Pubblicato il 03 Agosto 2020
Continua con successo la serie di grandi appuntamenti musicali all'Arena di Verona
Mozart Requiem - Le Stelle dell'Opera servizio di Angela Bosetto

200803_Vr_00_MozartRequiemLeStelleDellOpera_MarcoArmiliato_EnneviFotoVERONA - Commemorare la morte per tornare insieme “a riveder le stelle” e  riuscire così a celebrare nuovamente la vita. Questo il filo conduttore dei due appuntamenti areniani che, dopo il gala inaugurale (leggi qui la recensione), hanno sancito il passaggio dal mese di luglio a quello di agosto. Un dittico all’apparenza anomalo (la simbolica Messa di requiem in Re minore K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart e la festosa serata evento Le Stelle dell’Opera), ma unito dalla luna, dalla carismatica bacchetta del maestro Marco Armiliato e dall’implicita necessità tanto di fare i conti con i lutti causati dalla pandemia, quanto di tornare a gioire della musica lirica con spirito che possa finalmente sentirsi libero (almeno per la durata di un concerto), di volare oltre le gabbie dei dubbi, delle paure e delle preoccupazioni per un futuro incerto. Ed è così che l’Arena di Verona è divenuta uno scrigno di anime: le anime di chi si trovava all’interno dell’anfiteatro (sia come spettatore, sia come artista), di chi era presente solo con il pensiero e di chi, usando il gergo alpino, è “andato avanti”. Tutte indissolubilmente unite “sull’ali rosee” della musica, «l’arte gentile, la primigenia figlia del cuore umano, nata col primo amore, col primo dolore» (Ambrogio Bazzero).

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MOZART Requiem - 31 luglio 2020
«Vorrei seguire il vostro consiglio, ma come riuscirvi? Ho il capo frastornato, conto a forza, e non posso levarmi dagli occhi l’immagine di questo incognito. Lo vedo di continuo esso mi prega, mi sollecita, ed impaziente mi chiede il lavoro. Continuo, perché il comporre mi stanca meno del riposo.

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Altronde non ho più da tremare. Lo sento a quel che provo, che l’ora suona; sono in procinto di spirare; ho finito prima di aver goduto del mio talento. La vita era pur si bella, la carriera s’apriva sotto auspici tanto fortunati, ma non si può cangiar il proprio destino. Nessuno misura i propri giorni, bisogna rassegnarsi, sarà quel che piacerà alla provvidenza, termino, ecco il mio canto funebre, non devo lasciarlo imperfetto.»
Così, nel settembre 1791, Mozart avrebbe scritto (il condizionale è d’obbligo visto che l’autenticità di tale lettera è tuttora fonte di dibattito, al pari dell’identità del misterioso committente) all’amico librettista Lorenzo Da Ponte a proposito del Requiem, forse intuendo già che la sua morte, avvenuta il 5 dicembre dello stesso anno, avrebbe condannato il componimento all’eterna incompiutezza. Eppure, per quanto sia stata successivamente terminata da Franz Xaver Süssmayr, è proprio il sentimento di sospensione che pervade la Messa di requiem in Re minore K 626 la chiave per spalancare quell’indefinibile orizzonte che, citando Grażyna Miller, si staglia fra la vita e la morte.
Chiamato a portare per la prima volta in Arena l’ultimo capolavoro di Mozart, il M° Armiliato conferisce alla concertazione una sensibilità spirituale che riesce a coniugare la grandiosità della composizione all’intimo raccoglimento che si addice a una serata concepita per ricordare le vittime del Covid-19. L’orchestra areniana risulta sempre nitida e partecipe, così come (grazie al Tuba mirum e al Recordare) emerge con elegante precisione il quartetto di solisti, composto dal soprano Vittoria Yeo, dal mezzosoprano Sonia Ganassi, dal tenore Saimir Pirgu e dal basso Alex Esposito.
Ma, l’anello portante dell’esecuzione (in senso letterale e figurato, vista la distribuzione dei sui componenti) è il Coro areniano, preparato come sempre dal M° Vito Lombardi, che affronta e vince la sfida con una professionalità e una dedizione invidiabili, dato che la posizione circolare (l’unica che permette di rispettare il distanziamento sanitario) è una soluzione visivamente suggestiva, ma tutt’altro che facile dal punto di vista canoro.
Fra le pietre secolari dell’Arena, si snodano così l’adagio Requiem aeternam (l’unica parte interamente firmata da Mozart) e l’allegro Kyrie (coro), la Sequentia (all’interno della quale si stagliano il maestoso Dies irae, il grave Rex tremendae, l’andante Confutatis e il celeberrimo larghetto Lacrimosa), l’Offertorium, il Sanctus, il Benedictus, l’Agnus Dei e la Communio (Lux aeterna). Difficile trattenere la commozione da parte di un pubblico tanto caloroso quanto numeroso (senza contare le varie autorità cittadine, dal sindaco al vescovo, e provinciali), premiato alla fine con un fuori programma mozartiano (l’Ave Verum Corpus K 618) e due bis, ossia il Dies Irae e il Lacrimosa (divenuto il simbolo popolare dell’intero Requiem, nonostante Mozart ne abbia scritto solo le prime otto battute).

