Pubblicato il 22 Agosto 2020
La Euyo ha aperto la stagione concertistica di Ferrara Musica con una maiuscola prestazione
Naturalezza di Rana e danza di Noseda servizio di Athos Tromboni

200822_Fe_00_BeatriceRana_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Sempre in primo piano le norme antiCovid-19 negli spettacoli al chiuso del Teatro Comunale "Claudio Abbado", con gli spettatori dislocati nei palchi (due per palco nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro) e spettacolo che va in scena in platea, dove sono state tolte le poltrone. Così è successo anche per l'anteprima della stagione 2020/2021 di Ferrara Musica, venerdì 21 agosto 2020, quando era ospite l'orchestra residente Euyo (European Union Youth Orchestra) sotto la bacchetta di Gianandrea Noseda, ospite la pianista Beatrice Rana.
E si è trattato di un ritorno, sia per Noseda - destinato a nuove presenze importanti nel massimo teatro della città estense, visti i suoi impegni e i legami artistici proprio con la Euyo - sia per Beatrice Rana che il pubblico ferrarese ben conosce per i recital pianistici che ha tenuto nel Teatro Abbado fin dal 2014 (indimenticabile la sua interpretazione delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach nel 2017).
La pianista ha proposto il Terzo concerto per pianoforte e orchestra Op.37 di Ludwig van Beethoven, quello in Do minore. Forse il più difficile da interpretare, dei 5 scritti da Beethoven: siamo infatti a cavallo del passaggio fra lo stile Mozart (classico) e lo stile più caratteristico del periodo romantico, quando comincia a farsi sentire non l'accordo, non la consonanza, fra lo strumento solista e l'orchestra, ma il confronto, cioè l'esplosione del contrasto dialettico fra il solo e il tutti orchestrale. Certo, nel Terzo concerto Op.37 di Beethoven non è così manifesto il cambio di climax (rispetto alla tradizione, Mozart e Haydn soprattutto) che si perfezionerà poi nel Quarto concerto per pianoforte e orchestra  Op.58 e quindi esploderà incontenibile nel Quinto concerto Op.73; ed è proprio per questo che la prova dell'esecutore diventa difficile, perché deve suonarlo senza cadere nella trappola di imitare lo stile Mozart, ma nel contempo deve anche evitare di caricarlo di contrasti e contenuti espressivi che sarebbero forzati, in relazione alla verità storica della sua composizione (il 1800/1801). E in questo senso il connubio direttore/solista (nel nostro caso: Noseda/Rana) deve essere privo di ambiguità individualistiche e (questo sì) assolutamente consonante: insomma, due cuori e un'anima sola.

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L'impressione avuta, ascoltando l'esecuzione il 21 agosto scorso, è che il connubio sia perfettamente riuscito: orchestra (sotto le mani senza bacchetta di Noseda, quasi dirigesse un coro) e solista - nei vari passaggi di temi e riprese - hanno colloquiato e "discusso" amorevolmente, pacatamente, animatamente, ma anche un po' sfiorando (solo un po') il confronto conflittuale. come esempio di simbiosi descriviamo questo: nel primo movimento (Allegro con brio) è l'orchestra che - formata da una trentina di strumentisti - deve dare al tempo di marcia quell'imponenza e maestosità che guidi l'ascolto alla magniloquenza del suono, ma poi, quando entra il pianoforte, la magniloquenza deve cedere il posto alla soavità: così è stato. L'entrata soffice di Beatrice Rana sul suono fattosi soffice dell'orchestra è stata da manuale: una manciata di secondi, bellissimi, sospesi nella bellezza pura, dove il suono è diventato unisono, transfert, poesia; e poi il pianoforte - senza imperio, né presunzione - ha cominciato a condurre. E sempre nel primo movimento, il miracolo di quegli istanti sospesi si è rinnovato al termine della cadenza solistica, quando il tema e il suono sono stati "consegnati"  dal pianoforte all'orchestra con la stessa, impalpabile, indimenticabile magìa. Un concambio, della stessa bellezza del primo già citato, frutto della simbiosi.
Durante il concerto abbiamo maturato la convinzione che Beatrice Rana riuscisse con assoluta naturalezza a fare propri i tempi e i ritmi, le pause, le accelerazioni, il forte e il piano, in modo tale da risultare personalissimi. E ottenere dal suo strumento e dal rapporto col direttore e l'orchestra, un'esecuzione dalla godibilità condivisa anche da tutto il pubblico. E infatti le acclamazioni (brava! brava!) al termine dell'esecuzione sono riuscite a strappare un bis (non annunciato, per quella posa di tanti bravi solisti - chiamiamola paratimidezza - che trattano un pubblico indifferenziato come fosse una platea di musicomani specialisti... il che non è dato: e questo non ci stancheremo mai di riportarlo in cronaca...)
Dopo Beethoven, ecco Schubert, la Terza sinfonia in Re maggiore. Ascoltandola, nell'esecuzione della Euyo, sotto la bacchetta (sì, qui non a mani nude, ma con la bacchetta) di Gianandrea Noseda siamo andati con la memoria a quanto scrisse Schumann nel suo libro "La musica romantica" a proposito del Franz Schubert sinfonista: «S'è detto così spesso e a dispetto dei compositori che "dopo Beethoven bisognava astenersi dal comporre opere sinfoniche"... all'infuori di alcune opere, dico, la maggior parte delle altre (dopo Beethoven) fu soltanto un opaco riflesso della maniera beethoveniana... (ma)... Quello che avevo presentito e sperato è ora avvenuto in modo magnifico: Schubert, mostratosi già in molti altri generi sicuro nelle forme, ricco di fantasia e vario, afferrò a modo suo anche la sinfonia, trovò il modo di cogliere il punto giusto per giungere alla folla.»
Noseda ha guidato l'orchestra a una danza, leggera e magnifica, decisa eppure delicata, coordinata eppure creativa, egli stesso danzando con quel suo tipico atteggiamento dove la bacchetta è solo l'apice fisso di un corpo mutevole che entra in sintonia con la musica, che si modella sulle espressioni tematiche e traspone la propria plasmabilità alla mimica del viso e degli occhi, attentissimi, spalancati, mobili, ammonitori, incoraggianti, supplici, carezzevoli, autorevoli. Così la Terza di Schubert ha preso vita e il direttore ha guadagnato altra fama e consenso nella terra e nella gente ferrarese, rimasta orfana di un certo Claudio Abbado.
Anche il direttore ha beneficiato delle ovazioni, al termine della sua fatica, offrendo la concessione del bis, Mozart, l'ouverture di Le nozze di Figaro; stavolta citiamo il pezzo, ma per rimarcare che poteva comunicarlo egli stesso al suo pubblico osannante.

