Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net

Ecco le prestazioni dei nuovi titolari e comprimari per i ruoli sostenuti nel rush finale del Festival 2019

Arena ultime quattro recite

servizio di Simone Tomei

Pubblicato il 09 Settembre 2019

190909_Vr_00_Ultime4Recite_CarmenTraviataToscaAida_FotoEnneviVERONA - Ebbene sì, anche il Festival Arena di Verona 2019 giunge al termine e la mia ennesima salita estiva nella città scaligera ha avuto come obiettivo quello di seguire le ultime quattro recite della stagione, con alcune interessanti novità per quello che riguarda gli interpreti che si sono succeduti sul palcoscenico.


190909_Vr_01_Ultime4Recite_Carmen_MariangelaSicilia_FotoEnneviCarmen – 4 settembre
Tra nuove entrate e vecchie presenze, si conferma la farraginosità dello spettacolo  firmato da Hugo de Ana, con coreografie di Leda Lojodice, luci di Paolo Mazzon e projection design di Sergio Metalli.
Nel ruolo eponimo ancora Ksenia Dudnikova, egregia interprete che conquista nuovamente il pubblico con una vocalità brunita dal timbro seducente e malizioso, cui si mescola una scaltrezza scenica sempre più matura. La voce non fatica ad oltrepassare la buca orchestrale con una dizione molto curata e attenta.
La vera novità della serata è la presenza del soprano Mariangela Sicilia, artista già nota al mio orecchio che si conferma una grande interprete ottimamente preparata. La sua vocalità cristallina tratteggia una Micaela nobile e fiera, senza mai perdere, al contempo, quella spensieratezza dell’innamoramento proprio del primo atto. Je dis que rien ne m’épouvante è una pagina di grande presenza scenica e vocale dove i pochi gesti, ben sottolineati dai mille colori della sua interpretazione, si sono fusi con le armonie bizetiane.
Il tenore Murat Karahan, assiduo frequentatore dell’anfiteatro scaligero in questa stagione, si trova leggermente più a suo agio come Don José piuttosto che in altri ruoli uditi in Arena. L’aria La fleur que tu m’avais jetée è ben eseguita, ma la tendenza ad una piattezza interpretativa fa sempre capolino, culminando in accenti piuttosto sguaiati sul finale.
Un quartetto di lusso quello dei fuorilegge: alla vocalità frizzante e argentina della Frasquita di Elisabetta Zizzo (che emerge con squillo e brillantezza) si unisce a quella più bronzea di Mariangela Marini (una Mercèdès dal fare scenico sicuro e brioso), affiancata da Gianfranco Montresor (Dancairo esuberante e al contempo signorile) e Francesco Pittari (Remendado squillante e ficcante).
Complice un uso intelligente del proprio timbro e un’ottima presenza scenica, Alberto Gazale si conferma un Escamillo di gran lignaggio, sempre baldanzoso nella sua aria di sortita e alla ricerca di nuove sfumature interpretative.

190909_Vr_02_Ultime4Recite_Carmen_panoramica_FotoEnnevi

Gianluca Breda è un corretto Zuniga. Merita una particolare attenzione Biagio Pizzuti (Moralès), la cui voce interessante e curata esibisce un’uniformità in tutta la gamma sonora, con acuti ben piazzati e sempre ben a fuoco.
Piuttosto piatta la direzione del M° Daniel Oren: precisa musicalmente, ma povera di nuances che potevano arricchire la serata. Il primo sentore dell’aria settembrina avvolge il pubblico, che si dimostra caloroso verso tutti gli artisti.

