Pubblicato il 10 Maggio 2026
A Lione in versione da concerto l'unica opera scritta dal compositore francese Jean-Marie Leclair
Riscoperta di Scylla et Glaucus servizio di Ramón Jacques

20260510_Lione_00_ScyllaEtGlaucus_JeanMarieLeclair.JPGLIONE (Francia) - L’Auditorium, sede dell’Orchestre National de Lyon, nella città francese situata nel sud-est del Paese, ha presentato in versione da concerto l’opera Scylla et Glaucus, la tragédie en musique con prologo e cinque atti del compositore Jean-Marie Leclair (1697–1764). Quest’opera barocca è giunta a Lione appena due giorni dopo la conclusione delle rappresentazioni sceniche tenutesi all’Opera di Zurigo, con la regia del tedesco Claus Guth, con lo stesso cast vocale nei ruoli principali e l’orchestra francese di strumenti d’epoca Le Concert d’Astrée diretta dalla clavicembalista Emmanuelle Haïm, direttrice titolare dell’ensemble.
Quest’opera, poco conosciuta ma sublime, ha un legame speciale con questa città, poiché è proprio qui che nacque Jean-Marie Leclair (noto anche come Leclarie l’aîné o Lecreire il maggiore), il quale compì la propria formazione accademica e musicale a Torino, in Italia. Oltre ad aver seguito una formazione come ballerino, la sua abilità e la sua vasta conoscenza del violino lo portarono ad essere considerato il fondatore della scuola francese di violino del XVIII secolo. Il suo ampio repertorio di composizioni per questo strumento comprende: sonate per violino solista, sonate per due violini, trii per due violini e basso continuo, concerti per violino, ecc.
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Le sue sonate furono eseguite per la prima volta nel 1721 e nel 1728 si fece conoscere suonando al Concert Spirituel (la prima associazione di concerti privati in Francia), dove lo ascoltò Luigi XV, che nel 1733 lo nominò musicista ufficiale di corte.
Nel 1746, Jean Marie-Leclair compose per l’Académie royale de musique (l’Opéra de Paris) quella che sarebbe stata la sua unica opera lirica, Scylla et Glaucus, nel breve periodo in cui si dedicò all’opera, all’età di cinquant’anni, proprio come il suo illustre rivale Jean-Philippe Rameau. (Un altro compositore francese dell’epoca che si distinse con un’unica composizione lirica fu Marc-Antoine Charpentier con la sua opera Médée).
Scylla et Glaucus rappresentò un momento di consacrazione per il virtuoso violinista Leclair, data la sua scarsa esperienza nel campo dell’opera. Nonostante avesse riscosso successo alla prima, essendo considerata una delle più belle opere francesi del Secolo dei Lumi (siècle des Lumières), e nonostante fosse stata riproposta a Lione negli anni successivi, anche in versione da concerto, l’opera cadde nell’oblio per molti anni. Inoltre, l’avventurosa vita di Leclair si concluse tragicamente il 23 ottobre 1764, quando fu assassinato per le strade del quartiere Le Marais di Parigi.
Nel 1979, il direttore d’orchestra inglese John Elliot Gardiner riportò in scena l’opera a Londra e, successivamente, nel 1986, all’Opéra di Lione, dove ricopriva la carica di direttore musicale, realizzando una registrazione della versione completa. Da allora l’opera è stata riproposta sporadicamente fino ai giorni nostri, e continua a essere un’opera poco conosciuta all’interno del repertorio operistico barocco francese.
Il mio primo contatto con l’opera avvenne in modo inaspettato e fortuito nel 2013, quando la compagnia aerea con cui viaggiavo inviò per errore il mio bagaglio in un’altra città durante una breve sosta a Parigi, costringendomi a rimanere lì diversi giorni fino alla restituzione del bagaglio. Per una felice coincidenza, proprio in quei giornil’ensemble barocco di Lione, Les Nouveaux Caractères, diretto dal brillante direttore e clavicembalista Sébastien d’Hérin, ha interpretato Scylla et Glaucus all’Opéra Royal di Versailles, concerto che è stato replicato l’anno successivo nella chiesa La Chapelle de la Trinité di Lione, che offre un ricco programma di concerti di musica antica nell’ambito del Festival de Musique Baroque de Lyon. Da quelle esibizioni a Versailles e a Lione è stata realizzata un’ottima registrazione discografica, pubblicata e lanciata sul mercato nel 2015 dall’etichetta Alpha Classics.
Questa tragedia musicale con libretto in francese, scritto da Alberet e ispirato a un episodio delle Metamorfosi di Ovidio, è musicalmente accattivante, con una scrittura orchestrale ricca e armoniosa, arie emozionanti e virtuosistiche, numerosi cori, con un tocco di brillantezza italiana (ricca di italianismi, come è stato descritto) che si allontana dal modello dell’opera francese di Rameau, poiché, come già sottolineato, Leclair si formò musicalmente al di là delle Alpi.

