Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net

Intervista alla Comparato, un mezzosoprano eccellente cresciuta in una famiglia di musicisti

Marina il canto e la laurea (nel cassetto)

intervista di Simone Tomei

Pubblicato il 11 Ottobre 2019

191011_Fi_00_MarinaComparatoFIRENZE - Manca poco affinché per la terza volta il mezzosoprano Marina Comparato interpreti il ruolo di Carmen nell’omonima composizione di George Bizet al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Un personaggio che le è congeniale. L’occasione fa il ladro… ed ecco che ho “rubato” dallo scrigno della sua vita qualche sfaccettatura non solo dell’artista, ma anche della donna.

Chi era Marina prima della lirica?
Sono nata a Perugia, dove ho frequentato il liceo classico e ho anche studiato pianoforte al Conservatorio Morlacchi. A diciannove anni mi sono poi trasferita a Firenze per frequentare la Facoltà di Scienze Politiche, dove mi sono laureata in Diritto Costituzionale, italiano e…comparato.

Quando è nata la tua passione per la musica?
Da bambina, soprattutto grazie alla mia famiglia. Mia madre suonava il pianoforte e il mio nonno materno il violino, di conseguenza la passione per la musica classica e per l’opera erano molto radicate in casa. La mia grande passione infantile era il Coro degli zingari nel Trovatore. Anche mia nonna paterna suonava il pianoforte e l’organo: è stata proprio lei a regalare ai miei genitori il piano verticale, sul quale ho iniziato presto a mettere le mani. Quindi ho frequentato il Conservatorio a Perugia fino all’esame del quinto anno. Il Liceo mi impegnava molto, ma non è stato quello l’unico motivo per cui ho abbandonato lo studio del pianoforte: avevo avuto una “sbandata” per la break dance!
È stata la mamma a mantenere viva in me la passione per la lirica. Era la Presidente degli Amici della Lirica di Perugia ed organizzava dei torpedoni per andare a vedere le opere a Firenze o a Roma.

Che percorso di studi hai fatto per avvicinarti al canto?
Durante gli anni universitari, dato che volevo comunque continuare a fare musica, iniziai, un po’ per gioco, a cantare in vari cori: prima quello del Duomo di Firenze e successivamente quello della Scuola di Musica di Fiesole. Lì incontrai il mio primo insegnante di canto, il Maestro Elio Lippi, direttore del coro, che impostò la mia voce e mi accompagnò nello studio della tecnica con grandissima attenzione e professionalità. Tre anni dopo, nell’incertezza che accompagna sempre i neolaureati, il Maestro Lippi mi disse: “Visto che ti sei laureata e hai l’estate libera, perché non tenti da privatista l’esame intermedio di canto al Conservatorio Cherubini di Firenze?” Mi preparai con l’aiuto di Gianni Fabbrini, colui che sarebbe diventato il mio pianista di riferimento e con cui tuttora preparo ogni nuovo ruolo. All’esame di settembre ero emozionata, ma anche piuttosto scanzonata, perché alla fine era quasi un gioco.
Invece l’esito andò oltre le mie più rosee previsioni. La signora Renata Ongaro, decana delle insegnanti del Cherubini, decretò che dovevo assolutamente entrare come interna e ovviamente sotto la sua ala. Dissi a mamma e papà che mi avevano ammesso al Conservatorio e, alla domanda “Cosa faccio?”, trovai pieno sostegno, fiducia e incoraggiamento. Se non fosse andata come speravo, avevo pur sempre una laurea in tasca. Invece mi diplomai due anni dopo e iniziai subito a fare concorsi, il più importante dei quali (il Concorso del Teatro lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”) mi aprì le porte della carriera lirica. E così la laurea rimase (ed è ancora) nel cassetto…

191011_Fi_01_MarinaComparato191011_Fi_02_MarinaComparato191011_Fi_03_MarinaComparato191011_Fi_04_MarinaComparato

