Diari dei Cronisti

Diario di Athos Tromboni

Dopo la fatica di assistere a un (forse) Rigoletto la fatica corroborante del mestiere di boscaiolo

Il legno di Bregenz e la legna di Denore

di Athos Tromboni

Pubblicato il 21 Agosto 2020

200821_Diario_00_RigolettoABregenzLegnaADenore_PhilippStolzlDENORE (FE) - Ieri sera (sì, ieri sera, giovedì 20 agosto 2020) ero esausto. Avevo pubblicato di mattina prestissimo una recensione di un concerto pop seguito al Castello Estense di Ferrara; e subito dopo, senza neanche una pausa fra lavoro intellettuale e lavoro manuale, avevo tagliato e portato a casa, deponendoli nella mia legnaia, cinque alberi (tre molto grossi) raccolti nel parco di Giorgio, abbattuti dall'ultimo fortunale che a me personalmente aveva divelto, come fosse una piuma, la pensilina delle automobili. Ero esausto. Eppure ho resistito davanti alla televisione (Rai 5) per il Rigoletto di Giuseppe Verdi andato in scena al Festival di Bregenz l'estate dell'anno scorso. Era una "prima" televisiva di uno spettacolo passato alla storia delle polemiche e della critica per una regia moderna, ambientata in un circo equestre: in questa eccentrica trasgressione Rigoletto è un clown, il Duca di Mantova il direttore della compagnia circense, Sparafucile un lanciatore di coltelli vestito da scheletro e Maddalena una soubrette sua assistente, Monterone un mago illusionista, e via via dalla trasgressione alla esagerazione. L'opera (opera?) a Bregenz era cominciata al tramonto, le luci del giorno stavano virando al rosso di sera, il pubblico era numeroso, la clowneria stava andando in scena. Proprio una clowneria, non c'è che dire...

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Merito accreditato (o demerito?) al regista Philipp Stölzl, merito favorito da una monumentale scenografia di Heike Vollmer e dello stesso Stölzl: loro due hanno ideato una mastodontica e sardonica testa di pagliaccio che sbuca dall’acqua del Lago di Costanza; testa  che, nel corso della recita, assume sempre più le fattezze di un orribile teschio; ai lati, due gigantesche mani in movimento, una delle quali impugna una mongolfiera: su quel pallone aerostatico che si libra in aria, Gilda canterà la sua deliziosa aria “Caro nome”.
Tralascio giudizi e meriti del cast, tutti bravi. Ci sono decine di recensioni in rete, per chi volesse approfondire.

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Io mi rivolgo ora al mio diario, perché al legno della testa di pagliaccio e delle mani enormi ideate, costruite e fatte muovere da Stölzl, ho abbinato (per una mia associazione di idee) il legno, anzi, la legna portata a casa e lavorata per l'inverno che verrà.
Stölzl era assistito da Vollmer... io, stamattina (sì, stamattina, 21 agosto 2020) sono assistito dalla presenza silenziosa e rassicurante di Diana, la mia pastora tedesca che ubbidisce solo a me, perché con gli altri è testarda e fa quel che vuole. Forse ubbidisce a me perché quando le ho insegnato alcune parole fondamentali per farle capire ciò che volevo facesse, se lei si rifiutava io mi rivolgevo a essa con la voce arrabbiata e perentoria; e se si rifiutava ancora arrivavo a urlare; e se si rifiutava ancora e ancora allora le davo un ceffone certamente non delicato ma neanche pericoloso, accompagnandolo con la voce arrabbiata, più sul forte che sul mezzoforte. Le prime volte (era cucciolona) non capiva, mi guardava interrogativa, non aveva mai prese le busse in vita sua, cercava di difendersi facendo vedere i denti, digrignava; ma visto che non m'incuteva paura e anzi mi avvicinavo facendo il gesto di darle un ceffone ancora più forte, ha imparato da subito desistere e a obbedire.
Dopo poche di quelle manfrine, Diana ha cominciato a distinguere, dal tono della voce, quali sono le coccole, quali i comandi e quali i divieti... e tuttora - che ha quasi 12 anni - obbedisce. Purtroppo solo a me.