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La trama è ambientata in Sicilia, dove la ninfa Scilla (Escila) respinge l’amore, e il dio Glauco (Glaucus), figlio di Poseidone, disperato nel tentativo di conquistarla, chiede l’aiuto della maga Circe (Circé), la quale finisce per innamorarsi di lui e gli fa un incantesimo, ma Glauco finisce per ricordare Scilla.
I due si ritrovano e si innamorano, manifestando il loro amore e la loro felicità in un’allegra festa in cui Glauco invoca gli dei del mare affinché cantino all’amore. Ma la loro gioia dura poco quando Circe appare, avvolta da una nuvola, e con la sua furia separa gli amanti e le divinità con un monologo vendicativo. La gelosa Circe, con l’aiuto di Ecate, ottiene un veleno per eliminare Scilla.
Durante una festa, Scilla e Glauco si amano nonostante la paura che Circe incute loro. I siciliani festeggiano la liberazione dal giogo dei ciclopi, ma il veleno della maga ha effetto su Scilla, che si getta in mare trasformandosi in una roccia; Circe trionfa di fronte alla disperazione di Glauco.
In questa rappresentazione, in linea con la messa in scena all’Opernhaus di Zurigo, non è stata eseguita la versione integrale dell’opera e sono state eliminate, tra le altre cose, il Prologo (con le bellissime pagine che lo accompagnano) in onore di un certo monarca guerriero francese; pertanto, le tre ore originali dell’opera sono state ridotte a sole due ore. Ciononostante, questa nuova versione concertante serve a riportare alla luce e a introdurre sulla scena barocca attuale uno dei gioielli della tragédie lyrique francese.
Fin dall’ouverture si è potuto ascoltare un’orchestra brillante, gioiosa e piena di energia, sotto la direzione di Emmanuelle Haïm, la quale ha deciso di concentrarsi esclusivamente sulla direzione, mettendo da parte il clavicembalo da cui era solita dirigere, mostrandosi più attenta a esaltare le virtù dei musicisti della sua orchestra.
Le Concert d’Astrée ha regalato una resa orchestrale ricca di virtuosismo negli archi ed emozionante nei legni, con un senso di leggerezza e dinamismo. Il suo modo di plasmare la partitura, con controllo e attenzione alle voci degli interpreti, ha contagiato tutti di gioia, nonostante la trama dell’opera possa sembrare fragile.
Il coro Zürcher Sing-Akademie, composto da ventidue elementi, che aveva partecipato alla messa in scena di Zurigo ha sostituito il coro di cantanti del Concert d’Astrée, dando prova di omogeneità, cantando con eleganza e vivacità gli abbellimenti della partitura, mostrando un lato tenero e, a tratti, minaccioso. All’interno del coro, l’haute-contre Daniel Brant ha interpretato un pastore, Peter Strömberg un silvano e il basso Ekkehard Abele Ecate.
Il ruolodi Scilla è stato ben interpretato dalla soprano Elsa Benoit, che per me è stata una rivelazione e un’interprete di spicco nelle diverse occasioni in cui l’ho ascoltata, a partire dalla sua interpretazione nella Semele di Händel nel novembre del 2022, sempre al fianco di Haïm e del suo Concert d’Astrée. Il soprano francese possiede la grazia e la giusta gestualità richieste dal ruolo, regalando un’esecuzione emozionante della sua parte sia dal punto di vista tecnico che interpretativo, con espressività, musicalità ed eleganza nel timbro. Emette gravi morbidi, acuti leggeri e virtuosistici, e precisione negli abbellimenti. Il suo «Ta gloire dans les cieux» rimane impresso come uno momento culminante della sua interpretazione. Il tenore o haute contre inglese Anthony Gregory ha offerto una buona prestazione vocale, specialmente nella dizione del suo impegnativo ruolo di Glaucus, cantando con sentimento e autorevolezza i suoi recitativi e le sue arie, ma con notevole flessibilità della voce, un po’ leggera, ma capace di trasmettere con convinzione. L’aria più significativa di questo ruolo, nel V atto, è «Chantez l’amour», che ha affrontato con buona tecnica.
Da parte sua, il soprano Chiara Skerath, che si è calata nel personaggio di Circe regalando un’interpretazione convincente dell’energica, gelosa e malevola maga. Con la sua voce ferma da soprano lirico, ha cantato con autorevolezza, un timbroomogeneo e rotondo e un indubbio talento recitativo, che ha dimostrato nei suoi movimenti sul palcoscenico. A completare un ottimo cast vocale, il soprano Gwendoline Bloondeel nel ruolo di Témire, per la sua delicatezza interpretativa in «Allons, chère Témire» al fianco di Scilla, così come il soprano Jehanne Amzal, che ha incarnato con entusiasmo il personaggio di Dorine.
(La recensione si riferisce all'opera in concerto di lunedì 4 maggio 2026)