Che ricordo porti nel cuore dei tuoi insegnanti?
Oltre al Maestro Lippi e alla signora Ongaro, ho un rapporto ventennale con il Maestro Fabbrini che ritengo un grandissimo preparatore, oltre che ottimo pianista. Con lui ho costruito passo passo tutti i ruoli della mia carriera e continuo tuttora a perfezionarli. Devo molto anche ad altre due figure, tanto importanti per la mia formazione, quanto carissime amiche nella vita: Susanna Rigacci (che mi ha seguita nei primi anni di carriera, guidandomi verso Cherubino) e la mia attuale insegnante Donatella Debolini, che, con un profondo lavoro di revisione della tecnica e di reimpostazione della voce, mi ha condotta a scoprire la Marina/Carmen e non solo…

Raccontaci le emozioni dei tuoi debutti a Londra come Rosina e al Maggio Musicale Fiorentino nell’Elektra diretta dal M° Claudio Abbado.
Se ripenso a quella sorta di incoscienza, mista a senso di scommessa, che accompagnò i miei primi passi nel mondo dell’opera, stento io stessa a crederci. Per dire, quando, dopo la prima audizione al Teatro del Maggio, mi telefonarono a casa chiedendo della Signora Comparato, passai loro la mamma, la quale si sentì proporre un contratto nella nuova produzione di Elektra, nel ruolo dell’ancella. Di quella produzione ricordo lo stupore di ritrovarmi sull’enorme palcoscenico, che tante volte avevo visto come spettatrice, e  soprattutto quell’uomo, asciutto e scattante, che dirigeva tutto a memoria e a cui bastava uno sguardo per guidare il palcoscenico.
Il debutto a Londra arrivò qualche mese dopo, in seguito a un’altra audizione fatte sempre un po’ per caso, un po’ per gioco. Insomma mi presero e partii alla volta dell’Inghilterra, sempre più incredula che stesse veramente succedendo a me... Invece Rosina divenne una delle mie parti chiave, in Italia e all’estero, da Parigi a Pechino, da Siviglia a Buenos Aires.

Il mezzosoprano spesso interpreta parti “en-travesti”. Come ti approcci a un ruolo maschile con mente e corpo femminili?
I ruoli “en travesti” hanno rappresentato uno dei capisaldi della mia carriera giovanile. Complici un fisico asciutto e minuto e una voce che all’inizio era piuttosto ibrida (a metà tra il soprano e il mezzo), mi spinsero subito verso i ruoli di paggio, ragazzo e giovane amante. Per molto tempo il mio cavallo di battaglia è stato Cherubino, maturato negli anni soprattutto grazie all’apporto di grandissimi registi, che mi hanno aiutato a scoprirlo e a farne vivere tutti gli aspetti più reconditi. Ne vorrei nominare tre, ognuno dei quali, a suo modo, ha aggiunto un tassello fondamentale al mio Cherubino: Graham Vick, Jonathan Miller e Mario Martone.
Per quanto mi riguarda, l’approccio ai ruoli maschili in quanto donna, è partito dalla ricerca del vissuto della mia adolescenza, dal ricordare i miei coetanei maschi al ritrovare quelle emozioni, quei turbamenti che sono di entrambi i sessi. Il lavoro con i registi (nel plasmare il modo di camminare, di guardare, i ritmi dei recitativi, le sfumature del canto, le screziature della voce) ha poi fatto il resto.

In che modo il canto ha cambiato il tuo modo di vedere, pensare e approcciarti alla vita?
Il canto è un allenamento quotidiano e una scoperta continua di se stessi, delle proprie possibilità, dei propri limiti. È una ricerca interiore e una disciplina che si impara con gli anni e che non finisce mai.

191011_Fi_05_MarinaComparato_ 191011_Fi_06_MarinaComparato
191011_Fi_07_MarinaComparato 191011_Fi_08_MarinaComparato

Non canti solo opera, ma anche musica da camera.
Amo molto la musica da camera francese, anche quella del Novecento, a cui mi sento molto affine per vocalità e sensibilità artistica. Ho cantato spesso Ravel (dedicandogli anche un recital al Teatro San Carlo nel 2017) e ho frequentato abbastanza anche la cameristica tedesca, soprattutto Mahler e Brahms, senza scordare le composizioni del mio adorato Rossini, eseguite diverse volte in concerto. Ma un altro mio grande amore è la musica da camera in lingua spagnola, da De Falla a Granados, da Guastavino a Montsalvatge, per finire con le splendide canzoni popolari di Federico García Lorca alle quali ho appena dedicato il cd Preludios Y Canziones, con l’accompagnamento del chitarrista Marco Minà.