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Dunque, Diana che mi fa compagnia. E io che mi trasformo da critico musicale in boscaiolo e monto e dispongo lo spaccalegna, la sega circolare a banco, le cesoie, il falcetto e tutto l'armamentario per fare a pezzi i cinque alberi di Giorgio, ridotti a tronchetti là nel suo piccolo parco, ma da trasformare, qui nella mia legnaia, in ceppi spaccati; i famosi, dialettali, zucatìn,. Non so se esista una parola che traduca in lingua italiana il dialettale zucatìn (sostantivo invariabile, sia al singolare che al plurale: al zucatìn; i zucatìn); forse la parola in lingua è "ceppo", ma secondo il dizionario Treccani la parola "ceppo" identifica sia la parte inferiore del tronco dell'albero, sia un pezzo di legno tagliato a misura per la stufa o il caminetto... invece nel mio dialetto i zucatìn i'è propia i zucatìn, no la zepa...
Allora comincio il lavoro di stamattina dalla legna di fico, bianca, odorosa, piacevole da spaccare perché non si sfrangia in pezzi filati, spaccatura netta, toc! alla prima pressione del martello dello spaccalegna; legna buona, quando stagionata, per fare fiamma che scalda e alimenta il fuoco, ma la sua brace non tiene, dunque sconsigliata per le grigliate.
Poi passo a spaccare la legna di acero rosso, bruna, rossastra al centro, ancora più profumata del fico, resistente, si spacca ma fa lamelle filate che neanche a tirarle a tutta forza si rompono... allora bisogna - per separare i zucatìn - dare alle lamelle qualche colpo con il falcetto (anzi, in dialetto si chiama falzón) per separare le parti ormai spaccate. Non so come si comporterà l'acero rosso stagionato: se farà fiamma e brace, oppure anche lui solo fiamma. Certo, è un legno dolce, arrendevole, come quello del fico, vedremo quest'inverno come risponderà, nel camino, alle aspettative...
Infine la robinia, legno tosto, giallo, questo sì, una volta stagionato, adatto per la brace da grigliata.
Spacca e impila, spacca e impila, e la legnaia cresce. Tiro dritto fino a sera, il sole sta per tramontare sulla campagna di Denore, il lavoro è finito. La fatica si fa sentire. Ma è una fatica benefica, fatta di forza e di sudore. Ben diversa, più corroborante, della fatica di dover assistere per televisione a un Rigoletto che non è più di Francesco Maria Piave (il librettista obliato e umiliato da Stölzl) e forse neanche più di Verdi, se non per la melodia gli acuti e i vocalizzi che diventano, purtroppo, un accessorio dell'opera in scena.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il regista Philipp Stölzl





Le poesie di Roberto Pazzi con musiche eseguite da Marcello Corvino e Biagio Labanca

Un giorno senza sera

di Athos Tromboni

Pubblicato il 12 Agosto 2020

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_CastelloEstenseNella mia Ferrara, qualche volta, accadono della cose belle. Il giornalista che scrive sulle pagine della cultura e della musica vive di cose belle. Ne fa incetta. Racconta, spiega, interpreta, giudica. Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali in mezzo alle cose belle che accadono, se non se ne fa una ragione e la comunica?
Può succedere, qualche volta, che le cose belle siano anche intelligenti ed esclusive. Qualche volta. Nel senso che escono dalla routine di "alta quota" (la musica forte... la canzone d'autore... il tanztheater... il teatro di ricerca... il cinema impegnato...) e si collocano al livello superiore, quello "di più alta quota". Chiaro il paradigma? Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali se non riesce neanche a distinguere, sottolineare, spiegare, ciò che è paradigmatico da ciò che è solo cronachistico?
Allora, per non perdere il filo del discorso da cui sono partito, accade a Ferrara che il Castello Estense accolga una notte d'estate la Poesia. Con la P grande. Non era mai successo prima, a memoria del giornalista della pagine culturali. Poesia con la P grande.
Poco importa che sia un recital, beneficiaria la Poesia di un solo poeta, vivente, il più celebre d'oggi a Ferrara e "in altri siti" ("altri siti" è diventata frase famosa, perché la cantò Dulcamara vendendo il suo Elisir d'amore); celebre, il poeta, perché proprio quel poeta è anche un romanziere di libri pubblicati in Italia e "in altri siti". Poeta, romanziere di successo, chi lo nega? E come si fa a negare l'esistenza del successo disgiungendolo dal merito? Non si può. Al massimo si può ribaltare il noto binomio karmatico causa/effetto nel relativistico binomio effetto/causa. La Poesia lo consente.  
E così è stato che la Poesia con la P grande di una sera d'estate nel Castello Estense ha unito successo, merito, bellezza e intelligenza, esclusività, in una serata "di più alta quota".
Però il giornalista delle pagine culturali è anche giornalista tout court (che sciatto questo francesismo!); e allora io (cioè il giornalista delle pagine culturali) imito il collega giornalista delle pagine sportive e suddivido lo scritto in capitoletti quali Tabellino, Cronaca, Atmosfere; una maniera ben conosciuta dal lettore delle cronache calcistiche il quale, molto spesso, ferma la propria a lettura ai primi due capitoletti perché le Atmosfere in genere gli garbano poco assai. Ma qui è Poesia, e non ci sarebbe Poesia senza le atmosfere che essa riesce a generare, né esistono atmosfere senza il requisito della Poesia. Chiaro il paradigma?

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_RobertoPazziTabellino
Ferrara, Castello Estense, lunedì 10 agosto 2020. Serata limpida, temperatura 28° centigradi, assenza di vento. Nell'ambito della manifestazione Estate in Castello promossa dall'Amministrazione comunale (Assessorato alla cultura), performance di Roberto Pazzi dedicata alle sue poesie, in occasione della recente uscita in libreria dell'antologia "Un giorno senza sera" curata dall'autore, che raccoglie 219 testi poetici pubblicati nel periodo 1966-2019. Postfazione di Alberto Bertoni. Presente l'Assessore alla cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli. Interludi musicali dal vivo a cura di Marcello Corvino (violino) e Biagio Labanca (chitarra acustica).

