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Pubblicato il 18 Maggio 2026
In sostituzione di Myung-Whun Chung malato sale sul podio il promettente Emmanuel Tjeknavorian
Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti
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FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere la direzione del programma. Così, prima della monumentale Quinta Sinfonia di Gustav Mahler il giovane maestro propone la Sinfonia n. 68 in Si bemolle maggiore Hob. I:68 di Franz Joseph Haydn, pagina che fa il suo debutto assoluto nelle stagioni del Maggio. Per ragioni indipendenti dalla volontà di chi scrive, un eccezionale congestionamento del traffico autostradale lungo il percorso da Lucca verso Firenze mi impedisce di assistere all’intero concerto. L’ingresso in "Sala Mehta" avviene infatti soltanto nel secondo set del concerto, all’inizio del terzo movimento della Sinfonia n. 5 di Mahler. Una circostanza certamente spiacevole che priva della possibilità di valutare la costruzione complessiva dell’arco interpretativo elaborato dal direttore; tuttavia, i circa trentacinque minuti finali della partitura di Mahler si rivelano sufficienti per cogliere alcuni aspetti significativi della lettura proposta da Tjeknavorian. Fin dalle prime battute dello Scherzo emerge una direzione energica e ben controllata, caratterizzata da una gestualità chiara e da un’attenta cura degli equilibri orchestrali. Il giovane direttore affronta la complessa architettura mahleriana privilegiando la trasparenza delle linee e la definizione del dettaglio timbrico, senza mai sacrificare il respiro complessivo del discorso musicale. Lo Scherzo, con il suo intricato gioco di richiami motivici e continue trasformazioni ritmiche, trova una resa convincente grazie a una pulsazione sempre viva e a una notevole precisione delle sezioni orchestrali. Particolarmente riuscito appare il celebre Adagietto, affrontato con misura e senza indulgere in eccessivi rallentamenti o sentimentalismi. Gli archi dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino esibiscono qui un suono compatto, morbido e omogeneo, sostenendo con eleganza il lungo arco melodico concepito da Mahler.

Tjeknavorian sceglie tempi scorrevoli che restituiscono alla pagina il suo carattere di intima confessione lirica, evitando ogni retorica e lasciando emergere la raffinata scrittura armonica del compositore. Nel Rondò-Finale il direttore mette in luce la straordinaria capacità dell’orchestra di affrontare le continue sovrapposizioni contrappuntistiche che caratterizzano il movimento conclusivo. La costruzione progressiva della tensione conduce con naturalezza all’apoteosi finale, resa con brillantezza sonora ma senza eccessi volumetrici, mantenendo sempre leggibili le singole voci del tessuto orchestrale. Pur nella limitazione di una presenza necessariamente parziale, la serata consente dunque di apprezzare le qualità direttoriali di Emmanuel Tjeknavorian: chiarezza del gesto, attenzione al dettaglio, controllo delle dinamiche e una visione interpretativa già matura di una delle partiture più complesse e impegnative del repertorio sinfonico. Un’impressione positiva che lascia il desiderio di poter ascoltare in futuro il direttore impegnato nell’integralità di un grande affresco mahleriano. (La cronaca del concerto si riferisce alla serata di sabato 16 maggio 2026)
Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm e Nicola Barsanti Nella miniatura in alto e sotto: il giovane direttore Emmanuel Tjeknavorian
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Pubblicato il 20 Settembre 2025
Presentata in Piazza Garibaldi a un pubblico numerosissimo la Stagione 2025/2026 del Teatro Sociale
Un luogo dove il cuore rimane giovane
redatto da Athos Tromboni
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ROVIGO - La platea del Teatro Sociale per la prima volta si è trasferita in piazza Giuseppe Garibaldi: l’evento dal titolo Sotto il cielo di Rovigo – Cult dove il cuore rimane giovane, a cura della regista Anna Cuocolo, ha voluto essere un incontro speciale della autorità locali e del management del teatro con il pubblico, per celebrare insieme a tutta la città, pubblicamente, l'apertura della nuova stagione teatrale.
PRESENTAZIONE INSOLITA E INNOVATIVA L'insolita presentazione si è rivelata un’occasione dove arte e parole si sono intrecciate. Accanto agli interventi delle autorità, del direttore artistico e degli ospiti istituzionali, è stato proposto un momento performativo che ha anticipato lo spirito e le atmosfere della nuova stagione. A creare la giusta suggestione il pianista Alberto Boischio, che al pianoforte ha eseguito un Waltz di Chopin, introducendo la serata, ma anche le splendide cantanti Silvia Ghirardini ed Eleonora Filipponi che si sono esibite da un balcone illuminato. E con questa magica atmosfera ha preso il via la serata, presentata dal giornalista Francesco Chiamulera. Sul palco per i saluti istituzionali, il sindaco Valeria Cittadin, l'assessore alla Cultura di Rovigo, Erika De Luca, e l'assessore regionale Cristiano Corazzari , per poi entrare nel vivo della presentazione con l’uscita di Giancarlo Marinelli nella veste di attore, che ha eseguito un breve monologo tratto da Giulietta e Romeo di Shakespeare; e infine il direttore artistico del Teatro Sociale, Edoardo Bottacin, che ha presentato la stagione teatrale 2025/26. Dopo i dettagli della nuova stagione, ancora un momento di arte e spettacolo con il baritono Alessandro Boreggio, che ha cantato "Deh vieni alla finestra" dal Don Giovanni di Mozart e Silvia Ghirardini che ha proposto il valzer di Musetta “Quando men' vo” da La bohème di Puccini. Il finale della insolita e innovativa presentazione della Stagione 2025-2026 ha visto il debutto del neonato Coro di Voci bianche del Teatro Sociale di Rovigo preparato da Francesco Toso, accompagnato per l'occasione dal pianista Paolo Lazzarini: il coro ha proposto la marcia dei monelli della Carmen di Bizet, dove sarà impegnato nelle recite previste in stagione. Poi Eleonora Filipponi ha eseguito “Habanera” di Carmen insieme al Coro di voci bianche. Oltre al monologo shakespeariano, Giancarlo Marinelli, nella veste di direttore di Arteven, ha illustrato la stagione di Prosa; quindi Francesco Chimulera haintervistato i rappresentanti degli sponsor ufficiali della stagione: Gianluca Carraro per Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Giorgia Fonsatti per Adriatic Lng, e Marco Rossi per Irsap, per finire con i bambini del coro del Teatro Sociale che hanno eseguito un brano tratto dalla Carmen. Infine, il numeroso pubblico ha visitato la platea del Teatro Sociale restaurato, partecipando ad un rinfresco offerto da Pasticeria Borsari caffè Borsa e Osteria Al Teatro. L’allestimento floreale è stato curato da Q68 Fashion. Flowers.

