Pubblicato il 30 Luglio 2020
Le serate con Giovanni Sollima e con Enrico Melozzi hanno fatto il sold-out al Ravenna Festival
Elogio del violoncello servizio di Attilia Tartagni

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno con lo strumento approcci diversi ma totalizzanti. Brunello sta dentro il suo strumento come se contenesse l’unico mondo alternativo possibile. Reijseger lo esplora, lo rivolta, lo manovra come una chitarra  traendo dalla sua grande cassa armonica imprevedibili effetti percussivi.
Ma è stata la serata di mercoledì 22 luglio 2020 a consacrare il violoncello fra gli strumenti principeschi di questo 31° Ravenna Festival, quando sul palco della Rocca Brancaleone, location arcaica dai colori mutanti che crea un magico legame fra artisti e pubblico, è salito Giovanni Sollima, l’istrione del violoncello, siciliano verace e interprete internazionale, compositore e musicista eclettico capace di spaziare dalla musica antica a quella popolare, dalla classica al rock, al di là di barriere e pregiudizi, cercando semplicemente il valore espressivo implicito in ogni brano. In fondo la classica era la musica contemporanea dei suoi tempi e soltanto la sua sopravvivenza nei secoli l’ha consacrata fino a farne “musica alta” in contrapposizione alla “musica bassa” di largo e vario consumo di oggi. Sollima condivide la propria singolare poetica con il sodale Enrico Melozzi e con un piccolo esercito di violoncellisti di cui si circonda, i Cello Ensemble.

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Quel palco interamente dedicato al violoncello ha richiamato alla memoria i 100Cellos di quattro anni fa, quando le strade e le piazze di Ravenna si riempirono di violoncellisti di ogni età, calibro e fama che come appassionate bande popolari diffondevano il virus della musica direttamente fra la gente, coinvolgendo appassionati, curiosi e passanti.
Ma la serata è stata importante anche perché vi è avvenuta la consegna da parte del maestro Riccardo Muti a Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum, che ha ospitato la replica dopo Ravenna del concerto sulle Vie dell’Amicizia dedicato alla vittima dell’Isis Khaled al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira che con Paestum  è gemellata. Il Premio consiste nella riproduzione di Ardea Purpurea, opera del mosaicista ravennate Marco Bravura. Si è trattato di una parentesi in una serata di grande musica cavalcata dalla versatilità di Sollima che accarezza in un unico sguardo l’intera storia della musica, capace di variare un brano classico o moderno per una minima sollecitazione esterna come il sibilo di un treno in lontananza o di un aereo che taglia la notte, ragione per cui è celebre in tutto il mondo e sempre graditissimo ospite del Ravenna Festival. Ecco il programma della serata: dal  Pearl Geminiani, Allegro (arr. Giovanni Sollima di un brano tratto dalle Sei Sonate per violoncello di Francesco Geminiani, 1687-1762) a Johann Sebastian Bach, padre di tutta la musica (1685-1750) Preludio dalla Suite n. 1 per violoncello BWV 1007; da Vincenzo Bellini (1801-1835) a Henry Purcell (1659-1695) e, quanto al rock contemporaneo, Bohemian Rapsodhy dei Queen (arr. Giovanni Sollima), Roger Waters (1943) Another brick in the wall (arr. Enrico Melozzi) e Nirvana Smells Like Teen Spirits (arr. Giovanni Sollima) e non è certo l’intero programma.

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200730_Ra_03_ElogioDelVioloncello_EnricoMelozziNella successiva serata di giovedì 23 luglio 2020, diretta dall’estroso Enrico Melozzi, l’Orchestra Notturna Clandestina, compagine reduce dall’occupazione del Teatro Valle di Roma, ha fatto una straordinaria incursione al ritmo incalzante di un rave party nella sinfonia dell' Idomeneo di Mozart e nella  Danza del fuoco di De Falla, proponendo poi il Raffinato assolo della violoncellista Leila Shirvani su un’antica melodia persiana e brani di Puccini e Rossini.
Giovanni Sollima con Igiul tratto da L.B.Files dedicato a Luigi (scritto all’incontrario) Boccherini, altra pietra miliare della musica alta e infine, dopo varie incursioni nel contemporaneo, un brano misteriosamente ricomparso a Seattle che altro non è se non una creazione dei Nirvana riletto dall’instancabile indagatore musicale Sollima.

