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Cambio al vertice nel capoluogo piemontese per la guida delle masse corali del prestigioso Teatro |
Trabacchin al coro del Regio torinese |
redatto da Athos Tromboni |
| Pubblicato il 15 Maggio 2023 |
TORINO - A partire da giugno 2023, il maestro Ulisse Trabacchin sarà il nuovo Direttore del Coro del Teatro Regio di Torino; succede ad Andrea Secchi, appena nominato Maestro del Coro all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, al quale sono state espresse le più sincere congratulazioni da parte della dirigenza e dello staff del Regio. «Nel complimentarmi con il maestro Secchi per la nuova opportunità di carriera e di vita, diamo il benvenuto al maestro Ulisse Trabacchin – ha affermato Mathieu Jouvin sovrintendente del Teatro Regio torinese, che ha poi proseguito: – sono molto soddisfatto della scelta, che ho condiviso con Cristiano Sandri, certo che l’esperienza e la competenza del nostro nuovo Direttore del Coro saprà valorizzare e far crescere la già ottima compagine artistica». A sua volta Cristiano Sandri, Direttore artistico del Teatro Regio ha commentato: «Ringrazio il maestro Trabacchin per aver accolto la nostra proposta e sono impaziente di iniziare questa nuova avventura con un professionista che stimo molto. Al maestro Secchi, che ringrazio per il lavoro svolto in questi cinque anni con passione e serietà, auguro il meglio per le sfide professionali che lo attendono.» Diplomato al Conservatorio di musica di Trieste in Composizione e Organo, Ulisse Trabacchin ha iniziato la sua esperienza artistica come collaboratore del maestro Peter Maag presso il Teatro Comunale di Treviso. Dal 1992 al 1993 è stato assistente di Giulio Bertola al Teatro La Fenice di Venezia, dove ha rivestito la figura di maestro collaboratore dal 1998 al 2001 per poi assumere la carica di Altro Maestro del Coro nel 2002 e fino al 2018. Presso la Fondazione lirica veneziana ha firmato molte produzioni come Maestro del Coro in diverse stagioni liriche. Dal 2019 al 2021 è stato Altro Maestro del Coro al Teatro alla Scala di Milano, incarico che gli ha permesso di collaborare con alcuni dei più grandi direttori d’orchestra, fra i quali Zubin Mehta, Riccardo Chailly, Valery Gergiev e Myung-Whun Chung. Recentemente ha collaborato con l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. È stato docente presso l’Accademia di Arti e Mestieri del Teatro alla Scala. Da novembre 2021 è Maestro del coro della Fondazione Arena di Verona. Una nuova guida, dunque, per il Coro del Teatro Regio di Torino. Uno dei maggiori cori teatrali europei – fondato alla fine dell’Ottocento e ricostituito nel 1945 dopo il secondo conflitto mondiale.

Ripercorrendo la memoria più recente del Coro, va ricordato che sotto la guida di Bruno Casoni (periodo 1994-2002) l'ensemble torinese ha raggiunto un alto livello internazionale, dimostrato anche dall’esecuzione dell’Otello di Verdi sotto la guida di Claudio Abbado e dalla stima di Semyon Bychkov che, dopo averlo diretto al Regio nel 2002 per la Messa in Si minore di Bach, lo ha invitato a Colonia per l’incisione della Messa da Requiem di Verdi ed è tornato a coinvolgerlo nel 2012 in un concerto brahmsiano con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Alla guida del Coro del Regio si sono avvicendati i maestri Claudio Marino Moretti, Roberto Gabbiani, Claudio Fenoglio e Andrea Secchi grazie ai quali, dicono convinti dirigenti e staff del Regio: «... sono state raggiunte ulteriori vette artistiche.» Oltre alla Stagione d’Opera, il Coro svolge da sempre una significativa attività concertistica e, insieme all’Orchestra del Teatro Regio, figura oggi nei video in rete e in dvd di alcune delle più interessanti produzioni delle ultime Stagioni torinesi, nonché in diverse registrazioni discografiche quali, in particolare, i Quattro pezzi sacri di Verdi e i due cd dedicati a Goffredo Petrassi sotto la direzione di Gianandrea Noseda, cui si è aggiunto nel 2022 il Requiem di Mozart diretto da Stefano Montanari.
Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Regio di Torino Nella miniatura in alto e sotto: il Maestro Ulisse Trabacchin
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Ecco una Tosca classica
intervento di Simone Tomei FREE
GENOVA - C’è una Tosca che nasce dalla tradizione ma rifiuta di restare confinata in una dimensione museale, scegliendo piuttosto di interrogare il presente attraverso gli strumenti del passato. È in questo spazio intermedio che colloco l’allestimento approdato al Teatro Carlo Felice di Genova, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma: una ricostruzione filologica solo in apparenza, che ambisce invece a restituire vitalità contemporanea a un impianto storico. L’origine romana dell’allestimento non è un dettaglio accessorio, ma un elemento strutturale: il lavoro dei laboratori capitolini, che circa un decennio fa hanno ricostruito scene e costumi sulla base dei materiali originali di Adolf Hohenstein, si traduce in un dispositivo visivo di notevole coerenza stilistica. Scenografie dipinte, architetture prospettiche, cura minuziosa dei dettagli restituiscono il teatro all’italiana nella sua forma più riconoscibile
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Eventi
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Lirica prosa sinfonica fanno 50
redatto da Athos Tromboni FREE
LIVORNO - Oltre cinquanta serate tra lirica, prosa, musica sinfonica ed eventi: è questo il ricco programma della nuova stagione teatrale 2026-27 della Fondazione Goldoni presentato nel corso di una conferenza stampa direttamente sul palcoscenico dello storico Teatro di tradizione livornese. A delinearne genesi e sviluppo, il
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Echi dal Territorio
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Gli Approdi da Figaro a San Francesco
redatto da Simone Tomei FREE
GENOVA, 27 giugno 2026 — Il Teatro Carlo Felice presenta la stagione artistica 2026–2027, un cartellone ampio e articolato che attraversa i grandi repertori dell’opera, della danza, del musical e della musica sinfonica, confermando la vocazione del teatro come centro propulsore della vita culturale cittadina e nazionale. La nuova stagione si
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MMF trecent'anni in un cartellone
redatto da Simone Tomei FREE
FIRENZE - Presentata il 19 giugno 2027, la nuova stagione del Maggio Musicale Fiorentino insieme all’89ª edizione del Festival si impone come uno dei progetti artistici più ampi e strutturati nel panorama europeo. Un cartellone che intreccia opera, concerti e danza in un percorso attraverso tre secoli di storia musicale, coniugando tradizione e contemporaneità, repertorio e ricerca. Sotto la guida del direttore musicale Daniele Gatti, il Maggio rinnova la propria vocazione: fare del grande patrimonio musicale non un oggetto di conservazione, ma una materia viva, capace di parlare con forza al presente.
