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Presentato da Anna Quarzi, Massimo Masotti e Riccardo Modestino a Palazzo Roverella |
Stupendo libro fotografico di Magri |
servizio di Edoardo Farina |
| Pubblicato il 16 Maggio 2023 |
Carlo Magri Ferrara. L'infinito istante. Tempo e memoria nelle immagini Case editrice La Carmelina Ferrara, l'infinito istante. Tempo e memoria nelle immagini, scritto da Carlo Magri per i tipi della casa editrice La Carmelina non vuole porsi come un ennesimo libro sulla storia di Ferrara, pubblicati ormai a decine ove tra i più noti ricordiamo Saluti da Ferrara e Il volto di Ferrara nella cerchia antica, editi tra gli anni '60 e '80 del secolo scorso, dove le rarissime cartoline d'epoca quasi tutte in bianco e nero, ci riportavano con un pizzico di nostalgia e curiosità in quella città dove spesso a stento riuscivamo a riconoscerne gli angoli delle strade, palazzi e case oggi sostituite con nuove costruzioni. Alla base di questi volumi spesso considerati oramai desueti, c'era la cartolina illustrata, che oggi appartiene al passato. Si mandava quando si era in vacanza ad amici e parenti per ottenere due risultati: dirgli che in una condizione di riposo e divertimento erano comunque nei nostri pensieri e a nostra volta per farsi ricordare da loro. Il solo fatto di essersi appuntati l'indirizzo del destinatario era già considerato un gesto di grande attenzione. La scelta dell'immagine avveniva scorrendo lentamente rastrelliere poste fuori dalle tabaccherie, soppesandole una ad una, cercando di evitare quelle troppo stereotipate nel tentativo, non sempre riuscito, di far passare un briciolo di personalità anche in una piccola foto. Poi c'era il testo. Lo spazio ristretto richiedeva una sintesi salvifica: eri autorizzato a scrivere poco, anche la classica frase "saluti e baci" senza essere considerato pigro. Ma potevi pure sforzarti di più e sfidare le dimensioni ridotte del retro per stipare un pensiero più articolato, magari chiosato da una corolla di firme di amici con i quali eri in ferie.

Perché una firma su una cartolina non si negava mai. Ma l'aspetto più intrigante della cartolina era il suo essere "pubblica". Rivolta al destinatario era potenzialmente letta da tutti, dal portalettere ai familiari dell'amico. E questo finiva sempre per condizionare l'estensore del testo. Dovevi almeno sforzarti di scrivere in modo leggibile. Il francobollo. Era vera gratitudine quella che nutrivi verso il tabaccaio che non ti rifilava il triste francobollo basico con l'Italia turrita, ma ti forniva un piccolo gioiello filatelico con un monumento celebre o un'opera d'arte. Tutto era funzionale a confezionare una cartolina che si distinguesse dalle altre. La cartolina, infine, conteneva un ultimo, sotterraneo, messaggio: comportava un piccolo investimento. Il costo dell'oggetto (che cambiava in base alla qualità del manufatto) e l'affrancatura. Non ti eri ricordato solo della vecchia zia o dell'amico. Avevi speso qualche soldo per rappresentargli il tuo affetto. Il cellulare prima e internet dopo hanno rottamato la cartolina. Ma, come spesso accade, a volte ritornano. Se quest'estate volete mandare un saluto più forte a un parente o a un amico, speditegli una cartolina. Nel brusio di sottofondo di centinaia di sms, post, chat lo avrete fatto sentire speciale e avrete conquistato una posizione d'onore nella sua anima. Questa era la cartolina... ma il volume in questione non trae immagini propriamente da cartoline illustrate, anche se ne è stata doverosa una presentazione, bensì da una realtà molto meno paesaggistica, ovvero quella ricavata dalle foto della città estense durante e post l'ultimo conflitto bellico che ha visto distrutto come ben sappiamo centinaia di edifici, sia monumentali che civili abitazioni. Presentato il 15 dicembre 2022 presso il Circolo Negozianti a palazzo Roverella, con le prefazioni della Prof.ssa Anna Quarzi, del Dr. Massimo Masotti e del Dr. Riccardo Modestino, presidente dell'Associazione De Humanitate Sanctae Annae OdV che ne ha dato il patrocinio con l'Istituto di Storia Contemporanea e riproposto nuovamente il 25 febbraio scorso presso la sede dell'Orchestra a plettro "Gino Neri" - nell'ambito delle iniziative legate alle attività della biblioteca recentemente istituita - a cura degli stessi autori presenti in sala attraverso il supporto di Massimo Grasso e Ester Brina nel compito di moderatrice, si pone come un libro di nuovissima e originale concezione in cui la fotografia dell'autore coglie le forme dello spazio urbano di Ferrara tra palazzi e piazze così com'erano oltre cinquant'anni fa e come sono oggi. Le sequenze consentono di cogliere nell'istante un'immagine unitaria, la memoria di ieri e di oggi estese anche a numerosi paesi della provincia. Volti nel tempo di Ferrara in un'opera articolata in due sezioni a sé stanti, Carlo Magri, storico e amatore dell'arte cinematografica, avvia una originale scelta di vedute della città sublime, mirabili spiragli di senso sul bordo della vita. Confessando subito di aver iniziato ad amare le arti figurative - tra cui quella fotografica - da quando per la prima volta vide "nella pietra qualcosa di simile alle parole" e riconobbe la possibilità a un'immagine di "celarsi nel marmo e riscaldarlo come fosse carne".