190909_Vr_03_Ultime4Recite_Traviata_LanaKos_FotoEnneviLa Traviata – 5 settembre
Ultima data per il titolo di apertura della stagione, in cui Massimo Luconi (regista collaboratore), Carlo Centolavigna (scenografo collaboratore) fanno da spalla all’idea di Franco Zeffirelli, che figura come autore dello spettacolo.  A completamento della parte visiva troviamo i costumi di Maurizio Millenotti (assistito da Edoardo Russo), le coreografie di Giuseppe Picone (in cui emerge la prima ballerina Eleana Andreoudi) e le luci di Paolo Mazzon.
Nei panni di Violetta Valéry, Lana Kos coniuga una vocalità sublime a un’ars scenica impeccabile, dimostrando una padronanza del ruolo impressionante in ogni quadro del dramma. Chissà come sarebbe stata la “prima” con questa straordinaria artista che stupisce, affascina e commuove nel delineare la complessa figura della Dame aux camelias. Nel primo atto la sua voce frizzante irradia con facilità acuti svettanti concludendo con un Mi bemolle da paura (anche se, lo sappiamo, Violetta non è solo quella nota), mentre nel secondo l’ampia zona centrale è sostenuta da un’emissione sempre ben a fuoco con grandi doti di fraseggio. Infine la Kos conclude l’opera con un quadro vocale a tinte forti, in cui le emozioni sono ben veicolate da un canto appassionato e da suadente legato. Nel complesso, una delle migliori prove di questa stagione.
Egregio anche l’Alfredo di Stephen Costello, il cui il timbro vocale è di buona fattura ed anche l’espressività del canto non delude nell’ascesa agli acuti e nel canto di conversazione. Manca però, a mio avviso, una cura più attenta alla pronuncia, inficiata da accenti errati che rendono talvolta poco piacevole l’ascolto.
Giorgio Germont è il baritono Amartuvshin Enkbat, che nella correttezza formale della sua interpretazione ha tralasciato di emozionare il pubblico con il sentimento (seppur dettato dalla convenienza e dalle convenzioni sociali del tempo). Un canto corretto per una voce importante quale la sua, ma poco altro.
Di valore tutti i comprimari: Clarissa Leonardi quale elegante e spigliata  Flora, Marcello Nardis come Gastone, Gianfranco Montresor come Barone Douphol, Daniela Mazzucato come fedele Annina, Max René Cosotti come Giuseppe, Dario Giorgelè come Marchese d’Obigny, Alessandro Spina come Dottor Grenvil, Stefano Rinaldi Miliani come Domestico e Commissionario.

190909_Vr_04_Ultime4Recite_Traviata_facebook_FotoEnnevi

La direzione del M° Fabio Mastrangelo (tendenzialmente deludente, povera di colori, discutibile nella scelta dei tempi e discontinua nell’intesa con Coro e solisti) denota scollamenti con il palcoscenico ed un atteggiamento poco consono sul podio. Il gesto talvolta infastidisce per un modus operandi quasi clownesco e più incentrato sull’ego personale che non sulla resa dell’opera. Grande successo comunque per tutti con ovazioni per il soprano Lana Kos, alla fine e in corso d’opera.

190909_Vr_05_Ultime4Recite_Tosca_SaioaHernandez_FotoEnneviTosca – 6 settembre
Ancora la maestosa Tosca ossia “un’opera da ascoltare con gli occhi”, citando una bella definizione del capolavoro pucciniano che si adatta perfettamente al sontuoso allestimento areniano di Hugo De Ana (che dello spettacolo ha curato regia, scene, costumi e luci). Purtroppo la giornata (densa di pioggia, fulmini e vento) non permette il montaggio completo della scenografia, facendo temere fino all’ultimo che la rappresentazione stessa venga annullata. Ma le “magie” accadono e, alle 21.30 (con una temperatura di circa 16°) inizia l’opera.
Nel ruolo eponimo, il soprano Saioa Hernández trova il coraggio di mettere in scena anche i sentimenti oltre la voce, delineando un personaggio veramente accattivante, completo, elegante e forte. Il timbro è bello, robusto e solido, e stasera (a differenza della "prima" a cui vi rimando per un confronto) non lascia orfani di un canto che sappia essere tanto consolatore, ammaliante e amorevole quanto veemente e vendicativo.
Note poco soddisfacenti per il Mario Cavaradossi del tenore Murat Karahan. Sapere di avere una bellissima voce rappresenta senza dubbio un buon lasciapassare per il palcoscenico, ma non basta. La sua interpretazione lo vede prima proporsi come “librettista” (alterando a piacere il testo già scritto da Giacosa e Illica), poi palesare un atteggiamento interpretativo quasi rasente il dilettantismo. Credo ci sia molto da lavorare per entrare nel personaggio… o forse si lavora troppo e non si ha tempo di maturare a dovere i ruoli.
La novità della serata è il ritorno sul palco areniano di Claudio Sgura, qui nei panni del barone Scarpia. Interpretazione davvero maiuscola quella del baritono pugliese, sorretta da una piena coscienza del personaggio. La grande dimestichezza nel rendere ogni sfaccettatura caratteriale passa da una vocalità sempre idonea e mai volgare, anzi adeguatamente sibillina e laida, con quella dose di sarcasmo che non è libidine da “vecchio porco”, ma sagace lussuria.
Nulla da eccepire sul resto dell’egregio cast. Romano Dal Zovo è un eccellente interprete del fuggiasco Angelotti, complici una sicura baldanza scenica unita ad una vocalità molto ben a fuoco e a una nitida dizione.