 Ecco il comunicato stampa relativo al calendario:
La stagione 2027 del Maggio Musicale Fiorentino e del Festival che giunge alla 89°edizione, offre dodici titoli d’opera (due opere in forma di concerto) con sette nuovi allestimenti, una nuova produzione di balletto, venti grandi concerti sinfonici e sinfonico-corali, numerosi recital vocali e pianistici e ospiti straordinari e la costante attenzione verso il pubblico più giovane con gli spettacoli dedicati. Una programmazione con un nuovo cartellone che si delinea come un percorso artistico di grande respiro in un arco temporale di quasi trecento anni che va dal Barocco e il Classicismo, centra l’Ottocento con il Classicismo maturo, il Belcanto e il Romanticismo, e giunge al Novecento e che unisce, nel solco della missione e della visione del Maggio, tradizione e contemporaneità, repertorio e ricerca, radicamento territoriale e apertura internazionale. A questo proposito, nella sua presentazione, il sovrintendente Carlo Fuortes commenta: «La Stagione 2027 è un invito a ritrovare nei capolavori musicali e negli artisti che li interpretano la loro inesauribile capacità di parlare al presente. Il Maggio Musicale Fiorentino rinnova la propria missione: essere un luogo dove la tradizione non viene semplicemente custodita, ma continuamente riscoperta e riportata alla vita attraverso la forza sempre sorprendente della musica.» Accanto ai capolavori di Verdi, Mozart e Wagner e Strauss, il cartellone si distingue per l’ampiezza dello sguardo culturale, la qualità delle coproduzioni internazionali e la capacità di mettere in dialogo le diverse tradizioni della musica europea. Il direttore musicale Daniele Gatti, centro della Stagione, dirigerà tre nuove produzioni liriche e sei appuntamenti sinfonici varando anche un nuovo ciclo sinfonico integrale dedicato a Bruckner della durata di due anni. Tra gli oltre 250 artisti coinvolti, dalle compagnie di canto agli staff creativi, dai solisti vocali nei concerti agli strumentisti, sono numerosissime le stelle internazionali presenti in stagione alcune al loro importante e atteso debutto al Maggio. L'orizzonte complessivo di opere, il balletto, i concerti, la programmazione per i giovani, si attesta su 50 programmi, che si tradurranno ovviamente in un volume di serate molto più ampio se si considerano le repliche previste per gli spettacoli e che è un numero destinato ad accrescere considerando poi le manifestazioni che verranno annunciate nel corso della stagione come il ciclo “Maggio Metropolitano” che battezzerà l’undicesima edizione e, nell’ambito del Festival, il mosaico delle collaborazioni con le prestigiose istituzioni musicali del territorio che compongono il “Maggio Aperto”.
LA STAGIONE LIRICA I dodici titoli in programmazione in ordine di calendario, sono: La traviata, di Giuseppe Verdi, direttore Alessandro Bonato e regia di Stefania Grazioli; Il mondo alla roversa, ossia le donne che comandano, di Baldassarre Galuppi, direttrice Chiara Cattani e regia di Paola Rota (nuovo allestimento); Il trovatore, di Giuseppe Verdi, direttore Daniele Gatti, regia di Leo Muscato (nuovo allestimento); A Midsummer Night’s Dream, di Benjamin Britten, direttore Ivor Bolton, regia Deborah Warner (nuovo allestimento); Tristan un Isolde, di Richard Wagner, direttore Alexander Soddy e regia di Keit Warner (nuovo allestimento); Elektra, di Richard Strauss, direttore Daniele Gatti, regia di Stéphane Braunschweig (nuovo allestimento); Tosca, di Giacomo Puccini, direttore Riccardo Frizza, in forma di concerto; Macbeth, di Giuseppe Verdi, direttore Nicola Luisotti, in forma di concerto; Norma, di Vincenzo Bellini, direttore Stefano Montanari, regia di Andrea De Rosa; Adriana Lecouvreur, di Francesco Cilea, direttore Francesco Lanzillotta, regia di Arnaud Bernard; Anna Bolena di Gaetano Donizetti, direttore Michele Spotti, regia di Andrea Bernard (nuovo allestimento); Don Giovanni, di Wolfgang Amadeus Mozart, direttore Daniele Gatti, regia di Daniele Menghini (nuovo allestimento).
    
    
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IL BALLETTO Il titolo in programmazione è Il lago dei cigni, di Pëtr Il'ič Čajkovskij, coreografia di Xander Parish, direttore James Conlon, in coproduzione con The New Generation Foundation (nuovo allestimento). A partire da domenica 14 marzo 2027 alle ore 17, la Sala Grande del Maggio ospiterà la prima assoluta di una nuova produzione del capolavoro di Čajkovskij. I personaggi di questo celeberrimo titolo di balletto saranno interpretati da alcuni dei più celebri danzatori del panorama internazionale. In buca l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Le recite successive alla prima sono in programma il 17 marzo alle ore 20 (spettacolo riservato alle scuole), il 18 e il 19 marzo alle ore 20; sabato 20 marzo alle ore 18 e domenica 21 marzo alle ore 15.30
    
    
    
LA STAGIONE SINFONICA E CONCERTISTICA Accanto all’opera e al balletto, la programmazione sinfonica e concertistica offre un percorso di grande ricchezza con 20 concerti sinfonici, 4 solistici e 3 concerti di canto. Nel corso del 2027 il cartellone affronterà con grandi direttori, grandi pianisti, grandi solisti e grandi voci, un percorso musicale che, come per l’opera, abbraccia circa tre secoli partendo da George Friedrich Händel ancorato al Barocco, per toccare Haydn, Mozart, Beethoven, Cherubini, Schubert, Brahms, Bruckner Schumann, Dvorak; e poi Čajkovskij, Musorgskij, Strauss, Stravinskij, Prokof’ev, Chačaturjan, Hindemith, per giungere a Šostakóvič nel pieno Novecento. Con l’Orchestra e il Coro del Maggio, protagonisti assoluti e ossatura della Stagione, tre Orchestre ospiti: l'Orchestre de chambre de Lausanne, la Gustav Mahler Jugendorchester e l’Orchestra della Toscana. Tre diverse celebrazioni: il bicentenario beethoveniano, il centenario della nascita di Rostropovich e l'omaggio alla memoria storica del Teatro stesso attraverso l'intitolazione ufficiale a Vittorio Gui. Sul podio saliranno Daniele Gatti, Zubin Mehta, Riccardo Muti, James Conlon, Giulio Prandi, Renaud Capuçon, Ivor Bolton, Alexander Soddy, Diego Ceretta, Pietari Inkinen, Kirill Petrenko, Philippe Jordan, Emmanuel Tjeknavorian, Dmitry Matvienko, George Petrou. Tra i solisti: Beatrice Rana, Martha Argerich, Yunchan Lim, Grigorj Sokolov, Mao Fujita, Maxim Vengherov, Polina Osetinskaya, Francesco Piemontesi, Ettore Pagano, Andrea Lucchesini. Tra i solisti anche le prime parti dell’Orchestra del Maggio Salvatore Quaranta, Marcello Miramonti, Simão Pedro Alcoforado Barreira, Luca Di Manso, Alejandra Rojas. I concerti di canto schierano le più grandi voci della lirica internazionale: Pretty Yende con Ludovic Tézier (al pianoforte Alessandro Praticò); Kristina Mkhitaryan con Aigul Akhmetshina (al pianoforte Pavel Nebolsin); Marina Rebeka con Jonas Kaufmann (direttore Jochen Rieder); tra