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In conclusione di cronaca rivolgiamo il nostro personale plauso ai giovani strumentisti della Euyo, meritevoli di essere citati, tutti, a futura memoria: Simone Bernardini, Giulia Bellingeri, Barbara Broz, Davide Gaspari, Eugenio Sacchetti, Alice Notarangelo, Samuel Cutajar, Davide Dalpiaz, Eva Ghelardi, Lucrezia Costanzo, Stefan Calleja, Cristina Cazac (violini); Margherita Fanton, Federico Carraro, Leonardo Jelveth, Ignazio Alazya (viole); Fabio Fausone, Anna Tonini-Bossi, Pietro Scimeni, Daniele Lorefice (violoncelli), Michelangelo Mercuri, Nicolò Zorzi (contrabbassi); Matteo Sampaolo, Agnese Lecchi (flauti; la Lecchi ha fatto anche da portavoce dell'intera orchestra nel suo conciso ma significativo discorso di saluto al pubblico); Maria Demetz, Linda Sarcuni (oboi); Daniel Roscia, Martino Moruzzi (clarinetti); Carmen Maccarini, Giulia Cadei (fagotti); Achille Fait, Stefano Cardiello (corni); Eugenio Valle, Giovanni Gardinella, Davide Testa (trombe); Domenico La Serra (percussioni).

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica, Teatro Comunale "Claudio Abbado"
Nella miniatura in alto: la pianista Beatrice Rana
Sotto in sequenza: panoramiche sul concerto con Beatrice Rana e Gianandrea Noseda





Pubblicato il 18 Luglio 2020
Il recital del bravo pianista ferrarese ha scaldato gli animi alla Palazzina di Marfisa d'Este
Tutto esaurito con Matteo Cardelli