GLI INTERVENTI «Il Teatro Sociale di Rovigo, teatro di tradizione, riconosciuto come terzo polo lirico del Veneto – ha detto il sindaco Valeria Cittadin - si conferma ancora una volta motore culturale e identitario della nostra città. La nuova stagione, ricca, articolata e trasversale, rappresenta un’offerta culturale di altissimo livello, capace di parlare a pubblici diversi e di tutte le età. Una stagione frutto di un intenso lavoro di squadra e di sinergie virtuose tra istituzioni, realtà culturali e operatori del settore. È la dimostrazione concreta di come il Teatro possa essere non solo un luogo di spettacolo, ma uno spazio vivo, aperto, capace di parlare a tutta la comunità. Il Teatro Sociale continua ad essere punto di riferimento per la vita culturale della città e non solo. Questa nuova stagione è una testimonianza della forza di una comunità che crede nella cultura come motore di crescita, dialogo e identità. Un ringraziamento a chi ha reso possibile questo nuovo progetto culturale.» «Dalla grande lirica alla prosa, dalla danza al jazz, passando per la concertistica e il teatro ragazzi. Il Teatro Sociale – ha aggiunto l’assessore alla Cultura Erika De Luca - si apre alla città e al territorio con un programma che unisce qualità, innovazione e tradizione. Un teatro vivo, inclusivo e aperto, che racconta la cultura come bene comune e volano di sviluppo sociale ed economico. Siamo orgogliosi di sostenere e promuovere una stagione che valorizza il talento, la bellezza e la partecipazione, nel segno di una visione culturale condivisa e lungimirante. Un ringraziamento al direttore artistico Edoardo Bottacin, agli uffici comunali con la dirigente Micaela Pattaro, ai tecnici, alle maestranze, agli sponsor, a chi ha reso possibile tutto ciò. Colgo l’occasione per ringraziare anche la regista Anna Cuocolo, che ha messo a disposizione la sua professionalità per l’evento di presentazione della nuova stagione. Naturalmente un grandissimo grazie al pubblico, che con la sua presenza e con il suo entusiasmo continua a dare senso e forza a questo luogo. Auguro a tutti una stagione ricca di emozioni e di cultura condivisa.» Da parte sua il consigliere regionale Cristiano Corazzari si è detto orgoglioso delle sue origini polesane e ha parlato del sostegno - anche economico - della Regione Veneto al Teatro Sociale di Rovigo, terzo teatro del Veneto per importanza. Il teatro ha presenta un programma che si inserisce nel percorso del triennio artistico guidato da Edoardo Bottacin, celebrato anche dalla presentazione del nuovo logo istituzionale, simbolo di identità e visione condivisa: «Con questo cartellone - ha detto Bottaccin - con i risultati ottenuti, con i lavori di restauro del teatro già avviati e destinati a proseguire, abbiamo oggi un teatro pronto ad affrontare ogni sfida. Con orgoglio e gratitudine lascio un luogo vivo, amato e curato da un gruppo di lavoro straordinario, capace di trasformare ogni difficoltà in un’opportunità, e ogni Stagione in un nuovo inizio.» Il cartellone della Stagione 2025/2026 si articola in un ampio ventaglio di proposte che spaziano dalla lirica alla prosa, dalla sinfonica al jazz, senza dimenticare danza e progetti speciali. La 210ª Stagione Lirica porta sul palcoscenico nuove produzioni e prime assolute legate al filo conduttore del “Controcanto, storie fuori spartito”, mentre la Prosa privilegia i grandi testi della letteratura teatrale e i loro interpreti più autorevoli. La Sinfonica e Concertistica completa il percorso triennale dedicato ai capisaldi della musica per solista e orchestra, affiancando star internazionali a giovani talenti emergenti. La sezione Jazz e dintorni continua ad aprire il teatro alle contaminazioni con eventi che uniscono linguaggi diversi. Accanto a queste sezioni principali, un ricco calendario di iniziative collaterali, laboratori e attività divulgative ed educational rafforza il legame del Teatro Sociale con la città e con le nuove generazioni. Primo appuntamento il 21 settembre 2025 con VioloncELIO, concerto che chiude il Festival Rovigo Cello City. Sul palco ci sarà Elio, voce eclettica e amatissima, che per l’occasione si unisce a un ensemble di violoncelli in un programma che mescola con ironia la classica e il pop, in piena sintonia con lo spirito che caratterizza la rassegna. Un appuntamento festoso, che segna il ponte ideale tra la vitalità di un festival cittadino e l’inizio della nuova stagione del Teatro Sociale, che avverrà il 17 ottobre con Così fan tutte di Mozart.


LA STAGIONE LIRICA La 210ª Stagione Lirica ruota attorno al tema del “Controcanto, storie fuori spartito”: personaggi ribelli, enigmatici, poetici, che deviano dalla melodia principale e scompigliano le regole del gioco. Ad aprire il cartellone sarà Così fan tutte (17 e 19 ottobre), assente da Rovigo da venticinque anni, con la regia di Stefano Vizioli, artista italiano dalla lunga carriera internazionale, e le scene di Milo Manara, che con questo titolo debutta come scenografo e costumista teatrale. Sul podio lo spagnolo Jordi Bernàcer. Protagonisti Irina Lungu, soprano applaudita nei maggiori teatri internazionali, e Francesca Di Sauro, accanto a Biagio Pizzuti, Andrew Kim, la rodigina Paola Gardina e Maurizio Muraro. A novembre arriverà Cin Ci Là (28 e 29 novembre) l’operetta, che quest’anno compie cento anni, sarà diretta da Alberto Orlandi con la regia di Corrado Abbati, regista che ha fatto di questo genere musicale teatrale il fulcro della sua attività, portandola sui palcoscenici di tutta Italia. Dicembre sarà dedicato a L’occasione fa il ladro (12 e 14 dicembre 2025), diretta da Elisabetta Maschio e messa in scena da Anna Cuocolo, con scene e costumi di Matteo Corsi, vincitore del Concorso Internazionale Gabbris Ferrari. Un nuovo allestimento nell’ambito del progetto Fucina del Teatro Sociale di Rovigo, in coproduzione con il Conservatorio Francesco Venezze di Rovigo. Il nuovo anno si aprirà con Carmen di Bizet (30 gennaio e 1 febbraio 2026), una delle opere più amate e popolari del repertorio, che nel 2026 celebra il 150° anniversario dalla sua prima esecuzione. Sul podio Marco Angius, direttore musicale dell’Orchestra di Padova e del Veneto, apprezzato a livello internazionale per l’attenzione al repertorio contemporaneo ma anche per la capacità di rileggere i grandi capolavori della tradizione. La regia e le scene portano la firma di Filippo Tonon, regista e scenografo che ha portato la sua visione su palcoscenici europei, noto per la sua capacità di fondere eleganza visiva e forza drammaturgica. Nei panni della protagonista il mezzosoprano Caterina Piva, voce emergente della nuova generazione italiana; accanto a lei il tenore francese Jean-François Borras, ospite abituale di teatri come il Metropolitan di New York e l’Opéra di Parigi (alternato a Paolo Fanale), Daniel Giulianini come Escamillo e il soprano Francesca Dotto, Micaela di grande sensibilità musicale.