Enrico Melozzi è stato un estroso e divertente intrattenitore, un divulgatore della sua idea pienamente condivisa con Giovanni Sollima di musica come universo privo di barriere tra l’alto e il basso, togliendo alla musica classica quell’aurea  che intimorisce e rende difficile l’approccio senza intaccarne la bellezza. Ancora una volta è il programma a dimostrare come la musica classica sia «la cosa più folle, più spudorata, più proibita», per usare le parole dello stesso Melozzi che ha reclutato i suoi appassionati musicisti dando loro un nome che è un omaggio al Teatro Clandestino di Tadeus Kantor fondato come gesto sovversivo e rivoluzionario durante il periodo nazista. Melozzi ha rivolto un pensiero al M° Ezio Bosso, che ci ha lasciati  di recente, per indicare qualcuno che sapeva trasmettere la passione per la musica.
Difficile uscire da concerti come questi senza esserne contaminati: la musica è un’energia che fruita insieme amplia la sua potenza, vero antidoto all’isolamento imposto dal Covid-19 che ha fermato tanta parte del mondo musicale, ma non il Ravenna Festival, fra i primi se non il primo in assoluto a trovare formule idonee, conformi ai protocolli sanitari, per rimettere in moto lo spettacolo dal vivo.

Crediti fotografici: Foto Zani-Casadio e Jenny Carboni per il Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il violoncellista e compositore Ernst Reijseger
Sotto, in sequenza: Giovanni Sollima; Leila Shirvani; e ancora Sollima con il suo gruppo di cellisti
Al centro: l’Orchestra Notturna Clandestina diretta da Melozzi
In fondo: Enrico Melozzi al violoncello





Pubblicato il 17 Luglio 2020
Proiezione del film muto di Charlie Chaplin e Orchestra Corelli binomio alla Rocca Brancaleone
Le 'Luci della cittā' commuovono ancora servizio di Attilia Tartagni

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927, eppure il suo autore lo volle così, con l’espressività esasperata del muto, accompagnato da didascalie e dalla musica, capace di fare luccicare gli occhi di commozione, fra gli altri, allo scienziato Albert Einstein, scopritore della teoria della relatività.
Impiegò tre anni, Charlie Chaplin, a preparare questo film in cui credeva molto e lo volle muto nonostante il fascino crescente del cinema sonoro.
Anche a Ravenna, nella Rocca Brancaleone, la voce del film è la musica che l’Orchestra Corelli, fondata da Jacopo Rivani, ha eseguito con grande espressività e ritmo incalzante, sotto la bacchetta di Timothy Brock, studioso delle partiture originali create da Chaplin; questa esecuzione dal vivo, col film proiettato sul grande schermo, ha donato più spessore alle immagini e più dinamica alle azioni, esattamente come avveniva nel cinema dei primi anni, accompagnato anche da un solo strumento. La partitura originale scandisce mirabilmente ogni risvolto della vicenda del buffo, generoso e paradossale “The tramp”,  vagabondo deriso dai ragazzini di quartiere che sa inventarsi la vita giorno per giorno fino a trovare il denaro per restituire la vista alla bella venditrice di fiori cieca di cui si è invaghitoAutore di questa straordinaria colonna sonora è il poliedrico  genio di Charlie Chaplin. In un’epoca già dominata dai talkies, film dotati del parlato, Charlot scelse il linguaggio muto perché «Se il film non piace, il pubblico dovrebbe per lo meno poter chiudere gli occhi e godersi la musica.» Secondo Timothy Brock, direttore d’orchestra illuminato: «La musica doveva superare ogni aspettativa» e inoltre «Da nessun punto di vista la colonna sonora di Luci della città è tipica del periodo: non rimpiazza il parlato ma al tempo stesso lo rende non necessario.»... Se fino a quel momento, infatti, Chaplin si era limitato a lavorare a singole canzoni e a numeri di danza, per questo film studiò con l’arrangiatore Arthur Johnston non solo la composizione ma l’orchestrazione, attento dunque all’aspetto musicale non meno che alla regia, così da originare due capolavori: il film e la sua partitura.

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200717_Ra_03_LeLuciDellaCitta_TimothyBrock_facebook_phPaoloDalprato

Luci della città fu un grande successo e si stampò indelebilmente nell’immaginario degli spettatori di ogni parte del mondo. Vedendolo per la prima volta al Ravenna Festival, ho ritrovato i racconti di mio padre, appassionato di ogni forma d’arte e di cinema in particolare, nell’impari combattimento di pugilato, nell’esilarante rapporto con il riccone avvinazzato e nei romantici incontri fra il vagabondo e la bella fioraia cieca.
Visione e ascolto sono stati dunque fenomeni separati, ma talmente fusi da sembrare un unicum. Non so se la dolcissima melodia d’amore che sottolinea gli incontri con la fioraia, poi diventata celeberrima come “La violetera”, è frutto del genio del cineasta o riprende un motivo popolare, certo è che su Internet abbondano le incisioni illustri come quella di Montserrat Caballé e Sara Montiel.  Ogni immagine, grazie alla musica eseguita con puntualità e trasporto dalla giovane Orchestra Corelli, diventava irresistibile e preludeva a un cinema più maturo in cui la musica, come Charlot aveva ben compreso, avrebbe continuato ad avere un ruolo fondamentale fino a diventare il vero sinfonismo del Novecento. 
Noi del pubblico, calati in un altro secolo e a quasi novanta anni di distanza, ci siamo ritrovati a ridere a crepapelle e ad emozionarci come bambini fino all’ultimo fotogramma, quando, finiti gli applausi, lunghissimi e meritati, per orchestra e direttore,  sono rimasti  lo  schermo bianco e gli strumenti sul palco a ricordarci l’incanto vissuto grazie a un vecchio film muto e alla sua partitura intessuti di poesia e genialità.