200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
Cardelli è molto conosciuto a Ferrara, fin dai tempi del suo debutto pubblico quale enfant-prodige del pianoforte quando era ancora un ragazzo (oggi ha 28 anni, vive studia e lavora in Svizzera, a Basilea, da dove proveniva giusto per l’appuntamento della Marfisa e per un rientro in famiglia come vacanza dagli studi); e il pubblico ferrarese è accorso al recital pianistico fino a occupare tutti i posti disponibili (per le norme di sicurezza sono ridotti quest’anno a una novantina), occupabili solo su prenotazione direttamente al Circolo Frescobaldi che gestisce la rassegna “Musica alla Palazzina di Marfisa d’Este” arrivata alla decima edizione.
Dato che (per le sempre richiamate norme di sicurezza), non vengono distribuiti al pubblico programmi di sala, gli artisti ospiti di volta in volta annunciano quello che eseguiranno nel concerto: e Cardelli lo ha fatto con una esaustiva informazione, da pianista-musicologo, sulla Sonata in Si bemolle maggiore Op.22 di Ludwig van Beethoven, sulle Kinderszenen (Scene infantili) Op.15 di Robert Schumann e sulla Sonata in Fa minore n.3 Op.5 di Johannes Brahms.
Il programma è molto coerente, perché parte da un lavoro del Beethoven ventinovenne che rappresenta, per il compositore stesso, l’inizio d’una virata dal classicismo sonatistico verso traguardi che lo porteranno alla Sonata 106, alla Sonata 110, alla Sonata 111 e soprattutto al suo testamento estetico contenuto nella Grande fuga Op.133; il programma proposto da Cardelli passa poi, nel pezzo di Schumann, dal rinnovamento “dentro” la tradizione delle Scene infantili, per concludersi con la tradizione “dentro” al rinnovamento nel Brahms della Terza Sonata Op.5; come dire che il programma del concerto ha seguito un percorso non estemporaneo, ma consequenziale, traguardando la storia della composizione pianistica.
In Beethoven, Cardelli ha espresso bene i due momenti contenuti nella Sonata, quello giocoso e quello romantico, grazie alla sciolta e fluente diteggiatura della mano destra (primo movimento) impegnata nel virtuosismo spinto risolto egregiamente; e grazie alle dinamiche e ai tempi dilatati in funzione espressiva (là dove anche la brevissima pausa del silenzio diventa musica) per il meraviglioso Adagio con molta espressione che è il movimento più lungo e intrigante della composizione.
In Schumann l’approccio si è mantenuto sullo stesso stile: giocosità e soavità a momenti alterni, in coerenza con i contenuti musicali dei tredici brevi pezzi che compongono le Kinderszenen, con un apice espressivo nel più celebre fra i tredici, quel Sogno (Traumerei) che fa veramente sognare l’ascoltatore accompagnandolo dentro il rosa dei sentimenti affettivi e dentro il bianco della purezza infantile.

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Diverso invece l’humus del pezzo conclusivo, la Sonata Op.5 di Brahms, dove la suggestione viene espressa principalmente dalla maestosità dell’incipit (primo movimento), altero senza altezzosità; e dal melodioso pensiero d’amore contenuto nel secondo movimento (Andante espressivo) beneficiato dai versi del poeta tedesco C.O. Sternau («Viene la sera / la Luna è splendente / due cuori / uniti dall’amore / stanno felicemente avvinti») cui Brahms si è ispirato al punto di trascriverli proprio sulla partitura autografa.
Cardelli ha fatto di questo pezzo brahmsiano il vertice della propria serata concertistica; prima di tutto perché l’ha eseguito integralmente - con tutti i ritornelli che molti pianisti (anche noti e arcinoti) espungono - portando a compimento (compimento esecutivo, s’intende) gli estremi della dialettica fra classicismo e romanticismo (ecco perché abbiamo scritto sopra di un Brahms della tradizione “dentro” al rinnovamento); e poi perché ne ha esaltato, interpretando, la compattezza strutturale rendendo omogenei i contenuti classicistici del primo movimento (Allegro maestoso) con l’eloquio spiritato del valzer dello Scherzo, passando per il funereo e malinconico Intermezzo, fino all’abbandono estatico ai sentimenti amorosi sotto quella luce della Luna che dilaga nell’irraggiungibile Andante espressivo.
Serata di grande passione, dunque, anche per il pubblico; che non smetteva di applaudire alla fine del concerto, tanto che Matteo Cardelli ha concesso due bis fuori programma; e dietro le quinte, a luci di sala accese, egli stesso confidava alle organizzatrici del Circolo Frescobaldi che avrebbe suonato ancora, perché la richiesta del pubblico era insistente, se non fosse stato che l’ora era ormai tarda e le norme di sicurezza anticovid erano sempre lì, incombenti. (a.t.)

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net





Pubblicato il 12 Febbraio 2020
Il recital della giovane e talentuosa pianista napoletana ha incantato il pubblico di Ferrara Musica
La Vacatello sa emozionare servizio di Athos Tromboni