Nel 2017 hai debuttato a Venezia come Carmen. Quanta fatica e quanto impegno hai messo nella preparazione di questo ruolo?
Il debutto come Carmen è stato uno degli impegni più importanti della mia carriera. Quando ho saputo di aver ottenuto la scrittura, ho dedicato tutto il mio tempo alla preparazione del ruolo. Sono andata in Francia per perfezionare la pronuncia francese con un pianista preparatore e ho riservato moltissime ore all’approfondimento della vocalità del personaggio. Direi che, per quattro mesi consecutivi, non ho fatto altro che studiare Carmen. Ovviamente la prova mi spaventava un po’ perché provenivo da un repertorio molto diverso (solo pochi mesi prima avevo cantato Mozart) e la mia formazione molto “classica” era ben lontana dalla profonda visceralità della zingara. Ho avuto però la fortuna di debuttare questo ruolo sia in un teatro “giusto” (dal punto di vista dell’acustica e della direzione artistica), sia con un Maestro come Myung Whun-Chung. Lui da un lato ha assecondato la mia vocalità, sfruttando il rigore che proveniva dall’assidua frequentazione del belcanto, ma dall’altro mi ha spinto a trovare dentro di me una tragicità che non sapevo di avere.
È stato veramente uno degli esordi più belli della mia vita artistica e il riconoscimento di questi sforzi è arrivato con la scrittura a Firenze e con quelle per il 2020.

Si tratta della tua terza Carmen a Firenze, in un allestimento che, al debutto, creò molto chiacchiericcio per il suo finale “invertito”. Ce ne vuoi parlare?
Ho affrontato la prima edizione con una certa diffidenza, lo devo confessare. Temevo che cambiare il finale avrebbe tolto forza al mio personaggio e sminuito l’archetipo che Carmen rappresenta. Il regista Leo Muscato ci ha fatto però capire che la narrazione e la specificità dei personaggi restavano identiche, al pari della tragicità di Carmen e del suo desiderio di libertà. Allora ho pensato che il mio compito era quello di rendere al meglio delle mie possibilità interpretative le richieste registiche e che la musica avrebbe guidato la mia Carmen. Così è stato, a prescindere dal finale.

Cosa è cambiato in quasi tre anni nel tuo modo di vedere e sentire Carmen?
Quando l’anno scorso ho ripreso la produzione di Firenze, mi trovavo in una situazione diversa. Ero io la titolare del ruolo, conoscevo già molto bene la regia, non avevo più alcuna preoccupazione di tipo vocale ed ero abituata all’acustica del Teatro del Maggio. Nei mesi precedenti mi sono quindi dedicata ad approfondire il personaggio, sia dal punto di vista drammaturgico (con una persona che, nella sua discrezione, non desidera essere nominata), sia da quello prettamente fisico. Come nell’affrontare Cherubino, tanti anni prima, avevo dovuto lavorare sul mio fisico, così ora avevo bisogno di trovare in me il corpo di Carmen. In questo caso è stata di grande aiuto la presenza di una cara amica, la ballerina e attrice Jane Tayar, con cui ho lavorato a lungo sul movimento, il modo di camminare, di fermarsi, di sedersi, di guardare e di ballare, se necessario.
E ora? E ora sto tornando alle origini. Ho ripreso lo spartito e mi sono riletta, battuta per battuta, tutte le indicazioni, vocali, musicali, registiche, sceniche e drammaturgiche, che in questi anni si sono sovrapposte e incrociate. E spero di trovare una fusione ancora maggiore dei tanti stimoli ricevuti in questi tre anni.

Come donna, Carmen è vicina o distante dalla tua personalità e dal tuo carattere?
Occorre innanzi tutto capire chi è Carmen, un personaggio così frequentato che le stratificazioni sono innumerevoli. Devo dire che mi ritrovo molto nella sua ironia, nella sua sfacciataggine e nel suo desiderio di libertà. Mi è divenuto familiare anche il suo lato drammatico, dalla capacità di interiorizzare la consapevolezza della propria forza e del proprio destino (penso alla scena delle carte) alla sua determinazione nel duetto finale.

