall'on-line all'on-stage
servizio di Edoardo Farina FREE

210630_Fe_00_OrchestraGinoNeri_MattiaNovelliFERRARA - Superato l’ambìto traguardo dei 100 anni dalla fondazione avvenuto il 7 febbraio 1998 quando per l’occasione fu organizzato un prestigioso concerto presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara con altrettanti 100 mandolinisti, uno a rappresentarne ogni anno trascorso, il 2021, musicalmente in ritardo causa le restrizioni note dovute al Covid-19,
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Eventi
Un Barbiere per la ripartenza, e poi...
redatto da Athos Tromboni FREE

210630_Bo_00_TreOperePerLAutunno_PiergiorgioMorandiBOLOGNA - Tre titoli di grande repertorio e quattro repliche per ogni titolo: riparte con tre celebrati allestimenti rispettivamente di Federico Grazzini (Il barbiere di Siviglia, 17-23 ottobre 2021), Rosetta Cucchi (Adriana Lecouvreur, 14-20 novembre 2021) ed Emma Dante (La Cenerentola, 16-23 dicembre 2021) la stagione “Autunno all’Opera 2021” del
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Concorsi e Premi
La Mazzola fa l'en-plein al Premio Di Stefano
FREE

210629_Tp_00_GiuliaMazzola_phLorenzoGiganteTRAPANI - È Giulia Mazzola la vincitrice della XVI edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Giuseppe Di Stefano”: dopo aver superato le prove selettive e la semifinale, il soprano palermitano, classe 1996 ha ricevuto gli applausi del pubblico del Teatro Ariston di Trapani eseguendo “Chi il bel sogno di Doretta” da La Rondine di
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Opera dal Nord-Est
La Traviata al tempo del Covid
servizio di Rossana Poletti FREE

210627_Ts_00_LaTraviata_RuthIniesta_phFabioParenzanTRIESTE - La migliore o, senza dubbio, la più amata opera verdiana, La traviata, ha finalmente debuttato, si è incontrata cioè con il pubblico del lirico triestino, interdetto a teatro da troppo tempo. Già un anno fa la medesima produzione stava per essere registrata e trasmessa in forma televisiva, senonché un imprevisto, un contagio di Covid-19,
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Opera dal Nord-Est
Cavalleria rusticana e Pagliacci hi-tech
servizio di Athos Tromboni FREE

210616_Vr_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_MarcoArmiliato_phEnneviFotoVERONA -  Clima di grande festa nell’anfiteatro per il ritorno dell’opera in forma scenica dopo l’anno terribile della pandemia che aveva costretto a sospendere gli allestimenti del Festival 2020: ieri sera, infatti, per il ritorno di scenografie, costumi e orchestra in buca, il pubblico (in numero ridotto come da normativa e opportunamente distanziato con mascherina
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Vocale
Stabat Mater in memoria di Giovanni Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

210620_Cesena_00_StabatMaterRossini_LorenzoBizzarriCESENA - Patrocinato dall’Associazione Musicale “La Pomme” al di fuori delle varie stagioni concertistiche sia del Teatro Comunale “Alessandro Bonci“ che del Conservatorio “Bruno Maderna”, finalmente un appuntamento in presenza da tutto esaurito, segnale di ripresa e intraprendenza dopo una pausa durata un anno e mezzo, dove nel Duomo di Cesena - Cattedrale di
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Eventi
Ferrara Musica riparte
servizio di Athos Tromboni FREE

210618_Fe_00_FerraraMusica_StagioneAutunnoInverno2021_AmbraBianchiFERRARA - Si riparte in presenza. Questo è diventato ormai uno slogan universale, ripetuto in ogni conferenza stampa riguardante gli eventi culturali e di spettacolo. Ed è stato così anche per Ferrara Musica, quando ieri mattina l’associazione fondata da Claudio Abbado ha presentato ufficialmente la stagione concertistica autunno-invernale 2021 e tre
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Soci Uncalm
Genova e i 30 anni dell'Associazione Teatro Carlo Felice
recensione di Athos Tromboni FREE