200212_Fe_00_RecitalPianisticoMariangelaVacatello_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La pianista Mariangela Vacatello lascerà un ricordo indelebile negli spettatori di Ferrara Musica, perché il suo recital eseguito martedì 11 febbraio 2020 nel Teatro Comunale Claudio Abbado è di quelli che non si scordano. Si è presentata con molta semplicità e molta sicurezza di sé, in un programma che ha mischiato novità e grande repertorio solistico: la Musica Ricercata di György Ligeti, la Passacaglia in Do minore Bwv 582 di Johann Sebastian Bach (trascritta dalla stessa Vacatello dalla originale partitura per organo), la proibitiva Sonata n.9 "Messe noire" op. 68 di Aleksandr Skrjabin e infine la Sonata n.3 in Si minore op. 58 di Fryderyk Chopin.
Ecco cosa ci racconta la sua sintetica biografia: la Vacatello nasce in una famiglia di musicisti e inizia gli studi musicali ancora bambina, a quattro anni. Si esibisce in pubblico per la prima volta all’età di cinque anni e debutta con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a quattordici anni nella “Sala Verdi” del Conservatorio di Milano (dove si è diplomata e laureata), eseguendo il Concerto n.1 di Franz Liszt. Si è perfezionata frequentando masterclass, in Italia e all’estero. Si è esibita per le più importanti stagioni concertistiche e nei principali teatri nel mondo, come il Teatro alla Scala di Milano con l’Orchestra Filarmonica, l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia a Roma, Società dei Concerti di Milano, Orchestra Rai di Torino, Wigmore Hall di Londra, Carnegie Hall di New York, Konzerthouse Berlin. Ha effettuato tournée negli Stati Uniti, in Sud Africa e in Cina. Insieme allo studio del pianoforte ha affiancato il corso di composizione sperimentale. Nello scorso ottobre 2019 ha aperto la Stagione Sinfonica dell’Orchestra della Rai a Torino nei circuiti Euroradio ed Eurovisione. Nei prossimi mesi sarà impegnata in tournée in Italia e all’estero. Dedica parte del suo tempo alla didattica pianistica al Conservatorio Arrigo Boito di Parma.
Un brillantissimo curriculum di studi ed esibizioni, dunque.
A Ferrara ha dimostrato che quel curricolo che abbiamo riportato sopra non rende nella sua algida oggettività, tutto sommato, giustizia a questa giovane e brava pianista.
Lei, sia nelle frenesia del virtuosismo (di cui è pieno il pezzo di Bach, soprattutto là dove improvvisato; e altrettanto pieno di virtuosismo è il pezzo di Skrjabin) sia nella cantabilità più lirica, ha saputo padroneggiare il suono, timbricamente e (in senso più lato) musicalmente piegando le note, le scale, gli arpeggi, gli accordi a una concezione dell'interpretazione che si è dimostrata in sintonia con la voglia di meravigliare, eccitare, commuovere.
Insolito e seduttivo il pezzo di Ligeti perché (scrive nel programma di sala il musicologo Pasquale Spinelli) «esso rappresenta il tentativo del compositore di costruirsi un linguaggio totalmente nuovo ripartendo dalle basi minime dell'arte musicale... è una raccolta di undici studi dove il primo pezzo è costruito con due note delle dodici disponibili (il La e solamente in coda il Re), il secondo brano ne aggiunge una terza e così via, con progressive aggiunte fino all'undicesimo studio che esaurisce il totale della scala cromatica.»
Cioè, fuor del linguaggio tecnico, se non ci fosse una (o un) eccellente interprete a dare vita a quella sequenza "in augmentazione" dei suoni dodecafonici, sarebbe un patimento starli ad ascoltare, così privi di melodia quali sono.
Ricercato e seduttivo il pezzo di Bach trascritto dalla Vacatello, e non aggiungiamo  altro, se non meraviglia e piena gioia dell'ascolto.
Con Skrjabin si potrebbe ripetere la sequela di aggettivi usati per le esecuzioni precedenti.
Ma quel che più ha interessato gli spettatori e anche il critico (perché finalmente qui esistono incisioni di riferimento, per cui è possibile - almeno emotivamente con l'ascolto dal vivo - fare paragoni e tentar confronti) è stata l'esecuzione della Sonata op. 58 di Chopin: e allora diciamo che la Vacatello ha dato l'impressione di possedere la sensibilità di Nikita Magaloff (suono rotondo e pieno, illuminate pause espressive, più attenzione al lirismo che al virtuosismo) e la pulizia di diteggiatura di Maria Tipo.

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In particolare vogliamo riferire di una sua stupenda esecuzione del terzo tempo della Sonata chopiniana, un "Largo" che si fa largo (scusate il bisticcio di parole) in mezzo a una marcia lenta, come un pensiero elegiaco che non si stanca (e non stanca) di fluttuare nell'aria facendosi suono senza sosta, senza fine, senza meta: vogliamo riportare qui a ulteriore specificazione dell'effetto, la frase del bel libro di Jean-Jacques Eigeldinger, «Chopin visto dai suoi allievi» là dove si racconta che Madame Roubaud nel corso delle 18 lezioni frequentate a Parigi presso il polacco, quel "Largo" suonato una volta da Chopin stesso, fece piangere l'allieva.
E veramente l'interpretazione della Vacatello, a Ferrara, ha suscitato - per quel "Largo" - la commozione in chi scrive e forse non solo in chi scrive... dimostrandosi una musicista che sa emozionare.
Ovvio perciò il grande successo di pubblico, purtroppo non numeroso, a cui la Vacatello ha donato (visto che gli applausi erano copiosi, calorosi e interminabili) ben tre bis fuori programma: un pezzo di Alberto Ginastera e due perle ancora di Chopin.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica - Teatro Comunale Claudio Abbado