190909_Vr_06_Ultime4Recite_Tosca_SaioaHernandezMuratKarahan_FotoEnnevi

Nei panni del Sagrestano Biagio Pizzuti conferma le impressioni già espresse: “…dismesse le facezie smodate con cui spesso viene affrontato il ruolo, l'esecuzione scenica è andata in parallelo con una vocalità tornita che ha reso un ottimo servizio alla parola scenica.” Aggiungo: un cantante da seguire con interesse per una carriera che spero sempre più rivolta verso ruoli di spicco.
Sciarrone è Nicolò Ceriani, un interprete di lusso per questo ruolo di fianco. A completamento del cast, Un Carceriere per la voce sicura e tornita di Stefano Rinaldi Miliani ed Un Pastorello, interpretato dalla giovane Vittoria Pozzani. Accorta e attenta con dovizia di sfumature la direzione del M° Daniel Oren, nonostante l’incedere piuttosto spedito.

190909_Vr_07_Ultime4Recite_Aida_SvetlanaKasyan_FotoEnneviAida – 7 settembre
Ultima serata in Arena con il titolo che per eccellenza caratterizza il Festival veronese: Aida di Giuseppe Verdi.
Lo spettacolo porta la firma di Gianfranco De Bosio, con luci di Paolo Mazzon e coreografie di Susanna Egri in cui emergono elegantemente i primi ballerini Alessia Gelmetti, Mick Zeni e Alessandro Macario.
Notizie poco edificanti per il ruolo eponimo, che questa sera è interpretato dal soprano Svetlana Kasyan. Si nota, innanzitutto, una disomogeneità nel registro vocale, dove le note più gravi sono spesso eseguite di petto a discapito di  sonorità e proiezione. Anche il fraseggio è spesso discontinuo con fiati piuttosto corti e malgestiti. Il tutto va a sfavore di un’interpretazione approfondita del personaggio, che risulta anonimo e privo di fascino.
Elegante e signorile, invece, Carlo Ventre nel ruolo di Radames. Qui abbiamo tutto: esperienza, teatralità, musicalità, fraseggio, intonazione, equilibrio e quella grande capacità di emozionare con accenti e con intensità sempre ben legate al momento drammaturgico. Se già in Celeste Aida si mostra precisissimo, è nei duetti del terzo e quarto atto che fa emergere ancor di più la sua natura di “animale da palcoscenico”, dominando la partitura in maniera eccelsa.
Notevole interpretazione quella di Judit Kutasi nel ruolo di Amneris. La voce, ampia e ben proiettata, non fatica a dimostrare carattere nelle invettive, ma sa essere al contempo sensuale e ambrata nella scena ancillare del secondo atto.
I miei positivi ricordi romani riguardanti il basso Alessio Cacciamani (nuovo in Arena) si confermano anche in questo contesto. Il suo Ramfis emerge per presenza scenica e per una vocalità rotonda, perfettamente intonata e fiera di una squillante proiezione. Anch’egli un artista da tenere d’occhio nel futuro.
Un’ottima conferma gli altri componenti del cast. Altero, ma nobile l’Amonasro di Sebastian Catana, sicuro di una raffinata e salda vocalità nobilitata da un fraseggio morbido.
Romano Dal Zovo affronta con sicurezza e perentorietà il ruolo del Re.
Antonello Ceron è un irruente Messaggero e l’elegante vocalità di Yao Bo Hui interpreta molto bene Una Sacerdotessa.
Il M° Jordi Bernacer (già presente al "Gala Domingo") dirige la sua prima e ultima Aida stagionale con esperienza e perizia. Garantisce con mano sicura il dialogo tra l’Orchestra dell’Arena di Verona e il palcoscenico, infondendo calore e colore alle pagine musicali senza perderne il senso narrativo, bensì legando le varie scene in un continuum di sfumature e agogiche degne delle migliori interpretazioni.

