Pubblicato il 09 Dicembre 2019
Al Teatro Massimo di Palermo in scena un musical tra trasformazione e femminismo
My Fair Lady chiude la stagione servizio di Salvatore Aiello

191209_Pa_00_MyFairLady_NancySullivanPALERMO - Il Teatro Massimo, introducendo al clima delle festività natalizie, ha scelto di concludere la Stagione d’Opera (sarà il prossimo Schiaccianoci a concludere quella del Balletto) col riproporre, dopo lunghi anni, il musical. E’ andato quindi scena My Fair Lady su libretto e testi di Alan Jay Lerner e musica di Frederick Loewe, tratto dal testo di George Bernard Shaw, ispiratosi al mito di Pigmalione.
E’ musical romantico incentrato sul dramma del “cambiamento femminile”o, più modernamente, del “femminismo”.
Si è sempre rivelato accattivante soprattutto per l’intreccio tra canto, danza e recitazione in un’atmosfera rarefatta, sprizzante gioiosità e leggerezza che sono la linfa portante di uno spettacolo che non cede mai all’ovvio catturando l’attenzione  dei pubblici per i suoi immortali personaggi.
I protagonisti Eliza Doolittle e Henry  Higgins si impongono ora con simpatia ora con ironia nel faticoso cammino  che obbliga Eliza ad assumere il linguaggio che da serva la trasforma in signora, e dall’altra parte il misogino Higgins che si impegna completamente nel confezionare il capolavoro della sua creazione.

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A Palermo la produzione si è avvalsa della agile e coinvolgente bacchetta del  direttore inglese Wayne Marshall in piena sintonia col palcoscenico, con un’orchestrazione elegante che ha saputo affiancare recitativi, canto e danza in una compresenza ben integrata e armonizzata a comunicare emozioni. Curata e sapiente la regia di Paul Curran. Rapidi e funzionali i frequenti cambi di scena di un bell’allestimento, in coproduzione col san Carlo di Napoli, che si avvaleva delle scene di Gary Mc Cann , dei deliziosi costumi di Giusi Giustino, delle adeguate coreografie di Kyle Lang e delle efficaci luci di David Martin Jacques; il tutto rispettoso della  tradizione e di una perfetta ambientazione londinese dal mercato dei fiori di Covent Garden, all’Ippodromo di Ascot, allo studio di Higgins con  pieno risalto di una ricca biblioteca che in qualche modo rimandava al bellissimo film interpretato da Rex Harrison e Audrey Hepburn.
Il cast dei bravi e consumati attori-cantanti provenienti dai teatri del West end londinese vedeva impegnati nella scena: Robert Hands (Henry Higgins), Nancy Sullivan (Eliza Doolittle), John Conroy (Colonnel Pickering), Martyn Ellis (Alfred P. Doolittle), Rhys Whitfield (Freddy Eynsford-Hill), Julie Legrand (Mrs. Higgins), Gillian Bevan (Mrs.Eynsford-Hill), Rosemary Ashe (Mrs. Pearce), Andy Brandy (Jamie), Graham Mackay- Bruce (Harry) risultava omogeneo, amalgamato ed efficace  nel gioco scenico pur se vocalmente avremmo gradito un canto più carezzevole e morbido cui certo non giovava l’aver ricorso all’amplificazione.
Valido l’apporto  del coro diretto da Ciro Visco e del Corpo di ballo del Teatro Massimo. Entusiasta la risposta del numeroso pubblico.