A febbraio il Teatro ospiterà la prima italiana di Alice nel Paese delle Meraviglie di Pierangelo Valtinoni (20 e 21 febbraio), opera che dopo i successi in Europa e in Asia arriva finalmente in Italia. Valtinoni, compositore tra i più rappresentati al mondo nel repertorio dedicato ai giovani e alle famiglie, costruisce una partitura vivace e colorata che restituisce tutta la fantasia di Lewis Carroll, tra atmosfere oniriche e divertenti giochi musicali. La direzione è affidata a Eddi De Nadai e la regia a Tommaso Franchin, con Claudia Ceraulo nel ruolo di Alice e Caterina Dallaere come Regina di cuori. Un racconto universale che attraversa generazioni, capace di aprire nuovi orizzonti di pubblico e di confermare l’impegno del Teatro Sociale nella promozione della musica contemporanea e delle prime esecuzioni italiane. A marzo sarà la volta de Il flauto magico (13 e 15 marzo), diretto da Massimo Raccanelli e messo in scena da Paolo Giani Cei, regista che firmerà anche scene, costumi e luci. Nel ruolo di Pamina ci sarà il soprano spagnolo emergente Aitana Sanz Perez, la Regina della Notte sarà affidata a Claudia Urru, affianco a loro Kim Hyun Jung, giovane tenore sudcoreano, interpreterà Tamino, mentre Antonio Di Matteo darà voce all’autorevole Sarastro. A completare il cast il baritono austriaco Markus Werba, interprete di riferimento per il ruolo di Papageno, che ha fatto proprio di questo personaggio uno dei capisaldi del suo repertorio mozartiano, consacrandosi tra i protagonisti più apprezzati a livello internazionale; memorabili le sue interpretazioni a Vienna e al Festival di Salisburgo. La stagione si concluderà a maggio con un dittico di grande suggestione: La damoiselle élue di Claude Debussy e Bianca di Italo Montemezzi (8 maggio 2026), quest’ultima presentata in prima esecuzione assoluta. Nel poema lirico di Debussy, su versi di Dante Gabriele Rossetti, saranno protagoniste Hanadi Karic come recitante e Yukari Mori nel ruolo della Damoiselle. Seguirà Bianca, raro poema drammatico in un atto su libretto di Giuseppe Zuppone Strani, riscoperto grazie alla trascrizione di Marco Pasetto: un titolo che riafferma la vocazione del Teatro Sociale alla valorizzazione del Novecento italiano e delle nuove riscoperte. Sul palco Camilla Consolaro (Bianca), Hanadi Karic (Ricciarda), Giulio Putrino (Balduino) e Meng Xiaojie (il Guardaboschi). La direzione è affidata a Fabrizio Da Ros, mentre la regia, le scene e le luci portano la firma di Stefano Patarino, con i costumi di FantasiainRe. A completare il progetto il Coro e l’Orchestra del Conservatorio “C. Pollini” di Padova, guidati da Francesco Loregian, una collaborazione che intreccia produzione teatrale e formazione accademica. Un intero progetto speciale è dedicato al centenario della nascita del grande baritono Dietrich Fischer-Dieskau, figura che ha segnato in maniera indelebile l’interpretazione del Lied e del repertorio vocale del Novecento. Rovigo celebrerà l’anniversario con un ricco calendario che comprende le masterclass di Erik Battaglia dedicate al Lied tedesco, incontri di approfondimento e un simposio internazionale con musicologi e interpreti provenienti da diversi Paesi, pensato per indagare l’eredità artistica e critica del grande baritono. Cuore delle celebrazioni sarà lo spettacolo Prospero’s Voice (26 ottobre 2025), ideato da Claudio Ronda e Manuel Fischer-Dieskau con la compagnia Fabula Saltica: un’opera multimediale che intreccia danza, musica dal vivo, video e arti visive, arricchita dalle musiche di Manuel Fischer-Dieskau ed Erik Battaglia e dalle immagini originali tratte dai disegni e dipinti dello stesso Dietrich Fischer-Dieskau. Una prima assoluta che non è solo omaggio, ma creazione originale, capace di restituire un ritratto intimo e suggestivo di un artista che ha ridefinito i confini dell’interpretazione vocale del XX secolo.