Cronaca
Roberto Pazzi ha cantato la vita e la sua Ferrara sotto le stelle della notte di San Lorenzo. La cornice del Castello ha fatto da sfondo a una serata di poesia in cui il celebre scrittore, poeta e giornalista ferrarese ha ripercorso 53 anni di poesie con 'inni' a Ferrara, alle sue biciclette, ai campanili tutti storti, in una città 'fondata sull'acqua'. E ancora: pensieri, riflessioni sulla storia («... tutta la carne finisce in memoria ...»), sulla vita («... il massimo è la felicità senza un perché, il sentirsi in armonia col tutto ...»), sullo stupore originario («... tutta la forza della realtà è lo sguardo primario dell'innocenza, prima che subentri la ragione ...»).
E, in chiusura, un inedito, composto nei mesi dell'isolamento da pandemia - anzi, della 'serrata' - e un tributo alla amatissima sorella Emilia Pazzi, morta il 2 agosto 2018.
Le letture sono state intervallate dalla colonna sonora curata da Marcello Corvino, condirettore del Teatro Comunale 'Claudio Abbado', e da Biagio Labanca, alla chitarra; che per l'occasione hanno proposto sonorità specifiche, attingendo anche alle musiche di Ennio Morricone e di Luis Bacalov e alle melodie della canzone napoletana.


200811_Fe_01_UnGiornoSenzaSera_MarcoGulinelliMarcelloCorvino

«La poesia - ha detto l'assessore Marco Gulinelli, in apertura di serata - è un modo per riavvicinarci, per ritrovare il gusto e il piacere di stare insieme, con senso di responsabilità e rispetto delle regole, dopo mesi difficili. I poeti hanno la funzione di aiutarci a vedere al di là delle apparenze, a liberarci dal nostro fardello di 'materia' e le poesie di Roberto Pazzi ci aiutano a liberarci attraverso un'acuta osservazione della vita. Siamo lieti di ascoltare stasera uno dei più grandi scrittori viventi, orgoglio per Ferrara, e grande erede di Giorgio Bassani.»

Atmosfere
«Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto...» e sul palco spunta la barba bianca, la capigliatura bianca, l'abito bianco, la voce, il gesto di Roberto Pazzi. Ohibò! Roberto chi s'aspettava che la tua sortita fosse affidata a una mezza ottava del Furioso di un tal Ludovico Ariosto che proprio nelle stanze di questo Castello le declamò davanti a un ironico e scettico cardinal Ippolito d'Este, padrone di casa? Ma si sa, i poeti a volte dialogano con i poeti, altre volte li plagiano, oppure li usano per le citazioni dentro i loro versi. Nulla di stucchevole. Nulla di illegittimo. Nulla di illegale. Nulla di disdicevole. Prassi. Basta citare la fonte.
Eppure il tuo dotto incipit ha favorito proprio le atmosfere che hanno corroborato la serata. Notte di San Lorenzo «Tornava una rondine al nido. L'uccisero...» le tue, le mie, le reminescenze un po' di tutti, anzi di pochi rimasti, forse dei troppo-pochi rimasti, i dotti, gli "studiati", i Poeti e i poeti.
Ma quanto bello ancor di più è stato l'incipit di te stesso, Roberto, della tua Poesia, lasciate tu le citazioni dei Maestri: «Una volta, io lo so, qui c'è stata una gioia. L'aria ne trema ancora. Ancora non si è spento lo stupore della valle e vedersela un giorno andar via»... parole di quando a poco più di vent'anni poetavi da un belvedere della Val di Magra, là dove sei nato.
E là dove hai ricevuto il dono della testardaggine propria dei liguri apuani che neanche i romani riuscirono ad assoggettare nei cinque secoli del loro impero. Ma Ferrara chiamò, e tu transumasti dalle Apuane alle pianure Padane, dal Magra al Po di Volano e al Po Grande, dove s'inabissò l'incauto Fetonte.
E così muta mutatis mutandis la tua fonte d'ispirazione, né più bella, né meno bella, semplicemente altra: «Quando ritorno nella mia città, alla stazione il tassì diventa la lunga auto che riporta il re dall'assenza dell'esilio ... tornano a farsi ricevere da lui le parole che l'avevano abbandonato, i versi che cercavano nella democrazia accenti civili e lettori ragionevoli ...» e adesso la tua città non è Ameglia, il paesaggio non è quello di Bocca di Magra, ora la tua città è questa qui... «Tornavo in sogno a Ferrara incerto se entrare da nord o da sud. A nord mi minacciava un sonno che si rompe per un mortale silenzio, a sud un risveglio fra gente che va e che viene ...» urbe bella e imperfetta, Ferrara, e forse bella proprio perché imperfetta, preda di «... tanti piccoli terremoti mai percepiti che hanno assestato la città fondata sull'acqua. I campanili qui pendono tutti ...», ma che ispira - anche sì - costantemente una fuga da qui, verso l'altrove sognato «Quando non ci sarò resteranno... i semafori gialli della notte, la gioia del goal, le mura degli Angeli, la corsa all'appuntamento ... i mancati amori, i volti che avremmo voluto offrire agli specchi delusi da noi, le parole che non vennero, il nostro nome scelto, non imposto, il momento della storia dove ci sarebbe piaciuto scendere. Ci sarà tutto nel nulla, quando non ci sarò.»
Atmosfere, forse illusioni, della stessa sostanza dei sogni, tanto per rendere indistinti e confusi, il singhiozzo e il singulto, il sorriso e il sospiro, il passato e il ricordo, il presente e l'attesa.
Cose immateriali ma tattili, come quella luce viola che viene sbattuta stasera, qui, sul muro del Castello, dietro il palco. Come le musiche suonate da Corvino e Labanca. Immateriali e tattili, la luce viola, la musica, le atmosfere... cose che - annacquata, vittima di amnesie la memoria - restano come impressioni «Qualcuno cancella il gesso delle lettere sulla lavagna della mente, quante cose dimentico... Ma l'amnesia è oscura sapienza, in qualche luogo ritroverò le forme perdute pronte a servirmi ...».