 
Fu allora che s'innamorò della fotografia, per via della forza visiva che alcune immagini proiettano oltre sé stesse e il proprio tempo. "Avessi mai pensato, nella mia mente astratta che la bellezza si poteva calare in una pietra, o fissarsi in un velo di colore; avessi potuto credere che si era costituito un mondo parallelo popolato di simulacri più vivi e animati degli uomini. Per me la bellezza stava soltanto nella parola".


L'opera, senza nulla togliere all'omonima della regista Sonia Giardina autrice del documentario dedicato a Giuseppe Leone in omaggio al grande fotografo ragusano, alla sua arte e alla sua capacità di restituire, con scatti iconici i mille volti della Sicilia e delle sue genti così come il saggio del fotografo Geoff Dier, dal medesimo titolo, o Sergio Zavoli il cui argomento è invece la poesia, ne trae un racconto intenso ma anche distaccato. Le immagini, ricostruite con perizia millimetrica, come fossero dei capitoli concettuali, scandiscono quasi con ritmo musicale la concezione della fotografia, intesa come arte che non deve cercare necessariamente il bello ove il motore vero della stessa risiede infatti nel desiderio di vedere e di capire. I fotografi hanno sempre preso dalla realtà ciò di cui avevano bisogno, ma devono anche restituire qualche cosa che il visivo in quanto tale non ha, essendo un difficile dare-avere, ma senza questo scambio di doni - sembra dire Carlo Magri - non si andrebbe da nessuna parte. Grazie alla tecnica adottata per riscostruire edifici, luoghi eccetera, noi possiamo tornare a guardare quei capolavori con gli occhi del passato, alla luce di quella del presente. Egli conduce il suo studio con l'acume critico, la spigliatezza discorsiva e la straordinaria apertura concettuale che lo caratterizzano, con sicurezza e dovizia di conoscenze, creando nel lettore l'ansia di conoscere ciò che viene dopo, divertendo, incuriosendo, senza mai stancare. E se, da una parte, sembra ricordare ai lettori che solcano "in piccioletta barca" un vasto mare di conoscenze, dall'altra offre loro la possibilità di seguirlo tranquillamente nel suo "filosofare" pacato, ma denso di passione, nelle sue idee sull'arte fotografica, prima fra tutte quella secondo cui essa "possa consentire ciò che la morte non vuole". Il lettore si convince che l'immagine è dotata di parola, deve essere vista e toccata, partecipa composto al convito dello stupore, del piacere, delle emozioni, degli aneddoti, condivide con fervore la forte e inequivocabile denuncia contro la confusione che regna nel presente. Riecheggia, nella ricerca di Magri, l'affermazione dello scrittore, drammaturgo e pittore svizzero Friedrich Dürrenmatt quando scriveva: "Gli uomini dicono solo con approssimazione la verità, come se nella verità non fossero importanti soprattutto i particolari" Forse perché gli uomini stessi sono soltanto un'approssimazione". Così Magri coinvolge il lettore dando vita a un mondo tenuto in ibernazione, fatto osservare da lontano, ora oggetto d'indifferenza, ora circonfuso di timore sacro, dalle mille sfaccettature, a volte contraddittorie; stimola a riflettere sull'opera d'arte, a oltrepassare il "velame" dell'apparenza, a non far correre la parola più veloce del pensiero, perché, altrimenti, si rimarrebbe offuscati, disorientati, come quando, dopo essere stati a lungo al buio, si è investiti da una meridiana luce.