 






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Parliamone
Lirica: Parliamone davvero...
intervento a pių voci curato da Simone Tomei FREE

200728_00_Parliamone_CulDeSacLUCCA - Il 2020 sarà ricordato dai più (se non da tutti) come “annus horribilis”. Nessuno, alla mezzanotte del 31 dicembre scorso, mentre brindava e provava a imbastire i buoni propositi per il futuro, avrebbe mai pensato di trovarsi a vivere in una situazione così difficile e caotica. Tanti settori dell’economia sono stati travolti dalla pandemia Covid-19 e, fra innumerevoli notizie e molteplici previsioni (spesso l’una contundente con l’altra) le prospettive non sembrano molto rosee. Dove starà la verità? Al momento, penso che non sia dato a nessuno saperlo, mentre sentimenti di sfiducia e di negatività pervadono quasi tutti gli animi.
In questo contesto, mi occupo di lirica e di tutto quello che ruota intorno al mondo del Teatro d’opera e, più in generale, della cultura. Ho avuto modo di confrontarmi con molti Artisti e in questo periodo le acque non sembrano né chiare, né calme. I motivi sono tanti: l’incertezza del futuro, una serie di fatti
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Ballo and Bello
Tredici danze sul mutamento
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200920_Fe_00_FestivalDanzaContemporanea2020_MarinoPedroniFERRARA - Mutevolmente in atto. Incertezze, perdita di punti di riferimento, nuovi modi di comunicare e di connettersi al mondo. Il 2020 è l’anno in cui tutto è cambiato. Come recepisce questo mutamento il mondo della danza contemporanea? La nuova Stagione di danza si apre, come di consueto, con il Festival di Danza Contemporanea, a cura
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Eventi
Muti unisce Ravenna Bologna e Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200915_Bo_00_ConcertoMutiOrchestraCherubini_TizianaFerrari.JPGBOLOGNA - La necessità di contrastare anche sul piano delle attività culturali (oltre che sanitario) la pandemia da Covid-19 è stata richiamata da tutti gli interventi dei relatori nella conferenza stampa svoltasi presso Confindustria Emilia, durante la quale è stato presentato il doppio appuntamento concertistico (Bologna PalaDozza e
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Opera dal Centro-Nord
Elisir di lunga vita di sė rara qualitā
servizio di Athos Tromboni FREE

200913_Fe_00_LElisirDAmore_DaveMonaco_phElisaCatozziFERRARA - Una bella edizione di L'elisir d'amore ha aperto ufficialmente la stagione lirica del Teatro Comunale 'Claudio Abbado'. Due date, 11 e 12 settembre 2020, hanno segnato una sostanziale anticipazione del cartellone prossimo venturo (di cui non si sanno ancora i titoli), cartellone che negli ultimi anni si apriva con una anteprima a dicembre
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Vocale
Plácido Domingo per l'Arena
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200911_Vr_00_PlacidoDomingoPerLArena_EnneviFotoVERONA – Quello fra Plácido Domingo e l’Arena è un rapporto che dura da oltre mezzo secolo. Dal 1969 (anno in cui il tenore madrileno debuttò nell’anfiteatro veronese come Calaf e Don Carlo), Domingo in Arena ha interpretato Des Grieux, Cavaradossi, Radamès, Turiddu, Canio, Otello, Nabucco e Germont, ha diretto Aida e Carmen, è stato nominato
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Un Settimino per inaugurare
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200826_Sv_00_StagioneAssociazioneRossini_JanneSaksalaSAVONA - Dopo il lungo periodo di forzata inattività dovuta al Covid-19, l’Associazione Musicale Rossini riproporrà la sua tradizionale Stagione Cameristica con ben due inaugurazioni. La prima, venerdì 4 settembre 2020 (Chiostro del Seminario Vescovile di Savona – ore 18), con un concerto straordinario del Settimino dei Berliner
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Le contaminazioni di Formignani
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200826_Fe_00_TempoDEstateInCastello_CopertinaCdFERRARA - Conclusa con un altro "tutto esaurito" la rassegna Tempo d'estate in Castello grazie al concerto pop-rock (ma con numerose incursioni nel blues) di Roberto Formignani e la sua band. La serata ha consentito al chitarrista e cantautore ferrarese di presentare la sua ultima fatica discografica: un cd con dodici incisioni delle quali ben undici sono
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Un giorno senza sera
Athos Tromboni FREE