190909_Vr_08_Ultime4Recite_Aida_CarloVentre_FotoEnnevi 190909_Vr_09_Ultime4Recite_Aida_SvetlanaKasyan_FotoEnnevi

In queste quattro cronache ho lasciato volutamente “fuori” il Coro, diretto e preparato dal M° Vito Lombardi, per esaltare l’egregia professionalità con cui ha affrontato le quattro serate. Ha il dono dell’eclettismo nella diversità del repertorio eseguito, ma in ogni occasione sa essere quadro e cornice, passando senza apparente difficoltà dall’intimità di taluni passi ai fasti di talaltri. Le dinamiche, gli accenti, non sono mai casuali e il fulgido colore sonoro resta impresso nella mente: non potrebbe esistere il Festival Arena di Verona senza questo elemento fondamentale, che emana un’aura di dignità, sudore e fatica.

E quindi per l’ultima volta, lascio l’anfiteatro con un sentimento malinconico nel cuore, contento di aver vissuto in maniera intensa anche questa stagione.
Consentitemi un’altra piccola recensione che vorrei dedicare, anche al nome del Direttore della Testata, a tutti i membri dell’Ufficio Stampa della Fondazione Arena: ci hanno offerto un grande esempio di professionalità e serietà, facilitando il nostro lavoro e rispondendo sempre in tempi celeri e con grande cortesia.
Mi congedo dall'Arena di Verona e da una stagione di viaggi, di musica, di parole, di incontri, di amicizie, di sentimenti, di baci, di abbracci, di confronti, di caffè, di spritz, di cene, di dopocena, di selfie, di caldo, ma soprattutto di grande sintonia con le persone con cui ho condiviso tante serate e momenti. Ricordarli tutti nel mio cuore sarà il modo più bello per rendere ancor più veri e reali tutti gli attimi che mi hanno coinvolto fisicamente ed emozionalmente.
Al prossimo anno con questa meravigliosa frase di Leopold Stokowsky, che dedico a tutti i musicisti che ho incontrato, ritrovato, conosciuto o ascoltato: «Il pittore dipinge su tela. I musicisti dipingono invece i loro quadri sul silenzio

Crediti fotografici: Foto Ennevi per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: Nella prima miniatura in alto, l'ala svettante, caratteristica dell'anfiteatro romano Arena di Verona
Nella seconda miniatura: Mariangela Sicilia nel ruolo di Micaela in "Carmen"
Sotto: istantanea di Foto Ennevi sui costumi di "Carmen" disegnati da Hugo de Ana
Nella terza miniatura: Lana Kos ottima Violetta per "La traviata"
Sotto: una panoramica di Foto Ennevi sull'Arena per l'inaugurazione del Festival 2019
con "La traviata"
Nella terza miniatura: Saioa Hernández in "Tosca"
Sotto: ancora la Hernández (Tosca) con Murat Karahan (Cavaradossi)
Nella quarta miniatura: Svetlana Kasyan in "Aida"
Sotto in sequenza: Carlo Ventre (Radames) e Svetlana Kasyan (Aida)






< Torna indietro

Dal Nord-Ovest Dal Nord-Est Dal Centro-Nord Dal Centro e Sud Dalle Isole Dall' Estero


Parliamone
La musica di Roberto Manuzzi
intervento di Athos Tromboni FREE

20260215_Fe_00_ConcertoRobertoManuzziFERRARA - Una piccola antologia di significative composizioni a-jazz, il lancio di un crowdfunding per favorire la produzione d'un prossimo compact-disc del gruppo Ars Antiqua World Jazz Ensemble, una coinvolgente prima esecuzione assoluta d'una sonata per flauto e pianoforte: questo il succo del concerto "Paesaggi sonori - La musica di Roberto Manuzzi" che si è svolto nella Sala Stefano Tassinari dell'Associazione Musicisti di Ferrara (Scuola di Musica Moderna) di via Darsena, ieri pomeriggio.
Pubblico strabocchevole, tanto che dentro la Sala Tassinari molti spettatori hanno trovato posto a sedere... solo sul pavimento.
Ma si sa, i frequentatori della musica jazz (e anche quelli della musica a-jazz) non hanno problemi ad accovacciarsi ovunque sia possibile, l'importante è essere presenti al concerto, condividere le pulsioni che la musica,
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Opera dal Nord-Est
Falstaff rivive in Marco Filippo Romano
servizio di Simone Tomei FREE