Crediti fotografici: Rosellina Garbo per il Teatro Massimo di Palermo
Nella miniatura in alto: la cantante Nancy Sullivan (Eliza Doolittle)





Pubblicato il 08 Giugno 2018
Caloroso successo al Ravenna Festival per il pių celebre musical di Cole Porter
Kiss me Kate restaurato servizio di Athos Tromboni

180608_Ra_00_KissMeKate_StephanieCorley_phTristamKentonRAVENNA - Chi, esperto o anche solo semplice amatore di teatro musicale, si sarebbe lasciato sfuggire Kiss me, Kate (il musical di Cole Porter) presentato in prima nazionale al Ravenna Festival 2018? Nessuno, che fosse o abitasse a poche decine di chilometri dalla città degli esarchi. Infatti la sera del "debutto" nel Teatro Alighieri, il 7 giugno, si registrava l'esaurito; e lo spettacolo ha avuto altre tre repliche, compresa quella pomeridiana del sabato successivo. Si è trattato di un Kiss me, Kate "restaurato" rispetto all'originale di Porter, come ha precisato il responsabile dell'edizione critica David Charles Abell nel libretto di sala: «Jo Davies (il regista, ndr), Will Tuckett (il coreografo) ed io abbiamo cercato di rimanere fedeli al materiale originario pur ripensando lo spettacolo per il pubblico d'oggi. Tutte le parole e le note che sentite sono state scritte da Porter, dagli Spewack e dalla loro squadra musicale. Come è tradizione a Broadway, però, alcune canzoni sono state trasposte e adattate alle caratteristiche vocali del nostro cast.»
Peccato veniale, venalissimo, se si considerano le "trasposizioni" registiche d'oggi nell'opera lirica e le licenze di tagli e ripuntature in uso da sempre da parte di registi e direttori tutt'altro che ossessionati dalla filologia accademica. Fatto sta che Kiss me, Kate prodotto non dai manager dei musical statunitensi ma dai loro cugini inglesi di Opera North, è risultato molto meno jazzistico e molto più romantico (soprattutto nelle canzoni accompagnate con il lussureggiante colore degli archi) di alcune versioni universalmente note.

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Spettacolo molto bello e divertente, intendiamoci, perché tutto ha funzionato assai bene, arie solistiche e musica d'assieme, coreografie, scene, luci e costumi... tanto che il crogiolo è diventato non un miscuglio di stili, ma l'unificazione degli stili (canto sincopato e spianato, canto con voce lirica impostata e voce naturale, riff degli ottoni e cromatismo di violini e viole e violoncelli, cori da osteria e da - quasi - polifonia, eccetera) tutto ben dosato dentro un amalgama apparso omogeneo.
La storia, la trama, l'ispirazione drammaturgica, sono abbastanza comuni nel teatro: si racconta di una messinscena della commedia di Shakespeare, La bisbetica domata, che sul palcoscenico e dietro le quinte si intreccia umanamente con la vita reale degli attori, le loro aspirazioni, le miserie, le caratterialità; dimostrando che la commedia può essere non la finzione fatta  paradosso, ma lo specchio della vita quotidiana. Cole Porter fa cioè un musical sfruttando il cliché del "teatro dentro il teatro" (non fu l'unico e non sarà il solo: ricordiamoci dell'opera di Leoncavallo Pagliacci; o di Pirandello, Stasera si recita a soggetto, tanto per citare esempi ormai classici del repertorio italiano).
Sul palcoscenico del Teatro Alighieri di Ravenna si muove benissimo tutta la compagnia di Opera North, con le eccellenti coreografie di Will Tuckett (qui riprese da David James Hulston), la spumeggiante regia di Jo Davis (qui ripresa da Ed Goggin) e le strepitose luci di Ben Cracknell, una vera meraviglia. A colorare il tutto ci hanno pensato i variopinti costumi di Colin Richmond, in foggia rinascimentale quelli della commedia di Shakespeare, contemporanei anni '50 del Novecento quelli che vestivano i personaggi quando l'azione si svolgeva dietro le quinte e nei camerini del back-stage, e in genere in ogni circostanza durante la quale la scena passava dalla recita shakespeariana ambientata sul proscenio, alla realtà del quotidiano ambientata proprio nel back-stage.
Citiamo i cantanti e attori principali quali la superlativa Stephanie Corley (Lilli Vanessi/Kate), e poi Quirijn de Lang (Fred Graham/Petruchio), Zoë Rainey (Lois Lane/Bianca) e Alan Burkitt (Bill Calhoun/Lucentio), Alesha Pease (Hattie), oltre al funambolico attore/ballerino Stephane Anelli (Paul), che sono il vero motore della messinscena; ma anche gli altri sono stati splendidi, tutti bravissimi, molto molto bravissimi (ipersuperlativo, licenza linguistica del recensore, ndr).