le voci soliste nei concerti quelle di Elīna Garanča, Camilla Nylund e Malin Byström, poi Gesua Gallifoco, Margherita Sala, Anicio Zorzi Giustiniani, Alessandro Ravasio, Jiayu Jin, Avery Amereau, Ru Charlesworth, William Thomas. Anche i talenti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino: Chiara Salerno, Hinano Yorimitsu, Alexandru Tiba, Yukang Zheng, Juan Carlos Villalobos, Juana Shtrepi, Vivien Georgiev, saranno impegnati nelle esecuzioni dei concerti sinfonici. Nel 2027, il Maggio propone altrettanto un ricco programma per famiglie, giovani e scuole. Si apre il 3 gennaio con Fantasia di Walt Disney eseguito dal vivo dall’Orchestra del Maggio. Tornano poi gli spettacoli di Venti Lucenti di Manu Lalli, realizzati grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, con studenti e giovani musicisti: Il magico sogno di una notte d’estate (dal 16 marzo) e Così fan tutti, L’amore è un gioco (dal 27 novembre). Prosegue inoltre la rassegna “C’è Musica e Musica 4.0”, che giunge alla quarta edizione, pensata per avvicinare il pubblico al teatro musicale, con concerti e spettacoli dedicati per il pubblico in erba (ma non solo) che per il 2027 raddoppia la programmazione con gli spettacoli proposti anche per le scuole. Il programma si conclude il 12 dicembre 2027 con il tradizionale Concerto di Natale del Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio. Il Teatro del Maggio, per la stagione 2027 propone al pubblico una serie di quattro diversi abbonamenti: si parte da quello complessivo che include tutta la programmazione degli spettacoli previsti in abbonamento denominato “Tutto Maggio” e che comprende dieci opere, ventiquattro concerti e il balletto del cartellone per un totale di trentacinque spettacoli, Festival compreso. A questo si affiancano altri tre abbonamenti più circoscritti: il primo raggruppa nove opere e il balletto per dieci spettacoli, denominato “Opera e balletto 2027”; il secondo denominato “Opera 2027” solo le nove opere per 9 spettacoli; il terzo denominato “Sinfonica 2027” include i concerti, per ventiquattro spettacoli. Gli abbonamenti “Tutto Maggio”, “Opera e Balletto” e “Opera” sono declinati su tre turni: turno A, prime rappresentazioni; turno B, repliche; turno P, recite pomeridiane. I prezzi dei biglietti restano invariati. Gli abbonamenti saranno in vendita dal 19 giugno 2026.
LE OPERE LE DATE GLI INTERPRETI La stagione inizia il 15 gennaio 2027 alle ore 20 (repliche il 17 alle 15.30, il 20 e 22 gennaio alle ore 20) con la ripresa di La traviata di Giuseppe Verdi, nell’allestimento con la regia Stefania Grazioli andato in scena nel 2024 e che vede il ritorno sul podio per questo grande titolo del melodramma, di Alessandro Bonato dopo il successo di Elisir d’amore diretto per la Stagione estiva 2025 in Cavea. Nel cast si segnala il debutto a Firenze, come Violetta, di Kristina Mkhitaryan, soprano quotatissimo in grande ascesa che sta mietendo importanti successi internazionali. Alfredo sarà di nuovo Anthony Ciaramitaro che figura anche tra gli interpreti di Romanzo Criminale nel personaggio di Dandi in programma nel corso di questa stagione. Un Giorgio Germot di gran lusso sarà Luca Salsi impegnato nelle prime due recite mentre nelle ultime due il personaggio sarà interpretato da Min Kim. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini. La seconda opera in cartellone va in scena al Teatro Goldoni ed è frutto dell’accordo triennale del Maggio con l’Academia Montis Regalis stipulato dopo il grande successo di Il Ciro messo in scena nel 2025 sempre presso il Goldoni e mantiene la promessa del Maggio di programmare il prezioso e ricco repertorio barocco. Il progetto prevede tre opere di compositori diversi ma che abbiano in comunque il libretto di Carlo Goldoni. Per il primo titolo si è puntato su Il mondo a la roversa, ossia le donne che comandano di Baldassarre Galuppi. Un'opera brillante e raffinata mai rappresentata al Maggio che merita giustamente di essere riscoperta e restituita al pubblico nella sua piena vitalità teatrale. La prima è prevista il 30 gennaio alle ore 17 con due repliche, domenica 31 gennaio alle 15.30 e il 2 febbraio alle 20. Sul podio dell’Orchestra dell’Academia Montis Regalis la direttrice Chiara Cattani, la regia è di Paola Rota. La compagnia di canto verrà composta “attingendo” tra i finalisti del Concorso internazionale Piero Antonio Cesti di Innsbruck, tra i più importanti concorsi al mondo per il canto barocco (nuovo allestimento). Il direttore musicale del Maggio, Daniele Gatti dopo i due cicli sinfonici dedicati alle integrali delle sinfonie beethoveniane e di Mendelssohn della stagione 2026, affronta la prima delle tre opere liriche che dirigerà nel cartellone 2027, il nuovo allestimento di Il trovatore di Giuseppe Verdi con la regia di Leo Muscato. La prima è il cartellone il 23 febbraio alle ore 20 con repliche il 26 alle 20, domenica 28 alle 15.30 e il 2 marzo alle 20. L’opera segna il debutto come Leonora di Mariangela Sicilia, il Conte di Luna è Gabriele Viviani, Azucena è Valentina Pernòzzoli, i panni di Manrico saranno indossati da Antonio Poli, Ferrando sarà Riccardo Zanellato. La visione del maestro Gatti è quella di offrire una versione “romantica” e giovane nello spirito dei personaggi del capolavoro verdiano che nella vicenda in effetti sono dei ventenni. Un Trovatore che si distaccherà dalle esecuzioni “a tinte forti” che una certa prassi interpretativa vocale ci ha abituati. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
    
    
    
L’opera che inaugura l’89 Festival del Maggio Musicale il 18 aprile alle ore 17 con due repliche successive, il 24 alle 15.30 e il 28 alle 20 è A Midsummer Night’s Dream di Benjamin Britten; sul podio Ivor Bolton e con la regia di Deborah Warner. È un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Real di Madrid e la Royal Opera House Content Garden di Londra. La compagnia è composta da cantanti-attori la maggior parte dei quali sia con direttore e ovviamente con la regista hanno fatto parte della prima di quest’allestimento a Madrid. Per la prima volta al Maggio quest’opera viene proposta nella versione originale in inglese. Il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio è diretto da Sara Matteucci. Dal sogno britteniano si passa alla passione assoluta con il Festival che prosegue nel versante lirico con un nuovo allestimento di Tristan und Isolde di Richard Wagner; la prima del capolavoro definito dal sovrintendente un vero “monumento della cultura europea” è fissata il 20 maggio 2027 alle ore 19; le altre tre repliche sono in cartellone domenica 23 maggio alle 15.30, il 26 maggio alle 19 e sabato 29 maggio alle 15.30. Sul podio sale Alexander Soddy vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior direttore d’orchestra per la direzione di Macbeth al Maggio nell’ottobre 2025; la regia è firmata da Keith Warner. La compagnia di canto “all star” è composta da artisti con una consolidata esperienza nel repertorio wagneriano con Simon O’Neill, Anja Kampe, Okka von Der Damerau, Iain Paterson. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini. La terza opera del Festival, e la seconda diretta da Gatti, è un altro capolavoro del Novecento, il nuovo allestimento di Elektra di Richard Strauss. La regia e le scene sono firmate da Stéphane Braunschweig. Anche in questo caso la compagnia è tutta “all star” di stampo straussiano con Violeta Urmana, Ricarda Merbeth, Vida Miknevičiūtė (fresca vincitrice del Premio Abbiati 2025), Christoph Fischesser, Nikolai Schukoff che riascoltiamo al Maggio dopo il successo ottenuto in Salome lo scorso anno. La prima è in cartellone domenica 20 giugno alle ore 17; le successive repliche sono proposte il 23 giugno alle 20, sabato 26 alle 15.30 e il 28 giugno alle 20. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini. La stagione estiva propone un importante “cameo” un’esecuzione in forma di concerto il 22 luglio alle ore 21 dell’opera Tosca, di Giacomo Puccini. Nei tre personaggi principali si segnala il debutto fiorentino di Alexandra Kurzak come Tosca e poi di una “coppia” quasi iconica di artisti nei panni di Cavaradossi e Scarpia: Francesco Meli e Luca Salsi, premio Abbiati 2025 come miglior cantante per la sua interpretazione di Macbeth nell’opera andata in scena al maggio nel 2025. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio, Riccardo Frizza. Il Coro è diretto da Lorenzo Fratini. Il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio è diretto da Sara Matteucci. In settembre, domenica 12 alle ore 17, la prima opera dopo la pausa vede in programma un altro titolo proposto in forma di concerto: Macbeth di Giuseppe Verdi. Sul podio Nicola Luisotti. Come protagonista eponimo apprezzeremo uno dei più celebri baritoni della scena internazionale Ludovic Tézier che raccoglie il testimone del personaggio interpretato al Maggio dall’altrettanto celebre Luca Salsi; mentre la Lady sarà la superstar Anna Netrebko. I panni di Banco saranno sostenuti da Alexander Köpeczi. Macduff sarà Vincenzo Costanzo. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini. Il 16 settembre alle ore 20, con repliche domenica 19 alle 15.30 e poi il 22 alle 20 e sabato 25 alle 18 il Maggio ripropone Norma di Vincenzo Bellini nell’allestimento andato in scena nel 2025 con la regia di Andrea De Rosa. Sul podio sale Stefano Montanari. Il cast rispetto all’edizione precedente è completamente nuovo: Norma è Vasilisa Ber?anskaja, Pollione Dmitry Korchak, Oroveso, Simon Lim e Adalgisa Federica Guida. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini. Il 10 ottobre alle ore 17 si alza il sipario su Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, nell’allestimento che arriva da Liegi, dall’Opera Wallonie. Le repliche sono programmate giovedì 14 alle 20, poi domenica 17 alle 15.30 e il 19 alle 20. Sul podio Francesco Lanzillotta. La regia è di Arnaud Bernard. Adriana sarà Chiara Isotton nelle recite del 10, 14 e 17 ottobre, mentre il 19 a vestire i panni del personaggio del titolo sarà Marta Mari. Nel cast poi Ksenia Dudnikova, come Principessa di Bouillon, Piero Pretti come Maurizio di Sassonia e Roberto de Candia come Michonnet. Una nota di curiosità, una “chicca” musicologica, di questa produzione è offerta dal fatto che Francesco Lanzillotta ristrumenterà e reinserirà in partitura la piccola aria del principe di Bouillon (Nicola Ulivieri) che fu eliminata e poi si perse, in occasione della prima rappresentazione a Milano nel 1902. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini. Il 7 novembre alle ore 17 (repliche il 9, il 12 alle 20 e domenica 14 alle ore 15.30) va in scena Anna Bolena una delle Regine Tudor, grande “vetrina” del belcanto e una delle vette più alte della produzione operistica di Gaetano Donizetti, in un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari. Il podio è affidato a Michele Spotti, alla regia torna Andrea Bernard che rivediamo al Maggio dopo la regia della “Borgia”. Interprete di Anna Bolena, la sfortunata regina, sarà il soprano Jessica Pratt. Alex Esposito sarà Enrico, Raffaella Lupinacci sarà Giovanna; Percy sarà René Barbera. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini. Chiude l’anno operistico uno dei titoli più amati del repertorio, il nuovo allestimento del capolavoro mozartiano Don Giovanni. La prima è in programma il 3 dicembre 2027 alle ore 20 con quattro repliche a seguire: il 5 dicembre alle 15.30, il 7 alle 20, il 9 alle 20 e sabato 11 alle ore 18. Sul podio per la sua terza direzione lirica Daniele Gatti. La regia è affidata a Daniele Menghini, vincitore con il Maggio del premio Abbiati come migliore spettacolo del 2025 con Der junge Lord di Henze. Un segno di particolare interesse, quasi un gioco di specchi teatrale, per questa occasione è dato dai due interpreti di Don Giovanni e di Leporello, rispettivamente Alex Esposito e Luca Micheletti che usualmente hanno sempre impersonato Esposito il fido Leporello e Micheletti il gran seduttore Don Giovanni che si trovano per la prima volta a vestire panni del contraltare: un doppio debutto vero e proprio. Donna Anna è Mariangela Sicilia, Don Ottavio è Dave Monaco, ex allievo dell’Accademia del Maggio e ora lanciassimo internazionalmente. Donna Elvira è Michèle Losier. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
I CONCERTI LE DATE GLI INTERPRETI Accanto all’opera e al balletto, la programmazione sinfonica e concertistica offrirà un percorso di grande ricchezza. Se da un lato prosegue l’omaggio a Beethoven nell’anniversario dei duecento anni dalla morte - omaggio tra l’altro già avviato nel corso del Festival 2026 con l’integrale delle Sinfonie dirette dal Maestro Gatti - dall’altro si sviluppa un percorso del “dopo Beethoven”, rappresentato dai grandi compositori venuti dopo di lui e dal loro rapporto con il linguaggio sinfonico. Nel corso del 2027 il Maggio affronterà un viaggio nella Sinfonia, modellata sull’equilibro classico di Haydn e di Mozart, trasformata in afflato eroico da Beethoven, esplorata nell’intimità da Schubert, difesa nel rigore da Brahms, trasfigurata in cattedrale sonora da Bruckner, incrinata dalle tensioni decadenti di Mahler. L’avvio concertistico è fissato sabato 9 gennaio alle ore 16 con la pianista Beatrice Rana in un concerto in coproduzione con gli Amici della Musica di Firenze; Beatrice Rana è la prima di una serie di grandi pianisti che si esibiranno al Maggio: a lei seguirà Yunchan Lim il 7 maggio (con un programma tutto mozartiano), e poi ancora in collaborazione con gli Amici della Musica, il 10 maggio sarà la volta di Grigorij Sokolov, tre grandi nomi per tre concerti solistici. Ma nei concerti sinfonici si siederanno alla