  

LA PROSA E LA DANZA La stagione di Prosa, realizzata in collaborazione con Arteven, riporta al centro i grandi testi della letteratura teatrale e i loro interpreti più autorevoli, in un anno che coincide anche con le celebrazioni per il centenario della nascita di Gian Antonio Cibotto, figura centrale della cultura rodigina. «Nell’anno delle grandi celebrazioni per Gian Antonio Cibotto la Stagione del Sociale assume un’importanza particolare. È come se Toni, il grande Cibotto, quest’anno ritornasse tra gli spalti e le sedie del Teatro a guardare gli spettacoli. È una Stagione particolare e proprio per questo ancor più straordinaria» HA commentato Giancarlo Marinelli, direttore di Arteven. A inaugurare gli appuntamenti sarà Il gabbiano di Čechov (25 e 26 novembre 2025), con Giuliana De Sio, attrice che ha saputo attraversare cinema, televisione e palcoscenico con ruoli memorabili, diretta da Filippo Dini, regista tra i più apprezzati della sua generazione per la sensibilità con cui affronta i classici russi e la drammaturgia contemporanea. A febbraio sarà la volta de La coscienza di Zeno di Italo Svevo (4 e 5 febbraio 2026), con Alessandro Haber, uno dei grandi protagonisti del teatro italiano, capace di fondere carisma e ironia. La regia è di Paolo Valerio per una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, nata a Trieste – la città di Svevo – e accolta con entusiasmo dalle platee italiane. Sempre a febbraio (10 febbraio 2026) salirà sul palco Maria Paiato, attrice di culto per l’intensità delle sue interpretazioni, protagonista di Riccardo III di Shakespeare diretto da Andrea Chiodi. Tutto il talento e la straordinaria forza dell’attrice veneta si misurano qui con uno dei grandi capolavori del teatro elisabettiano, in un progetto da lei fortemente desiderato e oggi realizzato grazie all’intesa con il regista. Lo spettacolo è una produzione del Centro Teatrale Bresciano, in coproduzione con il Teatro Nazionale di Genova, il Teatro Biondo di Palermo e il Teatro di Roma – Teatro Nazionale. A marzo sarà la volta de Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello (7 e 8 marzo 2026), con Silvio Orlando, attore amatissimo dal pubblico, diretto da Andrea Baracco in un allestimento che restituisce tutta la forza grottesca e corrosiva del teatro pirandelliano. Accanto a questi capisaldi arrivano due titoli “cult”: Amadeus di Peter Shaffer (22 gennaio 2026), con Ferdinando Bruni, figura centrale del teatro di ricerca italiano, e Piccole Donne, musical in prima italiana assoluta con la regia e le coreografie di Fabrizio Angelini (14 gennaio 2026). Completano il cartellone tre appuntamenti che arricchiscono la stagione con danza e spettacolo. Il 5 gennaio 2026 il Balletto di Milano porterà sul palco Romeo e Giulietta, celebre coreografia ispirata alla tragedia shakespeariana, costruita sulla musica di Čajkovskij: uno spettacolo che unisce rigore accademico e freschezza interpretativa, firmato da una delle compagnie italiane più apprezzate anche all’estero. Il 2 aprile 2026 sarà la volta di The Black Blues Brothers, scritto e diretto da Alexander Sunny. Lo spettacolo, premiato come Miglior Show di teatro fisico all’Edinburgh Fringe Festival 2022, è una festa acrobatica ambientata in un elegante locale stile Cotton Club e scandita dalle musiche del film cult di John Landis. Cinque acrobati kenioti – Bilal Musa Huka, Rashid Amini Kulembwa, Seif Mohamed Mlevi, Mohamed Salim Mwakidudu e Peter Mnyamosi Obunde – trasformano il palco in un turbine di piramidi umane, limbo col fuoco, salti nei cerchi e numeri mozzafiato. Una produzione Mosaico Errante, distribuita da Circo e Dintorni, che ha superato le 1.000 repliche nel mondo conquistando oltre 650.000 spettatori. Il 10 aprile 2026 chiuderà la sezione Le Quattro Stagioni della Compagnia Opus Ballet, coreografia di Aurelie Mounier sulle musiche di Vivaldi. Più che una trasposizione musicale, lo spettacolo è una riflessione poetica sul tempo che scorre, sui cicli della natura e dell’esistenza umana. I danzatori – Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Matheus De Oliveira Alves, Ginevra Gioli, Gaia Mondini, Giulia Orlando e Frederic Zoungla – danno corpo e respiro a paesaggi interiori e fenomeni naturali, accompagnati dai costumi di Beatrice Laurora, Isabella Fumagalli e Maia Sikharulidze. Una produzione che invita a fermarsi e ad ascoltare il ritmo segreto delle stagioni, restituendo in danza l’armonia tra uomo e natura. Una novità attesa è l’introduzione del turno B di abbonamento, che prevede tre recite per alcuni spettacoli: un ampliamento dell’offerta che risponde a una richiesta del pubblico già emersa negli scorsi anni e che testimonia la crescita dell’attenzione verso la prosa al Teatro Sociale.

I CONCERTI SINFONICI E CAMERISTICI La stagione sinfonica e concertistica porta a compimento il percorso triennale immaginato e fortemente voluto da Edoardo Bottacin: un itinerario che ha accostato i grandi capisaldi del repertorio per solista e orchestra alla valorizzazione delle compagini territoriali, affiancando star internazionali e giovani interpreti emergenti. Il primo appuntamento sarà VioloncELIO (21 settembre 2025), evento conclusivo del Festival Rovigo Cello City che inaugura la sezione concertistica. Protagonista Elio, voce eclettica della musica italiana, che dialogherà con un ensemble di violoncelli in un programma capace di mescolare ironia, leggerezza e virtuosismo, aprendo la stagione con una serata di contaminazione tra classico e pop. Il 31 ottobre 2025 seguirà il concerto del violinista Ilya Gringolts, interprete tra i più raffinati della sua generazione e noto per le sue incisioni dedicate a Bach e al grande repertorio romantico, accompagnato dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Michael Hofstetter. Il 17 dicembre 2025 sarà la volta del Messiah di Händel/Mozart, diretto da Filippo Maria Bressan, direttore che ha guidato compagini come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Maggio Musicale Fiorentino, apprezzato per la sua attenzione filologica e per la chiarezza interpretativa. Nel cast spicca il soprano rodigino Silvia Frigato, specialista del repertorio barocco che ha collaborato con ensemble come il Monteverdi Choir, accanto a Sharon Carty, Raffaele Feo e Marco Saccardin. Il Concerto di Capodanno (1 gennaio 2026) sarà affidato a Giovanni Constantini con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, presentato da Elena Filini, in un omaggio alla tradizione viennese con le celebri pagine della famiglia Strauss e brillanti ouvertures. A gennaio protagonista il Quartetto di Cremona (25 gennaio 2026), ensemble cameristico italiano di fama internazionale, premiato con l’ECHO Classic Award e ospite regolare delle più prestigiose sale da concerto, con un programma che include Wolf, Debussy e il Quartetto La morte e la fanciulla di Schubert. La stagione proseguirà con i concerti bachiani per più clavicembali e orchestra (15 febbraio e 22 marzo 2026), guidati da Federica Bianchi insieme ai suoi migliori allievi, in continuità con il progetto avviato negli anni precedenti con i Concerti Brandeburghesi. Seguirà il concerto dell’Orchestra del Conservatorio Venezze (1 aprile 2026), vetrina per le nuove generazioni di musicisti formati a Rovigo. Il 19 aprile 2026 approderà al Sociale Kian Soltani, violoncellista tra i più richiesti della sua generazione, interprete carismatico del Concerto di Dvořák, accompagnato dall’Orchestra dell’Arena di Verona diretta da Nicolò Foron, giovane direttore che, dopo la vittoria al Concorso Donatella Flick, ha già diretto la London Symphony Orchestra e numerose compagini europee. La chiusura sarà affidata a due appuntamenti di prestigio: il recital di Jessica Pratt (24 aprile 2026), soprano australiano considerata una delle interpreti di riferimento del belcanto, con un programma dedicato a Rossini, e il concerto del pianista Yoav Levanon (10 maggio 2026), giovanissimo artista Warner Classic salutato dalla critica internazionale come una delle promesse più luminose della scena pianistica.