20260331_Vr_00_Falstaff_MarcoFilippoRomano_EnneviFotoVERONA - Esiste un tipo di perfezione che si riconosce solo a posteriori, quando ci si accorge che non avrebbe potuto essere altrimenti. Il Falstaff verdiano appartiene a questa specie rara: opera nata quasi per gioco, confessava il compositore in una lettera del dicembre 1890, e tuttavia così necessaria da sembrare l’unico approdo possibile di
...prosegui la lettura

Classica
L'indiscreto fascino dell'antico
servizio di Athos Tromboni FREE

20260330_Fe_00_CarloBergamasco_IndiscretoFascinoDellAnticoFERRARA - Il pianista Carlo Bergamasco si dedica di preferenza al repertorio del Novecento e alla musica pianistica contemporanea. Per come lo conosciamo e per quanto l'abbiamo seguito nei suoi numerosi concerti tenuti nella città estense, le sue scelte vengono motivate oltre che dalle attitudini personali, anche dalla volontà di una funzione
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Elisir d'amore disarticolato
servizio di Simone Tomei FREE

20260329_Pi_00_LElisirDAmore_BarbaraMassaro_phKiwiPISA - Il Teatro Verdi chiude la stagione lirica 2025/2026 con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti. Ci sono opere che nascono in fretta, quasi controvoglia, eppure restano. LElisir damore appartiene a questa famiglia paradossale: composto da Donizetti in poco più di due settimane nel 1832, su un libretto che Felice Romani ricavò altrettanto
...prosegui la lettura

Operetta and Musical
Il rock sconfigge la distopia
servizio di Athos Tromboni FREE

20260325_Fe_00_WeWillRockYou_MicaelaBerliniFERRARA - Che cos'è la distopia? È l'esatto contrario dell'utopia: se quest'ultima rappresenta il modello di vita ideale che potrebbe rendere libera e felice la vita di uomini e donne, la distopia invece narra di una straniante realtà immaginaria del futuro; un futuro prevedibile sulla base di tendenze del presente, percepite come altamente
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
C'è un Castello dove la Voix humaine...
servizio di Simone Tomei FREE

20260324_Fi_00_CastelloDiBarbablu-VoxHumaine_ClausGuthFIRENZE – Ci sono accostamenti che rivelano più di quanto promettano. Il dittico che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha portato in scena non è semplicemente una scelta di repertorio felice: è una tesi interpretativa, quasi un saggio scenico sul tema dell’impossibilità del dialogo tra un uomo e una donna. Béla Bartók e Francis Poulenc si
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Un campiello veneziano a Genova
servizio di Simone Tomei FREE

20260320_Ge_00_IlCampiello_BenedettaTorre_phMarcelloOrselliGENOVA - Ci sono opere che il repertorio ha trattato con una certa ingratitudine, relegate in quella zona grigia tra il raramente eseguito e il mai del tutto dimenticato. Il Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari appartiene a questa categoria e ogni sua ripresa diventa perciò un’occasione preziosa: per rimisurare la qualità di una partitura che non ha
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Uto Ughi fa il pienone
servizio di Edoardo Farina FREE

20260318_Fe_00_FamilyConcert_UtoUghiFERRARA - Dopo il clamoroso successo di Angelo Branduardi, ancora un atteso concerto domenica 15 marzo 2626 nell’ambito della stagione di Ferrara Musica del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, con il primo dei tre “Family Concert” alle ore 17,00 anziché le consuete 20,30, ove Uto Ughi, figura leggendaria del violinismo internazionale,
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Un Trovatore in nero
servizio di Rossana Poletti FREE

20260301_Ts_00_IlTrovatore_YusifEyvazov_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. In scena al Teatro Verdi di Trieste l’allestimento de Il Trovatore, che è frutto della coproduzione con l’Opéra de Saint-Étienne/Città di Marsiglia-Opera, si veste di un cast stellare. Partendo dal principale protagonista Yusif Eyvazov che, folgorato da una diretta televisiva di Montserrat Caballé dal Bol'šoj,
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Pagliacci e Cavalleria dittico riprogettato
servizio di Simone Tomei FREE

20260227_Fi_00_PagliacciCavalleria_RobertCarsen_phMicheleMonastaFIRENZE - Ci sono serate in cui esci dal teatro e senti che qualcosa dentro di te si è spostato. Non necessariamente tutto ha funzionato, non necessariamente sei d’accordo con ogni scelta che ti è stata proposta, ma qualcuno ti ha parlato davvero.
Quella con il regista Robert Carsen è una di
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Macbeth da manuale
servizio di Simone Tomei FREE