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Crediti fotografici: Sarah Brun per l’Orchestre National de Lyon
Nella miniatura in alto: ritratto storico del compositore Jean-Marie Leclair
Sotto: Anthony Gregory (Glauco) con Elsa Benoit (Scilla)
Al centro, in sequenza: Chiara Skerath (Circe) con Anthony Gregory; la direttrice Emmanuelle Haïm sul podio di Le Concert d’Astrée
Sotto: panoramica su orchestra e coro





Pubblicato il 14 Aprile 2026
Il regista canadese Michael Cavanagh ambienta l'opera mozartiana in USA anziché a Napoli
Cosė fan tutte negli anni '30 servizio di Ramón Jacques

20260414_00_Chicago_CosiFanTutte_RodGilfry_phCoryWeaverCHICAGO (USA) -  Civic Opera House. Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti K.588, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte, che debuttò nel gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, è tornata sul palcoscenico della Lyric Opera of Chicago otto anni dopo le sue ultime rappresentazioni qui nella stagione 2018.
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Sebbene l'opera non sia mai stata considerata uno dei lavori mozartiani preferiti o più popolari dei teatri statunitensi, è possibile vedere il Così fan tutte  in programma con una certa regolarità in questo paese. L'opera fece il suo ingresso nel repertorio statunitense  nel 1922, al Metropolitan di New York, e a Chicago fu vista per la prima volta nel novembre 1959.
La produzione scenica utilizzata in questa occasione ha avuto origine alla San Francisco Opera e fa parte della commissione che quel teatro aveva affidato, tra il 2019 e il 2021, al regista canadese Michael Cavanagh, scomparso inaspettatamente nel marzo 2024, il quale aveva ideato tre concezioni distinte e originali per la trilogia Mozart-Da Ponte, ispirandosi a diversi periodi storici degli Stati Uniti, ma ponendo un accento particolare sull'architettura coloniale che si trova prevalentemente nella regione del New England, nel nord-ovest degli Stati Uniti.
Il pubblico (e chi scrive questa cronaca musicale), che ha avuto l’opportunità di vedere le tre diverse messe in scena di Michael Cavanagh, concorderà nel sottolineare che in ciascuna delle tre opere spicca l’uso di una facciata in marmo bianco con colonne, adattata all’epoca in cui Cavanagh ha ambientato ogni storia.
Così, Le Nozze di Figaro si svolgono durante gli anni della rivoluzione americana; Don Giovanni, con la stessa messa in scena, ma in un futuro distopico e incerto, dove regnano la decadenza, la distruzione, la rovina e il caos; e infine in Così fan tutte la storia è ambientata negli anni Trenta del secolo scorso, nel lussuoso ed esclusivo club sportivo Country Club Wolfbridge, di cui Don Alfonso è l'amministratore, e i quattro protagonisti, che ne sono membri, praticano spensieratamente attività sportive in palestra, oltre a praticare la scherma e a giocare a ping pong e a tennis, o semplicemente a prendere il sole a bordo piscina. Giardini lussureggianti e alberati, piscine e saloni fanno parte dell'allestimento; immagini di splendidi paesaggi, boschi e scene di tramonti e albe proiettate sullo sfondo del palcoscenico rendono la scena molto attraente e incantevole.
Durante l'ouverture, sul sipario sono state realizzate diverse proiezioni in cui si vedeva come venivano redatti a mano gli inviti per partecipare alle attività e agli eventi del club, oltre a immagini delle planimetrie architettoniche delle strutture. Lo stesso sipario è stato utilizzato per tutta la durata dello spettacolo, quando scendeva per isolare I solisti tra l’oscurità e il proscenio, creando momenti di intimità o introspezione, in particolare durante l’esecuzione di ciascuna delle loro importanti arie.