Crediti fotografici: Paolo Dalprato e Ufficio stampa Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il direttore Timothy Brock
Al centro: due fotogrammi dal film Luci della città
Sotto: un bel primo piano del direttore Timothy Brock





Pubblicato il 04 Luglio 2019
Grande folla per l'eclettico musicista balcanico al concerto diretto da Jacopo Rivani
Goran Bregović 'From Sarajevo' servizio di Attilia Tartagni

190704_Ra_00_GoranBregovic_phZaniCasadioRAVENNA - Circa tremila persone al Pala De Andrè per “From Sarjevo”, l’atteso concerto in prima italiana del 2 luglio 2019 che ha visto a Ravenna, insieme con l’Orchestra Corelli  e il suo direttore Jacopo Rivani, Goran Bregović, il  musicista più eclettico dell’area balcanica, cantautore e chitarrista rock divenuto famoso negli anni Settanta del Novecento con la sua  band Bijelo Dugme, rinnovatosi attingendo all’inesauribile fonte del folklore territoriale, famoso anche per avere composto le colonne sonore di film di Emil Kustarika e di Radu Mihaelanu.
Fra i temi dominanti del Ravenna Festival  c’è l’intreccio di culture e di religioni diverse di cui Goran Bregović è uno degli ambasciatori più accreditati. Nato il 22.03.1950 a Sarajevo, una città che ha mutato pelle tante volte, prima romana, poi bizantina, per secoli ottomana, diventata austro-ungarica, jugoslava e infine bosniaca, abitata da ebrei, musulmani, cristiani ortodossi e cattolici, di fatto dunque un coacervo di culture, prima e dopo il conflitto degli anni novanta in Juguslavia, Bregović  ne ha tratto nutrimento per la sua visione artistico-musicale. Tornato al Pala de André dopo vent’anni, di nuovo con la sua strampalata Wedding and Funeral Orchestra  (ma stavolta in forma orchestrale con la giovane Orchestra Corelli di 64 elementi diretta da Jacopo Rivani), ha schierato una band gitana di fiati, un sestetto di voci maschili (4 tenori, un baritono un basso), due belle voci femminili bulgare in sfavillanti costumi popolari, e i tre violini solisti Mirjana Neskovic, Zeid Zouari e Gershon Leizerson. Sarajevo nel 1977 fu la prima martoriata tappa delle Vie dell’amicizia, un progetto fra i più distintivi, qualificanti e reiterati del Ravenna Festival (il 9 luglio prossimo il Festival approda ad Atene, con il M° Riccardo Muti sul podio).

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Dopo il “Prologo” e la “Guerra”, ai tre violinisti sono state affidate le tre “lettere” musicali: Mirjana Neskovic, cristiana, di origine serba e di formazione classico-accademica, più volte violino solista con la Filarmonica di Belgrado; Zeid Zouari, musulmano, nato a Tunisi, specialista di musica araba ma attento a  influenze jazz e rock  e  Gershon Leizerson, ebreo israeliano, interprete di spicco ma anche compositore del repertorio klezmer:  tre musicisti diversi per nascita, formazione e  cultura che sotto la comune bandiera della musica rispecchiano le differenze politiche e religiose che hanno originato From Sarajevo.
“Sarajevo non è più solo il nome di una città - sottolinea Bregović - ma è anche la metafora dei nostri tempi, un luogo dove un giorno si vive da buoni vicini e il giorno dopo ci si fa la guerra”. E aggiunge “Quando penso alla società, penso ad uno spartito, alle note, all’armonia che si crea tra loro ……” Ma l’armonia nel mondo è pura utopia e il ricorso alla guerra, ripudiato dalla canzone “Kalasnijkov”, è quanto mai diffuso. Certo Goran Bregović sa trasformare le peggiori nefandezze umane in una grande coinvolgente pagina musicale. Tanta bella musica è esplosa al Pala De André, improntata alla fantasia, ai cambi di ritmo, alle esplosioni di vitalità di un’inalienabile voglia di vivere, prodotta su una scena affollatissima di impeccabili orchestrali e variopinti musicisti multietnici, con i bagliori cromatici dei costumi bulgari e dell’oro degli strumenti a fiato, dominata dalla carismatica figura vestita di bianco di Bregović con inseparabile chitarra e microfono.