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L'orchestra di Opera North, diretta dal maestro James Holmes, ha entusiasmato il pubblico al pari della compagnia di ballo e del coro, diretti rispettivamente dal già citato Hulston e da Oliver Rundell, tutti gratificati da prolungati applausi a scena aperta e dalle ovazioni finali del pubblico.
Insomma, dopo l'apertura alla grande con l'Orchestra Giovanile Cherubini diretta da Wayne Marshall, il Ravenna Festival ha offerto un'altra prova di originalità e acume artistico con questo musical in prima esecuzione nazionale, che fa centro in piena coerenza col sottotitolo/slogan di quest'anno: "Whe Have a Dream" ("A j ò fat un sogn") nella sua accezione fantastica, più che simbolico/politica. (Repliche al Teatro Alighieri, venerdì 8 giugno ore 20,30 e sabato 9 ore 15,30 e 20,30).

Crediti fotografici: Tristam Kenton per Ravenna Festival 2018
Nella miniatura in alto: la protagonista Stephanie Corley (Lilli Vanessi/Kate)
Sotto in sequenza: ancora la Corley con Quirjin de Lang (Fred Graham/Petruchio); la coprotagonista Zo
ë Rainey (Lois Lane/Bianca)
In fondo: due istantanee di Kenton sul corpo di ballo e sui costumi di Opera North





Pubblicato il 21 Marzo 2018
In scena al Politeama Rossetti il musical pių completo di Andrew Lloyd Webber
Sunset Boulevard un capolavoro servizio di Rossana Poletti

180321_Ts_00_SunsetBoulevard_AndrewLloydWeberTRIESTE - Politeama Rossetti. In viaggio con cinque tir, cento persone tra artisti e tecnici, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, parrucche da duemila euro, costumi fatti a mano, numeri da capogiro per uno spettacolo itinerante. Sunset Boulevard è in scena al Politeama Rossetti di Trieste, unica tappa italiana. Andrà ad Amsterdam e poi ritornerà in Inghilterra per una tournée nel Regno Unito. Lo spettacolo comincia con un omicidio: giornalisti, fotografi e reporter sono sul luogo del delitto, una villa di Hollywwod. Ma facciamo con il protagonista Joe Gillis, morto per un colpo di pistola, un passo indietro. Il sole è già tramontato da un po’ sulla villa di Sunset Boulevard. E’ infatti sera quando lo sceneggiatore Joe Gillis ci arriva per caso e per Norma Desmond, grande diva del cinema muto, sono ormai trascorsi vent’anni dal suo ultimo successo.  Un sole che non si accenderà più per lei, incapace di comprendere i cambiamenti, di adeguare le sue capacità artistiche ad un mondo tecnologico in continua evoluzione, che ormai macina tutto e tutti, esige tanto, paga poco, sfrutta i più, dando luogo alla genia dei disperati: attori senza ruoli, tecnici disoccupati, sceneggiatori perennemente a caccia di soggetti, aiuto registi in attesa di essere chiamati, comparse che fanno la fila per mangiare e pagare l’affitto.
180321_Ts_01_SunsetBoulevardQuesto è il mondo di Sunset Boulevard, la fabbrica del cinema della gloriosa Paramount, cinica e avida. Billy Wilder ne fece un film nel 1950, che poi Andrew Lloyd Webber musicò per trasformarlo in musical, il quale dal 1993 continua a mietere successi straordinari. Se lo stesso Lloyd Webber lo definisce la sua composizione più completa, lo spettacolo, che in questi giorni va in scena al Politeama Rossetti di Trieste, rappresenta, per dirla alla maniera cinematografica, un colossal. Scene straordinarie, costumi perfetti, una regia, quella di Nikolai Foster, che non consente neanche una sbavatura alla recitazione e alla complessa macchina che muove le scene.
Il pezzo forte è rappresentato dall’orchestra che suona dal vivo, sedici musicisti che donano allo spettacolo un’emozione maggiore, un calore decisamente eccezionale. I protagonisti si muovono sul palcoscenico che è una macchina perfettamente oliata, la recitazione è sorprendente, le voci strabilianti a partire da quella di Ria Jones, che subentrò, nel ruolo di Norma Desmond, a Glenn Close, quando la famosa attrice ebbe un malore durante la recitazione. Calda, potente, a tratti graffiante, la sua tonalità tradisce una voce matura, perfetta anche nella forma fisica, vestita di tutto punto, “come una gallina” dirà di lei Joe Gillis. Paillettes, piume, cappellini, un’auto d’epoca che la Paramount vorrebbe per girare un film. Sarà questo equivoco, l’idea cioè che la casa cinematografica cerchi lei per un ingaggio mentre vorrebbe solo affittare la vettura, a creare le premesse per il finale tragico. Come nel film, nel musical la diva si innamora del giovane sceneggiatore, capitatole per caso tra le mani e trattenuto a forza di denaro e regali.
E Joe Gillis, interpretato magistralmente da Denny Mac con un timbro squillante e potente, cederà per bisogno, ma quando la donna gli ruberà la speranza di un amore e di una vita normale, getterà in faccia alla vecchia attrice la verità, finendo morto ammazzato nella piscina; e la Desmond impazzirà.
Tutto si muove vorticosamente in scena, sembra sempre di essere dietro ad una cinepresa. Soltanto nel salotto di Norma il mondo si ferma e torna indietro nel tempo a quella Salomè che con il solo sguardo ammaliatore sarebbe capace di accendere i fans dell’artista. Un maggiordomo, che poi si scoprirà essere il primo marito di lei e anche il grande regista Max von Meyerling, le dedica tutte le attenzioni possibili.