200803_Vr_03_MozartRequiemLeStelleDellOpera_AnnaNetrebko_EnneviFotoLe Stelle dell’Opera - 1° agosto 2020
Si scrive Le Stelle dell’Opera, si legge Anna Netrebko & Friends. Difatti la superstar russa è il fulcro attorno a cui si articola l’intero gala, da un direttore che sa valorizzare al massimo la diva (Marco Armiliato) a un cast composto da artisti che si sono già brillantemente esibiti in numerose occasioni insieme al soprano originario di Krasnodar.
Con il Prologo di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo (“Si può? Si può?”), apre le danze il baritono Ambrogio Maestri, beniamino dell’Arena che conferma le proprie capacità mimiche, vocali e comunicative, mentre il mezzosoprano Ekaterina Gubanova inaugura l’ampio segmento dedicato a Giuseppe Verdi eseguendo con trasporto la canzone di Azucena “Stride la vampa” (da Il Trovatore). È quindi il turno del tenore Yusif Eyvazov, che affronta la scena e la romanza di Riccardo di Un ballo in maschera (“Forse la soglia attinse…. Ma s’è m’è forza perderti”) con intima partecipazione e raccoglimento. Il timbro è sempre peculiare, ma la pronuncia linguistica ottima e la crescita artistica innegabile.
Giunge finalmente al centro dell’anfiteatro la tanto attesa Anna Netrebko, la quale si produce in un “Tu che le vanità” da autentica tigre del palcoscenico; il piglio risulta più vicino a Turandot che a Elisabetta di Valois, ma l’espressività è impetuosa e il pubblico va in visibilio.

200803_Vr_04_MozartRequiemLeStelleDellOpera_AmbrogioMaestriAnnaNetrebko_EnneviFoto200803_Vr_05_MozartRequiemLeStelleDellOpera_EkaterinaGubanova _EnneviFoto200803_Vr_06_MozartRequiemLeStelleDellOpera_AnnaNetrebkoYusifEyvazov_EnneviFoto

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Il tempo dell’emozionante Sinfonia de I vespri siciliani (opera per altro mai eseguita in Arena, dettaglio che ne rende l’ascolto assai prezioso, complici l’ispirata direzione di Armiliato e la splendida prova dell’Orchestra) e si torna a Don Carlo grazie all’aria della Principessa di Eboli “O don fatale, o don crudel”, che trova adeguata corrispondenza nel timbro grintoso della Gubanova. Eyvazov dimostra di non temere la cupa fama che circonda La forza del destino (titolo che in Arena è sinonimo di incidenti) e risolve con commovente adesione “La vita è inferno all’infelice…. O tu che in seno agli angeli”, prima di lasciare nuovamente i riflettori alla Netrebko, che si serve della sortita di Adriana Lecouvreur (“Io son l’umile ancella”) per ribadire tanto il proprio indiscutibile status di primadonna quanto la capacità di esibire raffinatezze canore da consumata stilista.
La briosa sinfonia donizettiana di Don Pasquale spiana la strada al primo duetto: “Quanto amore! Ed io spietata” (da L’elisir d’amore) che spalanca una porta nel passato, riportando la Netrebko ai tempi in cui era un’Adina di riferimento (pepata e leggiadra), amabilmente spalleggiata dall’irresistibile complice Dulcamara/Maestri.
La serata si conclude ufficialmente sulle note del capolavoro di Umberto Giordano, Andrea Chénier, al quale il tenore azero attinge per l’Improvviso (“Un dì all’azzurro spazio”), Ambrogio Maestri per il tormento introspettivo di “Nemico della patria” e la coppia Netrebko-Eyvazov per il travolgente duetto finale “Vicino a te s’acqueta”, che li vide trionfare insieme alla Scala nel 2017 e che sancisce la loro nuova vittoria in Arena.
Applausi scroscianti e apprezzato bis con il Quartetto "Bella figlia dell'amore" dal Rigoletto.