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Lo stesso Michael Cavanagh si è occupato della creazione delle scenografie e delle proiezioni insieme a Erhard Horm. Non si possono tralasciare i vari ed eleganti costumi, sia sportivi che di abbigliamento, allusivi agli anni Trenta, così come gli stravaganti cappotti utilizzati dai due giovani albanesi, di cui si è occupata Constance Hoffmann; le luci - vitali in questa messa in scena e ottimamente realizzate - sono state curate da Jane Cox. Per questa ripresa, la regia è stata affidata a Roy Lallo, il quale, basandosi sulle linee guida di Cavanagh, ha ritratto una società di personaggi che, nonostante avessero attraversato il periodo della grande depressione economica del 1929, a causa della loro agiata posizione economica e dei loro privilegi si comportavano come persone banali, inesperte e inconsapevoli della realtà di ciò che accadeva nel mondo esterno, dando priorità al materialismo e alle apparenze; per cui, più che una scommessa tra i due gentiluomini con Don Alfonso, si trattava di un gioco che cerca di generalizzare e controllare il comportamento delle donne, con una certa dose di misoginia, in modo tale che Lallo è riuscito a riprodurre atteggiamenti, visioni e intolleranza simili a quelli di qualsiasi alta società odierna. La sua visione era diretta, ed è riuscito a plasmare e trasmettere il suo messaggio, senza tralasciare il candore e l’umorismo naturale contenuti nella storia, ma ricorrendo spesso a un’inutile esagerazione, a battute pesanti e a cliché, visti e ripetuti fino alla nausea, apparentemente difficili da eliminare o da presentare in altro modo quando si affronta questo titolo.
Per queste rappresentazioni di Chicago, si è fatto ricorso a un buon cast di cantanti che ha combinato la giovinezza e il talento di alcuni con l’esperienza e la padronanza del palcoscenico di altri. (Vale la pena menzionare che questa produzione è stata recentemente messa in scena dalla Los Angeles Opera nel marzo del 2025, e i personaggi di Don Alfonso, Despina e Ferrando sono stati interpretati dagli stessi cantanti scelti qui).

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Inizierò menzionando il tenore Anthony León, che ha mostrato una voce ricca di ampie qualità da tenore di grazia, con una vocalità duttilissima carica di musicalità e buon gusto, e che, nonostante non di ampio volume, ha saputo gestirla e proiettarla in modo adeguato, nell’ampia sala che è la Lyric Opera. León ha interpretato un Ferrando che ha suscitato entusiasmo per la sua performance vocale e per la varietà di sfumature e colori.
Da parte sua, il baritono Ian Rucker ha dimostrato sicurezza, chiarezza edeleganza scenica e vocale nel ruolo di Guglielmo, con la sua voce ricca di corpo e musicalità.
Al suo debutto locale, il soprano Jacquelyn Stucker, un altro dei tanti talenti statunitensi che hanno fatto carriera soprattutto sui palcoscenici europei e che quindi sono poco conosciuti nel loro paese, ha conquistato il pubblico nel ruolo di Fiordiligi, muovendosi con naturalezza e franchezza sulla scena, mostrando tempra vocale, nitidezza, musicalità e cadenza nella sua voce, specialmente nel virtuosismo e nell’abilità canora che ha impresso alle sue arie.
Al suo debutto americano, il mezzosoprano italiano Cecilia Molinari ha esibito un canto molto raffinato e, sfoggiando una voce scura e vellutata, è riuscita a trasmettere dolcezza e drammaticità; sul palcoscenico ha interpretato una Dorabella sicura, capricciosa, volubile ma credibile.
L'esperienza scenica è stata apportata dal baritono Rod Gilfry, un veterano di mille battaglie, che ha offerto una buona interpretazione nel ruolo del vecchio e malizioso Don Alfonso, con voce ferma e sicura, sebbene si tratti di un personaggio privo di passaggi vocali di rilievo e scenicamente ha generato nel pubblico un po' di fastidio e di noia; stessa situazione per l’esperto soprano portoricano Ana María Martínez, che è riuscita a tratteggiare in modo plausibile il suo personaggio grazie alle buone qualità canore che ancora possiede, anche se è evidente che, per il repertorio interpretato nella sua carriera,  sembra mancare di verve comica, per cui la sua Despina è apparsa priva dell’animazione, della vivacità e della malizia che il personaggio richiede, cadendo nei cliché così ripetuti per questo personaggio che deve diventare medico e notaio.
Nella versione ascoltata in questa rappresentazione, attenendosi alla partiture originale, sono state reinserite arie che normalmente vengono espunte dai teatri, come l’aria del secondo atto di Ferrando "Ah, Lo Veggio!" e "Tradito, schernito"; l’aria del secondo atto di Dorabella "È amore un ladroncello"; o l’aria meno conosciuta di Guglielmo "Rivolgete a lui lo sguardo".
Insomma, l’allestimento è stato ben concepito, suscitando nel pubblico l’interesse a riflettere sui temi citati, nonché sulla disconnessione di certe persone privilegiate  di ogni società che vivono e abitano in un mondo appartato diverso da quello della gente comune. Non vorrei insistere su questo, ma rimango in attesa di assistere a una produzione di Così fan tutte che riesca a valorizzare efficacemente la comicità e l’ironia intrinseche alla trama, evitando una recitazione eccessivamente carica di sovrarecitazione e gag ripetitive che appaiono esistere in un manuale di indicazioni su cui si basano tutti i registi.
Il coro, diretto dal maestro Michael Black, ha dato prova di professionalità e  partecipazione, e quando richiesto, sul palco c'erano anche membri del club e partecipano alle attività sportive.
Sul podio, il maestro Enrique Mazzola, che ricopre la carica di direttore musicale del teatro, ha diretto con sottigliezza, precisione e ampia considerazione per le voci, estraendo dai musicisti dell’orchestra quella qualità orchestrale così caratteristica e riconoscibile nelle partiture di Mozart, creando una sensazione di contagiosa soddisfazione, gioia e piacere per gli ascoltatori. Molti applausi ed entusiasmo da parte del pubblico che ha premiato gli artisti di questa produzione, nonostante le visibili defezioni che si sono verificate negli intervalli, per uno spettacolo che si è protratto a lungo.
(La recensione si riferisce alla recita di martedì 10 febbraio 2026)