E dove ti porterà prossimamente questo ruolo?
Nel febbraio 2020 lo canterò nuovamente a Tokyo, per un ciclo di rappresentazioni in forma di concerto con la Tokyo Philharmonic Orchestra, diretta dal Maestro Chung, che mi ha invitata personalmente per questa produzione. Poi sarò nuovamente alla Fenice in marzo e aprile, per una ripresa della bellissima edizione con la regia di Calixto Bieito.

191011_Fi_99_MarinaComparato_Carmen_facebook_phMicheleBorzoni

Dopo Carmen hai messo da parte i ruoli mozartiani per evolverti verso un repertorio diverso o li vedi ancora nel tuo futuro?
La voce mi sta portando verso un repertorio più lirico, ma assolutamente non ho messo da parte Mozart, anzi sarei felicissima di cantarlo ancora: è sempre un balsamo per la voce! Avrei una gran voglia di riprendere il ruolo di Sesto nella Clemenza di Tito, debuttato a Spoleto e poi ripreso qualche anno fa con la direzione del Maestro Gelmetti. Sono sicura che la maturazione vocale arricchirebbe questo personaggio.

Quale ruolo porti nel cuore e quale vorresti debuttare?
Beh il ruolo del cuore è ovviamente Cherubino, che fa parte del mio passato. Due parti per cui penso di essere ormai pronta sono Eboli nel Don Carlo e Amneris in Aida. Chissà…

Parlaci di Marina oltre la musica: hai facoltà di dire tutto quello che vuoi… e anche di più! Siamo curiosi.
Marina oltre la musica… Bella domanda!
Marina è viaggi e soprattutto è amore per la Sicilia: un amore sconfinato, inspiegabile, che condivido con mio marito Kaled. Siamo entrambi pazzi della Sicilia, ci andiamo pressoché ogni anno e l’abbiamo girata in lungo e in largo, senza mai stancarci di scoprirne ogni angolo. Ogni anno pensiamo di ritirarci lì, prendere una piccola casa in campagna, fuori dalle rotte balneari, assaporare appieno questa terra meravigliosa e goderci la pensione, se mai ci arriveremo…
Marina è anche una che ha studiato Scienze Politiche ed è sempre molto interessata alle vicende sociali, economiche e politiche dei nostri tempi. La frequentazione dei social network, che assorbono, ahimè, una grossa fetta del tempo, mi porta ad interessarmi molto del mondo contemporaneo, in particolare alle sorti dei poveretti che attraversano l’Africa e il Mediterraneo alla ricerca di una vita migliore. Mi sono ritrovata spesso a piangere, impotente, di fronte allo schermo. Cosa possiamo fare per aiutarli? Questa domanda mi rincorre sempre. So comunque di non essere sola: altri colleghi e amici si sentono come me.
Poi Marina è una gattara. Ho una gatta adoratissima, Charlotte, adottata a Palermo, che sino al mese scorso era la regina della casa finché… ho deciso che ce ne voleva un altro. Così sono andata in un gattile e ho preso il gatto più difficile e pauroso, quello rosso che non aveva voluto nessuno. È rimasto rintanato sotto il divano per giorni, finché, un nastrino di raso rosso non ha vinto le sue paure: “O caro, o bello, o fortunato nastro!” Non poteva che chiamarsi Cherubino! Ora è qui accanto a me, che ronfa felice.

191011_Fi_10_MarinaComparato191011_Fi_11_MarinaComparato191011_Fi_12_MarinaComparato

Domanda che ricorre sovente nelle mie interviste: che rapporto hai con la critica musicale?
Sono molto rispettosa della critica musicale, penso che per noi sia un’opportunità per guardarci da fuori, aggiustare il tiro, se necessario, o proseguire sulla strada intrapresa, se giusta. Certo, ritengo che, come in qualunque altra attività, la competenza su quello di cui si scrive e il rispetto per le persone recensite debba venire prima di tutto. Ma per noi musicisti è molto facile accorgerci se chi scrive è competente o meno e trarre le relative conclusioni.