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Come un seducente istrione, il cantautore balcanico ha trascinato la massa a condividere il suo canto pacifista, di libertà e di fratellanza, valori condivisi e sentiti da tutti. Ed è sorprendente il respiro universale che egli ha conferito all’italiana “Bella Ciao” rinnovata nelle dinamiche ritmiche dalla sua interpretazione di ambasciatore della musica balcanica e cosmopolita. Credo che pochi al Pala de André siano rimasti indenni dal fascino di questa musica così connotata geograficamente, amplificata dalla buona esecuzione della giovane Orchestra Corelli e dal suo impeccabile quanto appassionato direttore, il trentenne Jacopo Rivani, che quest’anno ha ricevuto la prima consacrazione ufficiale fra le risorse musicali del Ravenna Festival.
Viene spontaneo dunque chiedergli come è riuscito a coordinare questa massa musicale eterogenea, spesso dominata dalla “rumorosità festosa” della musica popolare balcanica:  “Queste musiche sono tutt’altro che banali o facili e richiedono un virtuosismo che spesso le compagini classiche, quale è la “Arcangelo Corelli”, non hanno.  Fronteggiare questo crossover, questa musica trasversale e cosmopolita che accomuna culture e geografie diverse, è sembrata, a me e alla mia compagine, una sfida impegnativa ma anche prestigiosa”. Gli chiediamo anche come sia stato il rapporto con Bregović. “Assolutamente positivo. Fin dalle prove,  dove il cantautore balcanico ha evidenziato quanto sia estroverso e trascinante,  c’è stato un ottimo dialogo, condivisione e la certezza che sarebbe stato un successo”.  A ciò va aggiunto che la serata ha registrato un successo di pubblico come poche altre (il binomio Muti-Pollini, l’accoppiata van Hoecke-Pink Floyd Legend di “Shine”) e se poi, come in questo caso, fra gli artefici del successo ci sono giovani musicisti ravennati, non possiamo che compiacerci e guardare al futuro con maggiore ottimismo.

Crediti fotografici: Zani Casadio per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: Goran Bregović
Sotto in sequenza: primi piani e panoramica del concerto al Palazzo De André






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Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
Lirica: Parliamone davvero...
intervento a pių voci curato da Simone Tomei FREE

200728_00_Parliamone_CulDeSacLUCCA - Il 2020 sarà ricordato dai più (se non da tutti) come “annus horribilis”. Nessuno, alla mezzanotte del 31 dicembre scorso, mentre brindava e provava a imbastire i buoni propositi per il futuro, avrebbe mai pensato di trovarsi a vivere in una situazione così difficile e caotica. Tanti settori dell’economia sono stati travolti dalla pandemia Covid-19 e, fra innumerevoli notizie e molteplici previsioni (spesso l’una contundente con l’altra) le prospettive non sembrano molto rosee. Dove starà la verità? Al momento, penso che non sia dato a nessuno saperlo, mentre sentimenti di sfiducia e di negatività pervadono quasi tutti gli animi.
In questo contesto, mi occupo di lirica e di tutto quello che ruota intorno al mondo del Teatro d’opera e, più in generale, della cultura. Ho avuto modo di confrontarmi con molti Artisti e in questo periodo le acque non sembrano né chiare, né calme. I motivi sono tanti: l’incertezza del futuro, una serie di fatti
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Ballo and Bello
Tredici danze sul mutamento
FREE

200920_Fe_00_FestivalDanzaContemporanea2020_MarinoPedroniFERRARA - Mutevolmente in atto. Incertezze, perdita di punti di riferimento, nuovi modi di comunicare e di connettersi al mondo. Il 2020 è l’anno in cui tutto è cambiato. Come recepisce questo mutamento il mondo della danza contemporanea? La nuova Stagione di danza si apre, come di consueto, con il Festival di Danza Contemporanea, a cura
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Eventi
Muti unisce Ravenna Bologna e Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200915_Bo_00_ConcertoMutiOrchestraCherubini_TizianaFerrari.JPGBOLOGNA - La necessità di contrastare anche sul piano delle attività culturali (oltre che sanitario) la pandemia da Covid-19 è stata richiamata da tutti gli interventi dei relatori nella conferenza stampa svoltasi presso Confindustria Emilia, durante la quale è stato presentato il doppio appuntamento concertistico (Bologna PalaDozza e
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Opera dal Centro-Nord
Elisir di lunga vita di sė rara qualitā
servizio di Athos Tromboni FREE

200913_Fe_00_LElisirDAmore_DaveMonaco_phElisaCatozziFERRARA - Una bella edizione di L'elisir d'amore ha aperto ufficialmente la stagione lirica del Teatro Comunale 'Claudio Abbado'. Due date, 11 e 12 settembre 2020, hanno segnato una sostanziale anticipazione del cartellone prossimo venturo (di cui non si sanno ancora i titoli), cartellone che negli ultimi anni si apriva con una anteprima a dicembre
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Vocale
Plácido Domingo per l'Arena
servizio di Angela Bosetto FREE