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“E’ una donna fragile, madame – dirà – bisogna evitarle ogni contraccolpo”: Adam Pearce è uno splendido basso-baritono con un’estensione di voce che gli regala in alcuni passaggi delle sue canzoni applausi a scena aperta. Il pubblico entusiasta applaude alla forza della musica di Sunset Boulevard, di canzoni come “As il we never said goodbay” che Barbra Streisand portò al grande successo nel mondo.
In scena a Trieste fino al 25 marzo 2018.

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Politeama Rossetti di Trieste
Nella miniatura in alto: il compositore Andrew Lloyd Webber






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Ballo & Bello Operetta & Musical Musiche di Scena Prosa


Parliamone
Ecco la Carmen venuta da Ravenna
intervento di Athos Tromboni FREE

200208_Fe_00_Carmen_MartinaBelli_phZaniCasadioFERRARA - Un successo annunciato, quello della Carmen di Georges Bizet proveniente dal Teatro Alighieri di Ravenna dove era andata in scena quale ultimo spettacolo della “Trilogia d’Autunno” nel novembre scorso. Si sapeva che il regista Luca Micheletti era un giovane baritono interprete anche del ruolo di Escamillo (peraltro non in scena a Ferrara nel Teatro Abbado dove ha lasciato il posto al collega Andrea Zaupa, limitandosi a fare la regia già proposta a Ravenna); si sapeva che il pubblico romagnolo aveva accolto quella regia con lunghi applausi e ovazioni, replicate qui dal pubblico ferrarese; si sapeva che nel ruolo eponimo aveva brillato una giovane promessa (promessa già mantenuta, diciamo oggi) che risponde al nome di Martina Belli.
Tutto questo si sapeva. E concordiamo con quanto scrisse
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Ballo and Bello
Cenerentola č anche un balletto
servizio di Attilia Tartagni FREE

200218_Ra_00_Cenerentola_VeronicaGaldo_phMicheleMonastaRAVENNA - Quante Cenerentole abbiamo conosciuto ed amato, prima di questo appuntamento della stagione di Opera e Danza al Teatro Alighieri di Ravenna il 15 e il 16 gennaio 2020? Dopo Perrault e i Fratelli Grimm, gli scrittori che la rubarono alla tradizione orale, questa fiaba dalle origini antiche ha ispirato compositori, cineasti, autori di musical, disegnatori
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Eventi
Ecco il Festival Puccini 2020
redatto da Athos Tromboni FREE