Crediti fotografici: Andrew Cioffi and Cory Weaver / Lyric Opera of Chicago
Nella miniatura in alto: il bassbaritono Rod Gilfry (Don Alfonso)
A destra: Jacquelyn Stucker (Fiordiligi) e Cecilia Molinari (Dorabella)
Al centro, in sequenza: Ian Rucker (Guglielmo), Cecilia Molinari, Jacquelyn Stucker e Anthony León (Ferrando); Ana María Martínez (Despina) con Rod Gilfry
Sotto: foto panoramiche su scene e costumi e coro





Pubblicato il 30 Dicembre 2025
Il capolavoro di Giuseppe Verdi andato in scena con rinnovato successo nella cittā californiana
Rigoletto felice ritorno all'Opera House servizio di Ramón Jacques

20251230_00_SanFrancisco_Rigoletto_AmartuvshinEnkhbat_phCoryWeaverSAN FRANCISCO (California, USA) - War Memorial Opera House. Con Rigoletto, opera in tre atti con musica di Giuseppe e libretto in italiano di Francesco Maria Piave (1810-1876), è iniziata una nuova stagione dell'Opera di San Francisco, la numero 103 della sua storia.
Sebbene l'opera sia entrata formalmente nel repertorio di questo importante teatro statunitense l'8 ottobre 1923, dove è stata messa in scena in 34 stagioni ed è diventata un titolo apprezzato dal pubblico locale, è documentato che la prima volta che le note di quest'opera furono ascoltate a San Francisco avvenne solo sette mesi dopo la prima assoluta dell'opera al Gran Teatro La Fenice di Venezia (l'11 marzo 1851), quando il 23 ottobre 1851 il soprano italiano Giovanna Branchi e suo marito, il tenore Eugenio Branchi, interpretarono il duetto "Signor ne príncipe" in un gala operistico al Maguire Opera House, antico teatro lirico della città, dove venivano rappresentate opere in spagnolo a causa della grande popolazione di origine messicana che ancora viveva nella regione in quegli anni.
Infine, l'opera fu messa in scena nella sua versione in quattro atti (non nella tradizionale versione in tre atti) nel 1860, in quella che i resoconti della stampa descrivono come una rappresentazione accidentata in cui furono omessi diversi interventi del Duca di Mantova, così come il duetto finale tra Rigoletto e Gilda.
Esistono quindi una quantità inesauribile di aneddoti e vicissitudini che si sono verificati ogni volta che l'opera è stata messa in scena in questo teatro, senza dimenticare il numero di interpreti illustri e celebri che hanno calcato questo palcoscenico dando vita ai personaggi principali dell'opera.

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Personalmente, conservo un ricordo piacevole, poiché Rigoletto è stato il primo titolo a cui ho assistito in questo teatro, nel 1991, con un cast che includeva i baritoni Alain Fondary e Juan Pons nel ruolo di Rigoletto, il soprano Ruth Ann Swenson, che stava iniziando a farsi notare, nel ruolo di Gilda; e il tenore Richard Leech nel ruolo del Duca di Mantova, nella produzione scenica di Jean Pierre Ponnelle sotto la direzione musicale di John Fiore.
Passando al 2025, alla rappresentazione oggetto di questa recensione, il pubblico ha assistito alla ripresa della messa in scena inaugurata nel 1997, ideata dallo scenografo statunitense Michael Yeargan, che per la sua creazione si è ispirato ai dipinti di ambienti cupi, oscuri e nitidi appartenenti al movimento artistico noto come scuola metafisica, fondato dall'artista italiano Giorgio de Chirico (1888-1978), le cui opere più note contengono archi romane, ombre estese, prospettive illogiche, creando immagini surreali.
La storia si svolge nella strada buia di una piazza, con edifici e archi di dimensioni sproporzionate, situati su entrambi i lati del palcoscenico. L'intensa illuminazione dai colori brillanti rosso, blu e giallo, opera di Chris Maravich, ha conferito quel costante effetto di angoscia e drammaticità che traspare dal libretto.
I costumi variopinti, con il loro tocco di esagerazione, sono stati realizzati da Constance Hoffman e si sono rivelati funzionali alla cornice descritta. È apprezzabile che qui Rigoletto appaia come il buffone vestito da arlecchino, come indicato dal libretto.
Per quanto riguarda la regia di questa ripresa, il lavoro della regista argentina José María Condemi è stato diretto e fedele alla storia, senza movimenti scenici inutili o superflui.
La produzione appare un po' rigida, è indubbio che il tempo sia passato e incida sulla fluidità dei cambi di scena. Ci si aspetterebbe che dopo cinque riprese solo su questo palcoscenico (ricordo di aver visto questa stessa produzione nel teatro di Los Angeles), il teatro possa offrire un'idea innovativa.
Sono convinto che attualmente non esista nessun altro cantante che domini in modo così convincente i ruoli adatti alla sua voce e al suo repertorio, in particolare quello di Rigoletto, come Amartuvshin Enkhbat. Dal suo debutto locale esattamente un anno fa come Renato in Un Ballo in maschera, il suo ritorno era molto atteso sin da quando era stato annunciato. La sua apparizione nell'opera lirica è stata un vero e proprio tsunami, anche se colpisce un po' il fatto che non sia considerato una figura mediatica, in relazione alla notevole performance che offre in ogni spettacolo.
Le sue qualità sono molteplici e in questa occasione ha interpretato un personaggio credibile, ironico, beffardo, energico e persino commovente, cantando con una espressività calda, robusta, omogenea, con piacevoli sfumature baritonali, emissione e fraseggio. Basterebbe usare la parola "ammirevole" per descrivere questo straordinario interprete.