210618_Libri_00_IlCuoreOltreIlSipario_AnnaMariaTorelliCorradoAnna Maria Torelli Corrado
Il cuore oltre il sipario
De Ferrari Editore, pagg. 258, euro 18
Questo, più che un libro di ricordi dei 30 anni dell'Associazione Teatro Carlo Felice
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Opera dal Centro-Nord
Ecco la Norma del prossimo ventennio
servizio di Athos Tromboni FREE

210616_Fe_00_Norma_LorenzoBizzarri_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Abbiamo la druidessa giusta per i prossimi venti anni e forse più. La prestazione del soprano Renata Campanella, infatti, ha fatto capire che la sua Norma è un esempio di come si possa efficacemente proporre oggi, in scena, il ruolo della sacerdotessa dei Druidi incarnando non solo il carattere schizoide della controversa vestale posta in musica
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Prosa
Vita di Moličre in scena
servizio di Nicola Barsanti FREE

210615_Lu_00_VitaDiMoliere_AlessioBoniLUCCA - Dopo lunghi mesi di chiusura del Teatro del Giglio, dovuti alle misure di contenimento del contagio da Covid-19 e agli importanti lavori di ristrutturazione resi possibili grazie ai fondi stanziati dalla Regione Toscana e dal Comune di Lucca, lo stesso Teatro ha riaperto finalmente le porte con un’attesissima prima nazionale dal titolo: L’uomo che oscurò
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Echi dal Territorio
Le Trame Sonore di Mantova
servizio di Laura Gatti FREE

210605_Mn_00_LaTrameSonoreDiMantova_AlexanderLonquichMANTOVA - Programmata in occasione del 40esimo anniversario della fondazione dell’Orchestra da Camera di Mantova (Ocm), si è tenuta, dal 29 maggio al 2 giugno, la nona edizione del Festival musicale “Trame Sonore”, cinque giorni intensi che hanno visto la città virgiliana protagonista mondiale della musica da camera, in un intreccio di concerti, incontri
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Eventi
Opere, concerti, Lieder a Martina Franca
redatto da Valentina Anzani FREE

210515_MartinaFranca_00_Festival2021_AlbertoTriolaMARTINA FRANCA (TA) -  Sono in programma 20 serate musicali per la 47.ma edizione del Festival della Valle d'Itria, che si svolgerà  dal 17 luglio al 5 agosto 2021 a Martina Franca. "Fiat lux" è il titolo della manifestazione di quest'anno. Le locations (come si dice sempre più spesso oggi) sono quelle consolidate dalle edizioni precedenti: il Palazzo
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Opera dal Nord-Est
Antologia verista e Zanetto
servizio di Angela Bosetto FREE

210511_Vr_00_AntologiaVeristaEZanetto_ValerioGalli_FotoEnneviVERONA – Mentre la maggioranza dei teatri italiani riapre sulle note di Verdi e Puccini, il Teatro Filarmonico di Verona sceglie Pietro Mascagni per il quarto appuntamento della Stagione Lirica 2021, l’ultimo prima della pausa estiva e il relativo passaggio di testimone al Festival areniano. E, no, non si tratta della sempreverde Cavalleria rusticana, bensì di
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Echi dal Territorio
Donna vittima e portatrice di speranza
servizio di Luisa De Bartolomei FREE

210510_Mi_00_DonnaVittima_CeciliaHyunahSonMILANO - Il 6 maggio scorso ho assistito ad uno spettacolo particolare in un luogo particolare: l’Arci Bellezza a Milano. Questo luogo tanti anni fa era una palestra di pugilato (ci sono ancora i sacchi pugilistici e i punching ball) ma il posto è passato alla storia perché, in questa palestra, sono state girate le scene del film "Rocco e i suoi fratelli" (1960)
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Opera dal Centro-Nord
Piace e appassiona l'Adriana fiorentina
servizio di Simone Tomei FREE

210429_Fi_00_AdrianaLecouvreur_DanielHarding_phMicheleMonastaFIRENZE - Odor di palcoscenico, Delle Grazie è il respir…! Queste parole fra Michonnet ed il Principe di Buillon, sembrano volerci dare un pizzicotto per destarci da quello che sembra ancora un sogno: ritornare finalmente a Teatro “per davvero”. E questo avviene proprio con la rappresentazione di Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea al Teatro del
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