200216_TorreDelLago_00_FestivalPuccini2020_GiorgioBattistelliTORRE DEL LAGO (LU) - Il  Festival Puccini 2020 celebra il suo genius loci con la messa in scena di cinque titoli a cui faranno da corollario  interessanti nuove proposte.  «Un Festival con una forte connotazione europea – come ama definirlo il neo direttore artistico Giorgio Battistelli - tra tradizione e contemporaneità ma ben legato alle  sue radici
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Opera dal Centro-Nord
Tosca approda al Goldoni
servizio di Nicola Barsanti FREE

200216_Li_00_Tosca_LeoAn_phAndreaSimiLIVORNO - Il nuovo allestimento della Tosca  di Puccini del regista, scenografo e costumista Ivan Stefanutti, co-prodotto con il Teatro di Pisa e con il Teatro del Giglio di Lucca arriva alla sua ultima rappresentazione stagionale nel Teatro Goldoni di Livorno. L’ampio palcoscenico del teatro livornese conferisce alla scena maggiore equilibrio e dinamicità
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Concorsi e Premi
Farnocchia insignita del Mascagni d'Oro
servizio di Attilia Tartagni FREE

200215_00_BagnaraDiRomagna_PremioMascagniDOro_SerenaFarnocchiaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - La lirica non è l’unica attrattiva di Bagnara di Romagna ma è fra le più importanti vantando una tradizione pluridecennale che la colloca  fra i suoi luoghi-culto. Domenica 9 febbraio 2020 essa è tornata prepotentemente all’Auditorium di Bagnara in uno degli appuntamenti più prestigiosi e attesi organizzati dal
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Eventi
Arena ecco il cast stellare
servizio di Athos Tromboni FREE

200214_Vr_00_PresentazioneCastArena2020_DiegoMatheusVERONA – Presentazione del 98° Festival (titoli in programma e cast) con suspence, giovedì 13 febbraio 2020, nel Teatro Filarmonico: la mattina la stessa presentazione era stata fatta a Milano, il pomeriggio alle 16,30 era prevista la replica a Verona, sennonché tutto lo staff (la sovrintendente della Fondazione, Cecilia Gasdia, il
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Pianoforte
La Vacatello sa emozionare
servizio di Athos Tromboni FREE

200212_Fe_00_RecitalPianisticoMariangelaVacatello_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La pianista Mariangela Vacatello lascerà un ricordo indelebile negli spettatori di Ferrara Musica, perché il suo recital eseguito martedì 11 febbraio 2020 nel Teatro Comunale Claudio Abbado è di quelli che non si scordano. Si è presentata con molta semplicità e molta sicurezza di sé, in un programma che ha mischiato novità e grande repertorio solistico
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Vocale
Due concerti Mikrokosmi
servizio di Attilia Tartagni FREE

200211_Ra_00_Mikococosmi_GiuseppeFaustoModugnoRAVENNA - In Sala Corelli, nel ridotto del Teatro Alighieri è iniziata la 22° edizione di Mikrokosmi, concerti mattutini della domenica organizzati dalla Scuola musicale Mikrokosmos di Ravenna con la direzione artistica di Barbara Valli. E’ stato particolarmente interessante l’incipit del 19 gennaio 2020 quando, all’insegna delle celebrazioni del 250°
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Opera dal Centro-Nord
Il dittico del Trittico
servizio di Attilia Tartagni FREE

200204_Ra_00_SuorAngelica_phFilippoBrancoliPanteraRAVENNA - Il Puccini del Trittico su versi di Giovachino Forzano, che debuttò a New York nel 2018, non è quello di Bohème o di Tosca dove imperano le grandi arie espansive: per i più, questo, è un Puccini minore; ma per i musicologi è un Puccini di maggior respiro europeo. Al Teatro Alighieri il 31 gennaio e il 2 febbraio 2020, di quel Trittico, sono andati in
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Opera dall Estero
La bella Bohčme di Monte Carlo
servizio di Simone Tomei FREE