JAZZ E DINTORNI Il Teatro Sociale conferma anche quest’anno la sua apertura alle contaminazioni con un programma che unisce jazz, crossover e grandi omaggi musicali. Si parte con la 9ª edizione del Premio Marco Tamburini (19 dicembre 2025), che rende omaggio al grande trombettista rodigino e continua a valorizzare giovani solisti jazz italiani ed europei, mantenendo vivo il legame tra Rovigo e una delle figure più importanti della scena jazzistica contemporanea. Il 21 dicembre 2025 il palco del Sociale accoglierà Symphonic Queen, spettacolo che fonde orchestra sinfonica e rock band per celebrare le immortali canzoni di Freddie Mercury e dei Queen, un evento che negli anni ha conquistato platee in tutta Europa. Il 17 gennaio 2026 sarà la volta dell’omaggio a Franco Battiato e Giusto Pio, concerto che intreccia l’intensa voce di Giulio Casale con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta: un viaggio tra le pagine più poetiche e visionarie di due protagonisti della musica italiana. Il 17 febbraio 2026, in occasione del Martedì Grasso, la città si trasformerà con Eu te amo Samba, una giornata-evento che intreccia musica, danza e cinema. Dal laboratorio di percussioni A scuola di samba al Ridotto, alla parata in centro storico con la marching band Bloko Intestinhao, fino all’aperitivo brasiliano e alla proiezione del documentario Il sale della terra di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, l’iniziativa porterà lo spirito festoso del carnevale carioca nel cuore di Rovigo. L’8 febbraio 2026 sarà protagonista Raphael Gualazzi, apprezzato pianista, cantante e autore capace di fondere jazz, blues e sonorità soul in uno stile unico, che lo ha portato dal Festival di Sanremo al palco dell’Eurovision e a tournée internazionali. Chiuderà la sezione Jazz all’Opera (22 aprile 2026), progetto che vede protagonisti la Venezze Big Band e il clarinettista Gabriele Mirabassi, tra i più interessanti interpreti italiani del jazz contemporaneo, in un concerto che mescola la libertà improvvisativa del jazz con suggestioni e atmosfere del repertorio operistico.
IL TEATRO RAGAZZI La stagione 2025/26 dedica ampio spazio anche al pubblico dei più giovani con il progetto LaScuolaTeatro, che accompagna studenti e famiglie alla scoperta dei grandi titoli e dei linguaggi della scena. Sono previste anteprime studenti per tutte le opere liriche in cartellone – da Così fan tutte a Carmen, da Alice nel Paese delle Meraviglie a Il flauto magico – accanto a produzioni originali pensate per i più piccoli. Tra queste, Gioco da ragazzi (24 novembre 2025), omaggio a Bizet nel 150° della morte, Lo Schiaccianoci (20 dicembre 2025) in una versione che unisce parole e musica, e CartaCantaTurandot (10 e 11 marzo 2026), spettacolo che rilegge l’opera pucciniana attraverso marionette e teatro d’ombre. Il programma comprende anche appuntamenti che intrecciano teatro e memoria civile, come Perlasca. Il coraggio di dire no (6 febbraio 2026), scritto e interpretato da Alessandro Albertin, e percorsi di approfondimento con le lezioni spettacolo dedicate a Gian Antonio Cibotto nel centenario della nascita. A completare l’offerta, un ricco ventaglio di laboratori: dal coro di voci bianche al laboratorio di fotografia digitale, fino al progetto inclusivo Cultura+ per studenti con disabilità, senza dimenticare Mettiamoci all’opera, visite guidate, percorsi didattici e attività pensate per avvicinare i ragazzi al teatro da protagonisti.
I PROGETTI SPECIALI Il Teatro Sociale conferma la sua vocazione a farsi luogo di incontro e di sperimentazione con un ampio capitolo di progetti speciali. Accanto al già citato omaggio a Dietrich Fischer-Dieskau con masterclass, simposio e lo spettacolo Prospero’s Voice, si rinnova l’appuntamento con A tu per tu con la lirica… con gelato all’opera, ciclo di incontri che accompagna le nuove produzioni attraverso conversazioni divulgative arricchite dalle creazioni del maestro gelatiere Elio Palmieri: un modo originale e conviviale per avvicinare il pubblico ai segreti delle opere in cartellone. Con Una città all’opera, Rovigo si trasforma in un palcoscenico diffuso: il centro storico dialoga con la prima della stagione attraverso vetrine, menù e iniziative ispirate all’opera inaugurale. Gli approfondimenti proseguono con il ciclo Le storie dietro la storia, incontri al Ridotto che uniscono studiosi e giornalisti per indagare i temi legati ai titoli in cartellone. Particolare rilievo avrà “Influopera torna a casa”, il primo convegno nazionale dedicato ai cultural content creator che si occupano di classica, teatro e opera organizzato da Valentina Anzani e OperaMeet e sostenuto dal Teatro Sociale di Rovigo. Si terrà nel febbraio 2026 al Ridotto del Teatro Sociale, in occasione della prima assoluta di Alice nel Paese delle Meraviglie. L’iniziativa celebra Rovigo come luogo d’origine del progetto Influopera da cui è nata una rete di giovani professionisti oggi attivi in tutta Italia. I partecipanti delle prime edizioni, oggi social media manager, divulgatori e consulenti culturali, saranno invitati a raccontare i loro percorsi e a confrontarsi sul futuro della comunicazione digitale nelle arti performative. Un’occasione per riflettere su come si costruisce una professione a partire da un’intuizione collettiva. Tra le iniziative si conferma anche la Fucina del Teatro Sociale di Rovigo, laboratorio permanente che coinvolge giovani attori, musicisti, tecnici e creativi in un percorso di formazione e produzione. Un vero e proprio incubatore di talenti che mette in dialogo generazioni diverse e crea occasioni concrete di crescita professionale, contribuendo a costruire il futuro del teatro attraverso esperienze condivise e sperimentazione sul campo. Infine, le giornate di Operadays (23 e 24 maggio 2026) apriranno al pubblico i laboratori di scenografia e sartoria di San Sisto a Sant’Apollinare, cuore pulsante del lavoro artigianale che dà vita alle produzioni del Sociale. Due giorni di visite guidate gratuite che sveleranno il dietro le quinte del teatro, dal bozzetto alla scena compiuta.