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_CastelloEstenseNella mia Ferrara, qualche volta, accadono della cose belle. Il giornalista che scrive sulle pagine della cultura e della musica vive di cose belle. Ne fa incetta. Racconta, spiega, interpreta, giudica. Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali in mezzo alle cose belle che accadono, se non se ne fa una ragione e la comunica?
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200813_Vr_00_WagnerInArena_GustavKuhn_EnneviFotoVERONA – «Verdi e Wagner! Due nomi, due civiltà, la latina e la germanica; due distinte concezioni delle finalità che il teatro può e deve raggiungere nella estrinsecazione di un ideale d’Arte: l’umanità nella realtà della vita vissuta, in uno; l’umanità attraverso il simbolo e la leggenda, nell’altro.» Con queste parole il musicista e musicologo
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Appuntamenti con grandi nomi a Martina Franca
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200812_MartinaFranca_00_AntonioGreco_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 29/30/31 luglio 2020 - Se quest’anno il Festival della Valle d’Itria si è dovuto adattare alle difficoltà logistiche delle misure di distanziamento sociale imposte dalla crisi sanitaria e alle difficoltà economiche ad essa connesse, è riuscito comunque a garantire una proposta musicale di altissimo livello. Tra il ricco programma di
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Trame... pianistiche quest'anno
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200810_Mn_00_SettembreMantova_AlfredBrendelMANTOVA - Rinviata a causa del Covid-19, si terrà dal 4 al 6 settembre 2020 a Mantova la diciottesima edizione di 'Trame Sonore', l’importante ed impegnativa manifestazione organizzata dall’Orchestra da Camera di Mantova già programmata per i primi giorni di giugno e ora spostata a settembre.
Sarà un’edizione dimezzata
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La Venditelli barocca, classica, belcantista
intervista a cura di Ramón Jacques FREE

200809_Personaggi_00_VenditelliAriannaROMA - Il soprano romano Arianna Venditelli è riuscita a fare una carriera eccezionale che l'ha portata a debuttare ruoli importanti nel repertorio operistico grazie al suo timbro particolare e alla sua ampia estensione vocale. La Venditelli, che si è esibita su importanti palcoscenici in Italia e in importanti festival in Europa, concentrandosi su Mozart, Handel
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Madama Butterfly contigua e non inane
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_TorreDelLago_00_MadamaButterfly_EnricoCalessoTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Benvenuta Manu Lalli. Che poi una recensione non si inizia mai così. Eppure stavolta bisogna ammettere l'eccezione alla regola... sì, perché la regia di Lalli, per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Gran Teatro all'Aperto di  Torre del Lago, ha restituito all'Opera (non a quest'opera, ma all'Opera) quel
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Le belle consonanze della Kreion
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La Tosca dei tre cerchi
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200807_TorreDelLago_00_Tosca_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Voglia di ritornare all'Opera. Non solo per il pubblico ma anche per gli artisti, che in questo periodo stanno subendo una "cura dimagrante" di scritturazioni senza precedenti, viste le cancellazioni e i rinvii (alla meno peggio, il ridimensionamento) dei cartelloni lirici di tutto il mondo. E in tale contesto la voglia
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Lunga serata apre il Mascagni Festival
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200804_Li_00_MascangiFestival_PrimoConcerto_LauraPasqualettiLIVORNO - Il Mascagni Festival 2020 avrà il suo clou nel prossimo mese di settembre, ma già la sera del 2 agosto 2020 abbiamo avuto un primo assaggio proprio in occasione del 75° anniversario dalla morte del compositore livornese. Con gli occhi dove un’anima sognava è stato il titolo di questo primo concerto lirico che ha fatto da apripista alla
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Pagina Aperta
Polemiche e accuse Ariacs non ci sta
FREE

200801_Vr_00_ARIACS_FarinelliRiceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato stampa della Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli in merito alle vicende di cronaca che stanno coinvolgendo artisti, fondazioni liriche, teatri e festival d'opera

Comunicazione di ARIACS,
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Vocale
Mozart Requiem - Le Stelle dell'Opera
servizio di Angela Bosetto FREE

200803_Vr_00_MozartRequiemLeStelleDellOpera_MarcoArmiliato_EnneviFotoVERONA - Commemorare la morte per tornare insieme “a riveder le stelle” e  riuscire così a celebrare nuovamente la vita. Questo il filo conduttore dei due appuntamenti areniani che, dopo il gala inaugurale (leggi qui la recensione), hanno sancito il passaggio dal mese di luglio a quello di agosto. Un dittico all’apparenza anomalo (la simbolica Messa
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Pagina Aperta
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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Vocale
La poesia dell'Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra
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Opera dal Centro-Sud
Trovatore con alti e bassi
servizio di Simone Tomei FREE