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E poi tutto termina, come giusto che sia, il viola del muro diventa muro e basta, le luci s'accendono, si smascherano nel cortile i visi non più protetti dall'ombra, la musica è finita, gli amici se ne vanno, che inutile serata diventa la serata ormai transitata dalla Poesia al ricordo della Poesia. Ora s'è fatta mezzanotte meno un quarto; e non resta che il sonno. Ristoratore? Consolante? Speriamo...

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella prima miniatura in alto: un Notturno sul Castello Estense di Ferrara
Nella seconda miniatura sotto: lo scrittore Roberto Pazzi
Al centro, da sinistra: l'assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, e il vionista Marcello Corvino
In fondo, da sinistra: Roberto Pazzi, Marcello Corvino, Biagio Labanca





Il 31 marzo 1990 Claudio Abbado portō i Berliner Philharmoniker a Ferrara e fu un evento storico

30 anni e non li dimostra

di Athos Tromboni

Pubblicato il 31 Marzo 2020

200331_Diario_00_30AnniENonLiDimostra_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Io c'ero. È così che si dice per solennizzare un momento storico? Per nobilitare sé stessi di fronte ad un avvenimento storico? Per vanità che affiora e mette in primo  piano l'io narrante nel contesto di un appuntamento storico? Sì, è così che si dice. Perché non c'è modo migliore di dirlo. Ebbene sì, io c'ero!                               
Certo, il ritorno in Italia, a Ferrara, dei Berliner Philharmoniker è stato, per il mondo della musica "forte" o "classica" che dir si voglia, un fatto storico. La famosa orchestra tedesca, la più importante del mondo, in perenne competizione artistica con i Wiener Philharmoniker per il primato della "migliore", avendo scelto Ferrara anziché i palcoscenici della Scala, o di Santa Cecilia in Roma, o del Maggio Musicale Fiorentino, o della Fenice di Venezia, o del Teatro di San Carlo di Napoli, originava un fatto che sembrava incredibile, inconcepibile.
Ma nel Teatro Comunale della città estense il chefdirigent (letteralmete primo direttore) dei Berliner, Claudio Abbado, era fondatore e presidente onorario dell'Associazione Ferrara Musica; ed era diventato da meno di un anno anche il primo direttore dei Berliner, dopo sua maestà Herbert von Karajan. E la competizione "Berliner vs Wiener" pur non dichiarata, era più che mai presente nella pancia dei melomani italiani ed europei, ma (direi) di tutto il mondo occidentale e orientale, Asia compresa. Berlino vs Vienna. La cultura musicale viva e attiva della capitale tedesca vs la cultura viva e attiva della capitale austriaca. Del resto se Abbado portava i Berliner a Ferrara, Riccardo Muti avrebbe portato i Wiener Philharmoniker a Ravenna, nel festivalone creato e gestito da sua moglie, Cristina Mazzavillani.

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Allora ecco il fatto storico per il mondo della musica "forte": la provincia italiana comincia sfidare le capitali italiane della musica. E batte un colpo. Furono anni, quelli dell'ultimo decennio del secolo scorso, ricchi di effervescenza ed entusiasmi per tutti i melomani della provincia.
Ferrara, per chi vive qui e non lo ricordasse, oltre alla neonata Associazione Ferrara Musica e al Teatro Comunale (oggi Teatro "Claudio Abbado") aveva un festival estivo di eccellenza, Aterforum, con concerti dislocati nei palazzi storici, medievali e rinascimentali della città.
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Aterforum andò avanti con qualche interruzione fino al 2008, poi fu soppresso. Ma quando vennero i Berliner, Aterforum era una chicca che poche città italiane avrebbero potuto vantare: fra i personaggi di statura mondiale del concertismo riportati alla conoscenza diffusa e popolare da Aterforum ne cito uno solo: Glenn Gould, omaggio postumo a uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi. E fra i compositori contemporanei offerti al giudizio delle masse ne cito due: John Cage e Morton Feldman. Poi i minimalisti, tutti i più importanti, novità assoluta per l'epoca. Questo era il quadro della Ferrara anni '90. Roba da suscitare le più struggenti nostalgie, non solo perché all'epoca avevo (avevamo) trent'anni di meno, ma soprattutto perché fu una stagione che (all'occhio della ragion critica di oggi) si è dimostrata inimitabile e irripetibile. Le belle cose perdute che mi hanno (ci hanno) arricchito la vita e che ora sono dentro il deposito, anzi nello scrigno, dei ricordi.
Non scrivo, qui, io, la cronistoria di quel concerto dei Berliner a Ferrara. Accolgo nel mio diario il comunicato stampa dell'Associazione Ferrara Musica, diffuso oggi. Eccolo:

«Sono passati  trent'anni da quel 31 marzo 1990, quando Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker tennero al Teatro Comunale di Ferrara uno storico concerto, che segnò il ritorno in Italia di quella che era ed è tuttora considerata l'orchestra più importante del mondo.
Va ricordato che nell'anno precedente, il 1989, il grande direttore milanese e fondatore di Ferrara Musica era stato eletto a succedere a Herbert von Karajan sul podio dei Berliner, e questa nomina aveva acceso ancora di più l'interesse del pubblico e della critica italiani nei suoi confronti.
L'evento, che portò Ferrara alla ribalta della cronaca nazionale, tenne banco per diversi mesi sui giornali, scatenando un'incredibile caccia al biglietto, assegni con importo in bianco inviati in biglietteria, code sotto i portici di Corso Martiri della Libertà, l’organizzazione di proiezioni in diretta nel maxi schermo allestito in Piazza Trento e Trieste e in alcuni cinema del centro. Quella sera erano presenti, tra gli altri, Raoul Gardini, Giorgio Napolitano e Francesco Cossiga; il concerto venne ripreso dalla Rai e c'erano a "coprire" l'avvenimento tutti i più importanti quotidiani nazionali. Per l’occasione venne acquistata grazie al contributo dell’Unione Industriali di Ferrara ed installata, la camera acustica che tuttora è in dotazione e in uso al Teatro Comunale.
Il concerto del 1990 divenne storico perché fu il primo di diversi tenuti da Claudio Abbado e dai Berliner Philharmoniker a Ferrara, nell'ambito di un percorso musicale ben preciso che si chiarì e si sviluppò negli anni successivi. Quella sera vennero eseguiti sei brani dall'Opera 6 di Anton Webern, la Sinfonia n.8 "Incompiuta" di Franz Schubert e la Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven.
Ferrara Musica ricorda quel concerto con alcune delle straordinarie immagini che il fotografo Marco Caselli Nirmal scattò allora e che ha estratto per l'occasione dal suo archivio

Io c'ero. Ricordo l'emozione grande di tutti noi giornalisti nel palco al secondo ordine del Teatro Comunale, ma direi di tutto il pubblico, quando il presidene della Repubblica, Francesco Cossiga, scese dal palco centrale del Prefetto e delle autorità locali e si avviò a stringere la mano a Claudio Abbado e al primo violino dei Berliner. E ricordo le ovazioni del pubblico, cosa mai vista prima a Ferrara da me, giornalista e critico musicale della testata locale per la quale ho fatto servizi e scritto recensioni per 27 anni ininterrottamente (La Nuova Ferrara).
Ricordo la pioggia di fiori dal loggione. Ricordo le code interminabili di chi si metteva in fila all'ingresso del botteghino fin dalle 4 del mattino, perché allora non c'era la possibilità di acquistare i biglietti in internet: e noi cronisti della cultura e della cronaca, io, Mauro Alvoni, Alessandro Taverna, Giorgio Chiappini, come gli altri colleghi della testata concorrente (il Resto del Carlino-Carlino Ferrara) in fila anche noi dalle prime luci del mattino, non per il biglietto d'ingresso, ma per intervistare chi stava facendo la fila per l'acquisto del biglietto.

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Io non feci la recensione di quel concerto dei Berliner Philharmoniker, perché al Teatro Comunale seguivo l'opera lirica e a volte anche il balletto classico e la danza: la recensione per la nostra testata la fece Alessandro Taverna e credo che ancora oggi quello sia uno degli scritti dove Alessandro ha toccato l'assoluto. Quel servizio del mio collega, cioè l'assoluto, stimolò ancor di più in me lo spirito di emulazione/competizione nello scrivere di musica: io e Alessandro; io vs Alessandro... due colleghi della stessa testata, solidali; ma anche galli nel pollaio. Tempi memorabili, quelli: il ricordo, come il concerto, compie 30 anni e non li dimostra. Ebbene sì, io c'ero!

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica/Teatro Comunale di Ferrara
Nella miniatura in alto: il maestro Claudio Abbado
Sotto: Abbado sul podio dei Berliner Philharmoniker a Ferrara il 31 marzo 1990
Al centro: l'on. Giorgio Napolitano e il presidente Francesco Cossiga
In fondo: Piazza Trento e Trieste a Ferrara dove fu allestito il maxischermo per la diretta






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Un mondo a pių voci
servizio di Athos Tromboni FREE

200820_Fe_00_UnMondoAPiuVoci_AlessandroAdamiFERRARA - Era un progetto che Ellade Bandini covava da tempo, e ne aveva parlato qualche volta con gli amici del Gruppo dei 10 di Ferrara, tanto che tale progetto non era più un segreto, anche se mai specificato nei dettagli. E mercoledì 19 agosto 2020 il progetto di Bandini (titolato Un mondo a più voci) è diventato esecutivo, persino nei dettagli: portare
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Opera dal Centro-Sud
Denuncia sociale e grande musica di Strauss
servizio di Valentina Anzani FREE