INFO DI SERVIZIO Gli abbonamenti e i biglietti per la Stagione 2025/26 sono già disponibili a partire dal 19 settembre 2025 per lirica, concertistica e jazz; e saranno disponibili dal 21 ottobre 2025 per prosa e danza. Info: Teatro Sociale di Rovigo, PiazzaGaribaldi 14, tel. 0425 25614 teatrosociale.botteghino@comune.rovigo.it - www.comune.rovigo.it/teatrosociale
La stagione 2025/2026 del Teatro Sociale di Rovigo è realizzata grazie al supporto di: Ministero della Cultura, Regione del Veneto, Comune di Rovigo-Assessorato alla Cultura, Arteven, Camera di Commercio di Venezia-Rovigo, Confindustria Veneto Est. Partner della stagione: Fondazione Cariparo, Fondazione Banca del Monte, Fondazione Rovigo Cultura, Banca del Veneto Centrale. Sponsor: Adriatic LNG, TMB, IRSAP, Interporto, La Fattoria, Borsari, Osteria del Teatro, Scopa Gioielli Media partner: LaPiazza, OPS Group. Partner Tecnici: Playpiano, Fioreria Quadri, Gelateria Godot
Crediti fotografici: Ludovico Guglielmo per il Teatro Sociale di Rovigo Nella miniatura in alto: il sindaco Valeria Cittadin Sotto: foto-ricordo del management che ha animato la manifestazione in Piazza Garibaldi con il sindaco Valeria Cittadin, la regista Anna Cuocolo e l'assessore alla Cultura di Rovigo Erika De Luca Al centro, in sequenza: il pianista Alberto Boischio e il pubblico presente in Piazza Garibaldi; il pianista Paolo Lazzarini con il Coro di Voci bianche del Teatro Sociale di Rovigo; il mezzosoprano Eleonora Filipponi e il soprano Silvia Girardini duettano dal balcone; foto ricordo per Silvia Girardini, Eleonora Filipponi, Anna Cuocolo, Alessandro Boreggio e Alberto Boischio; il direttore artistico Edoardo Bottaccin; Giancarlo Marinelli direttore di Arteven; il baritono Alessandro Boreggio; panoramica sul pubblico presente in Piazza Garibaldi; la "corsa dei monelli" per i giovanissimi del Coro di Voci bianche del Teatro Sociale di Rovigo In fondo: scenografia di Milo Manara per Così fan tutte opera inaugurale della nuova stagione
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Pubblicato il 03 Giugno 2024
Ferrara Musica fa il pienone di pubblico per il concerto del pianista-direttore ungherese
La Chamber of Europe e sir Schiff
servizio di Edoardo Farina
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FERRARA - Preceduto dall’interessante lezione-conferenza tenutasi presso la sala del Ridotto del Teatro a cura del musicologo Giorgio Pestelli in presenza del Direttore artistico di Ferrara Musica Renzo Restagno che ne ha introdotto il programma e le caratteristiche storiografiche del concerto nel pomeriggio antecedente, il penultimo appuntamento della ricca stagione di Ferrara Musica 2023 – 2024 ha visto sabato 1° giugno 2024 sul palco del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara il ritorno della Chamber Orchestra of Europe, per un attesissimo evento ove Sir András Schiff è stato impegnato nel doppio ruolo sia di solista che direttore. Tra i musicisti più annoverati al mondo, di nazionalità ungherese ma naturalizzato britannico, fa parte dell’Olimpo dei grandi pianisti in attività, incentrando le sue esecuzioni monografiche sui capolavori di Bach, Mozart, Beethoven e Schubert osannate regolarmente dalla critica, ma soprattutto da un pubblico sempre più vasto di appassionati. Il culmine di questa popolarità lo ha raggiunto dal 2006 con l'esecuzione dal vivo delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven in una lunga serie di concerti in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2022 è stato nominato uno dei “più importanti interpreti di Bach del nostro tempo” ricevendone la Medaglia Bach della Città di Lipsia, mentre nel 2023 è stato riconosciuto “artista essenziale che ha contribuito alla storia del festival” dal Festival di Salisburgo. Prima orchestra residente di Ferrara Musica, fondata su impulso di Abbado, la Chamber Orchestra of Europe è stata definita dalla BBC e dal Daily Telegraph come «... la migliore orchestra da camera del mondo», formata da musicisti provenienti da tutto il continente europeo. Si è imposta sulle scene internazionali come uno dei più importanti e versatili ensemble contemporanei avendo mantenuto uno stretto rapporto con Ferrara, ritornando regolarmente durante le varie tournée internazionali.


In apertura di serata, il Primo Concerto di Johannes Brahms (1833-1897) del quale ne sono state eseguite le Variazioni su un tema di Haydn op. 56 che, scritte nel 1873, appaiono come un’eloquente testimonianza della crescente padronanza del compositore di Amburgo di una tecnica non appartenente agli stilemi comuni in quanto basate su una melodia sempre più abbellita; si pongono piuttosto come le cosiddette variazioni di “carattere” che astraggono alcuni piccoli aspetti creando una serie di meditazioni e sviluppi rapsodici in cui la melodia spesso non è facilmente rintracciabile. Otto di esse, anticipate e concluse dal Tema e il Finale entrambi in Andante rappresentano una principale caratteristica di questo lavoro, che lo rende non solo singolare nella sua produzione ma anche una rarità nella musica del suo tempo per il fatto di essere un gruppo di stesure destinate all’orchestra e non a un singolo strumento. Brahms preparò quasi contemporaneamente la versione orchestrale e quella per due pianoforti delle Variazioni, assegnando il numero d’Opus 56a alla prima e 56b alla seconda stendendone prima la versione per due pianoforti per trascrivere immediatamente dopo le stesse per formazione sinfonica, ma il fatto che nel numero d’opus abbia dato la precedenza a quest’ultima lascia intuire che il lavoro avesse preso forma con una sonorità evidentemente molto più ampia. Si è proseguito con la Sinfonia Concertante op. 84 di Franz Joseph Haydn (1732-1809), scritta nei soli tempi Allegro e Andante, diretta dal primo violino Lorenza Borrani nel ruolo di maestro concertatore, dotata di grande tecnica e attacchi perfetti alternando l’archetto medesimo alla compostezza della bacchetta nel giusto dinamismo e dalla gestualità ineccepibile, supportata dalla straordinaria interpretazione di Olivier Stankiewicz (oboe), Rie Koyama (fagotto) e Richard Lester (violoncello) in qualità di solisti. Imprevedibile e capricciosa ma disposta in una perfetta architettura, la Sinfonia nacque per i concerti organizzati dal violinista e impresario Johann Peter Salomon a Londra riscuotendo un successo notevole fin dalla prima esecuzione, al punto da essere riprogrammata altre due volte nella stessa stagione. Il merito era senz’altro dell’abile scrittura di Haydn, ma anche della brillantezza degli esecutori, cui vengono affidati splendidi interventi solistici, in particolare allo stesso violino, come afferma ancora lo storico della musica Oreste Bossini: «... Haydn, a differenza di Mozart e Beethoven, fu un buon pianista ma non un virtuoso della tastiera. La sua arte, di conseguenza, ha trovato strade migliori per esprimersi che i lavori per un singolo strumento, soprattutto nella musica per orchestra e in quella da camera nelle sue varie combinazioni strumentali. La particolare sensibilità richiesta dal concerto solistico era in qualche modo estranea al suo carattere, che privilegiava una retorica più complessa rispetto al mero antagonismo tra il singolo strumento e l’orchestra. Malgrado ciò, Haydn padroneggiava bene anche la scrittura concertante, come dimostrano i numerosi passi solistici sparsi nelle Sinfonie scritte per il pubblico londinese.» Termine della seconda parte con il Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra op.15 ancora di Brahms dalla solida struttura e grandiosità d'impianto; diviso in quattro tempi Maestoso Adagio Rondò, Allegro non troppo, è classificato tra i più rappresentativi dopo la produzione beethoveniana, pagina giovanile dalla gestazione lunga e faticosa: completato nel 1859 dopo quattro anni di ripensamenti, fu eseguito per la prima volta ad Hannover, con lo stesso Brahms in veste di solista e sul podio l’amico Joseph Joachim, che dopo la scomparsa di Schumann era diventato il primo consigliere del compositore.