200726_Mc_00_IlTrovatore_RobertaMantegna_phTabocchiniZanconiMACERATA - Il Trovatore di Giuseppe Verdi è un’opera  drammaturgicamente complessa e i cui intrecci possono essere spiegati e capiti soltanto con un’adeguata movimentazione scenica e con uno scambio di gesti, sguardi, attenzioni; è sostanzialmente un’opera calda e passionale, ma allo stesso tempo cupa e tenebrosa. Questo è uno dei limiti oggettivi
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Opera dal Centro-Sud
Ottimo Don Giovanni seppur minimal
servizio di Simone Tomei FREE

200725_Mc_00_DonGiovanni_FrancescoLanizillotta_phTabocchiniZanconiMACERATA - Biancocoraggio è il motivo dominante il Macerata Opera Festival 2020; detto titolo nasce un anno prima dello svolgimento della manifestazione, nel 2019, e sono convinto che nemmeno affidandoci alle strabilianti profezie della più esperta maga, avremmo potuto trovare una corrispondenza sì calzante per la stagione in corso. Un Festival
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Jazz Pop Rock Etno
Lo Spirito del Peccato Vinile
servizio di Athos Tromboni FREE

200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Personaggi
Conversando con Gianluca Moro
intervista di Ramón Jacques FREE

200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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Pianoforte
Tutto esaurito con Matteo Cardelli
FREE

200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
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Opera dal Centro-Nord
Bello il Ballo in forma di concerto
servizio di Simone Tomei FREE

200717_Fi_00_UnBalloInMaschera_CarloRizziFIRENZE - È scherzo od è follia? No, è una splendida realtà. Ricominciare a frequentare il Teatro è sicuramente segnale importante ed un ristoro per l’anima; per la prima volta - dopo il periodo pandemico, ancorché non del tutto terminato - ho sentito di nuovo il meraviglioso suono dell’accordatura dell’orchestra godendo l’emozione dell’attesa che
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Nuove Musiche
Le 'Luci della cittā' commuovono ancora
servizio di Attilia Tartagni FREE

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927,
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Soci Uncalm
Trapani/Cellini intesa "a memoria"
FREE

200713_Fe_00_MusicaMarfisa_LauraTrapaniFERRARA - Un programma interamente beethoveniano, nell'anno 250° della nascita del compositore di Bonn, ha caratterizzato il concerto di Laura Trapani (flauto) e Rina Cellini (pianoforte), in una piacevole serata di musica con temperatura mite, domenica 12 luglio 2020. La location (come si dice oggi) era quella della rinascimentale Palazzina di Marfisa
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Jazz Pop Rock Etno
Jekill & Hyde miti contemporanei
servizio di Athos Tromboni FREE

200711_Fe_00_Jekill&Hyde_AndreaMeli_phGiuliaMarangoniFERRARA – Quando Robert Luis Stevenson pubblicava, nel 1886, il suo romanzo Lo strano caso del dottor Jekill e Mr. Hyde non poteva certo immaginare che la trama e soprattutto la “morale” del suo racconto potesse annunciare e precorrere quelle cosiddette questioni etiche che sono più che mai attuali nel terzo millennio, con la permanente dicotomia fra
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Eventi
Livorno lancia il Festival Mascagni
redatto da Athos Tromboni FREE

200710_Li_00_FestivalMascagni_LucaSalvettiLIVORNO - È stato presentato giovedì 9 luglio 2020, in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno, il Festival Internazionale Pietro Mascagni che si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo suggestivo dedicato proprio al compositore labronico. Ma l'anteprima è prevista per domenica 2 agosto 2020,
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Soci Uncalm
Mirael fa Sentire l'Amore
FREE

200709_Fe_00_SentireLAmore_Mirael(MariaPiaPisciotta)FERRARA - Pieno il successo di pubblico per il concerto della cantautrice Mirael, mercoledì 8 luglio 2020, alla Palazzina di Marfisa d'Este, nell'ambito della rassegna "Tempo d'Estate" promossa e patrocinata dal Teatro Comunale "Claudio Abbado" e dall'Amministrazione comunale di Ferrara (Assessorato alla cultura).
I posti a
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Jazz Pop Rock Etno
Si va in Tutte le direzioni d'estate
redatto da Athos Tromboni FREE

200707_Fe_00_TutteLeDirezioniInSummertime2020_ToninoGuerraVIGARANO MAINARDA (FE) - Tutte le direzioni in Summertime 2020, la rassegna jazz e non solo organizzata dal Gruppo dei 10 di Ferrara, prenderà il via venerdì 10 luglio, proseguendo per tutta l’estate fino all’11 settembre. Apertura ore 20 con aperitivo e a seguire cena (massimo 70 posti, prenotazione consigliata). La location scelta è ancora una
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Classica
Muti e le Dogan che messaggio!
servizio di Attilia Tartagni FREE