tastiera anche Francesco Piemontesi il 27 febbraio in concerto con Daniele Gatti, Martha Argerich in concerto con l’Orchestre de chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon il 7 aprile, Mao Fujita con Pietari Inkinen il 28 maggio e per finire Andrea Lucchesini con Daniele Gatti il 19 novembre. In stagione prende avvio una serie di tre recital con celebri cantanti impegnati in arie e duetti d’opera: il 10 gennaio il soprano Pretty Yende e il baritono Ludovic Tézier entrambi al loro debutto al Maggio, con al pianoforte Alessandro Praticò, l’1 ottobre il soprano Kristina Mkhitaryan e il mezzosprano Aigul Akhmetshina, con Pavel Nebolsin al pianoforte e il 24 ottobre sul palco della Sala Grande saliranno il soprano Marina Rebeka e il tenore Jonas Kaufmann in un altro concerto di arie e duetti d’opera questa volta con l’Orchestra del Maggio diretta da Jochen Rieder. Sul corposo fronte sinfonico - saranno 20 in totale i concerti sinfonici in programma e con tre Orchestre ospiti - il primo concerto è affidato al direttore emerito del Maggio Zubin Mehta che salirà sul podio il 23 gennaio alle ore 20 per un programma con musiche di Haydn (la Sinfonia concertante in si bemolle maggiore, con la partecipazione delle prime parti dell’Orchestra del Maggio Marcello Miramonti al violino, Simão Pedro Alcoforado Barreira al violoncello, Luca Di Manso all’oboe e Alejandra Rojas al fagotto) e Schubert. Per il secondo concerto sinfonico in calendario, il maestro Daniele Gatti, direttore musicale del Maggio, sale sul podio il 7 febbraio per il suo primo concerto sinfonico dell’anno e per dare avvio all’importante progetto di esecuzione delle nove Sinfonie di Anton Bruckner (alcune delle quali mai eseguite a Firenze) che proporrà integralmente e che proseguirà anche nel 2028. Il maestro Gatti ha deciso di proporre una sinfonia per concerto, associandola a lavori diversi di altri compositori. Per il primo appuntamento del ciclo, il direttore musicale ci traghetta dall’impeto ancora tutto romantico della Prima Sinfonia di Anton Bruckner, alle atmosfere fin de siècle di disincantata contemplazione della vita terrena dei Rückert-Lieder di Mahler fino alle prime avvisaglie del modernismo novecentesco delle pagine liederistiche del giovane Alban Berg. Con il direttore, il mezzosoprano Elīna Garanča al suo debutto al Maggio. Per il terzo concerto, il 27 febbraio, Daniele Gatti propone un confronto tra i due giganti del sinfonismo tardo-romantico: Bruckner e Brahms. In programma la Sinfonia n. 2 di Bruckner, che a differenza delle altre sinfonie colossali mostra una compattezza quasi classica, e il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Brahms, una delle opere per pianoforte e orchestra più complesse della letteratura ottocentesca, già a partire dall’imponente struttura di respiro sinfonico, con quattro ampi movimenti in luogo dei canonici tre. Solista al pianoforte Francesco Piemontesi. Le successive tappe del “Ciclo Bruckner” per il 2027, sono previste poi il 19 novembre e il 4 dicembre 2027. Il quarto concerto sinfonico in calendario è in cartellone il 5 marzo e vede sul podio James Conlon, nel periodo del suo impegno con le prove e poi con le recite del balletto Il lago dei cigni. Conlon punta dritto al cuore del classicismo viennese con tre Sinfonie firmate dai suoi tre numi tutelari: la Sinfonia n. 104 in Re maggiore di Haydn, ultima delle dodici sinfonie realizzate dal compositore durante i soggiorni londinesi, nonché ultima della sua produzione, la Sinfonia n. 32 in Sol maggiore K.318 di Mozart, composizione giovanile del 1779 probabilmente nata come ouverture per l’opera Zaide e la Sinfonia n. 2 in Re maggiore di Beethoven, opera animata da energia palpitante che condensa abilmente elementi dello stile classico ad altri tipici dello stile beethoveniano. Il quinto concerto, sinfonico corale, è in programma il 26 marzo alle ore 20 e riveste una importanza particolare sia perché è eseguito nella sera del Venerdì Santo ma soprattutto nel giorno del 200°anniversario della morte di Ludwig van Beethoven. Il maestro Giulio Prandi dirigerà il Requiem in re minore K.626 per soli coro e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart. La scelta del Requiem è stata dettata dal fatto che qualche giorno dopo i funerali di Beethoven a Vienna, il compositore fu commemorato con l’esecuzione mozartiana. I solisti saranno il soprano Gesua Gallifoco, il mezzosoprano Margherita Sala, il tenore Anicio Zorzi Giustiniani e il basso Alessandro Ravasio. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini. Il sesto concerto il 7 aprile, ospita l’Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon. Al pianoforte Martha Argerich. Il programma onorerà ancora Beethoven con l’esecuzione dell’assertiva Ouverture op. 62 "Coriolano", il Concerto n.2 in Si bemolle maggiore op.19 per pianoforte e orchestra composto da Beethoven dopo il suo trasferimento a Vienna ancora legato al modello mozartiano nel perfetto equilibrio sonoro tra solista e orchestra e infine la Sinfonia n.7 in La maggiore op.92, definita da Wagner “l’apoteosi della danza” per l’importanza dell’elemento ritmico che dal primo all’ultimo movimento regola e sostanzia un discorso drammatico in continuo divenire. Il 21 aprile, settimo concerto in cartellone e concerto inaugurale della programmazione sinfonica dell’89° Festival del Maggio, è particolarmente importante e significativo ed è in cartellone in occasione dell’intitolazione a Vittorio Gui del Teatro del Maggio. Sale sul podio, tornando al Maggio, Riccardo Muti che in occasione del concerto da lui diretto il 19 dicembre 2025 per la commemorazione di Vittorio Gui a 50 anni dalla morte, lanciò l’appello affinché al Teatro del Maggio venisse affiancata l’intitolazione a Vittorio Gui, il fondatore dell’Orchestra e del Festival, promettendo che sarebbe tornato solo quando ciò fosse avvenuto. Così è stato e perciò il maestro Muti tiene fede alla sua promessa e dirigerà per la prima volta al Maggio l’imponente e solenne Troisième messe Solennelle in La maggiore per Coro e Orchestra per l’Incoronazione di Carlo X, composta da Luigi Cherubini. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini. Per l’ottavo concerto, il 30 aprile, due giorni dopo dell’ultima recita di A Misdsummer Night’s Dream, l’opera inaugurale del 89°Festival, sale sul podio Ivor Bolton con un programma dedicato tutto a Schubert con due componimenti che rappresentano la sua evoluzione stilistica: dal debutto del ragazzo prodigio che sedicenne firma la sua Sinfonia n. 1 in Re maggiore D.82, lavoro ancora legato alla tradizione di fine Settecento, al testamento spirituale della maturità con la grande Messa n.6 in Mi bemolle maggiore D.950 scritta nel 1828, ultimo anno di vita di Schubert, e proiettata in una dimensione ultraterrena. I solisti chiamati nella Messa sono il soprano Chiara Salerno, il mezzosoprano Hinano Yorimitsu, i tenori Alexandru Tiba e Yukang Zheng e il basso Juan Carlos Villalobos, tutti talenti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini. Il 6 maggio, nel Festival, torna Alexander Soddy per il 9° concerto in programma della stagione con un programma che conduce il pubblico a una breve tappa in Russia. In locandina il noto Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35 di Čajkovskij (solista Salvatore Quaranta primo violino dell’Orchestra del Maggio), l’unico del catalogo del compositore che fu composto nella primavera del 1878 in un periodo di particolare felicità creativa e la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakovič, pagina sinfonica tra le più emblematiche e sofferte, realizzata nel 1937 dopo la pesantissima accusa di formalismo rivoltagli dal regime sovietico. Dopo i recital pianistici di Yunchan Lim (7 maggio) tutto incentrato su Mozart con una gustosa carrellata di Sonate del Salisburghese per lo strumento a tastiera e Grigorij Sokolov (10 maggio) in coproduzione con gli Amici della Musica Firenze, mercoledì 19 maggio, per il decimo concerto, Diego Ceretta porta l’Orchestra della Toscana, della quale è Direttore musicale in quello che oramai è un tradizionale appuntamento in collaborazione tra il Maggio e l’Ort. Per il decimo concerto sinfonico si è pensato a un programma che ruotasse attorno ai temi del teatro shakesperiano e che si legasse perciò all’opera inaugurale del Festival. Quindi in apertura verrà proposta Gamlet (Amleto) op.32, suite dalle musiche di scena per la tragedia di William Shakespeare scritte da Šostakovič nel 1932, e, Ein Sommernachtstraum op. 61, musiche di scena per la commedia di Shakespeare, di Mendelssohn che fin da giovanissimo, dopo aver assistito allo spettacolo teatrale, aveva deciso di trasferire in musica il mondo fiabesco della commedia shakespeariana. Soliste il soprano Juana Shtrepi e il mezzosoprano Vivien Georgiev entrambe dell’Accademia del Maggio. Il Coro femminile del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini. Per il concerto del 28 maggio - l’11°concerto - Pietari Inkinen ritorna a Beethoven e dirige il più noto e ultimo dei suoi cinque concerti per pianoforte e orchestra, il Concerto n.5 in Mi bemolle maggiore op. 73, grandioso nei toni e nelle intenzioni, che non a torto si meritò l’epiteto di “Imperatore”. Solista Mao Fujita. A seguire Inkinen dirigerà la Sinfonia n. 7 in Re minore op. 70 di Dvořák, opera che coniuga l’austerità e l’equilibrio del primo movimento a tratti tipicamente slavi riscontrabili nelle melodie espanse dei movimenti centrali. L’11 giugno, grazie alla feconda collaborazione con gli Amici della Musica Firenze, in coproduzione dopo il concerto pianistico con Sokolov, è in programma il variegato concerto che mette a fianco il violinista Maxim Vengherov con la pianista Polina Osetinskaya. I due musicisti si esprimeranno nel genere della sonata per violino e pianoforte che parte da Beethoven con la celebre Sonata n. 5 in Fa maggiore op. 24 “La primavera”, per approdare a Šostakovič con la Sonata in Sol maggiore op. 134 passando per l’esperienza cameristica di Brahms, con la Sonata n. 3 in Re minore op. 108. Lunedì 14 giugno alle ore 20 - 12° concerto - in Sala Grande è attesa la Gustav Mahler Jugendorchester, terza Orchestra ospite della Stagione. Sul podio sale Kirill Petrenko che è direttore artistico e musicale dei Berliner Philharmoniker dalla stagione 2019/2020 e dirige la Gustav Mahler per la seconda volta dal 2024. Il concerto stabilisce un ponte tra la scrittura sinfonica tesa, sofferta e autobiografica di Gustav Mahler - in programma la Sinfonia n. 5 in Do diesis minore - e quella anti romantica e oggettiva di Paul Hindemith ben rappresentata dalla Konzertmusik per archi e ottoni, opera costruita con estremo rigore contrappuntistico. Daniele Gatti sale sul podio per i successivi due concerti sinfonici il 13° e il 14° della Stagione, il 22 giugno e il 30 giugno. Il Direttore musicale del Maggio nella prima data eseguirà composizioni di Stravinskij (Apollon musagète) Beethoven (Le creature di Prometeo) e la Sinfonia n.41 in Do maggiore "Jupiter " di Mozart. Il 30 giugno con il soprano Malin Byström verrà proposto un programma tutto straussiano con il Divertimento da brani per clavicembalo op. 86 di Francois Couperin, i Vier letze Lieder e Tod und Verklarung op. 24. Il 24 settembre, quindicesimo concerto sinfonico, torna Philippe Jordan. Le tensioni tardo-romantiche della musica di Mahler - dopo il concerto diretto da Petrenko il 14 giugno - saranno nuovamente al centro del programma con la Sinfonia n. 7 in mi minore, opera enigmatica e complessa composta da Mahler tra il 1904 e il 1905 che, come le due sinfonie che la precedono nel catalogo, vive in una dimensione puramente strumentale carica di presentimenti oscuri e di richiami ai suoni della natura. Un altro ritorno, molto atteso dopo la sua direzione di Un ballo in maschera e del concerto sinfonico nella stagione 2026 in corso, è quello di Emmanuel Tjeknavorian che per il 16° concerto, il 16 ottobre, eseguirà un programma nel quale la musica russa è la protagonista con composizioni più o meno note di Cacaturjan, Sostakovic e Musorgskij. Apre dunque il programma un brano tratto dal balletto Spartacus del compositore di origine armena Aram Chačaturjan, seguito dalla Sinfonia n. 9 di Šostakóvič, la più concisa tra le sinfonie del compositore scritta nel 1945 come terza parte dì una trilogia volta a celebrare le sofferenze e la vittoria del popolo sovietico nella guerra contro la Germania nazista. A conclusione del concerto i Quadri di un’esposizione di Musorgkij composti originariamente come ciclo pianistico nel 1874 e orchestrati nel 1922 da Maurice Ravel. Il 13 novembre con la direzione di Dmitry Matvienko è in programma un concerto in occasione del 100°anniversario della nascita di Mstislav Rostropovich, il leggendario violoncellista. Nell’esecuzione della Sinfonia concertante in Mi minore op.125 per violoncello e orchestra di Prokof’ev (che la dedicò al grande violoncellista) si esibirà Ettore Pagano, vincitore del Premio Abbiati come miglior solista del 2025 e recentemente (fine maggio 2026) del prestigioso premio “Queen Elisabeth Competition” di Bruxelles, affermandosi come primo violoncellista italiano ad aver vinto una delle competizioni più importanti al mondo. Ettore Pagano attualmente in residenza triennale presso Gli Amici della Musica di Firenze. In questa composizione il violoncello non si limita a un ruolo puramente solistico ma si fonde con il fitto tessuto orchestrale in modo spiccatamente sinfonico. A completare il concerto ci sarà la Sinfonia n. 4 op.98 di Brahms, opera cardine che chiude il capitolo, breve ma intenso, della produzione sinfonica brahmsiana. Il 19 novembre e il 4 dicembre - 18° e 19° concerto - Daniele Gatti prosegue il “Ciclo Bruckner”, nella formula che comprende l’esecuzione di una sua Sinfonia con una produzione di un altro compositore a confronto. Nel concerto di novembre verranno messi a fianco i due sinfonisti della Vienna della seconda metà dell’Ottocento Bruckner appunto e Brahms. In apertura ascolteremo il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in Re minore op. 15 di Brahms - solista Andrea Lucchesini - opera dalla genesi lunga e tortuosa in cui l’autore sceglie un rapporto paritario tra pianoforte e orchestra concedendo ben poco spazio alla componente virtuosistica dello strumento. A seguire, la Sinfonia n. 4 in Mi bemolle maggiore "Romantica" di Bruckner, che impegnò il compositore per ben dieci anni di lavoro tra revisioni continue, tagli e modifiche e che sancì il suo primo riconoscimento pubblico.