Crediti fotografici: Ennevi Foto per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: il maestro Marco Armiliato
Sotto: una stupenda panoramica di Ennevi Foto con il Coro in primo piano
Al centro: i saluti finali dopo l'esecuzione del Requiem di Mozart. Da sinistra Vittoria Yeo, Sonia Ganassi, Marco Armiliato, Saimir Pirgu, Alex Esposito
Nella miniatura al centro: il soprano Anna Netrebko

Sotto in sequenza: la Netrebko con Ambrogio Maestri;
Ekaterina Gubanova; e ancora la Netrebko con Yusif Eyvazov
In fondo: i saluti finali delle "Stelle dell'Opera"





Pubblicato il 26 Luglio 2020
Successo per il concerto inaugurale del Festival d'estate 2020 a Verona
La poesia dell'Arena servizio di Athos Tromboni

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra, il Coro e i tecnici dell’Arena sono tornati nell’anfiteatro veronese assieme a un cast davvero irripetibile che ha schierato 20 voci liriche di successo dirette da 4 prestigiosi direttori, tutti italiani, o comunque di "scuola italiana".
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I maestri Andrea Battistoni, Francesco Ivan Ciampa, Marco Armiliato e Riccardo Frizza si sono alternati nella conduzione di un concerto che ha visto esibirsi, in ordine di uscita,  Roberto Frontali, Fabio Armiliato, Sonia Ganassi, Michele Pertusi, Alessandro Corbelli e il Coro in Gli arredi festivi dal Nabucco di Giuseppe Verdi (conductor Battistoni). Poi il giovane violinista Giovanni Andrea Zanon (Capriccio n.24 in La minore per violino e orchestra di Niccolò Paganini), Annalisa Stroppa, Simone Piazzola, ancora il Coro (Va' pensiero sempre dal Nabucco), Maria José Siri, Barbara Frittoli e Fabio Sartori (conductor Ciampa). Poi ancora il Coro (Patria oppressa dal Macbeth di Verdi), Riccardo Zanellato, Saimir Pirgu, Eleonora Buratto e Francesco Meli (conductor Armiliato). Poi, infine, Donata D'Annunzio Lombardi, Carlo Lepore, Annamaria Chiuri, Alex Esposito, Daniela Barcellona e il sempreverde Leo Nucci (conductor Frizza).
La disposizione scenografica era assai suggestiva:  un grande palco centrale appositamente creato per il Festival d’estate 2020 era (è, anche per i prossimi spettacoli) il palcoscenico per l'orchestra e i cantanti, mentre tutto attorno si sviluppava un'ogiva completa (idea del compianto maestro Ezio Bosso, ultimo suggerimento intelligente prima della sua prematura dipartita) fatta di scranni e leggii, dove si disponeva il Coro.
La madrina della serata era Katia Ricciarelli che si è assunta il compito dei ringraziamenti alle autorità presenti (fra cui la presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati) dopo l'Inno degli Italiani (cioè Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta) eseguito dall'orchestra e dal Coro sotto la bacchetta del bambino presentato dalla Ricciarelli come "il piccolo Lucas".