200820_MartinaFranca_00_IlBorgheseGentiluomo_MicheleSpottiMARTINA FRANCA (TA), 1 e 2 agosto 2020 - Revisionato a causa dell’attuale crisi sanitaria, accantonati (o, si spera, solo rimandati) gli spettacoli inizialmente previsti, il 46.mo Festival della Valle d’Itria (oltre a una lunga serie di concerti e di eventi collaterali) ha ripiegato su due titoli che videro la collaborazione di Richard Strauss con Hugo von
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Classica
Vivaldi e la musica veneta
servizio di Angela Bosetto FREE

200819_Vr_00_Vivaldi_AlviseCasellati_EnneviFotoVERONA - «Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a Venezia»; parola di Friedrich Nietzsche, rimarcata dall’erede Thomas Mann, il quale definiva la città lagunare «… bella lusinghiera e ambigua, metà fiaba e metà trappola», ma sempre capace di ispirare  «ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.»
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Diario
Un giorno senza sera
Athos Tromboni FREE

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_CastelloEstenseNella mia Ferrara, qualche volta, accadono della cose belle. Il giornalista che scrive sulle pagine della cultura e della musica vive di cose belle. Ne fa incetta. Racconta, spiega, interpreta, giudica. Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali in mezzo alle cose belle che accadono, se non se ne fa una ragione e la comunica?
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Vocale
Wagner in Arena - Verdi Gala
servizio di Angela Bosetto FREE

200813_Vr_00_WagnerInArena_GustavKuhn_EnneviFotoVERONA – «Verdi e Wagner! Due nomi, due civiltà, la latina e la germanica; due distinte concezioni delle finalità che il teatro può e deve raggiungere nella estrinsecazione di un ideale d’Arte: l’umanità nella realtà della vita vissuta, in uno; l’umanità attraverso il simbolo e la leggenda, nell’altro.» Con queste parole il musicista e musicologo
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Classica
Appuntamenti con grandi nomi a Martina Franca
servizio di Valentina Anzani FREE

200812_MartinaFranca_00_AntonioGreco_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 29/30/31 luglio 2020 - Se quest’anno il Festival della Valle d’Itria si è dovuto adattare alle difficoltà logistiche delle misure di distanziamento sociale imposte dalla crisi sanitaria e alle difficoltà economiche ad essa connesse, è riuscito comunque a garantire una proposta musicale di altissimo livello. Tra il ricco programma di
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Eventi
Trame... pianistiche quest'anno
servizio di Laura Gatti FREE

200810_Mn_00_SettembreMantova_AlfredBrendelMANTOVA - Rinviata a causa del Covid-19, si terrà dal 4 al 6 settembre 2020 a Mantova la diciottesima edizione di 'Trame Sonore', l’importante ed impegnativa manifestazione organizzata dall’Orchestra da Camera di Mantova già programmata per i primi giorni di giugno e ora spostata a settembre.
Sarà un’edizione dimezzata
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Personaggi
La Venditelli barocca, classica, belcantista
intervista a cura di Ramón Jacques FREE

200809_Personaggi_00_VenditelliAriannaROMA - Il soprano romano Arianna Venditelli è riuscita a fare una carriera eccezionale che l'ha portata a debuttare ruoli importanti nel repertorio operistico grazie al suo timbro particolare e alla sua ampia estensione vocale. La Venditelli, che si è esibita su importanti palcoscenici in Italia e in importanti festival in Europa, concentrandosi su Mozart, Handel
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly contigua e non inane
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_TorreDelLago_00_MadamaButterfly_EnricoCalessoTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Benvenuta Manu Lalli. Che poi una recensione non si inizia mai così. Eppure stavolta bisogna ammettere l'eccezione alla regola... sì, perché la regia di Lalli, per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Gran Teatro all'Aperto di  Torre del Lago, ha restituito all'Opera (non a quest'opera, ma all'Opera) quel
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Echi dal Territorio
Le belle consonanze della Kreion
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_ForteDeiMarmi_00_ConsonanzeArtistiche_SimoneTomei_phMattiaBertozziFORTE DEI MARMI (LU) - Sono le "consonanze artistiche" quelle che consentono ad uno spettacolo (a qualsiasi spettacolo, indipendentemente dal genere) di affermarsi come evento notevole e richiamare tante persone che poi possono dire orgogliosamente ai figli e nipoti quel famoso «io c'ero». Tanto più se si tratta di musica lirica, dove le "consonanze"
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Opera dal Centro-Nord
La Tosca dei tre cerchi
servizio di Athos Tromboni FREE

200807_TorreDelLago_00_Tosca_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Voglia di ritornare all'Opera. Non solo per il pubblico ma anche per gli artisti, che in questo periodo stanno subendo una "cura dimagrante" di scritturazioni senza precedenti, viste le cancellazioni e i rinvii (alla meno peggio, il ridimensionamento) dei cartelloni lirici di tutto il mondo. E in tale contesto la voglia
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Vocale
Lunga serata apre il Mascagni Festival
servizio di Simone Tomei FREE

200804_Li_00_MascangiFestival_PrimoConcerto_LauraPasqualettiLIVORNO - Il Mascagni Festival 2020 avrà il suo clou nel prossimo mese di settembre, ma già la sera del 2 agosto 2020 abbiamo avuto un primo assaggio proprio in occasione del 75° anniversario dalla morte del compositore livornese. Con gli occhi dove un’anima sognava è stato il titolo di questo primo concerto lirico che ha fatto da apripista alla
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Pagina Aperta
Polemiche e accuse Ariacs non ci sta
FREE

