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Festante accoglienza nel Teatro Carlo Felice per il capolavoro di Giacomo Puccini |
Ottima la Bohème tutta colorata |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 31 Dicembre 2019 |
GENOVA - Lo stupore, la magnificenza, il brio, l’elettricità che si sprigiona nell’aria non possono lasciare indifferente (se non addirittura a bocca aperta) lo spettatore che entra nella grande sala del Teatro Carlo Felice di Genova per assistere a La bohème di Giacomo Puccini: il pannello che sostituisce il sipario ci offre una già un’anticipazione di quello che sarà la visione dei quattro quadri dell’opera. Lo stile è quello inconfondibile di Francesco Musante (autore di scene e costumi) che con colori vivaci e sgargianti delinea i personaggi dell’originario dramma di Henri Murger da cui Giuseppe Giacosa e Luigi Illica hanno tratto queste memorabili pagine librettistiche. Oltre che per Musante, anche per il regista Augusto Fornari tutto sembra uscito da un libro di favole per bambini; non vi è separazione dei toni tra il secondo e terzo a quadro quando la spensieratezza muta in dramma; nella cupezza della Barrière d’Enfer come nella soffitta del finale, quel guizzo colorato e clownesco non lascia (e non lascerà mai) il posto all’epilogo triste e funesto; è come se la voglia di riscatto e di sfida nei confronti destino aleggi nelle intenzioni del regista. Tutto sembra contundere con la musica, soprattuto nel finale, ma quei guizzi di colore rappresentano davvero quella “speranza” cantata dal poeta Rodolfo nel primo quadro che andrà anche oltre l’urlo straziante per la morte di Mimì aprendo le porte ad un domani che ognuno può immaginare seguendo il suo cuore e le sue emozioni. Le foto sapranno dire molto più delle mie parole. Voglio solo ricordare, quale momento davvero emozionante, il passaggio tra il primo ed il secondo quadro, allorché la povera soffitta dei quattro studenti, magicamente (per mano di un attore che ruota la chiave di un carillon) si trasforma nel Café Momus e l’apoteosi dell’allegrai festante della vigilia di Natale pervade il Teatro genovese.
  



Le luci di Luciano Novelli, riprese da Angelo Pittalunga completano il suggestivo allestimento. Nei panni di Mimì un’emozionante Serena Gamberoni che non fatica ad esternare i sentimenti più veri e toccanti della dolce fanciulla; bei colori vocali, convincenti intenzioni si fondono con le note orchestrali in un dialogo sempre ben misurato ed equilibrato. Ottimo anche il Rodolfo di Matteo Lippi (in sostituzione dell’indisposto tenore Celso Albelo) che, nonostante un suono tendenzialmente un po’ nasale, non fatica nell’affrontare il ruolo con un fraseggio ed una dizione pressoché perfette. Nei panni di Marcello si rivela un grande mattatore della scena il baritono Alberto Gazale che fa emergere un’ars scenica di notevole spessore. La sua lunga esperienza di palcoscenico non delude affiancandosi ad essa una squillante e bronzea linea di canto che fa del fraseggio e della cura della parola il suo fiore all’occhiello. Frizzante, spassosa, civetta, ma anche mansueta e docile, la Musetta di Francesca Benitez; il suo canto è melodioso e gli accenti sono sempre appropriati al momento drammaturgico. Colline trova in Romano Dal Zovo un eccellente interprete che ben si amalgama con gli altri e commuove con la sua pagina solistica del quarto atto Vecchia Zimarra. Completa l’allegra compagnia il baritono Italo Proferisce nei panni di un ieratico Schaunard dimostrandosi un valido interprete ed un bravo attore. A completamento del cast note positive per Matteo Peirone nella doppia veste di Benoît e Alcindoro. Ottimi i due mimi: Luca Alberti e Cristina Bachetti. Grande apprezzamento anche per il Coro della Fondazione genovese diretto e preparato dal M° Francesco Aliberti come per quello delle voci bianche diretto dal M° Gino Tanasini. Una bellissima scoperta è stata la presenza sul podio del M° Leonardo Sini che, nonostante la giovanissima età, ha dimostrato profonda conoscenza della partitura, regalando momenti di pura estasi sonora. Il colore e le intenzioni sono sempre state accompagnate da una profonda intesa con il palcoscenico che non si è mai sentito orfano del suo gesto rassicurante. L’età anagrafica è solo un dettaglio: se nel cuore e nell’anima si riesce a leggere oltre le note, come ha fatto il nostro direttore, l’animo dello spettatore traghetta in quell’oasi paradisiaca che sempre regala l’ascolto della Musica di Giacomo Puccini. Sala piena oltre ogni limite di tanta gioventù festante. (La recensione di riferisce alla recita del 29 dicembre 2019).
Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Carlo Felice di Genova Nella miniatura in alto: il direttore Leonardo Sini Sotto in sequenza: Matteo Lippi (Rodolfo); Alberto Gazale (Marcello); Serena Gamberoni (Mimì) Al centro in sequenza: panoramica sulla soffitta del primo quadro; e sul quartiere latino del secondo quadro In fondo: Francesca Benitez (Musetta); ancora la Gamberoni e Lippi nel quarto quadro
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La musica di Roberto Manuzzi
intervento di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Una piccola antologia di significative composizioni a-jazz, il lancio di un crowdfunding per favorire la produzione d'un prossimo compact-disc del gruppo Ars Antiqua World Jazz Ensemble, una coinvolgente prima esecuzione assoluta d'una sonata per flauto e pianoforte: questo il succo del concerto "Paesaggi sonori - La musica di Roberto Manuzzi" che si è svolto nella Sala Stefano Tassinari dell'Associazione Musicisti di Ferrara (Scuola di Musica Moderna) di via Darsena, ieri pomeriggio. Pubblico strabocchevole, tanto che dentro la Sala Tassinari molti spettatori hanno trovato posto a sedere... solo sul pavimento. Ma si sa, i frequentatori della musica jazz (e anche quelli della musica a-jazz) non hanno problemi ad accovacciarsi ovunque sia possibile, l'importante è essere presenti al concerto, condividere le pulsioni che la musica,
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Macbeth da manuale
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LIVORNO - Vi sono opere che il tempo non consuma, ma affina. Il Macbeth di Giuseppe Verdi è tra queste: ogni nuova produzione che ne rimetta in scena la sostanza drammatica sembra interrogarlo da capo, come se il dramma non avesse ancora esaurito ciò che ha da dire su di noi, sul potere, sull’oscura geometria del destino. E quando
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LIVORNO - Il Teatro Goldoni accoglie nel weekend di San Valentino "Musica Amoris 2026" in un clima di attesa calorosa e partecipe. Il titolo scelto per il concerto non è casuale: l’amore, nelle sue molteplici declinazioni, è il filo rosso che unisce le due grandi pagine in programma, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle minore
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Tutte le direzioni riparte
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FERRARA - Girovagando tra le etrusche valli padane, alla ricerca di una nuova casa (vista la chiusura dello "Spirito" di Vigarano Mainarda), la carovana del Gruppo dei 10 ha trovato due importanti collaborazioni per una sosta prolungata all’insegna della musica e del divertimento. Saranno infatti la Scuola di Musica Moderna
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servizio di Nicola Barsanti FREE
GENOVA - Applausi lunghi e calorosi accolgono, venerdì 13 febbraio 2026, il debutto del titolo più atteso e impegnativo della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: Tristan und Isolde di Richard Wagner. Quasi cinque ore di musica e vertigine emotiva che scorrono come un unico respiro, dissolvendo il tempo e lasciando lo spettatore
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Classica
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Mehta e Mozart suprema bellezza
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LUCCA - C’è un istante nella vita di ogni istituzione culturale in cui la programmazione cessa di essere mero esercizio di organizzazione e diventa atto interpretativo della storia. Quando il Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" ha dovuto rinunciare momentaneamente all’Otello verdiano inizialmente previsto, il vuoto lasciato in cartellone avrebbe
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Rigoletto rinnovato senza tradimenti
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AREZZO - Nel cuore del Teatro Petrarca di Arezzo la produzione di Rigoletto di Giuseppe Verdi si conferma un evento che va oltre la pura rappresentazione lirica, trasformandosi in un manifesto culturale vivo e consapevole. L’edizione nasce dall’incontro virtuoso tra formazione d’eccellenza, identità territoriale e audace innovazione
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Jazz Pop Rock Etno
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Campus dei Campioni la cultura diventa comunità
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Ecco a voi la Tosca di Scarpia...
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FIRENZE - Con Tosca Giacomo Puccini realizza una delle sintesi più lucide del proprio teatro musicale: un’opera senza vere pause, costruita come un flusso drammatico continuo in cui la musica coincide con l’azione. Viene meno la tradizionale alternanza fra numeri chiusi e raccordi, sostituita da una trama serrata di motivi brevi e ricorrenti che
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TORINO - Carlo Vistoli è al momento il controtenore italiano più richiesto all'estero (considerato un interprete di riferimento di Händel) e sta avendo una carriera in grandissima ascesa: ha vinto il Premio "Abbiati" 2024 della critica musicale italiana come miglior cantante per Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera
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LUCCA - Dopo un’assenza che si protraeva da quasi un quarto di secolo, Nabucco di Giuseppe Verdi torna al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, inaugurando il 2026 con due recite che riportano in scena uno dei titoli fondativi del teatro verdiano. L’opera che nel 1842 segnò la definitiva affermazione del compositore continua a imporsi come
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GENOVA - Inaugurare l’anno nuovo a teatro condividendo il rito collettivo del Concerto di Capodanno, non è soltanto una consuetudine mondana o un appuntamento rituale del calendario musicale: è un gesto culturale carico di valore simbolico, un augurio affidato al suono capace di dare forma e senso al tempo che comincia. Giovedì 1° gennaio
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SAN FRANCISCO (California, USA) - War Memorial Opera House. Con Rigoletto, opera in tre atti con musica di Giuseppe e libretto in italiano di Francesco Maria Piave (1810-1876), è iniziata una nuova stagione dell'Opera di San Francisco, la numero 103 della sua storia. Sebbene l'opera sia entrata formalmente nel repertorio di
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ROVIGO - È stata una prima esecuzione assoluta per il Teatro Sociale, quella di L'occasione fa il ladro di Gioachino Rossini su libretto di Luigi Previdali; una prima esecuzione ben 213 anni dopo la prima mondiale del 1812 (avvenuta nel Teatro San Moisè di Venezia); e poi - nella stessa serata rodigina - anche un debutto per il vincitore del Concorso
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Ecco la Cenerentola dei giovani
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