200705_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Minacciato da una pioggia leggera fattasi rapidamente più insistente, il 3 luglio 2020 si è consumato alla Rocca Brancaleone l’evento cardine del Ravenna Festival, dopo una sosta proclamata dal  M° Riccardo Muti. Il concerto  “sulle vie dell’Amicizia”, l’appuntamento più atteso,  è stato dedicato quest’anno alla Siria, paese in sofferenza
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Personaggi
La Ribezzi senza segreti
intervista a cura di Ramón Jacques / Jordi Pujal FREE

200704_Personaggi_00_IlariaRibezziBRINDISI - Con una carriera in pieno sviluppo il talentuoso mezzosoprano pugliese, nativa di Mesagne, Ilaria Ribezzi ci racconta i suoi inizi nel canto, i pilastri del suo repertorio, la sua personale passione che la lega alla musica e le prospettive future. In questo contesto abbiamo avuto il piacere di intervistarla.
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Classica
Fischer e la Prohaska che meraviglia
servizio di Attilia Tratagni FREE

200704_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra_IvanFischer_phMarcoBorggreveRAVENNA - Quanto è bello assistere di nuovo a un concerto live, con i musicisti della Budapest Festival Orchestra schierati sul palco e il loro direttore d’orchestra Ivàn Fischer di cui si può seguire ogni gesto, e ciò anche se la Rocca Brancaleone è un’arena limitata rimpicciolita ulteriormente dai distanziamenti previsti dalle norme anticovid!
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Vocale
La Resurrezione come spettacolo e simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

200702_Fe_00_LaResurrezione_AlessandroQuarta_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Dopo Leonardo da Vinci, ecco Händel. Ci riferiamo al Teatro Comunale "Claudio Abbado" che aveva inaugurato la fase post-confinamento con una serata dedicata al genio toscano, il 15 giugno scorso, animata da Vittorio Sgarbi, con musiche dal vivo di e con Valentino Corvino. E poi il 1° luglio sulle tavole del massimo teatro
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Opera dal Centro-Nord
Schicchi č morto di Covid-19
servizio di Nicola Barsanti FREE

200701_TorreDelLago_00_GianniSchicchi_JhonAxelrod _phLorenzoMontanelliVIAREGGIO – Nella cornice della Cittadella del carnevale di Viareggio, il 66° Festival Puccini di Torre Del Lago è iniziato ufficialmente con Gianni Schicchi, l’ultima parte del Trittico pucciniano.  Significativo il fatto che l’opera in questione sia stata composta durante la terribile influenza spagnola che fece milioni di vittime (fra cui la sorella del
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Classica
Musica antica con Dantone e Rossi Lürig
servizio di Attilia Tartagni FREE

200701_Ra_00_MusicaAntica_OttavioDantone_phGiuliaPapettiRAVENNA - Difficile ipotizzare un’interpretazione migliore di quella dell’Accademia Bizantina il 24 giugno 2020 alla Rocca Brancaleone dI Il trionfo del tempo e del disinganno, l’oratorio che Georg Friedrich Händel  compose nel 1707 a ventidue anni e sul quale lavorò mezzo secolo approntandone diverse versioni tra il 1737 e il 1757; nel
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Eventi
Tempo d'Estate a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200629_Fe_00_TempoDEstate2020_MarcoGulinelliFERRARA - È stato presentata oggi alla stampa la rassega «Tempo d'estate a Ferrara», ricchissimo cartellone di iniziative predisposto tra giugno e settembre dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, una manifestazione polivalente (nel senso che propone tutti i generi di spettacoli musicali,
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Concorsi e Premi
Premio Storchio a Angelo Manzotti
FREE

200624_Mn_00_PremioStorchioAManzottiMANTOVA - Vivissimo successo domenica 21 giugno 2020 alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti del concerto "Omaggio alla carriera del sopranista Angelo Manzotti", nel quadro delle attività culturali della Associazione Postumia. Elegantemente accompagnato al pianoforte da Laura Gatti, il cantante mantovano ha interpretato magistralmente
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Libri in Redazione
Giulio Neri il dimenticato indimenticabile
recensione di Paolo Padoan FREE

200618_Libri_00_GiulioNeriIlBassoDellOperaGiovanni Marchisio
GIULIO NERI il Basso dell'Opera
Editrice Rugginenti Milano 2020, pp. 300 Euro 21,90
Gli amanti del melodramma, ma ancor più i critici, gli storici, i cultori dovrebbero sentire il dovere morale di ricordare coloro, fra cantanti o direttori d’orchestra,
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