Nel successivo concerto del 4 dicembre, Bruckner viene messo a fianco del suo idolo Wagner. Apre la serata la Sinfonia n. 3 in Re minore di Bruckner opera dedicata proprio a Wagner, seguita dai Wesendonck-Lieder, composti da Wagner nel periodo dell’appassionata relazione clandestina con Mathilde Wesendonck che rappresentano a tutti gli effetti il "laboratorio preparatorio" di Tristan und Isolde. Tratti da questa celebre opera, ispirata alle vicende autobiografiche del compositore, sono Vorspiel und Liebestod gli episodi strumentali posizionati all’inizio e alla fine di Tristan und Isolde e riuniti in seguito da Wagner in un’unica pagina sinfonica “Preludio e morte d’Isotta” in cui sono concentrati tutti gli elementi che caratterizzano l’opera e che danno voce alla passione d’amore drammatica e totalizzante dei protagonisti. Solista il soprano Camilla Nylund. Per chiudere la stagione concertistica - il 20° concerto sinfonico - sale sul podio il 19 dicembre, il maestro George Petrou per dirigere di Georg Friedrich Händel, il Messiah HWV 57. Solisti il soprano Jiayu Jin, il mezzosoprano Avery Amereau, il tenore Ru Charlesworth e il basso William Thomas. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini.

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro dell'Opera di Firenze - Maggio Musicale Fiorentino Nella miniatura in alto: il sovrintendente Carlo Fuortes Sotto, a destra: il diretore Vittorio Gui cui sarà intitolato il Teatro dell'Opera di Firenze Al centro, in più sequenze, i principali artisti impegnati nel catellone del MMF per il 2027: Alessandro Bonato; Stefania Grazioli; Daniele Gatti; Ivor Bolton; Deborah Warner; Alexander Soddy; Keith Warner; Riccardo Frizza; Nicola Luisotti; Stefano Montanari; Andrea de Rosa; Michele Spotti; Andrea Bernard; Stepan Armasar; Zubin Mehta (in un disegno di Gianluigi Toccafondo); Kristina Mkhitaryan; Luca Salsi; Mariangela Sicilia; Gabriele Viviani; Antonio Poli; Francesco Meli; Vincenzo Costanzo; Vasilisa Berhanskaya; Dmitry Korchak; Chiara Isotton; Piero Pretti; Alex Esposito; Arnaud Bernard; Jean-RomainVesperini; Jochen Rieder; Giulio Prandi; Gesua Gallifoco; Margherita Sala; Anicio Zorzi Giustiniani; Martah Argerich; Riccardo Muti; Grigorij Sokolov; Polina OsetinSkaya; Ettore Pagano; Kirill Petrenko; Andrea Lucchesini; Beatrice Rana; George Petrou; Giuseppe La Malfa; Jonas Kaufmann In fondo: il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
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Eventi
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Pietro Mascagni a Livorno e altrove
redatto da Athos Tromboni FREE
LIVORNO - È on-line il programma completo della settima edizione del Mascagni Festival, la rassegna lirica e musicale dedicata alla valorizzazione e alla reinterpretazione dell’opera di Pietro Mascagni, promossa dalla Fondazione Teatro Goldoni. Dal 17 al 23 agosto la città di Livorno ospiterà un ricco programma di spettacoli, concerti
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Eventi
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La nuova stagione del Teatro Celebrazioni
servizio di Edoardo Farina FREE
BOLOGNA - Giovedì 11 giugno 2026 si è svolta la conferenza stampa relativa alla presentazione dei nuovi spettacoli del Teatro Celebrazioni di Via Saragozza, 234 - presso la Biblioteca San Genesio di Casa Lyda Borelli - alla presenza di Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Filippo Vernassa, Direttore artistico
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Classica
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Giovanni Bergamasco fa sold-out
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto e in parte qui riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio
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Opera dal Centro-Nord
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Un Ballo per due
servizi di Nicola Barsanti e Simone Tomei FREE
FIRENZE - (servizio di Nicola Barsanti) - Con il nuovo allestimento di Un ballo in maschera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affida a Valentina Carrasco una lettura che abbandona ogni riferimento alla corte svedese e trasporta l’intera vicenda negli Stati Uniti d'America degli anni Sessanta, intrecciando la figura di Riccardo con quella di
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Classica
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Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
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Opera dal Nord-Ovest
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Macbeth convince il Carlo Felice
servizio di Nicola Barsanti FREE
GENOVA - Il nuovo allestimento di Macbeth del Teatro Carlo Felice firmato da Fabio Ceresa, già visto e recensito al Teatro Goldoni di Livorno, (consultabile qui), continua a confermarsi uno spettacolo efficace e suggestivo, capace di restituire con immediatezza le atmosfere oscure, febbrili e visionarie del capolavoro shakespeariano
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Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
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Eventi
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Fatale è il prossimo futuro
redatto da Simone Tomei FREE
TORINO - È stata presentata giovedì 7 maggio 2026, presso il Foyer del Toro, la nuova Stagione d'Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio. Sono intervenuti il Sindaco della Città di Torino e Presidente della Fondazione Stefano Lo Russo, il Sovrintendente Mathieu Jouvin, il Direttore artistico Cristiano Sandri e il Direttore musicale
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Eventi
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Ferrara Musica nuova stagione
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Venticinque concerti in cartellone con l'inserimento della novità Aperitivo in Musica (sono 5 concerti alle ore 18), più il consueto nugolo di altre iniziative musicali collaterali, che definire "minori" sarebbe non solo sbagliato ma assolutamente fuorviante: questo il cartellone di Ferrara Musica presentato oggi nel Teatro Comunale "Claudio