200911_Vr_00_PlacidoDomingoPerLArena_EnneviFotoVERONA – Quello fra Plácido Domingo e l’Arena è un rapporto che dura da oltre mezzo secolo. Dal 1969 (anno in cui il tenore madrileno debuttò nell’anfiteatro veronese come Calaf e Don Carlo), Domingo in Arena ha interpretato Des Grieux, Cavaradossi, Radamès, Turiddu, Canio, Otello, Nabucco e Germont, ha diretto Aida e Carmen, è stato nominato
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Soci Uncalm
Un Settimino per inaugurare
FREE

200826_Sv_00_StagioneAssociazioneRossini_JanneSaksalaSAVONA - Dopo il lungo periodo di forzata inattività dovuta al Covid-19, l’Associazione Musicale Rossini riproporrà la sua tradizionale Stagione Cameristica con ben due inaugurazioni. La prima, venerdì 4 settembre 2020 (Chiostro del Seminario Vescovile di Savona – ore 18), con un concerto straordinario del Settimino dei Berliner
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Jazz Pop Rock Etno
Le contaminazioni di Formignani
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200826_Fe_00_TempoDEstateInCastello_CopertinaCdFERRARA - Conclusa con un altro "tutto esaurito" la rassegna Tempo d'estate in Castello grazie al concerto pop-rock (ma con numerose incursioni nel blues) di Roberto Formignani e la sua band. La serata ha consentito al chitarrista e cantautore ferrarese di presentare la sua ultima fatica discografica: un cd con dodici incisioni delle quali ben undici sono
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Pianoforte
Naturalezza di Rana e danza di Noseda
servizio di Athos Tromboni FREE

200822_Fe_00_BeatriceRana_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Sempre in primo piano le norme antiCovid-19 negli spettacoli al chiuso del Teatro Comunale "Claudio Abbado", con gli spettatori dislocati nei palchi (due per palco nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro) e spettacolo che va in scena in platea, dove sono state tolte le poltrone. Così è successo anche per l'anteprima della
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Diario
Il legno di Bregenz e la legna di Denore
Athos Tromboni FREE

200821_Diario_00_RigolettoABregenzLegnaADenore_PhilippStolzlDENORE (FE) - Ieri sera (sì, ieri sera, giovedì 20 agosto 2020) ero esausto. Avevo pubblicato di mattina prestissimo una recensione di un concerto pop seguito al Castello Estense di Ferrara; e subito dopo, senza neanche una pausa fra lavoro intellettuale e lavoro manuale, avevo tagliato e portato a casa, deponendoli nella mia legnaia, cinque
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Jazz Pop Rock Etno
Un mondo a pių voci
servizio di Athos Tromboni FREE

200820_Fe_00_UnMondoAPiuVoci_AlessandroAdamiFERRARA - Era un progetto che Ellade Bandini covava da tempo, e ne aveva parlato qualche volta con gli amici del Gruppo dei 10 di Ferrara, tanto che tale progetto non era più un segreto, anche se mai specificato nei dettagli. E mercoledì 19 agosto 2020 il progetto di Bandini (titolato Un mondo a più voci) è diventato esecutivo, persino nei dettagli: portare
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Opera dal Centro-Sud
Denuncia sociale e grande musica di Strauss
servizio di Valentina Anzani FREE

200820_MartinaFranca_00_IlBorgheseGentiluomo_MicheleSpottiMARTINA FRANCA (TA), 1 e 2 agosto 2020 - Revisionato a causa dell’attuale crisi sanitaria, accantonati (o, si spera, solo rimandati) gli spettacoli inizialmente previsti, il 46.mo Festival della Valle d’Itria (oltre a una lunga serie di concerti e di eventi collaterali) ha ripiegato su due titoli che videro la collaborazione di Richard Strauss con Hugo von
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Classica
Vivaldi e la musica veneta
servizio di Angela Bosetto FREE

200819_Vr_00_Vivaldi_AlviseCasellati_EnneviFotoVERONA - «Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a Venezia»; parola di Friedrich Nietzsche, rimarcata dall’erede Thomas Mann, il quale definiva la città lagunare «… bella lusinghiera e ambigua, metà fiaba e metà trappola», ma sempre capace di ispirare  «ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.»
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Diario
Un giorno senza sera
Athos Tromboni FREE

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_CastelloEstenseNella mia Ferrara, qualche volta, accadono della cose belle. Il giornalista che scrive sulle pagine della cultura e della musica vive di cose belle. Ne fa incetta. Racconta, spiega, interpreta, giudica. Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali in mezzo alle cose belle che accadono, se non se ne fa una ragione e la comunica?
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Vocale
Wagner in Arena - Verdi Gala
servizio di Angela Bosetto FREE