Dato che la nostra chiacchierata sta per finire, vorrei chiederti prima quali saranno i tuoi prossimi impegni, oltre a quelli che ci hai già anticipato…
Dovrei riprendere l’anno prossimo il ruolo di Charlotte in Werther, ruolo che ho debuttato al Teatro Massimo di Palermo nel 2017, subito dopo Carmen. Altro ancora non posso dire…

… e poi di salutarci con un sogno nel cassetto e un desiderio per il futuro.
Un sogno nel cassetto: cantare al Metropolitan.
Un desiderio: una piccola casa, circondata da mandorli e aranci, da cui vedere tramontare il sole sul mare.

191011_Fi_09_MarinaComparatoCarmelaRemigio

Se andrai al Metropolitan spero di avere un invito speciale e nell’attesa della realizzazione di questo grande sogno aspetto con gioia di ascoltarti in questa ripresa fiorentina di Carmen. A presto e buona vita.
Ho condiviso qualcosa di me con immensa gioia; buona vita a te e a tutti i lettori che, a questo punto, avranno pazientemente letto qualcosa in più di Marina.

Crediti fotografici: Archivio personale di Marina Comparato






< Torna indietro

Personaggi Approfondimenti Eventi Echi dal Territorio Pagina Aperta


Parliamone
La musica di Roberto Manuzzi
intervento di Athos Tromboni FREE

20260215_Fe_00_ConcertoRobertoManuzziFERRARA - Una piccola antologia di significative composizioni a-jazz, il lancio di un crowdfunding per favorire la produzione d'un prossimo compact-disc del gruppo Ars Antiqua World Jazz Ensemble, una coinvolgente prima esecuzione assoluta d'una sonata per flauto e pianoforte: questo il succo del concerto "Paesaggi sonori - La musica di Roberto Manuzzi" che si è svolto nella Sala Stefano Tassinari dell'Associazione Musicisti di Ferrara (Scuola di Musica Moderna) di via Darsena, ieri pomeriggio.
Pubblico strabocchevole, tanto che dentro la Sala Tassinari molti spettatori hanno trovato posto a sedere... solo sul pavimento.
Ma si sa, i frequentatori della musica jazz (e anche quelli della musica a-jazz) non hanno problemi ad accovacciarsi ovunque sia possibile, l'importante è essere presenti al concerto, condividere le pulsioni che la musica,
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Opera dal Centro-Nord
Pagliacci e Cavalleria dittico riprogettato
servizio di Simone Tomei FREE

20260227_Fi_00_PagliacciCavalleria_RobertCarsen_phMicheleMonastaFIRENZE - Ci sono serate in cui esci dal teatro e senti che qualcosa dentro di te si è spostato. Non necessariamente tutto ha funzionato, non necessariamente sei d’accordo con ogni scelta che ti è stata proposta, ma qualcuno ti ha parlato davvero.
Quella con il regista Robert Carsen è una di
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Macbeth da manuale
servizio di Simone Tomei FREE

20260223_Li_00_Macbeth_FrancoVassallo_phVirginiaGoirovichLIVORNO - Vi sono opere che il tempo non consuma, ma affina. Il Macbeth di Giuseppe Verdi è tra queste: ogni nuova produzione che ne rimetta in scena la sostanza drammatica sembra interrogarlo da capo, come se il dramma non avesse ancora esaurito ciò che ha da dire su di noi, sul potere, sull’oscura geometria del destino. E quando
...prosegui la lettura

Classica
Musica Amoris 2026
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260218_Li_00_ConcertoAmoris_GabrieleBaldocciLIVORNO - Il Teatro Goldoni accoglie nel weekend di San Valentino "Musica Amoris 2026" in un clima di attesa calorosa e partecipe. Il titolo scelto per il concerto non è casuale: l’amore, nelle sue molteplici declinazioni, è il filo rosso che unisce le due grandi pagine in programma, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle minore
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Tutte le direzioni riparte
servizio di Francesco Franchella FREE

20260217_Fe_00_GruppoDei10_SandroGibelliniFERRARA - Girovagando tra le etrusche valli padane, alla ricerca di una nuova casa (vista la chiusura dello "Spirito" di Vigarano Mainarda), la carovana del Gruppo dei 10 ha trovato due importanti collaborazioni per una sosta prolungata all’insegna della musica e del divertimento.
Saranno infatti la Scuola di Musica Moderna
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Tristan un Isolde viaggio nell'amore
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260215_Ge_00_TristanUndIsolde_DonatoRenzettiGENOVA - Applausi lunghi e calorosi accolgono, venerdì 13 febbraio 2026, il debutto del titolo più atteso e impegnativo della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: Tristan und Isolde di Richard Wagner. Quasi cinque ore di musica e vertigine emotiva che scorrono come un unico respiro, dissolvendo il tempo e lasciando lo spettatore
...prosegui la lettura