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Opera dal Nord-Est
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Romeo e Giulietta ieri e oggi
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. C’è un balcone a Verona sotto il quale i visitatori fanno la fila. Vi si recano per vedere il famoso luogo da cui Giulietta Capuleti dichiarava il suo amore a Romeo Montecchi. Si entra da via Cappello in un cortile dove un balconcino di epoca gotica fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzetto trecentesco.
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Echi dal Territorio
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La Nona per un novantennale
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che Zubin Mehta scelga di celebrare il proprio novantesimo compleanno sul podio del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’istituzione con la quale ha costruito un legame artistico e umano lungo oltre sessant’anni. La Sala Grande, gremita in ogni ordine di posti, accoglie il Maestro
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Echi dal Territorio
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Il mandolino nella storia della musica
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto
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Opera dal Centro-Nord
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La Turandot della prima volta
servizio di Nicola Barsanti FREE
LUCCA - Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione di Turandot, il Teatro del Giglio, luogo profondamente legato alla memoria di Giacomo Puccini, nato a Lucca , rende omaggio a uno dei titoli più amati e complessi del repertorio pucciniano. La scelta di presentare proprio Turandot assume un valore che va oltre
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Classica
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Rachmaninov e Sostakovič, sì però...
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Due partiture nate dalla frattura, due risposte alla crisi che hanno segnato, ciascuna a suo modo, il corso della musica del Novecento. Il programma proposto dal Teatro Carlo Felice nella serata del 24 aprile 2026 affida al M° Samuel Lee, giovane bacchetta sudcoreana impostasi all'attenzione internazionale con la vittoria alla Malko
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Opera dal Centro-Nord
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Morte di Klinghoffer confessione collettiva
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - C’è una linea di confine tutt’altro che neutra che ogni grande teatro è chiamato prima o poi ad attraversare: quella che separa la rassicurante continuità del repertorio dalla necessità di misurarsi con le fratture del presente. Non è una semplice scelta di programmazione, ma un gesto che definisce un’identità culturale. L’ 88º
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Opera dall Estero
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Così fan tutte negli anni '30
servizio di Ramón Jacques FREE
CHICAGO (USA) - Civic Opera House. Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti K.588, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte, che debuttò nel gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, è tornata sul palcoscenico della Lyric Opera of Chicago otto anni dopo le sue ultime rappresentazioni qui nella stagione
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Dischi in Redazione
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Nisi e Ruggiero e... Schumann
recensione di Simone Tomei FREE
Robert Schumann: Lieder per soprano e pianoforte Angela Nisi soprano; Enrica Ruggiero pianoforte (Amadeus / Registrazione inedita, allegata al n. 414, aprile 2026) C’è qualcosa di felicemente controcorrente nel fatto che Amadeus, una delle riviste musicali più autorevoli d’Italia, scelga di dedicare la copertina
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Opera dal Nord-Est
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Ingenua Butterfly ma Pinkerton...
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Una Madama Butterfly pasqualina quella andata in scena al Teatro Verdi di Trieste e che concluderà le sue repliche il prossimo 12 aprile. L’opera di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, basato sull’omonimo dramma di David Belasco è stata riproposta nell’allestimento della
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Classica
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Mozart e Beethoven per un bel concerto
servizio di Nicola Barsanti FREE
PECCIOLI (PI) – Nella suggestiva cornice della Galleria dei Giganti si conclude, in prossimità della Pasqua, il ciclo di tre concerti organizzato dalla Fondazione Peccioli insieme al Comune, con il sostegno di Belvedere S.p.A., affidato all’Orchestra Regionale della Toscana. Un percorso pensato con intelligenza, che trova proprio in quest’ultimo
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Eventi
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Nuova Stagione e commozione per Zurletti
redatto da Athos Tromboni FREE
SPOLETO - Il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto aveva annunciato da appena due giorni la nuova Stagione lirica quando è arrivata la notizia della scomparsa di Michelangelo Zurletti, venuto a mancare il 29 marzo 2026 all'età di 89 anni. Figura centrale nella storia recente dello Sperimentale, Michelangelo Zurletti ha guidato l’Istituzione
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Echi dal Territorio
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Il Duo Metropolis nel salotto di Mozart e Beethoven
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Il Circolo di Cultura Musicale dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” è sempre caratterizzato da un ricco calendario di eventi come oramai avviene da diversi anni, alcuni già realizzati altri da concretizzarsi tra il 2025-2026 quali, oltre la consueta attività concertistica, varie iniziative connesse alle conferenze e i pomeriggi musicali nella
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Opera dal Nord-Est
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Falstaff rivive in Marco Filippo Romano
servizio di Simone Tomei FREE
VERONA - Esiste un tipo di perfezione che si riconosce solo a posteriori, quando ci si accorge che non avrebbe potuto essere altrimenti. Il Falstaff verdiano appartiene a questa specie rara: opera nata quasi per gioco, confessava il compositore in una lettera del dicembre 1890, e tuttavia così necessaria da sembrare l’unico approdo possibile di
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