Cosa c'è da argomentare, esaurita la cronaca, intorno a un concerto "all stars" che è risultato graditissimo al pubblico? Non certo una valutazione critica sulle prestazioni dei singoli (a parte un plauso per la cavata, i colpi d'arco e i picchettati veramente coinvolgenti del giovane violinista Zanon, ottimamente seguito e stimolato dalla bacchetta di Francesco Ivan Ciampa); e nemmeno un agiografico peana al canto italiano cantato da artisti italiani.
Della bravura dell'Orchestra areniana si sa, della bravura del Coro (diretto da Vito Lombardi) altrettanto si sa. E non resta al critico, a questo punto, che mettere in evidenza il miracolo delle luci inventate da Paolo Mazzon. L'Arena, sui gradoni dietro al palcoscenico centralizzato, diventava il fondale basso, dove s'accendevano colori ora monocromatici (per esempio, il rosso per Va' pensiero) ora fantasmagorici, quasi arlecchineschi (per esempio durante l'esecuzione dell'aria buffa Udite udite o rustici da L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti), e così via...
Ma quello che suscitava le emozioni più profonde era il fondale alto: cioè il cielo. Là, nel cielo buio ma stellato della notte serena, si incrociavano ora a raggiera, ora a reticolo, ora a cuspide, i fasci di luce bianca di potenti riflettori, che a volte atterravano anche, per proiettarsi sul fondale basso, cioè i gradoni dietro il palcoscenico centralizzato.

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Guardando in su - mentre la musica e il canto si spandevano dentro l'anfiteatro - si vedevano le stelle incastonate nelle griglie della luce sparata dai riflettori, ma anche il pulsare degli aerei che andavano e venivano da Villafranca, oppure la luce rossa fissa e quella bianca intermittente del drone che probabilmente riprendeva il concerto dall'alto. L'occhio là, in cielo, che tentava di raggiungere l'infinito; e l'orecchio qua, perché non si poteva, non si doveva, perdere nessuna battuta di Ella giammai m'amò o di E lucevan le stelle o di Vissi d'arte, o di Voi lo sapete o mamma, o di tutte le altre arie e cori che si susseguivano senza intervallo alcuno. Poesia? Sì, poesia. Il cielo, la luce, la notte, la musica, l'Arena. Poesia. Punto.

Crediti fotografici: Foto Ennevi per la fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: il piccolo Lucas che ha diretto l' Inno degli Italiani
Sotto: la madrina della serata Katia Ricciarelli con il piccolo Lucas
Al centro: foto ricordo dei quattro direttori con il sempreverde Leo Nucci (da sinistra: Riccardo Frizza,  Marco Armiliato, Andrea Battistoni, Nucci, Francesco Ivan Ciampa)
Sotto: il giovane violinista Giovanni Andrea Zanon
In fondo: il miracolo della luci di scena inventate da Paolo Mazzon





Pubblicato il 02 Luglio 2020
L'oratorio di Händel fa ripartire la musica a Ferrara sulle tavole del Teatro Comunale Abbado
La Resurrezione come spettacolo e simbolo servizio di Athos Tromboni

200702_Fe_00_LaResurrezione_AlessandroQuarta_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Dopo Leonardo da Vinci, ecco Händel. Ci riferiamo al Teatro Comunale "Claudio Abbado" che aveva inaugurato la fase post-confinamento con una serata dedicata al genio toscano, il 15 giugno scorso, animata da Vittorio Sgarbi, con musiche dal vivo di e con Valentino Corvino. E poi il 1° luglio sulle tavole del massimo teatro cittadino è arrivato l'oratorio di Georg Friedrich Händel, La Resurrezione¸che verrà replicato oggi e domani, sempre alle ore 21.
"Sulle tavole" è proprio il caso di dirlo, fuor di metafora, perché la scena è diventata l'intera platea, tolte le poltrone e sistemata lì l'orchestra, mentre gli spettatori assistevano dai palchi, opportunamente distanziati (due per ogni palco) come stabilito dalle disposizioni di sicurezza anticontagio.
Lo spettacolo, della durata di 100 minuti senza intervallo, è stato molto ben organizzato dalla regista e light-designer Chiara Tarabotti che ha immaginato che l'azione si svolgesse in parte su una distesa di sabbia (a simboleggiare la Palestina, dove la risurrezione di Cristo ebbe luogo) attraversata a piedi scalzi da alcuni cantanti, ma anche manipolata con le mani essendo (dice la regista nella presentazione sul libretto di sala) un deserto «... che viene di volta in volta graffiato e modificato, a rivelare lampi di luce e di salvezza.»
Sul palcoscenico è montata invece la predella per il coro e un grande fondale che accoglie le proiezioni video della stessa regista, realizzate in team con Giovanni Sparano; queste proiezioni sono ovviamente immaginifiche, accostate al significato delle parole cantate dai solisti, e si evidenziano come fondali fissi colorati (il rosso e il nero per il canto di Lucifero, l'azzurro per il canto dell'Angelo), oppure movimentate da sagome che si agitano evocando il teatro d'ombre, oppure - ancora - con animazioni optical o schizzi di nuvole e palazzi, quando non didascalie che non sono i testi cantati ma le circostanze della creazione e presentazione di questo oratorio ai tempi di Händel. In definitiva, lo spettacolo visto non è un concerto, ma un allestimento semi-staged, come si usa dire; quindi molto molto suggestivo, anche per il sapiente uso delle luci di scena.
I solisti, specialisti del canto barocco, hanno offerto tutti un'ottima prestazione: dalle belle agilità di Sonia Tedla (l' Angelo), al coinvolgente lirismo in canto staccato e legato di Carlotta Colombo (Maddalena), al gradito colore bruno e morbido del timbro di Chiara Brunello (Cleofe), al bel colore chiaro e ottimamente contraltino del tenore Luca Cervoni (San Giovanni), fino al canto imperioso del basso Mauro Borgioni (Lucifero). Entrando in scena e recandosi al leggio, ogni cantante recitava, con la mimica facciale e i gesti della braccia, i contenuti della parte che interpretava, preludio al significato del canto successivo.