Classica
Mehta e Mozart suprema bellezza
servizio di Simone Tomei FREE

20260211_Lu_00_ConcertoDirZubinMehta_phBeatriceSperanzaLUCCA - C’è un istante nella vita di ogni istituzione culturale in cui la programmazione cessa di essere mero esercizio di organizzazione e diventa atto interpretativo della storia. Quando il Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" ha dovuto rinunciare momentaneamente all’Otello verdiano inizialmente previsto, il vuoto lasciato in cartellone avrebbe
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Rigoletto rinnovato senza tradimenti
servizio di Simone Tomei FREE

20260210_Ar_00_Rigoletto_MarioCassi_phAlessandroSchincoAREZZO - Nel cuore del Teatro Petrarca di Arezzo la produzione di Rigoletto di Giuseppe Verdi si conferma un evento che va oltre la pura rappresentazione lirica, trasformandosi in un manifesto culturale vivo e consapevole. L’edizione nasce dall’incontro virtuoso tra formazione d’eccellenza, identità territoriale e audace innovazione
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Campus dei Campioni la cultura diventa comunità
servizio di Francesca De Giovanni FREE

20260202_00_SanLazzaroDiSavena_AperitivoFilosoficoMusicale_MassimoDiMennaSAN LAZZARO DI SAVENA (BO) - Sold out dal mattino. Sala gremita. Energia viva. Pensiero in movimento. L’aperitivo filosofico-musicale andato in scena sabato sera al Campus dei Campioni, nell’ambito delle attività della Scuola dei Concetti, si è aperto con un dato simbolico prima ancora che numerico: evento
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Mahagonny vicenda tortuosa
servizio di Rossana Poletti FREE

20260201_Ts_00_Mahagonny_BeatriceVenezi_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny è in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi: in italiano Ascesa e caduta della città di Mahagonny presenta più di altre opere la necessità di analizzare sia il compositore che l’autore del libretto. Bertold Brecht fu indubbiamente uno dei grandi innovatori del teatro del
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Una Carmen molto bella
servizio di Athos Tromboni FREE

20260201_Ro_00_Carmen_LauraVerrecchia_phLudovicoGuglielmoROVIGO - Abbiamo assistito a una Carmen di Bizet con una regia molto bella. Per questo è utile cominciare il racconto dell'opera andata in scena nel Teatro Sociale di Rovigo dalle note del regista Filippo Tonon: «Proprio nell’anno del 150° anniversario della prima esecuzione di Carmen (la prima rappresentazione avvenne all’Opéra-Comique di
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Trovatore opera di passioni estreme
servizio di Simone Tomei FREE

20260125_Ge_00_IlTrovatore_FabioSartori_phMarcelloOrselliGENOVA - All'interno della stagione lirica 2025-2026 del Teatro Carlo Felice Il trovatore di Giuseppe Verdi torna in scena come uno dei titoli più emblematici e, al tempo stesso, più problematici del repertorio ottocentesco. Opera di passioni estreme, di memorie che divorano il presente e di un destino che si compie attraverso il sangue e il fuoco
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ecco a voi la Tosca di Scarpia...
servizio di Simone Tomei FREE

20250119_Fi_00_Tosca_MicheleGambaFIRENZE - Con Tosca Giacomo Puccini realizza una delle sintesi più lucide del proprio teatro musicale: un’opera senza vere pause, costruita come un flusso drammatico continuo in cui la musica coincide con l’azione. Viene meno la tradizionale alternanza fra numeri chiusi e raccordi, sostituita da una trama serrata di motivi brevi e ricorrenti che
...prosegui la lettura

Personaggi
Ho la sensazione di far parte d'una storia più grande
intervista a cura di Ramón Jacques FREE

20260114_To_00_IntervistaACarloVistoliTORINO - Carlo Vistoli è al momento il controtenore italiano più richiesto all'estero (considerato un interprete di riferimento di Händel) e sta avendo una carriera in grandissima ascesa: ha vinto il Premio "Abbiati" 2024 della critica musicale italiana come miglior cantante per Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
La perdurante attualità di Nabucco
servizio di Simone Tomei FREE