200128_MonteCarlo_00_LaBoheme_IrinaLungu_phAlainHanelMONTE CARLO - Un inizio di anno 2020 sontuoso alla Salle Garniér dell’Opéra di Montecarlo nel solco del grande repertorio pucciniano per il proseguire della stagione monegasca 2019-2020. L’allestimento de La Bohème di Giacomo Puccini porta la firma registica di Jean-Louis Grinda con una produzione che va nella direzione della più marcata tradizione
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Libri in Redazione
Parliamo di Leone, Mirella e Luciano
recensione di Athos Tromboni FREE

200127_Libri_00_LaBambinaSottoIlPianoforte_MicaelaMagieraMicaela Magiera
La bambina sotto il pianoforte
Edizioni Artestampa, Modena, pagg. 230, euro 18
Il sottotitolo di questo libro è indicativo come un sommarietto: «Storie d'amore e di musica nella Modena di Mirella Freni, Leone Magiera e Luciano Pavarotti»; sì perché l'autrice, Micaela Magiera,
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Opera dal Centro-Nord
Risurrezione nel teatro fiorentino
servizio di Simone Tomei FREE

200123_Fi_00_Risurrezione_AnneSophieDuprels_phMicheleMonastaFIRENZE - Qual è la via da percorrere per arrivare all’espiazione di un atto d’amore che la società considera come colpa? Per Katerina Mikalowna (alias Katiuscia) è stata quella di scendere fino agli inferi, toccarne il fondo e da lì risorgere e tornare a rivivere i sentimenti della fanciullezza e quindi risorgere. Risurrezione di Franco Alfano è la storia di questa
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Opera dal Centro-Nord
Turandot, primo e secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

200122_Pr_00_Turandot_GiuseppeFrigeniPARMA - La città di Giuseppe Verdi, eletta Capitale Italiana della Cultura 2020, ha dao il via alla stagione lirica del Teatro Regio con la Turandot di Giacomo Puccini; l'ultimo capolavoro del genio lucchese prende vita con un allestimento nato a Modena nel 2003 e che porta la firma di Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci), coadiuvato dalla di lui
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Classica
Riccardo Muti e la Cso un trionfo
servizio di Nicola Barsanti FREE

200122_Fi_00_RiccadoMuti-Cso_miniaturaFIRENZE - Grandi ovazioni da parte del pubblico hanno accolto il Maestro Riccardo Muti, tornato sul podio del Maggio Musicale Fiorentino con la sua fidata Chicago Symphony Orchestra, compagine orchestra che  mancava da Firenze dal lontano 20 settembre 1974 (per l’occasione aveva suonato al Teatro Comunale sotto la direzione di Sir Georg Solti).
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Echi dal Territorio
AmaDeus ex Mantova celebra il genio
servizio di Laura Gatti FREE

200121_Mn_00_AmaDeus_MozartATrediciAnniMANTOVA - Dal 10 al 20 gennaio 2020 Mantova ha vissuto un grande momento musicale e culturale con “AmaDeus ex Mantova”, riuscitissima iniziativa di Oficina OCM in collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, tendente a restituire ai mantovani (come ha affermato il maestro Carlo
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Opera dal Centro-Nord
Gilda nella gabbia di Rigoletto
servizio di Simone Tomei FREE

200118_Lu_00_Rigoletto_DevidCecconi_phRolandoPaoloGuerzoniLUCCA - Rigoletto di Giuseppe Verdi approda al Teatro del Giglio in una coproduzione realizzata con la Fondazione Teatro Comunale di Modena e con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Un allestimento la cui realizzazione sembra andare nell'ottica della sottrazione (nella lettura delle didascalie testuali) depurando scene e costumi per una
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Opera dal Centro-Nord
Serse adatto al pubblico moderno
servizio di Attilia Tartagni FREE