20260223_Li_00_Macbeth_FrancoVassallo_phVirginiaGoirovichLIVORNO - Vi sono opere che il tempo non consuma, ma affina. Il Macbeth di Giuseppe Verdi è tra queste: ogni nuova produzione che ne rimetta in scena la sostanza drammatica sembra interrogarlo da capo, come se il dramma non avesse ancora esaurito ciò che ha da dire su di noi, sul potere, sull’oscura geometria del destino. E quando
...prosegui la lettura

Classica
Musica Amoris 2026
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260218_Li_00_ConcertoAmoris_GabrieleBaldocciLIVORNO - Il Teatro Goldoni accoglie nel weekend di San Valentino "Musica Amoris 2026" in un clima di attesa calorosa e partecipe. Il titolo scelto per il concerto non è casuale: l’amore, nelle sue molteplici declinazioni, è il filo rosso che unisce le due grandi pagine in programma, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle minore
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Tutte le direzioni riparte
servizio di Francesco Franchella FREE

20260217_Fe_00_GruppoDei10_SandroGibelliniFERRARA - Girovagando tra le etrusche valli padane, alla ricerca di una nuova casa (vista la chiusura dello "Spirito" di Vigarano Mainarda), la carovana del Gruppo dei 10 ha trovato due importanti collaborazioni per una sosta prolungata all’insegna della musica e del divertimento.
Saranno infatti la Scuola di Musica Moderna
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Tristan un Isolde viaggio nell'amore
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260215_Ge_00_TristanUndIsolde_DonatoRenzettiGENOVA - Applausi lunghi e calorosi accolgono, venerdì 13 febbraio 2026, il debutto del titolo più atteso e impegnativo della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: Tristan und Isolde di Richard Wagner. Quasi cinque ore di musica e vertigine emotiva che scorrono come un unico respiro, dissolvendo il tempo e lasciando lo spettatore
...prosegui la lettura

Classica
Mehta e Mozart suprema bellezza
servizio di Simone Tomei FREE

20260211_Lu_00_ConcertoDirZubinMehta_phBeatriceSperanzaLUCCA - C’è un istante nella vita di ogni istituzione culturale in cui la programmazione cessa di essere mero esercizio di organizzazione e diventa atto interpretativo della storia. Quando il Teatro del Giglio "Giacomo Puccini" ha dovuto rinunciare momentaneamente all’Otello verdiano inizialmente previsto, il vuoto lasciato in cartellone avrebbe
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Rigoletto rinnovato senza tradimenti
servizio di Simone Tomei FREE

20260210_Ar_00_Rigoletto_MarioCassi_phAlessandroSchincoAREZZO - Nel cuore del Teatro Petrarca di Arezzo la produzione di Rigoletto di Giuseppe Verdi si conferma un evento che va oltre la pura rappresentazione lirica, trasformandosi in un manifesto culturale vivo e consapevole. L’edizione nasce dall’incontro virtuoso tra formazione d’eccellenza, identità territoriale e audace innovazione
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Campus dei Campioni la cultura diventa comunità
servizio di Francesca De Giovanni FREE

20260202_00_SanLazzaroDiSavena_AperitivoFilosoficoMusicale_MassimoDiMennaSAN LAZZARO DI SAVENA (BO) - Sold out dal mattino. Sala gremita. Energia viva. Pensiero in movimento. L’aperitivo filosofico-musicale andato in scena sabato sera al Campus dei Campioni, nell’ambito delle attività della Scuola dei Concetti, si è aperto con un dato simbolico prima ancora che numerico: evento
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Mahagonny vicenda tortuosa
servizio di Rossana Poletti FREE

20260201_Ts_00_Mahagonny_BeatriceVenezi_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny è in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi: in italiano Ascesa e caduta della città di Mahagonny presenta più di altre opere la necessità di analizzare sia il compositore che l’autore del libretto. Bertold Brecht fu indubbiamente uno dei grandi innovatori del teatro del
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Una Carmen molto bella
servizio di Athos Tromboni FREE