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Anche il Coro dell'Accademia di Santo Spirito entra in scena (8 coristi e 8 coriste) mimando una recita, prima di cantare. La prova del coro, limitata a due interventi alla fine della prima parte e alla fine dell'oratorio, è stata magnifica: per l'esperienza che da tanti anni ci accompagna nel seguire e riferire le cronache musicali di Ferrara, possiamo dire che questo coro, organizzato, guidato e istruito da Francesco Pinamonti, esprime una qualità mai incontrata prima in altre esperienze corali, pur pregevoli, della città estense.
Il cuore pulsante di tutta la rappresentazione è stata comunque l'Orchestra Accademia dello Spirito Santo... e il cervello dell'esecuzione ha un nome: Alessandro Quarta: questo direttore ha respirato con l'orchestra e i cantanti, ha amalgamato il suono delle sezioni alternandolo e incastrandolo efficacemente (come da partitura) con l'accompagnamento del recitativo affidato a tiorba, violoncello, clavicembalo e organo portativo. Ha fatto gioire e stupire per la congruità delle dinamiche, la perfezione degli attacchi e la bella fusione canto/musica. Una pregevole lettura di questa Resurrezione, con strumenti d'epoca barocca e - di conseguenza - secondo la prassi d'epoca.
Il pubblico ha applaudito solo quando doveva applaudire, cioè alla fine della prima parte e al termine dello spettacolo, uscendo soddisfatto dal teatro grazie a questa bella produzione voluta dal Comunale Abbado.
Una nota di colore per chiudere, che il dovere del cronista impone:  il libretto di sala ha la copertina sbagliata, che non c'entra nulla con il resto del contenuto (e non c'entra nulla neanche con la storia della musica) perché annuncia: "Georges Bizet - Resurrezione - opéra comique in tre atti... ecc.). Ma non era la Carmen.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per il Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara
Nella miniatura in alto: il maestro Alessandro Quarta
Sotto: il teatro "preparato" per accogliere la recita dal vivo di La Resurrezione






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Parliamone
Lirica: Parliamone davvero...
intervento a pių voci curato da Simone Tomei FREE

200728_00_Parliamone_CulDeSacLUCCA - Il 2020 sarà ricordato dai più (se non da tutti) come “annus horribilis”. Nessuno, alla mezzanotte del 31 dicembre scorso, mentre brindava e provava a imbastire i buoni propositi per il futuro, avrebbe mai pensato di trovarsi a vivere in una situazione così difficile e caotica. Tanti settori dell’economia sono stati travolti dalla pandemia Covid-19 e, fra innumerevoli notizie e molteplici previsioni (spesso l’una contundente con l’altra) le prospettive non sembrano molto rosee. Dove starà la verità? Al momento, penso che non sia dato a nessuno saperlo, mentre sentimenti di sfiducia e di negatività pervadono quasi tutti gli animi.
In questo contesto, mi occupo di lirica e di tutto quello che ruota intorno al mondo del Teatro d’opera e, più in generale, della cultura. Ho avuto modo di confrontarmi con molti Artisti e in questo periodo le acque non sembrano né chiare, né calme. I motivi sono tanti: l’incertezza del futuro, una serie di fatti
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Diario
Un giorno senza sera
Athos Tromboni FREE