"Non andate a cercare l'anima nelle velate, prevedibili, notturne apparizioni della pittura simbolista; non siate contenti delle sue spoglie, delle sue esterne facce. L'anima non ha volto e non è neppure indicibile: essa si rivela quando comunica un'emozione, quando convoca la sua compagnia che è in noi. Tutte le forme più alte dell'arte hanno cercato di riconoscere in un viso, in un moto del corpo, in uno sguardo levato al cielo, la sua chiara impronta e soltanto in questo sforzo di trasumanazione hanno raggiunto il loro fine". L'impegno risiede infatti nel mettere al centro il soggetto e ricostruirvi attorno la figurazione architettonica. Con l'autore essa diviene pensiero, si anima, tira fuori un che di poetico e, come riteneva Godard, esprime il suo messaggio, essendo una conversazione quella che si instaura tra noi e l'immagine. "Le opere d'arte - tra cui quelle fotografiche - aprono lunghissimi e mai conclusi dialoghi del protagonista con la sua forma conquistata, ma anche di un testimone, di un sopravvissuto che, attraverso l'artista, attribuisce i suoi sentimenti, le sue passioni, i suoi ricordi e la memoria viva di ciò che è stato, del proprio mito, a un simulacro di pietra o di legno che continua a parlare". In conclusione egli ne intende ciò come immagine-percezione, immagine-affezione, immagine-pulsione, immagine-azione, alla stessa maniera ove il filosofo francese Gilles Deleuze, scrive nell'immagine-tempo: "E' quella che muove sé stessa in sé stessa. In questo senso non è dunque né figurativa, né astratta, come fossero immagini cinematografiche". Si dirà che questo vale per tutte le raffigurazioni artistiche; ma in questi racconti di vita, passata e presente, Magri racconta, attraverso ciò che ci propone, lo stupore e la meraviglia, così come l'angoscia e la paura, ma anche la felicità rivissuta attraverso la memoria e il tempo delle diverse età di vita di ciascuno di noi. Un sentire che diviene cioè conoscenza profonda del mondo, un inno alla gioia nelle segrete stanze della nostra esistenze. Il volume, stampato in copie numerate e firmate dall'autore di formato rettangolare con circa novanta foto a colori e altrettante pagine con brevi testi che le accompagnano, offre diverse vedute della città ricostruite a computer in maniera assolutamente originale, ove dalla prima in bianco e nero scattata dopo i tragici bombardamenti, ma anche tanti fotogrammi del cinema ferrarese inseriti nei luoghi in cui essi vennero ambientati, (tra i più noti La lunga notte del '43 del 1960 diretto da Florestano Vancini, soggetto liberamente tratto da uno dei racconti dalle Cinque storie ferraresi, libro con il quale Giorgio Bassani vinse il Premio Strega nel 1956, Il giardino dei Finzi Contini, film drammatico del 1970 per la regia di Vittorio De Sica tratto dall'omonimo romanzo ancora di Bassani, poi Ossessione del 1943, opera di Luchino Visconti ispirata a Il postino suona sempre due volte di James M. Cain), viene accostata e sovrapposta la parte mancante a colori in quella dei giorni nostri ad avvenuta ricostruzione. Il risultato è un suggestivo effetto se vogliamo anche di stupore e incredulità non trattandosi delle solite foto della città ma utilizzando un procedimento detto di fusione di cartelle tipico di particolari procedure scientifiche. Come tale, ogni pagina obbliga il lettore a fermarsi e a guardarla con attenzione per i tempi che essa racconta tramite i diversi momenti della ripresa, incastrati nella stessa. E così possiamo rivedere determinate vie del centro storico, il castello Estense, il ponte di San Giorgio, allora rasi al suolo, mentre manca purtroppo qualche foto del Teatro Comunale oggi a nome di Claudio Abbado, a suo tempo gravemente danneggiato e riaperto solo nel 1964 dopo ventennale chiusura e il sapiente restauro per opera dell'ingegnere ferrarese Carlo Savonuzzi a cui oggi ne è intitolato un viale sito nella limitrofa frazione di Pontelagoscuro. "Una fotografia contiene in sé un solo tempo, il tempo della ripresa, dello scatto. Subito dopo l'istante della foto, il tempo è già passato. Sono andato quindi alla ricerca di un tempo trascorso della città di Ferrara, dalla guerra al cinema, creando nuove immagini in grado di dialogare con il presente.