200112_Ra_00_Serse_AriannaVenditelli_phAlfredoAnceschiRAVENNA - La stagione d’opera 2020 del Teatro Alighieri si è aperta il 10 e il 12 gennaio portando per la prima volta a Ravenna il Serse,  una delle tante opere scaturite dal genio prolifico di Georg Friedrich Händel, il cui debutto avvenne al  King’s Theatre di Londra il 15 aprile 1738.
Ottavio Dantone al clavicembalo e alla direzione
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Opera dal Nord-Est
Ottimo Boris Godunov
servizio di Rossana Poletti FREE

200111_Ts_00_BorisGodunov_AnissimovAlexanderTRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena a Trieste il Boris Godunov, capolavoro del compositore russo Modest Petrovič Musorgskij, a cura del Dnepropetrovsk Academic Opera Ballet Theater di Dnipro in collaborazione con la Fondazione Lirica di Trieste. Si propone nella versione del 1872, con la revisione originale di Alexander Anissimov, attuale direttore
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Personaggi
Ventre e Simoncini i due Calaf
intervista di Simone Tomei e Angela Bosetto FREE

200110_Pr_00_GiacomoPucciniPARMA - Venerdì 10 gennaio 2020, il Teatro Regio di Parma inaugurerà la Stagione lirica con Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, diretto da Valerio Galli e proposto nell’allestimento del Teatro Comunale di Modena, firmato da Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci) con  costumi di Amélie Haas. Ne abbiamo approfittato per fare una chiacchierata con i
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Opera dal Centro-Nord
Ritorno di Bohčme, primo e secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

200105_Fi_00_LaBoheme_FrancescoIvanCiampa_phMicheleMonastaFIRENZE - Di questa produzione di Bohème, andata in scena al Teatro del Maggio Fiorentino nello scorso periodo natalizio, già parlai nel settembre del 2017 (qui potete leggere il mio intervento). Sebbene in questa ripresa il posizionamento delle scene sembri essere più funzionale alla drammaturgia, i problemi strutturali del palcoscenico fiorentino
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Vocale
Natale alla Scala con Berlioz
servizio di Francesco Lora FREE

200102_Mi_00_ConcertoBerlioz_HectorBerliozMILANO – «Il coro dei pastori è molto più moderno (dell’ouverture) e bisogna essere ignoranti come una carpa (sic) per credere che un maestro di cappella del Settecento abbia mai immaginato la modulazione che si trova nel mezzo di questo coro»: così Hector Berlioz scriveva a Théophile Gautier, intorno al Natale 1853, a proposito della sua
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Echi dal Territorio
La Delfrate e i giovani talenti
servizio di Laura Gatti FREE

200102_Mn_00_ConcertoDiCapodanno_CarlaDelfrateMANTOVA - A pochi giorni dal successo, in un Duomo gremitissimo, del Concerto di Natale diretto autorevolmente dal M° Luca Bertazzi, titolare della cattedra di Musica d’insieme, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “L. Campiani” si è presentata al Teatro Sociale mercoledì 1° gennaio 2020 per il tradizionale “Concerto di Capodanno”.
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Opera dal Nord-Ovest
Ottima la Bohčme tutta colorata
servizio di Simone Tomei FREE

191231_Ge_00_LeonardoSiniGENOVA - Lo stupore, la magnificenza, il brio, l’elettricità che si sprigiona nell’aria non possono lasciare indifferente (se non addirittura a bocca aperta) lo spettatore che entra nella grande sala del Teatro Carlo Felice di Genova per assistere a La bohème di Giacomo Puccini: il pannello che sostituisce il sipario ci offre una già un’anticipazione di quello che sarà la visione dei 
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Opera dal Nord-Est
Una bella Madama Butterfly
servizio di Simone Tomei FREE

191224_Vr_00_MadamaButterfly_FrancescoOmmassini_EnnevifotoVERONA - Con la fine del 2019 volge al termine anche la stagione autunnale della  Fondazione Arena; il percorso di questo “Viaggio in Italia”, iniziato nel mese di ottobre, si conclude con l’opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Sono quasi trent’anni (precisamente dal 1991) che questo titolo latita dalla sale del Teatro Filarmonico (più volte
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Opera dal Nord-Est
Turandot e Aida un'apertura kolossal
servizio di Rossana Poletti FREE