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_CastelloEstenseNella mia Ferrara, qualche volta, accadono della cose belle. Il giornalista che scrive sulle pagine della cultura e della musica vive di cose belle. Ne fa incetta. Racconta, spiega, interpreta, giudica. Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali in mezzo alle cose belle che accadono, se non se ne fa una ragione e la comunica?
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly contigua e non inane
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_TorreDelLago_00_MadamaButterfly_EnricoCalessoTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Benvenuta Manu Lalli. Che poi una recensione non si inizia mai così. Eppure stavolta bisogna ammettere l'eccezione alla regola... sì, perché la regia di Lalli, per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Gran Teatro all'Aperto di  Torre del Lago, ha restituito all'Opera (non a quest'opera, ma all'Opera) quel
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Echi dal Territorio
Le belle consonanze della Kreion
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_ForteDeiMarmi_00_ConsonanzeArtistiche_SimoneTomei_phMattiaBertozziFORTE DEI MARMI (LU) - Sono le "consonanze artistiche" quelle che consentono ad uno spettacolo (a qualsiasi spettacolo, indipendentemente dal genere) di affermarsi come evento notevole e richiamare tante persone che poi possono dire orgogliosamente ai figli e nipoti quel famoso «io c'ero». Tanto più se si tratta di musica lirica, dove le "consonanze"
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Opera dal Centro-Nord
La Tosca dei tre cerchi
servizio di Athos Tromboni FREE

200807_TorreDelLago_00_Tosca_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Voglia di ritornare all'Opera. Non solo per il pubblico ma anche per gli artisti, che in questo periodo stanno subendo una "cura dimagrante" di scritturazioni senza precedenti, viste le cancellazioni e i rinvii (alla meno peggio, il ridimensionamento) dei cartelloni lirici di tutto il mondo. E in tale contesto la voglia
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Pagina Aperta
Polemiche e accuse Ariacs non ci sta
FREE

200801_Vr_00_ARIACS_FarinelliRiceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato stampa della Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli in merito alle vicende di cronaca che stanno coinvolgendo artisti, fondazioni liriche, teatri e festival d'opera

Comunicazione di ARIACS,
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Vocale
Mozart Requiem - Le Stelle dell'Opera
servizio di Angela Bosetto FREE

200803_Vr_00_MozartRequiemLeStelleDellOpera_MarcoArmiliato_EnneviFotoVERONA - Commemorare la morte per tornare insieme “a riveder le stelle” e  riuscire così a celebrare nuovamente la vita. Questo il filo conduttore dei due appuntamenti areniani che, dopo il gala inaugurale (leggi qui la recensione), hanno sancito il passaggio dal mese di luglio a quello di agosto. Un dittico all’apparenza anomalo (la simbolica Messa
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Pagina Aperta
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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La poesia dell'Arena
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Jazz Pop Rock Etno
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200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Conversando con Gianluca Moro
intervista di Ramón Jacques FREE

200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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Tutto esaurito con Matteo Cardelli
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200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
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Opera dal Centro-Nord
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200717_Fi_00_UnBalloInMaschera_CarloRizziFIRENZE - È scherzo od è follia? No, è una splendida realtà. Ricominciare a frequentare il Teatro è sicuramente segnale importante ed un ristoro per l’anima; per la prima volta - dopo il periodo pandemico, ancorché non del tutto terminato - ho sentito di nuovo il meraviglioso suono dell’accordatura dell’orchestra godendo l’emozione dell’attesa che
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servizio di Attilia Tartagni FREE

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927,
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Soci Uncalm
Trapani/Cellini intesa "a memoria"
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200713_Fe_00_MusicaMarfisa_LauraTrapaniFERRARA - Un programma interamente beethoveniano, nell'anno 250° della nascita del compositore di Bonn, ha caratterizzato il concerto di Laura Trapani (flauto) e Rina Cellini (pianoforte), in una piacevole serata di musica con temperatura mite, domenica 12 luglio 2020. La location (come si dice oggi) era quella della rinascimentale Palazzina di Marfisa
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Jazz Pop Rock Etno
Jekill & Hyde miti contemporanei
servizio di Athos Tromboni FREE