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Da parte sua, con la sua performance attoriale e vocale, il soprano rumeno Adela Zaharia nel ruolo di Gilda (il cui debutto americano è avvenuto alcuni anni fa al teatro di Los Angeles nello stesso ruolo e nella stessa produzione), ha conquistato il pubblico con la sua gestione virtuosa, nitida, agile e comunicativa della voce.
La cristallina chiarezza della sua voce ha commosso, così come la convinzione con la quale ha caratterizzato una fragile e affabile figlia di Rigoletto.
Il ruolo del Duca di Mantova è stato affidato al tenore cinese Yongzhao Yu che, al suo debutto locale (sostituendo il tenore italiano Giovanni Sala, originariamente annunciato), ha dimostrato buone qualità in termini di timbro, calore e plasticità, anche se la sua voce a tratti è risultata un po' leggera, giovanile e con una certa mancanza di sicurezza e di esperienza in alcuni passaggi.
Il basso Peixin Chen ha dato un carattere aggressivo e litigioso al personaggio di Sparafucile, con una voce potente e profonda.
Da parte sua, il mezzosoprano J'Nai Bridges ha svolto bene la sua parte, infondendo al personaggio di Maddalena sensualità, malizia e una qualità cupa, oscura ma piacevole nella sua espressione.
Una menzione va al resto dei cantanti, come il basso Aleksey Bogdanov nel ruolo di Monterone, il baritono Olivier Zerouali nel ruolo di Marullo, il tenore Samuel White nel ruolo di Matteo Borsa, il basso-baritono Jongwon Han nel ruolo del Conte Ceprano, il soprano Caroline Corrales nel ruolo della Contessa e il soprano Elisa Sunshine nel ruolo del Paggio, alcuni dei quali sono membri attuali o ex allievi dello Studio Merola del teatro.
Da non dimenticare il mezzosoprano Stella Hannock, membro del coro del teatro, per la sua adeguata interpretazione di Giovanna.
Molto partecipe e corretto è stato il Coro diretto dal maestro John Keene.

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L'orchestra dell'Opera di San Francisco, la cui solida presenza costituisce un punto di forza del teatro, è stata diretta dal suo direttore titolare, la maestra Eun Sun Kim, nel suo doppio compito di alternare un'opera di Verdi e una di Wagner da diverse stagioni. Ha diretto con slancio, stile e dinamismo adeguato, imprimendo una certa leggerezza alla musica che proveniva dalla buca, dalla palpitante orchestrazione che solo Giuseppe Verdi poteva creare.
(la recensione si riferisce alla recita di sabato 20 settembre 2025)

Crediti fotografici: Cory Weaver per San Francisco Opera
Nella miniatura in alto: il baritono Amartuvshin Enkhbat (Rigoletto)
Sotto: Amartuvshin Enkhbat con Adela Zaharia (Gilda)
Al centro: ancora Adela Zaharia; Amartuvshin Enkhbat in una scena del primo atto
In fondo: panoramica su allestimento e luci dello spettacolo prodotto dalla San Francisco Opera