200813_Vr_00_WagnerInArena_GustavKuhn_EnneviFotoVERONA – «Verdi e Wagner! Due nomi, due civiltà, la latina e la germanica; due distinte concezioni delle finalità che il teatro può e deve raggiungere nella estrinsecazione di un ideale d’Arte: l’umanità nella realtà della vita vissuta, in uno; l’umanità attraverso il simbolo e la leggenda, nell’altro.» Con queste parole il musicista e musicologo
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Classica
Appuntamenti con grandi nomi a Martina Franca
servizio di Valentina Anzani FREE

200812_MartinaFranca_00_AntonioGreco_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 29/30/31 luglio 2020 - Se quest’anno il Festival della Valle d’Itria si è dovuto adattare alle difficoltà logistiche delle misure di distanziamento sociale imposte dalla crisi sanitaria e alle difficoltà economiche ad essa connesse, è riuscito comunque a garantire una proposta musicale di altissimo livello. Tra il ricco programma di
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Eventi
Trame... pianistiche quest'anno
servizio di Laura Gatti FREE

200810_Mn_00_SettembreMantova_AlfredBrendelMANTOVA - Rinviata a causa del Covid-19, si terrà dal 4 al 6 settembre 2020 a Mantova la diciottesima edizione di 'Trame Sonore', l’importante ed impegnativa manifestazione organizzata dall’Orchestra da Camera di Mantova già programmata per i primi giorni di giugno e ora spostata a settembre.
Sarà un’edizione dimezzata
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Personaggi
La Venditelli barocca, classica, belcantista
intervista a cura di Ramón Jacques FREE

200809_Personaggi_00_VenditelliAriannaROMA - Il soprano romano Arianna Venditelli è riuscita a fare una carriera eccezionale che l'ha portata a debuttare ruoli importanti nel repertorio operistico grazie al suo timbro particolare e alla sua ampia estensione vocale. La Venditelli, che si è esibita su importanti palcoscenici in Italia e in importanti festival in Europa, concentrandosi su Mozart, Handel
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly contigua e non inane
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_TorreDelLago_00_MadamaButterfly_EnricoCalessoTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Benvenuta Manu Lalli. Che poi una recensione non si inizia mai così. Eppure stavolta bisogna ammettere l'eccezione alla regola... sì, perché la regia di Lalli, per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Gran Teatro all'Aperto di  Torre del Lago, ha restituito all'Opera (non a quest'opera, ma all'Opera) quel
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Echi dal Territorio
Le belle consonanze della Kreion
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_ForteDeiMarmi_00_ConsonanzeArtistiche_SimoneTomei_phMattiaBertozziFORTE DEI MARMI (LU) - Sono le "consonanze artistiche" quelle che consentono ad uno spettacolo (a qualsiasi spettacolo, indipendentemente dal genere) di affermarsi come evento notevole e richiamare tante persone che poi possono dire orgogliosamente ai figli e nipoti quel famoso «io c'ero». Tanto più se si tratta di musica lirica, dove le "consonanze"
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Opera dal Centro-Nord
La Tosca dei tre cerchi
servizio di Athos Tromboni FREE

200807_TorreDelLago_00_Tosca_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Voglia di ritornare all'Opera. Non solo per il pubblico ma anche per gli artisti, che in questo periodo stanno subendo una "cura dimagrante" di scritturazioni senza precedenti, viste le cancellazioni e i rinvii (alla meno peggio, il ridimensionamento) dei cartelloni lirici di tutto il mondo. E in tale contesto la voglia
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Vocale
Lunga serata apre il Mascagni Festival
servizio di Simone Tomei FREE

200804_Li_00_MascangiFestival_PrimoConcerto_LauraPasqualettiLIVORNO - Il Mascagni Festival 2020 avrà il suo clou nel prossimo mese di settembre, ma già la sera del 2 agosto 2020 abbiamo avuto un primo assaggio proprio in occasione del 75° anniversario dalla morte del compositore livornese. Con gli occhi dove un’anima sognava è stato il titolo di questo primo concerto lirico che ha fatto da apripista alla
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Pagina Aperta
Polemiche e accuse Ariacs non ci sta
FREE

200801_Vr_00_ARIACS_FarinelliRiceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato stampa della Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli in merito alle vicende di cronaca che stanno coinvolgendo artisti, fondazioni liriche, teatri e festival d'opera

Comunicazione di ARIACS,
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Mozart Requiem - Le Stelle dell'Opera
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200803_Vr_00_MozartRequiemLeStelleDellOpera_MarcoArmiliato_EnneviFotoVERONA - Commemorare la morte per tornare insieme “a riveder le stelle” e  riuscire così a celebrare nuovamente la vita. Questo il filo conduttore dei due appuntamenti areniani che, dopo il gala inaugurale (leggi qui la recensione), hanno sancito il passaggio dal mese di luglio a quello di agosto. Un dittico all’apparenza anomalo (la simbolica Messa
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Pagina Aperta
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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Vocale
La poesia dell'Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra
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Opera dal Centro-Sud
Trovatore con alti e bassi
servizio di Simone Tomei FREE