200711_Fe_00_Jekill&Hyde_AndreaMeli_phGiuliaMarangoniFERRARA – Quando Robert Luis Stevenson pubblicava, nel 1886, il suo romanzo Lo strano caso del dottor Jekill e Mr. Hyde non poteva certo immaginare che la trama e soprattutto la “morale” del suo racconto potesse annunciare e precorrere quelle cosiddette questioni etiche che sono più che mai attuali nel terzo millennio, con la permanente dicotomia fra
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Eventi
Livorno lancia il Festival Mascagni
redatto da Athos Tromboni FREE

200710_Li_00_FestivalMascagni_LucaSalvettiLIVORNO - È stato presentato giovedì 9 luglio 2020, in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno, il Festival Internazionale Pietro Mascagni che si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo suggestivo dedicato proprio al compositore labronico. Ma l'anteprima è prevista per domenica 2 agosto 2020,
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Soci Uncalm
Mirael fa Sentire l'Amore
FREE

200709_Fe_00_SentireLAmore_Mirael(MariaPiaPisciotta)FERRARA - Pieno il successo di pubblico per il concerto della cantautrice Mirael, mercoledì 8 luglio 2020, alla Palazzina di Marfisa d'Este, nell'ambito della rassegna "Tempo d'Estate" promossa e patrocinata dal Teatro Comunale "Claudio Abbado" e dall'Amministrazione comunale di Ferrara (Assessorato alla cultura).
I posti a
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Jazz Pop Rock Etno
Si va in Tutte le direzioni d'estate
redatto da Athos Tromboni FREE

200707_Fe_00_TutteLeDirezioniInSummertime2020_ToninoGuerraVIGARANO MAINARDA (FE) - Tutte le direzioni in Summertime 2020, la rassegna jazz e non solo organizzata dal Gruppo dei 10 di Ferrara, prenderà il via venerdì 10 luglio, proseguendo per tutta l’estate fino all’11 settembre. Apertura ore 20 con aperitivo e a seguire cena (massimo 70 posti, prenotazione consigliata). La location scelta è ancora una
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Classica
Muti e le Dogan che messaggio!
servizio di Attilia Tartagni FREE

200705_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Minacciato da una pioggia leggera fattasi rapidamente più insistente, il 3 luglio 2020 si è consumato alla Rocca Brancaleone l’evento cardine del Ravenna Festival, dopo una sosta proclamata dal  M° Riccardo Muti. Il concerto  “sulle vie dell’Amicizia”, l’appuntamento più atteso,  è stato dedicato quest’anno alla Siria, paese in sofferenza
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Personaggi
La Ribezzi senza segreti
intervista a cura di Ramón Jacques / Jordi Pujal FREE

200704_Personaggi_00_IlariaRibezziBRINDISI - Con una carriera in pieno sviluppo il talentuoso mezzosoprano pugliese, nativa di Mesagne, Ilaria Ribezzi ci racconta i suoi inizi nel canto, i pilastri del suo repertorio, la sua personale passione che la lega alla musica e le prospettive future. In questo contesto abbiamo avuto il piacere di intervistarla.
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Classica
Fischer e la Prohaska che meraviglia
servizio di Attilia Tratagni FREE

200704_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra_IvanFischer_phMarcoBorggreveRAVENNA - Quanto è bello assistere di nuovo a un concerto live, con i musicisti della Budapest Festival Orchestra schierati sul palco e il loro direttore d’orchestra Ivàn Fischer di cui si può seguire ogni gesto, e ciò anche se la Rocca Brancaleone è un’arena limitata rimpicciolita ulteriormente dai distanziamenti previsti dalle norme anticovid!
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Vocale
La Resurrezione come spettacolo e simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

200702_Fe_00_LaResurrezione_AlessandroQuarta_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Dopo Leonardo da Vinci, ecco Händel. Ci riferiamo al Teatro Comunale "Claudio Abbado" che aveva inaugurato la fase post-confinamento con una serata dedicata al genio toscano, il 15 giugno scorso, animata da Vittorio Sgarbi, con musiche dal vivo di e con Valentino Corvino. E poi il 1° luglio sulle tavole del massimo teatro
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Opera dal Centro-Nord
Schicchi č morto di Covid-19
servizio di Nicola Barsanti FREE