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La traviata Aida La bohčme
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260712_Vr_00_LaTraviataAidaLaBoheme_CeciliaGasdiaVERONA – Come ricorda la sovrintendente Cecilia Gasdia, la 103ª edizione dell’Arena Opera Festival è un’edizione ricca di ricorrenze e celebrazioni. È innanzitutto il Festival più lungo della storia dell’anfiteatro veronese, con ben cinquantatré serate distribuite nell’arco di tre mesi, e coincide con i 150 anni dalla nascita del tenore veronese
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Jazz Pop Rock Etno
Denise King cantante simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

20260711_Fe_00_GruppoDei10-ConcertoDeniseKingFERRARA - Penultimo concerto di Un fiume di musica 2026 e primo concerto di Tutte le direzioni in summertime... and more 2026 organizzato dal Gruppo dei 10: così i due cartelloni si sono incrociati ieri sera sulla riva del Po di Volàno, dove l'Associazione Musicisti di Ferrara ha accolto nella propria rassegna di successo la performance della
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Echi dal Territorio
Novitā e conferme al Verdi di Pisa
redatto da Athos Tromboni FREE

20260711_Pi_00_Stagione2026-2027_MarcoTutino_phKiwiPISA - Al Teatro di Pisa una ricca stagione artistica 2026-2027 con Opera, Prosa Danza, spettacoli speciali e per le famiglie. Emerge l’offerta lirica con cinque titoli, una prima mondiale assoluta, importanti collaborazioni e coproduzioni con i teatri italiani e grandi nomi del panorama lirico internazionale. Saranno sette mesi intensi di
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Jazz Pop Rock Etno
L'estate e... oltre del Gruppo dei 10
servizio di Athos Tromboni FREE

20260703_Fe_0_TutteLeDirezioni2026_MassimoCavallerettiFERRARA - Una conferenza stampa fiume stamattina nel rinomato ristorante "Marinai in coperta" di via Otello Putinati 24 per presentare la programmazione estiva di Tutte le direzioni in Summertime... and more 2026, dove sono intervenuti Massimo Cavalleretti (presidente del Gruppo dei 10), Alessandro Mistri (direttore artistico), il batterista Ellade
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Eventi
Gli spettacoli tornano a casa
redatto da Athos Tromboni FREE

20260701_Bo_00_StagioneDellaRiapertura2027_ElisabettaRiva_phAndreaRanziBOLOGNA - Tante storie un filo comune. La frase ha l'apparenza di uno slogan, invece è il titolo vero con cui la città felsinea e il suo maggior teatro si apprestano a far tornare nelle sale del Bibbiena le stagioni di opera, danza, musica sinfonica e cameristica. L'annuncio delle Tante storie è stato dato nella conferenza stampa del 25 giugno scorso,
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Classica
Dalle Corti Estensi al Novecento
servizio di Edoardo Farina FREE

20260630_Fe_00_DalleCortiEstensi_RobertoFelloni_phEdoardoFarinaFERRARA - Il Circolo di Cultura Musicale dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” è sempre caratterizzato da un considerevole calendario di eventi come oramai avviene da diversi anni, alcuni già realizzati altri da concretizzarsi tra il 2025-2026 quali, oltre la consueta attività concertistica, varie iniziative connesse alle conferenze e i pomeriggi
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Eventi
Lirica prosa sinfonica fanno 50
redatto da Athos Tromboni FREE

20260630_Li_00_Stagione2026-2027_TeatroGoldoni_HenryPurcellLIVORNO - Oltre cinquanta serate tra lirica, prosa, musica sinfonica ed eventi: è questo il ricco programma della nuova stagione teatrale 2026-27 della Fondazione Goldoni presentato nel corso di una conferenza stampa direttamente sul palcoscenico dello storico Teatro di tradizione livornese.
A delinearne genesi e sviluppo, il
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Echi dal Territorio
Gli Approdi da Figaro a San Francesco
redatto da Simone Tomei FREE

20260628_Ge_00_StagioneCarloFelice_SilviaSalis_phMarcelloOrselliGENOVA, 27 giugno 2026 — Il Teatro Carlo Felice presenta la stagione artistica 2026–2027, un cartellone ampio e articolato che attraversa i grandi repertori dell’opera, della danza, del musical e della musica sinfonica, confermando la vocazione del teatro come centro propulsore della vita culturale cittadina e nazionale. La nuova stagione si
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Pagina Aperta
MMF trecent'anni in un cartellone
redatto da Simone Tomei FREE

20260627_Fi_00_StagioneMMF2027_CarloFuortesFIRENZE - Presentata il 19 giugno 2027, la nuova stagione del Maggio Musicale Fiorentino insieme all’89ª edizione del Festival si impone come uno dei progetti artistici più ampi e strutturati nel panorama europeo. Un cartellone che intreccia opera, concerti e danza in un percorso attraverso tre secoli di storia musicale,
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Eventi
Pietro Mascagni a Livorno e altrove
redatto da Athos Tromboni FREE