20260106_Lu_00_Nabucco_AngeloVeccia_phLorenzoGoriniLUCCA - Dopo un’assenza che si protraeva da quasi un quarto di secolo, Nabucco di Giuseppe Verdi torna al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, inaugurando il 2026 con due recite che riportano in scena uno dei titoli fondativi del teatro verdiano. L’opera che nel 1842 segnò la definitiva affermazione del compositore continua a imporsi come
...prosegui la lettura

Vocale
Le Concert d'Astrée d'alto livello
servizio di Ramón Jacques FREE

20260102_00_Barcellona_EmmanuelleHaim_Facebook_phABofillBARCELLONA (ES) - Palau de la Musica Catalana, Catalogna. Nell'ambito di una lunga tournée che ha toccato diverse città della Francia e della Spagna, il rinomato e celebre ensemble strumentale e vocale francese specializzato nell'interpretazione della musica barocca Le Concert d'Astrée ha offerto un memorabile concerto nella pittoresca sala
...prosegui la lettura

Vocale
Concerto del primo dell'anno
servizio di Simone Tomei FREE

20260102_Ge_00_ConcertoDiCapodanno_HartmutHaenchenGENOVA - Inaugurare l’anno nuovo a teatro condividendo il rito collettivo del Concerto di Capodanno, non è soltanto una consuetudine mondana o un appuntamento rituale del calendario musicale: è un gesto culturale carico di valore simbolico, un augurio affidato al suono capace di dare forma e senso al tempo che comincia. Giovedì 1° gennaio
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Branduardi Futuro Antico IX
servizio di Edoardo Farina FREE

20260217_Fe_00_AngeloBranduardiFERRARA - Attesissimo concerto del celebre cantautore milanese ma genovese di adozione, Angelo Branduardi, al di fuori della programmazione concertistica invernale del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara luogo simbolo della tradizione culturale locale, in scena l’11 dicembre 2025 nell’ambito di un evento promosso dal Comune di
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Rigoletto felice ritorno all'Opera House
servizio di Ramón Jacques FREE

20251230_00_SanFrancisco_Rigoletto_AmartuvshinEnkhbat_phCoryWeaverSAN FRANCISCO (California, USA) - War Memorial Opera House. Con Rigoletto, opera in tre atti con musica di Giuseppe e libretto in italiano di Francesco Maria Piave (1810-1876), è iniziata una nuova stagione dell'Opera di San Francisco, la numero 103 della sua storia.
Sebbene l'opera sia entrata formalmente nel repertorio di
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
La sempiterna freschezza dell'Occasione
servizio di Athos Tromboni FREE

20251213_Ro_00_LOccasioneFaIlLadro_ElisabettaMaschioROVIGO - È stata una prima esecuzione assoluta per il Teatro Sociale, quella di L'occasione fa il ladro di Gioachino Rossini su libretto di Luigi Previdali; una prima esecuzione ben 213 anni dopo la prima mondiale del 1812 (avvenuta nel Teatro San Moisè di Venezia); e poi - nella stessa serata rodigina - anche un debutto per il vincitore del Concorso
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ecco la Cenerentola dei giovani
servizio di Simone Tomei FREE

20251208_Lu_00_LaCenerentola_AldoTarabellaLUCCA - È curioso come, nel mare magnum del repertorio rossiniano, ci siano opere che più di altre resistono al tempo non perché raccontano una storia nota, ma perché custodiscono una verità che continua a parlarci. La Cenerentola appartiene a questa categoria rara: non è solo una fiaba, non è soltanto un congegno teatrale fulmineo, né
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Quando il Barbiere va alle Nozze
servizio di Simone Tomei FREE

20251202_Ts_00_Barbiere-Nozze_EnricoCalesso_phFabioParenzanTRIESTE - Riunire Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini e Le nozze di Figaro di W.A.Mozart all’interno di un unico progetto teatrale significa restituire alle due opere la continuità per la quale Beaumarchais le aveva pensate: un unico arco narrativo, sentimentale e politico in cui i personaggi della trilogia si sviluppano, si trasformano,
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale è iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310