Guardando e scavando in profondità ogni foto, scopriamo altre realtà come stratificazione del tempo. Bisogna solo riuscire a farlo e guardare con altri occhi dietro la nebbia, oltre i muri, dentro il buio della notte, oltre il tempo. Una fotografia contiene in sé un solo tempo, il tempo della ripresa, dello scatto. Subito dopo l'istante della foto, il tempo è già passato. Sono andato quindi alla ricerca di un tempo trascorso della città di Ferrara, dalla guerra al cinema, creando nuove immagini in grado di dialogare con il presente. Nelle foto ho cercato di recuperare al presente nel tempo passato, a volte tragico, a volte meno come nelle ricostruzioni filmiche. Nell'arco temporale che sottende le fotografie fuse insieme, ho cercato la quarta dimensione, cioè il tempo che le divide ma che anche le collega. Le immagini sono stare scelte privilegiando soprattutto luoghi esterni perché più facilmente visibili e riconoscibili da tutti, mantenendo uno sviluppo visivo orizzontale, perché la nostra visione naturale si sviluppa in orizzontale. Spero, proponendo queste nuove immagini come elaborazioni di più fotografie, che esse siano intese come 'immagini efficaci' capaci di andare oltre lo sguardo superficiale, siano cioè in grado di comunicare un fatto, un'emozione e che abbiano la forza di arrivare al cuore di chi le guarda" - afferma infine Magri.
«... L'anima vagabonda illumina questo mondo. Non c'è bellezza senza verità e rivelazione. Essa brilla e non si lascia toccare ...» (Rogier Nemier, Amour et noant, 1951)
Fotografie del servizio gentilmente concesse dall'autore Nella miniatura in alto: Carlo Magri, l'autore del libro Al centro: la copertina del volume Sotto in sequenza: le suggestive immagini create da Magri
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Parliamone
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Ecco una Tosca classica
intervento di Simone Tomei FREE
GENOVA - C’è una Tosca che nasce dalla tradizione ma rifiuta di restare confinata in una dimensione museale, scegliendo piuttosto di interrogare il presente attraverso gli strumenti del passato. È in questo spazio intermedio che colloco l’allestimento approdato al Teatro Carlo Felice di Genova, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma: una ricostruzione filologica solo in apparenza, che ambisce invece a restituire vitalità contemporanea a un impianto storico. L’origine romana dell’allestimento non è un dettaglio accessorio, ma un elemento strutturale: il lavoro dei laboratori capitolini, che circa un decennio fa hanno ricostruito scene e costumi sulla base dei materiali originali di Adolf Hohenstein, si traduce in un dispositivo visivo di notevole coerenza stilistica. Scenografie dipinte, architetture prospettiche, cura minuziosa dei dettagli restituiscono il teatro all’italiana nella sua forma più riconoscibile
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Eventi
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Lirica prosa sinfonica fanno 50
redatto da Athos Tromboni FREE
LIVORNO - Oltre cinquanta serate tra lirica, prosa, musica sinfonica ed eventi: è questo il ricco programma della nuova stagione teatrale 2026-27 della Fondazione Goldoni presentato nel corso di una conferenza stampa direttamente sul palcoscenico dello storico Teatro di tradizione livornese. A delinearne genesi e sviluppo, il
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Echi dal Territorio
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Gli Approdi da Figaro a San Francesco
redatto da Simone Tomei FREE
GENOVA, 27 giugno 2026 — Il Teatro Carlo Felice presenta la stagione artistica 2026–2027, un cartellone ampio e articolato che attraversa i grandi repertori dell’opera, della danza, del musical e della musica sinfonica, confermando la vocazione del teatro come centro propulsore della vita culturale cittadina e nazionale. La nuova stagione si
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Eventi
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Pietro Mascagni a Livorno e altrove
redatto da Athos Tromboni FREE
LIVORNO - È on-line il programma completo della settima edizione del Mascagni Festival, la rassegna lirica e musicale dedicata alla valorizzazione e alla reinterpretazione dell’opera di Pietro Mascagni, promossa dalla Fondazione Teatro Goldoni. Dal 17 al 23 agosto la città di Livorno ospiterà un ricco programma di spettacoli, concerti
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Eventi
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La nuova stagione del Teatro Celebrazioni
servizio di Edoardo Farina FREE
BOLOGNA - Giovedì 11 giugno 2026 si è svolta la conferenza stampa relativa alla presentazione dei nuovi spettacoli del Teatro Celebrazioni di Via Saragozza, 234 - presso la Biblioteca San Genesio di Casa Lyda Borelli - alla presenza di Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Filippo Vernassa, Direttore artistico