20260627_Li_00_MascagniFestival2026_LucaSalvettiLIVORNO -  È on-line il programma completo della settima edizione del Mascagni Festival, la rassegna lirica e musicale dedicata alla valorizzazione e alla reinterpretazione dell’opera di Pietro Mascagni, promossa dalla Fondazione Teatro Goldoni. Dal 17 al 23 agosto la città di Livorno ospiterà un ricco programma di spettacoli, concerti
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Eventi
La nuova stagione del Teatro Celebrazioni
servizio di Edoardo Farina FREE

20260515_Bo_00_TeatroCelebrazioni_FilippoVernassaBOLOGNA - Giovedì 11 giugno 2026 si è svolta la conferenza stampa relativa alla presentazione dei nuovi spettacoli del Teatro Celebrazioni di Via Saragozza, 234 - presso la Biblioteca San Genesio di Casa Lyda Borelli - alla presenza di Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Filippo Vernassa, Direttore artistico
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Classica
Giovanni Bergamasco fa sold-out
servizio di Edoardo Farina FREE

20260531_Fe_00_GiovanniBergamascoFaSoldOut_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto e in parte qui riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio
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Opera dal Centro-Nord
Un Ballo per due
servizi di Nicola Barsanti e Simone Tomei FREE

20260531_Fi_00_UnBalloUnMaschera_AlessiaPanza_phMicheleMonastaFIRENZE - (servizio di Nicola Barsanti) - Con il nuovo allestimento di Un ballo in maschera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affida a Valentina Carrasco una lettura che abbandona ogni riferimento alla corte svedese e trasporta l’intera vicenda negli Stati Uniti d'America degli anni Sessanta, intrecciando la figura di Riccardo con quella di
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Classica
Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260529_Fi_00_ConcertoJordan-Lisiecki_JanLisieckiFIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
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Opera dal Nord-Ovest
Macbeth convince il Carlo Felice
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260525_Ge_00B_Macbeth_StefanoMeoGENOVA - Il nuovo allestimento di Macbeth del Teatro Carlo Felice firmato da Fabio Ceresa, già visto e recensito al Teatro Goldoni di Livorno, (consultabile qui),  continua a confermarsi uno spettacolo efficace e suggestivo, capace di restituire con immediatezza le atmosfere oscure, febbrili e visionarie del capolavoro shakespeariano
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Pagina Aperta
Timeless Vibes con Trio
servizio di Edoardo Farina FREE

20260520_Fe_00_TimelessVibes_MarcelloCorvinoFERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto tramite l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle esaustive note di sala allegate a ogni concerto della domenica mattina e in parte riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale
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Pagina Aperta
Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti FREE

20260518_Fi_00_Concerto-EmmanuelTjeknavorianFIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
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Eventi
Fatale č il prossimo futuro
redatto da Simone Tomei FREE

20260508_To_00_StagioneRegioTorino2026-2027_AndreaBattistoniTORINO - È stata presentata giovedì 7 maggio 2026, presso il Foyer del Toro, la nuova Stagione d'Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio. Sono intervenuti il Sindaco della Città di Torino e Presidente della Fondazione Stefano Lo Russo, il Sovrintendente Mathieu Jouvin, il Direttore artistico Cristiano Sandri e il Direttore musicale
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Eventi
Ferrara Musica nuova stagione
servizio di Athos Tromboni FREE

20260514_00_FerraraMusica_EnzoRestagno_FerraraMusica_Stagione2026-2027FERRARA - Venticinque concerti in cartellone con l'inserimento della novità Aperitivo in Musica (sono 5 concerti alle ore 18), più il consueto nugolo di altre iniziative musicali collaterali, che definire "minori" sarebbe non solo sbagliato ma assolutamente fuorviante: questo il cartellone di Ferrara Musica presentato oggi nel Teatro Comunale "Claudio
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Opera dall Estero
Riscoperta di Scylla et Glaucus
servizio di Ramón Jacques FREE

20260510_Lione_00_ScyllaEtGlaucus_JeanMarieLeclair.JPGLIONE (Francia) - L’Auditorium, sede dell’Orchestre National de Lyon, nella città francese situata nel sud-est del Paese, ha presentato in versione da concerto l’opera Scylla et Glaucus, la tragédie en musique con prologo e cinque atti del compositore Jean-Marie Leclair (1697–1764). Quest’opera barocca è giunta a Lione appena due giorni dopo la
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Opera dal Nord-Est
Romeo e Giulietta ieri e oggi
servizio di Rossana Poletti FREE

20260510_Ts_00_RomeoEGiulietta_LeonardoSini_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. C’è un balcone a Verona sotto il quale i visitatori fanno la fila. Vi si recano per vedere il famoso luogo da cui Giulietta Capuleti dichiarava il suo amore a Romeo Montecchi. Si entra da via Cappello in un cortile dove un balconcino di epoca gotica fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzetto trecentesco.
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