200726_Mc_00_IlTrovatore_RobertaMantegna_phTabocchiniZanconiMACERATA - Il Trovatore di Giuseppe Verdi è un’opera  drammaturgicamente complessa e i cui intrecci possono essere spiegati e capiti soltanto con un’adeguata movimentazione scenica e con uno scambio di gesti, sguardi, attenzioni; è sostanzialmente un’opera calda e passionale, ma allo stesso tempo cupa e tenebrosa. Questo è uno dei limiti oggettivi
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Opera dal Centro-Sud
Ottimo Don Giovanni seppur minimal
servizio di Simone Tomei FREE

200725_Mc_00_DonGiovanni_FrancescoLanizillotta_phTabocchiniZanconiMACERATA - Biancocoraggio è il motivo dominante il Macerata Opera Festival 2020; detto titolo nasce un anno prima dello svolgimento della manifestazione, nel 2019, e sono convinto che nemmeno affidandoci alle strabilianti profezie della più esperta maga, avremmo potuto trovare una corrispondenza sì calzante per la stagione in corso. Un Festival
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Jazz Pop Rock Etno
Lo Spirito del Peccato Vinile
servizio di Athos Tromboni FREE

200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Personaggi
Conversando con Gianluca Moro
intervista di Ramón Jacques FREE

200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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Pianoforte
Tutto esaurito con Matteo Cardelli
FREE

200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
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Opera dal Centro-Nord
Bello il Ballo in forma di concerto
servizio di Simone Tomei FREE

200717_Fi_00_UnBalloInMaschera_CarloRizziFIRENZE - È scherzo od è follia? No, è una splendida realtà. Ricominciare a frequentare il Teatro è sicuramente segnale importante ed un ristoro per l’anima; per la prima volta - dopo il periodo pandemico, ancorché non del tutto terminato - ho sentito di nuovo il meraviglioso suono dell’accordatura dell’orchestra godendo l’emozione dell’attesa che
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Nuove Musiche
Le 'Luci della cittā' commuovono ancora
servizio di Attilia Tartagni FREE

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927,
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Soci Uncalm
Trapani/Cellini intesa "a memoria"
FREE

200713_Fe_00_MusicaMarfisa_LauraTrapaniFERRARA - Un programma interamente beethoveniano, nell'anno 250° della nascita del compositore di Bonn, ha caratterizzato il concerto di Laura Trapani (flauto) e Rina Cellini (pianoforte), in una piacevole serata di musica con temperatura mite, domenica 12 luglio 2020. La location (come si dice oggi) era quella della rinascimentale Palazzina di Marfisa
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Jazz Pop Rock Etno
Jekill & Hyde miti contemporanei
servizio di Athos Tromboni FREE

200711_Fe_00_Jekill&Hyde_AndreaMeli_phGiuliaMarangoniFERRARA – Quando Robert Luis Stevenson pubblicava, nel 1886, il suo romanzo Lo strano caso del dottor Jekill e Mr. Hyde non poteva certo immaginare che la trama e soprattutto la “morale” del suo racconto potesse annunciare e precorrere quelle cosiddette questioni etiche che sono più che mai attuali nel terzo millennio, con la permanente dicotomia fra
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Eventi
Livorno lancia il Festival Mascagni
redatto da Athos Tromboni FREE

200710_Li_00_FestivalMascagni_LucaSalvettiLIVORNO - È stato presentato giovedì 9 luglio 2020, in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno, il Festival Internazionale Pietro Mascagni che si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo suggestivo dedicato proprio al compositore labronico. Ma l'anteprima è prevista per domenica 2 agosto 2020,
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Soci Uncalm
Mirael fa Sentire l'Amore
FREE

200709_Fe_00_SentireLAmore_Mirael(MariaPiaPisciotta)FERRARA - Pieno il successo di pubblico per il concerto della cantautrice Mirael, mercoledì 8 luglio 2020, alla Palazzina di Marfisa d'Este, nell'ambito della rassegna "Tempo d'Estate" promossa e patrocinata dal Teatro Comunale "Claudio Abbado" e dall'Amministrazione comunale di Ferrara (Assessorato alla cultura).
I posti a
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Jazz Pop Rock Etno
Si va in Tutte le direzioni d'estate
redatto da Athos Tromboni FREE

200707_Fe_00_TutteLeDirezioniInSummertime2020_ToninoGuerraVIGARANO MAINARDA (FE) - Tutte le direzioni in Summertime 2020, la rassegna jazz e non solo organizzata dal Gruppo dei 10 di Ferrara, prenderà il via venerdì 10 luglio, proseguendo per tutta l’estate fino all’11 settembre. Apertura ore 20 con aperitivo e a seguire cena (massimo 70 posti, prenotazione consigliata). La location scelta è ancora una
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Classica
Muti e le Dogan che messaggio!
servizio di Attilia Tartagni FREE