200701_TorreDelLago_00_GianniSchicchi_JhonAxelrod _phLorenzoMontanelliVIAREGGIO – Nella cornice della Cittadella del carnevale di Viareggio, il 66° Festival Puccini di Torre Del Lago è iniziato ufficialmente con Gianni Schicchi, l’ultima parte del Trittico pucciniano.  Significativo il fatto che l’opera in questione sia stata composta durante la terribile influenza spagnola che fece milioni di vittime (fra cui la sorella del
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Classica
Musica antica con Dantone e Rossi Lürig
servizio di Attilia Tartagni FREE

200701_Ra_00_MusicaAntica_OttavioDantone_phGiuliaPapettiRAVENNA - Difficile ipotizzare un’interpretazione migliore di quella dell’Accademia Bizantina il 24 giugno 2020 alla Rocca Brancaleone dI Il trionfo del tempo e del disinganno, l’oratorio che Georg Friedrich Händel  compose nel 1707 a ventidue anni e sul quale lavorò mezzo secolo approntandone diverse versioni tra il 1737 e il 1757; nel
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Eventi
Tempo d'Estate a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200629_Fe_00_TempoDEstate2020_MarcoGulinelliFERRARA - È stato presentata oggi alla stampa la rassega «Tempo d'estate a Ferrara», ricchissimo cartellone di iniziative predisposto tra giugno e settembre dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, una manifestazione polivalente (nel senso che propone tutti i generi di spettacoli musicali,
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Concorsi e Premi
Premio Storchio a Angelo Manzotti
FREE

200624_Mn_00_PremioStorchioAManzottiMANTOVA - Vivissimo successo domenica 21 giugno 2020 alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti del concerto "Omaggio alla carriera del sopranista Angelo Manzotti", nel quadro delle attività culturali della Associazione Postumia. Elegantemente accompagnato al pianoforte da Laura Gatti, il cantante mantovano ha interpretato magistralmente
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Libri in Redazione
Giulio Neri il dimenticato indimenticabile
recensione di Paolo Padoan FREE

200618_Libri_00_GiulioNeriIlBassoDellOperaGiovanni Marchisio
GIULIO NERI il Basso dell'Opera
Editrice Rugginenti Milano 2020, pp. 300 Euro 21,90
Gli amanti del melodramma, ma ancor più i critici, gli storici, i cultori dovrebbero sentire il dovere morale di ricordare coloro, fra cantanti o direttori d’orchestra,
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Eventi
Ravenna Festival alla Rocca Brancaleone
redatto da Attilia Tartagni FREE

200618_Ra_00_RavennaFestival_RiccardoMutiRAVENNA - Dopo lo stop impresso dal COVID-19 all’economia e alla vita sociale, spettacoli compresi, il Ravenna Festival è fra i primi a ripartire con un viaggio interdisciplinare di oltre 40 eventi dal 21 giugno al 30 luglio 2020. Certamente i protocolli di sicurezza hanno inciso sulla programmazione, riducendo il programma originale ma
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Eventi
Ferrara riparte dal Rinascimento
servizio di Athos Tromboni FREE

200615_Fe_00_TeatroComunaleFerrara_RescaMarioFERRARA - Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" è fra i primi (se non il primo in assoluto) a riaprire al pubblico con uno spettacolo dal vivo, proprio il primo giorno utile della fase 2 post-Coronavirus: il tardo pomeriggio di oggi 15 giugno 2020, infatti, vede alle ore 18 l'inaugurazione della mostra di locandine e manifesti storici «La pelle del teatro
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Dischi in Redazione
In chordis et plectro
recensione di Edoardo Farina FREE

200601_Dischi_00_GiulioTampalini_CopertinaCDL’ultimo lavoro discografico dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” di Ferrara, In chordis et plectro - Viaggio nella musica per chitarra e orchestra a plettro - distribuito dall’etichetta “Movimento Classical”, intende offrire un’esperienza di ascolto originale relativa a un ampio ventaglio di composizioni appartenenti a stili e periodi diversi, accomunati dal fatto di
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Dischi in Redazione
Il doublebass di Valentina
recensione di Simone Tomei FREE

200607_00_Dischi_ValentinaCiardelliCopertina1CD audio “Music from the Sphinx”
Valentina Ciardelli contrabbasso, Alessandro Viale pianoforte
musiche di Ciardelli, Granados, Puccini, Schubert, Serra, R.Strauss, Tabakov, Viale, Zappa
Da Vinci Classics

Concettualmente la Sfinge
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