200801_Vr_00_ARIACS_FarinelliRiceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato stampa della Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli in merito alle vicende di cronaca che stanno coinvolgendo artisti, fondazioni liriche, teatri e festival d'opera

Comunicazione di ARIACS,
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Vocale
Mozart Requiem - Le Stelle dell'Opera
servizio di Angela Bosetto FREE

200803_Vr_00_MozartRequiemLeStelleDellOpera_MarcoArmiliato_EnneviFotoVERONA - Commemorare la morte per tornare insieme “a riveder le stelle” e  riuscire così a celebrare nuovamente la vita. Questo il filo conduttore dei due appuntamenti areniani che, dopo il gala inaugurale (leggi qui la recensione), hanno sancito il passaggio dal mese di luglio a quello di agosto. Un dittico all’apparenza anomalo (la simbolica Messa
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Pagina Aperta
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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Vocale
La poesia dell'Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra
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Opera dal Centro-Sud
Trovatore con alti e bassi
servizio di Simone Tomei FREE

200726_Mc_00_IlTrovatore_RobertaMantegna_phTabocchiniZanconiMACERATA - Il Trovatore di Giuseppe Verdi è un’opera  drammaturgicamente complessa e i cui intrecci possono essere spiegati e capiti soltanto con un’adeguata movimentazione scenica e con uno scambio di gesti, sguardi, attenzioni; è sostanzialmente un’opera calda e passionale, ma allo stesso tempo cupa e tenebrosa. Questo è uno dei limiti oggettivi
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Opera dal Centro-Sud
Ottimo Don Giovanni seppur minimal
servizio di Simone Tomei FREE

200725_Mc_00_DonGiovanni_FrancescoLanizillotta_phTabocchiniZanconiMACERATA - Biancocoraggio è il motivo dominante il Macerata Opera Festival 2020; detto titolo nasce un anno prima dello svolgimento della manifestazione, nel 2019, e sono convinto che nemmeno affidandoci alle strabilianti profezie della più esperta maga, avremmo potuto trovare una corrispondenza sì calzante per la stagione in corso. Un Festival
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Jazz Pop Rock Etno
Lo Spirito del Peccato Vinile
servizio di Athos Tromboni FREE

200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Personaggi
Conversando con Gianluca Moro
intervista di Ramón Jacques FREE

200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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Pianoforte
Tutto esaurito con Matteo Cardelli
FREE

200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
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Opera dal Centro-Nord
Bello il Ballo in forma di concerto
servizio di Simone Tomei FREE

200717_Fi_00_UnBalloInMaschera_CarloRizziFIRENZE - È scherzo od è follia? No, è una splendida realtà. Ricominciare a frequentare il Teatro è sicuramente segnale importante ed un ristoro per l’anima; per la prima volta - dopo il periodo pandemico, ancorché non del tutto terminato - ho sentito di nuovo il meraviglioso suono dell’accordatura dell’orchestra godendo l’emozione dell’attesa che
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Nuove Musiche
Le 'Luci della cittā' commuovono ancora
servizio di Attilia Tartagni FREE

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927,
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Soci Uncalm
Trapani/Cellini intesa "a memoria"
FREE

200713_Fe_00_MusicaMarfisa_LauraTrapaniFERRARA - Un programma interamente beethoveniano, nell'anno 250° della nascita del compositore di Bonn, ha caratterizzato il concerto di Laura Trapani (flauto) e Rina Cellini (pianoforte), in una piacevole serata di musica con temperatura mite, domenica 12 luglio 2020. La location (come si dice oggi) era quella della rinascimentale Palazzina di Marfisa
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Jazz Pop Rock Etno
Jekill & Hyde miti contemporanei
servizio di Athos Tromboni FREE

200711_Fe_00_Jekill&Hyde_AndreaMeli_phGiuliaMarangoniFERRARA – Quando Robert Luis Stevenson pubblicava, nel 1886, il suo romanzo Lo strano caso del dottor Jekill e Mr. Hyde non poteva certo immaginare che la trama e soprattutto la “morale” del suo racconto potesse annunciare e precorrere quelle cosiddette questioni etiche che sono più che mai attuali nel terzo millennio, con la permanente dicotomia fra
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Eventi
Livorno lancia il Festival Mascagni
redatto da Athos Tromboni FREE

200710_Li_00_FestivalMascagni_LucaSalvettiLIVORNO - È stato presentato giovedì 9 luglio 2020, in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno, il Festival Internazionale Pietro Mascagni che si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo suggestivo dedicato proprio al compositore labronico. Ma l'anteprima è prevista per domenica 2 agosto 2020,
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Soci Uncalm
Mirael fa Sentire l'Amore
FREE

200709_Fe_00_SentireLAmore_Mirael(MariaPiaPisciotta)FERRARA - Pieno il successo di pubblico per il concerto della cantautrice Mirael, mercoledì 8 luglio 2020, alla Palazzina di Marfisa d'Este, nell'ambito della rassegna "Tempo d'Estate" promossa e patrocinata dal Teatro Comunale "Claudio Abbado" e dall'Amministrazione comunale di Ferrara (Assessorato alla cultura).
I posti a
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Jazz Pop Rock Etno
Si va in Tutte le direzioni d'estate
redatto da Athos Tromboni FREE