191215_Ts_00_KatiaRicciarelliTRIESTE - Teatro Verdi. E' stata una straordinaria doppia apertura della stagione lirica al Verdi di Trieste, quella che ha visto in scena in alternaza la Turandot di Giacomo Puccini e l'Aida di Giuseppe Verdi. Un teatro, che non ha grandi spazi e tecnologie sul palcoscenico, ha dovuto operare su una scena in gran parte comune per i due allestimenti,
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Opera dal Centro-Nord
L' Ernani che traballa
servizio di Simone Tomei FREE

191215_Pi_00_Ernani_AlexandraZabala _phFinottiPISA - Al Teatro Verdi nell’attuale stagione lirica, un allestimento del 1999 incornicia la vicenda dell’Ernani di Giuseppe Verdi; l’autore originario della messinscena è Beppe de Tomasi che propose questa regia per il Teatro Massimo di Palermo ed è qui ripresa da Pier Francesco Maestrini; alle luci Bruno Ciulli mentre le scene ed i costumi sono di Francesco Zito.
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Dischi in Redazione
Sentire l'amore secondo Mirael
recensione di Athos Tromboni FREE

191214_Dischi_00_MiraelCD audio "Sentire l'amore"
MIRAEL
Produzione: Studio Suonamidite (Empoli)
Reperibilità:
www.mirael.it
Ha scelto un nome d'arte - Mirael - che significa «guarda Lui» dove «Lui» è sinonimo di Amore. Così la giovane cantautrice ferrarese Pia Pisciotta si presenta al pubblico con il proprio nuovo (e primo) CD
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Operetta and Musical
My Fair Lady chiude la stagione
servizio di Salvatore Aiello FREE

191209_Pa_00_MyFairLady_NancySullivanPALERMO - Il Teatro Massimo, introducendo al clima delle festività natalizie, ha scelto di concludere la Stagione d’Opera (sarà il prossimo Schiaccianoci a concludere quella del Balletto) col riproporre, dopo lunghi anni, il musical. E’ andato quindi scena My Fair Lady su libretto e testi di Alan Jay Lerner e musica di Frederick Loewe, tratto dal
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Vocale
Figure del femminino al Giglio
servizio di Nicola Barsanti FREE

191201_Lu_00_FigureDelFemminino_RosellaIsola_phAndreaSimiLUCCA - La serata inaugurale della sesta edizione dei Lucca Puccini Days svoltasi presso il Teatro del Giglio di lucca sabato 30 novembre 2019, ha proposto al pubblico un significativo viaggio musicale tutto al femminile. Come già anticipato dal titolo Figure del femminino nel melodramma ottocentesco: un viaggio alla scoperta delle donne nell’opera
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Echi dal Territorio
Concerto di imponente vocalitā
servizio di Attilia Tartagni FREE

191130_Lugo_00_Concerto24Novembre_MarialuceMonariLUGO DI ROMAGNA (RA) - Come da tradizione, il Circolo Lirico Giuseppe Verdi di Lugo si apprestava ad allestire a fine anno un’opera lirica ma la chiusura per lavori del Teatro Rossini lo ha fatto optare per il “Grande concerto lirico” di domenica 24 novembre nella Sala polivalente del Circolo “Gli amici del Tondo” di Lugo, che per inciso è anche sede
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Opera dal Centro-Nord
Belle Nozze disegnate da Gasparon
servizio di Simone Tomei FREE

191126_Li_00_NozzeDiFigaro_JacopoSibariDiPescasseroli_phAugustoBizziLIVORNO - «Questo ritorno dopo quasi due secoli della commedia per musica mozartiana, costituisce il primo capitolo di un progetto tutto toscano, ideato in coproduzione con il Teatro Verdi di Pisa e il Teatro del Giglio di Lucca, dedicato alla riproposta nei nostri Teatri di tradizione della storica Trilogia mozartiana sui libretti di Lorenzo
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