«Neppure la critica accolse bene il lavoro e le cose non migliorarono nemmeno dopo la seconda esecuzione a Lipsia pochi giorni dopo, il 27 gennaio. La monumentalità e il respiro sinfonico del Concerto, infatti, non si erano più sentiti in un concerto solistico dai tempi dell’Imperatore di Beethoven, ma allo stesso tempo il pianoforte evitava quasi del tutto, a dispetto delle notevolissime difficoltà tecniche, quegli effetti esteriori e di bravura che erano caratteristici di ogni forma concertante precedente, comprese quelle non certo volgari e superficiali di Mendelssohn e dello stesso Schumann. In altre parole, il Concerto sembrava fuori da qualunque convenzione del suo tempo, e per molti era semplicemente un lavoro bizzarro di un giovane compositore sopravvalutato. L’originalità, però, non era tanto il frutto di un disegno preciso, quanto il risultato della sua lunga e tortuosa storia compositiva, iniziata nei primi mesi del 1854» sostiene nuovamente Bossini. Grande chiarezza ed espressività in tutte le forme preposte, supportate da un entusiasmo davvero coinvolgente, la “Chamber” ha dato decisamente il meglio di sé sotto la compostezza e maestosità di Schiff, dalla semplice manualità libera e senza essere in possesso della partitura, attraverso un modo di approcciarsi esplicito come se dovesse semplicemente fornire delle “conferme” ai musicisti assolutamente in grado di gestire l’intera orchestrazione in maniera del tutto autonoma. Mimica anche impassibile e distaccata, concedendo un’univoca interpretazione dell’esecuzione però intensa ed energica calibrando ogni dettaglio appropriato per dare spazio correttamente anche alle singole parti solistiche. Dal modo di porsi avvolgente dal carattere e senso paterno, oserei dire quasi “imperiale” e assai rassicurante come se i componenti, fossero costituiti tutti da una grande famiglia conoscendoli bene uno a uno, è riuscito a rendere partecipe il pubblico in un solare senso di serenità tralasciando il tono nervoso e quasi minaccioso trasmesso da alcuni direttori d’orchestra nel senso dell’eventuale timore dell’imperfezione. Chiusura di sipario con gli affettuosi abbracci tra gli orchestrali, come da loro innata e insolita consuetudine, dopo l’unico bis non annunciato ove Schiff ha voluto omaggiarci da solista al pianoforte della Fantasia Cromatica e fuga in Do minore BWV 903 di Bach, riscuotendo calorosissimo apprezzamento da parte del pubblico numeroso accorso in sala. (il servizio si riferisce al concerto di sabato 1 giugno 2024)
Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica - Teatro Comunale "Claudio Abbado" Nella miniatura in alto: il pianista-direttore András Schiff Sotto: alcuni momenti del concerto della Chamber Orchestra of Europe con Schiff sul podio e al pianoforte e Lorenza Borrani violino di spalla
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Ecco una Tosca classica
intervento di Simone Tomei FREE
GENOVA - C’è una Tosca che nasce dalla tradizione ma rifiuta di restare confinata in una dimensione museale, scegliendo piuttosto di interrogare il presente attraverso gli strumenti del passato. È in questo spazio intermedio che colloco l’allestimento approdato al Teatro Carlo Felice di Genova, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma: una ricostruzione filologica solo in apparenza, che ambisce invece a restituire vitalità contemporanea a un impianto storico. L’origine romana dell’allestimento non è un dettaglio accessorio, ma un elemento strutturale: il lavoro dei laboratori capitolini, che circa un decennio fa hanno ricostruito scene e costumi sulla base dei materiali originali di Adolf Hohenstein, si traduce in un dispositivo visivo di notevole coerenza stilistica. Scenografie dipinte, architetture prospettiche, cura minuziosa dei dettagli restituiscono il teatro all’italiana nella sua forma più riconoscibile
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Classica
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Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
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Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
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Eventi
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Fatale č il prossimo futuro
redatto da Simone Tomei FREE
TORINO - È stata presentata giovedì 7 maggio 2026, presso il Foyer del Toro, la nuova Stagione d'Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio. Sono intervenuti il Sindaco della Città di Torino e Presidente della Fondazione Stefano Lo Russo, il Sovrintendente Mathieu Jouvin, il Direttore artistico Cristiano Sandri e il Direttore musicale
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Eventi
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Ferrara Musica nuova stagione
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Venticinque concerti in cartellone con l'inserimento della novità Aperitivo in Musica (sono 5 concerti alle ore 18), più il consueto nugolo di altre iniziative musicali collaterali, che definire "minori" sarebbe non solo sbagliato ma assolutamente fuorviante: questo il cartellone di Ferrara Musica presentato oggi nel Teatro Comunale "Claudio
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Opera dal Nord-Est
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Romeo e Giulietta ieri e oggi
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. C’è un balcone a Verona sotto il quale i visitatori fanno la fila. Vi si recano per vedere il famoso luogo da cui Giulietta Capuleti dichiarava il suo amore a Romeo Montecchi. Si entra da via Cappello in un cortile dove un balconcino di epoca gotica fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzetto trecentesco.
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Echi dal Territorio
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La Nona per un novantennale
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che Zubin Mehta scelga di celebrare il proprio novantesimo compleanno sul podio del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’istituzione con la quale ha costruito un legame artistico e umano lungo oltre sessant’anni. La Sala Grande, gremita in ogni ordine di posti, accoglie il Maestro
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Echi dal Territorio
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Il mandolino nella storia della musica
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto
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Opera dal Centro-Nord
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La Turandot della prima volta
servizio di Nicola Barsanti FREE
LUCCA - Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione di Turandot, il Teatro del Giglio, luogo profondamente legato alla memoria di Giacomo Puccini, nato a Lucca , rende omaggio a uno dei titoli più amati e complessi del repertorio pucciniano. La scelta di presentare proprio Turandot assume un valore che va oltre
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Classica
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Rachmaninov e Sostakovič, sė perō...