200707_Fe_00_TutteLeDirezioniInSummertime2020_ToninoGuerraVIGARANO MAINARDA (FE) - Tutte le direzioni in Summertime 2020, la rassegna jazz e non solo organizzata dal Gruppo dei 10 di Ferrara, prenderà il via venerdì 10 luglio, proseguendo per tutta l’estate fino all’11 settembre. Apertura ore 20 con aperitivo e a seguire cena (massimo 70 posti, prenotazione consigliata). La location scelta è ancora una
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Classica
Muti e le Dogan che messaggio!
servizio di Attilia Tartagni FREE

200705_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Minacciato da una pioggia leggera fattasi rapidamente più insistente, il 3 luglio 2020 si è consumato alla Rocca Brancaleone l’evento cardine del Ravenna Festival, dopo una sosta proclamata dal  M° Riccardo Muti. Il concerto  “sulle vie dell’Amicizia”, l’appuntamento più atteso,  è stato dedicato quest’anno alla Siria, paese in sofferenza
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Personaggi
La Ribezzi senza segreti
intervista a cura di Ramón Jacques / Jordi Pujal FREE

200704_Personaggi_00_IlariaRibezziBRINDISI - Con una carriera in pieno sviluppo il talentuoso mezzosoprano pugliese, nativa di Mesagne, Ilaria Ribezzi ci racconta i suoi inizi nel canto, i pilastri del suo repertorio, la sua personale passione che la lega alla musica e le prospettive future. In questo contesto abbiamo avuto il piacere di intervistarla.
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Classica
Fischer e la Prohaska che meraviglia
servizio di Attilia Tratagni FREE

200704_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra_IvanFischer_phMarcoBorggreveRAVENNA - Quanto è bello assistere di nuovo a un concerto live, con i musicisti della Budapest Festival Orchestra schierati sul palco e il loro direttore d’orchestra Ivàn Fischer di cui si può seguire ogni gesto, e ciò anche se la Rocca Brancaleone è un’arena limitata rimpicciolita ulteriormente dai distanziamenti previsti dalle norme anticovid!
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Vocale
La Resurrezione come spettacolo e simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

200702_Fe_00_LaResurrezione_AlessandroQuarta_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Dopo Leonardo da Vinci, ecco Händel. Ci riferiamo al Teatro Comunale "Claudio Abbado" che aveva inaugurato la fase post-confinamento con una serata dedicata al genio toscano, il 15 giugno scorso, animata da Vittorio Sgarbi, con musiche dal vivo di e con Valentino Corvino. E poi il 1° luglio sulle tavole del massimo teatro
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Opera dal Centro-Nord
Schicchi č morto di Covid-19
servizio di Nicola Barsanti FREE

200701_TorreDelLago_00_GianniSchicchi_JhonAxelrod _phLorenzoMontanelliVIAREGGIO – Nella cornice della Cittadella del carnevale di Viareggio, il 66° Festival Puccini di Torre Del Lago è iniziato ufficialmente con Gianni Schicchi, l’ultima parte del Trittico pucciniano.  Significativo il fatto che l’opera in questione sia stata composta durante la terribile influenza spagnola che fece milioni di vittime (fra cui la sorella del
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Classica
Musica antica con Dantone e Rossi Lürig
servizio di Attilia Tartagni FREE

200701_Ra_00_MusicaAntica_OttavioDantone_phGiuliaPapettiRAVENNA - Difficile ipotizzare un’interpretazione migliore di quella dell’Accademia Bizantina il 24 giugno 2020 alla Rocca Brancaleone dI Il trionfo del tempo e del disinganno, l’oratorio che Georg Friedrich Händel  compose nel 1707 a ventidue anni e sul quale lavorò mezzo secolo approntandone diverse versioni tra il 1737 e il 1757; nel
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Eventi
Tempo d'Estate a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200629_Fe_00_TempoDEstate2020_MarcoGulinelliFERRARA - È stato presentata oggi alla stampa la rassega «Tempo d'estate a Ferrara», ricchissimo cartellone di iniziative predisposto tra giugno e settembre dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, una manifestazione polivalente (nel senso che propone tutti i generi di spettacoli musicali,
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Concorsi e Premi
Premio Storchio a Angelo Manzotti
FREE

200624_Mn_00_PremioStorchioAManzottiMANTOVA - Vivissimo successo domenica 21 giugno 2020 alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti del concerto "Omaggio alla carriera del sopranista Angelo Manzotti", nel quadro delle attività culturali della Associazione Postumia. Elegantemente accompagnato al pianoforte da Laura Gatti, il cantante mantovano ha interpretato magistralmente
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Libri in Redazione
Giulio Neri il dimenticato indimenticabile
recensione di Paolo Padoan FREE

200618_Libri_00_GiulioNeriIlBassoDellOperaGiovanni Marchisio
GIULIO NERI il Basso dell'Opera
Editrice Rugginenti Milano 2020, pp. 300 Euro 21,90
Gli amanti del melodramma, ma ancor più i critici, gli storici, i cultori dovrebbero sentire il dovere morale di ricordare coloro, fra cantanti o direttori d’orchestra,
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