200705_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Minacciato da una pioggia leggera fattasi rapidamente più insistente, il 3 luglio 2020 si è consumato alla Rocca Brancaleone l’evento cardine del Ravenna Festival, dopo una sosta proclamata dal  M° Riccardo Muti. Il concerto  “sulle vie dell’Amicizia”, l’appuntamento più atteso,  è stato dedicato quest’anno alla Siria, paese in sofferenza
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Personaggi
La Ribezzi senza segreti
intervista a cura di Ramón Jacques / Jordi Pujal FREE

200704_Personaggi_00_IlariaRibezziBRINDISI - Con una carriera in pieno sviluppo il talentuoso mezzosoprano pugliese, nativa di Mesagne, Ilaria Ribezzi ci racconta i suoi inizi nel canto, i pilastri del suo repertorio, la sua personale passione che la lega alla musica e le prospettive future. In questo contesto abbiamo avuto il piacere di intervistarla.
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Classica
Fischer e la Prohaska che meraviglia
servizio di Attilia Tratagni FREE

200704_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra_IvanFischer_phMarcoBorggreveRAVENNA - Quanto è bello assistere di nuovo a un concerto live, con i musicisti della Budapest Festival Orchestra schierati sul palco e il loro direttore d’orchestra Ivàn Fischer di cui si può seguire ogni gesto, e ciò anche se la Rocca Brancaleone è un’arena limitata rimpicciolita ulteriormente dai distanziamenti previsti dalle norme anticovid!
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Vocale
La Resurrezione come spettacolo e simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

200702_Fe_00_LaResurrezione_AlessandroQuarta_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Dopo Leonardo da Vinci, ecco Händel. Ci riferiamo al Teatro Comunale "Claudio Abbado" che aveva inaugurato la fase post-confinamento con una serata dedicata al genio toscano, il 15 giugno scorso, animata da Vittorio Sgarbi, con musiche dal vivo di e con Valentino Corvino. E poi il 1° luglio sulle tavole del massimo teatro
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Opera dal Centro-Nord
Schicchi č morto di Covid-19
servizio di Nicola Barsanti FREE

200701_TorreDelLago_00_GianniSchicchi_JhonAxelrod _phLorenzoMontanelliVIAREGGIO – Nella cornice della Cittadella del carnevale di Viareggio, il 66° Festival Puccini di Torre Del Lago è iniziato ufficialmente con Gianni Schicchi, l’ultima parte del Trittico pucciniano.  Significativo il fatto che l’opera in questione sia stata composta durante la terribile influenza spagnola che fece milioni di vittime (fra cui la sorella del
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Classica
Musica antica con Dantone e Rossi Lürig
servizio di Attilia Tartagni FREE

200701_Ra_00_MusicaAntica_OttavioDantone_phGiuliaPapettiRAVENNA - Difficile ipotizzare un’interpretazione migliore di quella dell’Accademia Bizantina il 24 giugno 2020 alla Rocca Brancaleone dI Il trionfo del tempo e del disinganno, l’oratorio che Georg Friedrich Händel  compose nel 1707 a ventidue anni e sul quale lavorò mezzo secolo approntandone diverse versioni tra il 1737 e il 1757; nel
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Eventi
Tempo d'Estate a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200629_Fe_00_TempoDEstate2020_MarcoGulinelliFERRARA - È stato presentata oggi alla stampa la rassega «Tempo d'estate a Ferrara», ricchissimo cartellone di iniziative predisposto tra giugno e settembre dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, una manifestazione polivalente (nel senso che propone tutti i generi di spettacoli musicali,
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Concorsi e Premi
Premio Storchio a Angelo Manzotti
FREE

200624_Mn_00_PremioStorchioAManzottiMANTOVA - Vivissimo successo domenica 21 giugno 2020 alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti del concerto "Omaggio alla carriera del sopranista Angelo Manzotti", nel quadro delle attività culturali della Associazione Postumia. Elegantemente accompagnato al pianoforte da Laura Gatti, il cantante mantovano ha interpretato magistralmente
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Libri in Redazione
Giulio Neri il dimenticato indimenticabile
recensione di Paolo Padoan FREE

200618_Libri_00_GiulioNeriIlBassoDellOperaGiovanni Marchisio
GIULIO NERI il Basso dell'Opera
Editrice Rugginenti Milano 2020, pp. 300 Euro 21,90
Gli amanti del melodramma, ma ancor più i critici, gli storici, i cultori dovrebbero sentire il dovere morale di ricordare coloro, fra cantanti o direttori d’orchestra,
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