20260201_Ro_00_Carmen_LauraVerrecchia_phLudovicoGuglielmoROVIGO - Abbiamo assistito a una Carmen di Bizet con una regia molto bella. Per questo è utile cominciare il racconto dell'opera andata in scena nel Teatro Sociale di Rovigo dalle note del regista Filippo Tonon: «Proprio nell’anno del 150° anniversario della prima esecuzione di Carmen (la prima rappresentazione avvenne all’Opéra-Comique di
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Trovatore opera di passioni estreme
servizio di Simone Tomei FREE

20260125_Ge_00_IlTrovatore_FabioSartori_phMarcelloOrselliGENOVA - All'interno della stagione lirica 2025-2026 del Teatro Carlo Felice Il trovatore di Giuseppe Verdi torna in scena come uno dei titoli più emblematici e, al tempo stesso, più problematici del repertorio ottocentesco. Opera di passioni estreme, di memorie che divorano il presente e di un destino che si compie attraverso il sangue e il fuoco
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ecco a voi la Tosca di Scarpia...
servizio di Simone Tomei FREE

20250119_Fi_00_Tosca_MicheleGambaFIRENZE - Con Tosca Giacomo Puccini realizza una delle sintesi più lucide del proprio teatro musicale: un’opera senza vere pause, costruita come un flusso drammatico continuo in cui la musica coincide con l’azione. Viene meno la tradizionale alternanza fra numeri chiusi e raccordi, sostituita da una trama serrata di motivi brevi e ricorrenti che
...prosegui la lettura

Personaggi
Ho la sensazione di far parte d'una storia più grande
intervista a cura di Ramón Jacques FREE

20260114_To_00_IntervistaACarloVistoliTORINO - Carlo Vistoli è al momento il controtenore italiano più richiesto all'estero (considerato un interprete di riferimento di Händel) e sta avendo una carriera in grandissima ascesa: ha vinto il Premio "Abbiati" 2024 della critica musicale italiana come miglior cantante per Tolomeo nel Giulio Cesare di Händel all’Opera
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
La perdurante attualità di Nabucco
servizio di Simone Tomei FREE

20260106_Lu_00_Nabucco_AngeloVeccia_phLorenzoGoriniLUCCA - Dopo un’assenza che si protraeva da quasi un quarto di secolo, Nabucco di Giuseppe Verdi torna al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, inaugurando il 2026 con due recite che riportano in scena uno dei titoli fondativi del teatro verdiano. L’opera che nel 1842 segnò la definitiva affermazione del compositore continua a imporsi come
...prosegui la lettura

Vocale
Le Concert d'Astrée d'alto livello
servizio di Ramón Jacques FREE

20260102_00_Barcellona_EmmanuelleHaim_Facebook_phABofillBARCELLONA (ES) - Palau de la Musica Catalana, Catalogna. Nell'ambito di una lunga tournée che ha toccato diverse città della Francia e della Spagna, il rinomato e celebre ensemble strumentale e vocale francese specializzato nell'interpretazione della musica barocca Le Concert d'Astrée ha offerto un memorabile concerto nella pittoresca sala
...prosegui la lettura

Vocale
Concerto del primo dell'anno
servizio di Simone Tomei FREE

20260102_Ge_00_ConcertoDiCapodanno_HartmutHaenchenGENOVA - Inaugurare l’anno nuovo a teatro condividendo il rito collettivo del Concerto di Capodanno, non è soltanto una consuetudine mondana o un appuntamento rituale del calendario musicale: è un gesto culturale carico di valore simbolico, un augurio affidato al suono capace di dare forma e senso al tempo che comincia. Giovedì 1° gennaio
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Branduardi Futuro Antico IX
servizio di Edoardo Farina FREE

20260217_Fe_00_AngeloBranduardiFERRARA - Attesissimo concerto del celebre cantautore milanese ma genovese di adozione, Angelo Branduardi, al di fuori della programmazione concertistica invernale del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara luogo simbolo della tradizione culturale locale, in scena l’11 dicembre 2025 nell’ambito di un evento promosso dal Comune di
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Rigoletto felice ritorno all'Opera House
servizio di Ramón Jacques FREE

20251230_00_SanFrancisco_Rigoletto_AmartuvshinEnkhbat_phCoryWeaverSAN FRANCISCO (California, USA) - War Memorial Opera House. Con Rigoletto, opera in tre atti con musica di Giuseppe e libretto in italiano di Francesco Maria Piave (1810-1876), è iniziata una nuova stagione dell'Opera di San Francisco, la numero 103 della sua storia.
Sebbene l'opera sia entrata formalmente nel repertorio di
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale è iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310