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Classica
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Giovanni Bergamasco fa sold-out
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto e in parte qui riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio
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Opera dal Centro-Nord
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Un Ballo per due
servizi di Nicola Barsanti e Simone Tomei FREE
FIRENZE - (servizio di Nicola Barsanti) - Con il nuovo allestimento di Un ballo in maschera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affida a Valentina Carrasco una lettura che abbandona ogni riferimento alla corte svedese e trasporta l’intera vicenda negli Stati Uniti d'America degli anni Sessanta, intrecciando la figura di Riccardo con quella di
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Classica
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Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
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Opera dal Nord-Ovest
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Macbeth convince il Carlo Felice
servizio di Nicola Barsanti FREE
GENOVA - Il nuovo allestimento di Macbeth del Teatro Carlo Felice firmato da Fabio Ceresa, già visto e recensito al Teatro Goldoni di Livorno, (consultabile qui), continua a confermarsi uno spettacolo efficace e suggestivo, capace di restituire con immediatezza le atmosfere oscure, febbrili e visionarie del capolavoro shakespeariano
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Pagina Aperta
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Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
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Eventi
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Fatale è il prossimo futuro
redatto da Simone Tomei FREE
TORINO - È stata presentata giovedì 7 maggio 2026, presso il Foyer del Toro, la nuova Stagione d'Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio. Sono intervenuti il Sindaco della Città di Torino e Presidente della Fondazione Stefano Lo Russo, il Sovrintendente Mathieu Jouvin, il Direttore artistico Cristiano Sandri e il Direttore musicale
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Eventi
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Ferrara Musica nuova stagione
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Venticinque concerti in cartellone con l'inserimento della novità Aperitivo in Musica (sono 5 concerti alle ore 18), più il consueto nugolo di altre iniziative musicali collaterali, che definire "minori" sarebbe non solo sbagliato ma assolutamente fuorviante: questo il cartellone di Ferrara Musica presentato oggi nel Teatro Comunale "Claudio
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Opera dal Nord-Est
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Romeo e Giulietta ieri e oggi
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. C’è un balcone a Verona sotto il quale i visitatori fanno la fila. Vi si recano per vedere il famoso luogo da cui Giulietta Capuleti dichiarava il suo amore a Romeo Montecchi. Si entra da via Cappello in un cortile dove un balconcino di epoca gotica fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzetto trecentesco.
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Echi dal Territorio
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La Nona per un novantennale
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che Zubin Mehta scelga di celebrare il proprio novantesimo compleanno sul podio del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’istituzione con la quale ha costruito un legame artistico e umano lungo oltre sessant’anni. La Sala Grande, gremita in ogni ordine di posti, accoglie il Maestro
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Echi dal Territorio
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Il mandolino nella storia della musica
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto
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Opera dal Centro-Nord
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La Turandot della prima volta
servizio di Nicola Barsanti FREE
LUCCA - Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione di Turandot, il Teatro del Giglio, luogo profondamente legato alla memoria di Giacomo Puccini, nato a Lucca , rende omaggio a uno dei titoli più amati e complessi del repertorio pucciniano. La scelta di presentare proprio Turandot assume un valore che va oltre
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Classica
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Rachmaninov e Sostakovič, sì però...