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Due partiture nate dalla frattura, due risposte alla crisi che hanno segnato, ciascuna a suo modo, il corso della musica del Novecento. Il programma proposto dal Teatro Carlo Felice nella serata del 24 aprile 2026 affida al M° Samuel Lee, giovane bacchetta sudcoreana impostasi all'attenzione internazionale con la vittoria alla Malko
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Opera dal Centro-Nord
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Morte di Klinghoffer confessione collettiva
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - C’è una linea di confine tutt’altro che neutra che ogni grande teatro è chiamato prima o poi ad attraversare: quella che separa la rassicurante continuità del repertorio dalla necessità di misurarsi con le fratture del presente. Non è una semplice scelta di programmazione, ma un gesto che definisce un’identità culturale. L’ 88º
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Cosė fan tutte negli anni '30
servizio di Ramón Jacques FREE
CHICAGO (USA) - Civic Opera House. Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti K.588, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte, che debuttò nel gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, è tornata sul palcoscenico della Lyric Opera of Chicago otto anni dopo le sue ultime rappresentazioni qui nella stagione
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Dischi in Redazione
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Nisi e Ruggiero e... Schumann
recensione di Simone Tomei FREE
Robert Schumann: Lieder per soprano e pianoforte Angela Nisi soprano; Enrica Ruggiero pianoforte (Amadeus / Registrazione inedita, allegata al n. 414, aprile 2026) C’è qualcosa di felicemente controcorrente nel fatto che Amadeus, una delle riviste musicali più autorevoli d’Italia, scelga di dedicare la copertina
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Opera dal Nord-Est
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Ingenua Butterfly ma Pinkerton...
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Una Madama Butterfly pasqualina quella andata in scena al Teatro Verdi di Trieste e che concluderà le sue repliche il prossimo 12 aprile. L’opera di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, basato sull’omonimo dramma di David Belasco è stata riproposta nell’allestimento della
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Mozart e Beethoven per un bel concerto
servizio di Nicola Barsanti FREE
PECCIOLI (PI) – Nella suggestiva cornice della Galleria dei Giganti si conclude, in prossimità della Pasqua, il ciclo di tre concerti organizzato dalla Fondazione Peccioli insieme al Comune, con il sostegno di Belvedere S.p.A., affidato all’Orchestra Regionale della Toscana. Un percorso pensato con intelligenza, che trova proprio in quest’ultimo
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Eventi
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Nuova Stagione e commozione per Zurletti
redatto da Athos Tromboni FREE
SPOLETO - Il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto aveva annunciato da appena due giorni la nuova Stagione lirica quando è arrivata la notizia della scomparsa di Michelangelo Zurletti, venuto a mancare il 29 marzo 2026 all'età di 89 anni. Figura centrale nella storia recente dello Sperimentale, Michelangelo Zurletti ha guidato l’Istituzione
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Echi dal Territorio
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Il Duo Metropolis nel salotto di Mozart e Beethoven
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Il Circolo di Cultura Musicale dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” è sempre caratterizzato da un ricco calendario di eventi come oramai avviene da diversi anni, alcuni già realizzati altri da concretizzarsi tra il 2025-2026 quali, oltre la consueta attività concertistica, varie iniziative connesse alle conferenze e i pomeriggi musicali nella
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Opera dal Nord-Est
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Falstaff rivive in Marco Filippo Romano
servizio di Simone Tomei FREE
VERONA - Esiste un tipo di perfezione che si riconosce solo a posteriori, quando ci si accorge che non avrebbe potuto essere altrimenti. Il Falstaff verdiano appartiene a questa specie rara: opera nata quasi per gioco, confessava il compositore in una lettera del dicembre 1890, e tuttavia così necessaria da sembrare l’unico approdo possibile di
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Classica
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L'indiscreto fascino dell'antico
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il pianista Carlo Bergamasco si dedica di preferenza al repertorio del Novecento e alla musica pianistica contemporanea. Per come lo conosciamo e per quanto l'abbiamo seguito nei suoi numerosi concerti tenuti nella città estense, le sue scelte vengono motivate oltre che dalle attitudini personali, anche dalla volontà di una funzione
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Opera dal Centro-Nord
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Elisir d'amore disarticolato
servizio di Simone Tomei FREE
PISA - Il Teatro Verdi chiude la stagione lirica 2025/2026 con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti. Ci sono opere che nascono in fretta, quasi controvoglia, eppure restano. L’Elisir d’amore appartiene a questa famiglia paradossale: composto da Donizetti in poco più di due settimane nel 1832, su un libretto che Felice Romani ricavò altrettanto
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Operetta and Musical
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Il rock sconfigge la distopia
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Che cos'è la distopia? È l'esatto contrario dell'utopia: se quest'ultima rappresenta il modello di vita ideale che potrebbe rendere libera e felice la vita di uomini e donne, la distopia invece narra di una straniante realtà immaginaria del futuro; un futuro prevedibile sulla base di tendenze del presente, percepite come altamente
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Opera dal Centro-Nord
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C'č un Castello dove la Voix humaine...
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE – Ci sono accostamenti che rivelano più di quanto promettano. Il dittico che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha portato in scena non è semplicemente una scelta di repertorio felice: è una tesi interpretativa, quasi un saggio scenico sul tema dell’impossibilità del dialogo tra un uomo e una donna. Béla Bartók e Francis Poulenc si
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Opera dal Nord-Ovest
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Un campiello veneziano a Genova
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Ci sono opere che il repertorio ha trattato con una certa ingratitudine, relegate in quella zona grigia tra il raramente eseguito e il mai del tutto dimenticato. Il Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari appartiene a questa categoria e ogni sua ripresa diventa perciò un’occasione preziosa: per rimisurare la qualità di una partitura che non ha
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Echi dal Territorio
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Uto Ughi fa il pienone
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Dopo il clamoroso successo di Angelo Branduardi, ancora un atteso concerto domenica 15 marzo 2026 nell’ambito della stagione di Ferrara Musica del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, con il primo dei tre “Family Concert” alle ore 17,00 anziché le consuete 20,30, ove Uto Ughi, figura leggendaria del violinismo internazionale,
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Opera dal Nord-Est
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Un Trovatore in nero
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. In scena al Teatro Verdi di Trieste l’allestimento de Il Trovatore, che è frutto della coproduzione con l’Opéra de Saint-Étienne/Città di Marsiglia-Opera, si veste di un cast stellare. Partendo dal principale protagonista Yusif Eyvazov che, folgorato da una diretta televisiva di Montserrat Caballé dal Bol'šoj,
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