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Due partiture nate dalla frattura, due risposte alla crisi che hanno segnato, ciascuna a suo modo, il corso della musica del Novecento. Il programma proposto dal Teatro Carlo Felice nella serata del 24 aprile 2026 affida al M° Samuel Lee, giovane bacchetta sudcoreana impostasi all'attenzione internazionale con la vittoria alla Malko
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Opera dal Centro-Nord
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Morte di Klinghoffer confessione collettiva
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - C’è una linea di confine tutt’altro che neutra che ogni grande teatro è chiamato prima o poi ad attraversare: quella che separa la rassicurante continuità del repertorio dalla necessità di misurarsi con le fratture del presente. Non è una semplice scelta di programmazione, ma un gesto che definisce un’identità culturale. L’ 88º
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Opera dall Estero
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Così fan tutte negli anni '30
servizio di Ramón Jacques FREE
CHICAGO (USA) - Civic Opera House. Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti K.588, opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte, che debuttò nel gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, è tornata sul palcoscenico della Lyric Opera of Chicago otto anni dopo le sue ultime rappresentazioni qui nella stagione
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Dischi in Redazione
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Nisi e Ruggiero e... Schumann
recensione di Simone Tomei FREE
Robert Schumann: Lieder per soprano e pianoforte Angela Nisi soprano; Enrica Ruggiero pianoforte (Amadeus / Registrazione inedita, allegata al n. 414, aprile 2026) C’è qualcosa di felicemente controcorrente nel fatto che Amadeus, una delle riviste musicali più autorevoli d’Italia, scelga di dedicare la copertina
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Opera dal Nord-Est
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Ingenua Butterfly ma Pinkerton...
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Una Madama Butterfly pasqualina quella andata in scena al Teatro Verdi di Trieste e che concluderà le sue repliche il prossimo 12 aprile. L’opera di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, basato sull’omonimo dramma di David Belasco è stata riproposta nell’allestimento della
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Classica
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Mozart e Beethoven per un bel concerto
servizio di Nicola Barsanti FREE
PECCIOLI (PI) – Nella suggestiva cornice della Galleria dei Giganti si conclude, in prossimità della Pasqua, il ciclo di tre concerti organizzato dalla Fondazione Peccioli insieme al Comune, con il sostegno di Belvedere S.p.A., affidato all’Orchestra Regionale della Toscana. Un percorso pensato con intelligenza, che trova proprio in quest’ultimo
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Eventi
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Nuova Stagione e commozione per Zurletti
redatto da Athos Tromboni FREE
SPOLETO - Il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto aveva annunciato da appena due giorni la nuova Stagione lirica quando è arrivata la notizia della scomparsa di Michelangelo Zurletti, venuto a mancare il 29 marzo 2026 all'età di 89 anni. Figura centrale nella storia recente dello Sperimentale, Michelangelo Zurletti ha guidato l’Istituzione
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Echi dal Territorio
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Il Duo Metropolis nel salotto di Mozart e Beethoven
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - Il Circolo di Cultura Musicale dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” è sempre caratterizzato da un ricco calendario di eventi come oramai avviene da diversi anni, alcuni già realizzati altri da concretizzarsi tra il 2025-2026 quali, oltre la consueta attività concertistica, varie iniziative connesse alle conferenze e i pomeriggi musicali nella
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Opera dal Nord-Est
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Falstaff rivive in Marco Filippo Romano
servizio di Simone Tomei FREE
VERONA - Esiste un tipo di perfezione che si riconosce solo a posteriori, quando ci si accorge che non avrebbe potuto essere altrimenti. Il Falstaff verdiano appartiene a questa specie rara: opera nata quasi per gioco, confessava il compositore in una lettera del dicembre 1890, e tuttavia così necessaria da sembrare l’unico approdo possibile di
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Classica
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L'indiscreto fascino dell'antico
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Il pianista Carlo Bergamasco si dedica di preferenza al repertorio del Novecento e alla musica pianistica contemporanea. Per come lo conosciamo e per quanto l'abbiamo seguito nei suoi numerosi concerti tenuti nella città estense, le sue scelte vengono motivate oltre che dalle attitudini personali, anche dalla volontà di una funzione
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Opera dal Centro-Nord
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Elisir d'amore disarticolato
servizio di Simone Tomei FREE
PISA - Il Teatro Verdi chiude la stagione lirica 2025/2026 con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti. Ci sono opere che nascono in fretta, quasi controvoglia, eppure restano. L’Elisir d’amore appartiene a questa famiglia paradossale: composto da Donizetti in poco più di due settimane nel 1832, su un libretto che Felice Romani ricavò altrettanto
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