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Die Schöpfung di Franz Joseph Haydn ha inaugurato la stagione sinfonica del Teatro Carlo Felice |
La Creazione dello stupore |
servizio di Simone Tomei |
| Pubblicato il 15 Ottobre 2023 |
GENOVA - La creazione del mondo attraverso la musica: ecco l’idea di Franz Joseph Haydn di mettere nero su bianco sullo spartito musicale il monumentale capolavoro Die Schöpfung (La Creazione). È così che ha preso il via la stagione sinfonica del Teatro Carlo Felice di Genova con un concerto inaugurale dal quale sono uscito mentalmente e fisicamente in un’altra dimensione. In Inghilterra Haydn rimase folgorato dall’ascolto degli oratori di Haendel nel 1791 in occasione della sua commemorazione dei quali aveva assaporato ampiezza di respiro, vigore di concezione ed una poeticità che non aveva riscontro negli oratori, modellati sullo schema delle forme melodrammatiche, che si solevano eseguire a Vienna. Al ritorno dal suo secondo soggiorno oltremanica, Haydn portava con sé un testo di oratorio che gli aveva procurato il Salomon. Testo che Lindley aveva tratto dalla Genesi e dal Paradiso perduto di Milton. Un sogno ambizioso ed ingenuo destinato a non realizzarsi perchéé il testo, tradotto liberamente in tedesco dal direttore della Biblioteca imperiale Gerhard van Swieten, fu quello della Creazione, composta da Haydn tra il 1797 e il 1798 ed eseguita al Nationaltheater il 19 marzo 1799. Il libretto di van Swieten è stato criticato fin dall’epoca delle prime esecuzioni per il suo accentuato descrittivismo, che sacrifica la narrazione a favore di una successione di immagini e pitture d’effetto, volte a costruire una sorta di polittico biblico.


In effetti Die Schöpfung è molto lontana dalla fattispecie dell’Oratorio drammatico, ma del resto la partitura di Haydn non esita ad aderire all’intento “pittorico” del testo. Questo ha indispettito i primi critici idealisti tedeschi, che pur riconoscendo ad Haydn il primato nell’ambito strumentale e cameristico, hanno considerato questo lavoro così acclamato dal pubblico quasi un incidente di percorso rispetto alla potenza della “musica assoluta” di cui egli era capace. In realtà, la forza di questa partitura sta proprio nel fatto che il descrittivismo non viene negato ma realizzato con una complessità di mezzi formali e stilistici tali da trascendere la logica semplicistica della musica d’effetto per ricavare una dimensione espressiva nello stesso tempo concretissima e “assoluta”. Il poema si adattò mirabilmente, almeno nella sua forma definitiva, allo spirito e alla religiosità di Haydn. In merito a questo aspetto appare molto significativa la testimonianza di Griesinger nelle sue note biografiche: «... Haydn possedeva una forte inclinazione religiosa ed era un devoto seguace della religione in cui era cresciuto. Dentro di sé era fermamente convinto che il destino umano era nella mano protettrice di Dio; che Dio è il giudice del bene e del male; che l’ingegno viene dall’alto. Tutte le sue più grandi partiture iniziano con le parole “In nomine Domini” e si chiudono con “Laus Deo” o “Soli Deo gloria”. Ed ancora “Se, quando compongo, le cose non vanno molto bene - lo sentii dire - passeggio avanti e indietro nella mia stanza con il rosario tra le mani, dico alcune Ave, e le idee ritornano alla mente». Nella religione egli trovò anche la maggiore consolazione al decadimento fisico; gli ultimi anni di vita era completamente rassegnato all’idea della morte e vi si preparava quotidianamente. Senza troppo analizzare i principi della fede, accettava il “cosa” e il “come” insegnati dalla Chiesa cattolica…» Haydn costruisce il mondo attraverso la musica: l’ouverture iniziale è la rappresentazione del Caos per poi dipanarsi in tre parti dove le prime due raffigurano i sei giorni della creazione, mentre la terza descrive l’amore di Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre con un’alternanza di recitativi, arie, duetti, terzetti ed interventi del coro che rappresentano la “voce della moltitudine”: commentano ciascuna della giornate, celebrano lodi del Signore e chiudono le tre parti dell’oratorio in maniera solenne e grandiosa. In merito a questo aspetto il Coro del Teatro Carlo Felice di Genova - preparato dal M° Claudio Marino Moretti - ha dimostrato grandissima preparazione e precisione esecutiva riuscendo a cogliere ogni sfumatura della partitura che pur omaggiando nella sua essenza Haendel ci mostra una straordinaria flessibilità attraverso la quale il musicista «... passa senza cesure dalla scrittura omofonica d’impatto quasi concertante, in pieno stile classicistico, a una polifonia ardita e superbamente dotta, tuttavia ricondotta sempre a una sintesi formale mai arida, spesso capace di determinare il coinvolgimento emotivo. Il coro, più di tutti i protagonisti vocali è chiamato a celebrare la gloria di Dio e lo fa con una sintesi stilistica che contiene elementi antichi e nuovi.» La fede di Haydn è traslata completamente nella musica ed il direttore Riccardo Minasi ne coglie tutte le sfumature; cesella ogni quadro denso di disarmante bellezza e seducente eloquenza, con il giusto piglio interpretativo, assecondando con gesto nitido solisti e coro e restituendo agli ampi squarci sinfonici il senso elegiaco e maestoso che gli è proprio. I solisti sono impegnati in un’alternanza di recitativi, arie, duetti, terzetti e concertati con il coro. Anma El-Khashem (Gabriel ed Eva) è dotata di voce cristallina e perfettamente duttile; il suo canto è elegiaco sempre a fuoco con costante nitore vocale. Mauro Peter (Uriel) canta con emissione libera e ben proiettata restituendo un suono perlaceo. Infine Matthias Winckhler (Raphael e Adam) caratterizza la sua prestazione con una perfetta e sicura emissione, ricca di colori e sfumature. Fede o non fede, avere avuto la possibilità di ascoltare La Creazione di Haydn, pregna della sua fiduciosa e grata esaltazione del migliore dei mondi possibili ad oltre duecento anni dalla sua composizione, ci pone delle domande e ci fa riflettere sull’essenza della nostra epoca. Ed oggi, circondati da grandi lacerazioni fisiche e morali, questa musica e questo testo diventano un benefico balsamo per lo spirito. Ne sono prova i quasi dieci minuti di applausi che hanno salutato questa serata davvero memorabile. (La recensione si riferisce alla serata inaugurale di sabato 14 ottobre 2023)
Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Carlo Felice di Genova Nella miniatura in alto: il direttore Riccardo Minasi Sotto in sequenza: obiettivo fotografico su solisti e coro per La Creazione di Haydn
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Se l'Idillio diventa arte dei suoni
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FERRARA - Può succedere: si va serenamente a un concerto di Ferrara Musica stimolati dal celebrato e conosciutissimo Beethoven (Ouverture del "Coriolano" op. 62) e anche per la prova (ennesima) d'appello concessa al sinfonismo di Robert Schumann (Sinfonia n.3 in Mi bemolle maggiore "Renana" op.97) e si esce convinti che il capolavoro d'esecuzione della serata è il brano forse meno eseguito nelle sale da concerto italiane, rispetto agli altri qui citati: quel Siegfried-Idyll che Richard Wagner compose nel 1870 come regalo di compleanno e di ringraziamento per la moglie Cosima Liszt che l'anno precedente aveva dato alla luce Sigfrido, il loro terzo figlio. Ecco l'antefatto: la mattina del 25 dicembre 1870 una piccola orchestra da camera, fatta venire segretamente dal compositore, si dispose sulle scale dell'abitazione dei coniugi Wagner a Tribschen (Svizzera) ed eseguì il pezzo a sorpresa, proprio durante il risveglio di Cosima: il titolo originale privato era infatti "Tribute to Cosima" successivamente e ufficialmente re-intitolato Idillio di Sigfrido,
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Suor Angelica a Palazzo Liviano
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TORRE DEL LAGO (LU) – Nel luogo che più di ogni altro custodisce la memoria artistica di Giacomo Puccini, il 72° Festival intitolato al compositore lucchese ripropone La bohème, una delle pagine più amate del repertorio operistico, capace ancora oggi di commuovere per l’immediatezza del linguaggio teatrale e la profonda umanità dei suoi
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CARBONIA - Il Teatro Lirico di Cagliari ha scelto la strada più antica e insieme più rischiosa per portare l'opera fuori dalle sue mura: quella dell'aria aperta, dove il canto non ha più il sostegno di un'acustica costruita a tavolino e deve misurarsi, nudo, con il vento e con le distanze. È la scommessa di Rotte Sonore Summer 2026, la stagione
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VERONA – Come ricorda la sovrintendente Cecilia Gasdia, la 103ª edizione dell’Arena Opera Festival è un’edizione ricca di ricorrenze e celebrazioni. È innanzitutto il Festival più lungo della storia dell’anfiteatro veronese, con ben cinquantatré serate distribuite nell’arco di tre mesi, e coincide con i 150 anni dalla nascita del tenore veronese
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FERRARA - Penultimo concerto di Un fiume di musica 2026 e primo concerto di Tutte le direzioni in summertime... and more 2026 organizzato dal Gruppo dei 10: così i due cartelloni si sono incrociati ieri sera sulla riva del Po di Volàno, dove l'Associazione Musicisti di Ferrara ha accolto nella propria rassegna di successo la performance della
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Novità e conferme al Verdi di Pisa
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PISA - Al Teatro di Pisa una ricca stagione artistica 2026-2027 con Opera, Prosa Danza, spettacoli speciali e per le famiglie. Emerge l’offerta lirica con cinque titoli, una prima mondiale assoluta, importanti collaborazioni e coproduzioni con i teatri italiani e grandi nomi del panorama lirico internazionale. Saranno sette mesi intensi di
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L'estate e... oltre del Gruppo dei 10
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Gli spettacoli tornano a casa
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BOLOGNA - Tante storie un filo comune. La frase ha l'apparenza di uno slogan, invece è il titolo vero con cui la città felsinea e il suo maggior teatro si apprestano a far tornare nelle sale del Bibbiena le stagioni di opera, danza, musica sinfonica e cameristica. L'annuncio delle Tante storie è stato dato nella conferenza stampa del 25 giugno scorso,
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LIVORNO - Oltre cinquanta serate tra lirica, prosa, musica sinfonica ed eventi: è questo il ricco programma della nuova stagione teatrale 2026-27 della Fondazione Goldoni presentato nel corso di una conferenza stampa direttamente sul palcoscenico dello storico Teatro di tradizione livornese. A delinearne genesi e sviluppo, il
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redatto da Simone Tomei FREE
FIRENZE - Presentata il 19 giugno 2027, la nuova stagione del Maggio Musicale Fiorentino insieme all’89ª edizione del Festival si impone come uno dei progetti artistici più ampi e strutturati nel panorama europeo. Un cartellone che intreccia opera, concerti e danza in un percorso attraverso tre secoli di storia musicale,
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Pietro Mascagni a Livorno e altrove
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LIVORNO - È on-line il programma completo della settima edizione del Mascagni Festival, la rassegna lirica e musicale dedicata alla valorizzazione e alla reinterpretazione dell’opera di Pietro Mascagni, promossa dalla Fondazione Teatro Goldoni. Dal 17 al 23 agosto la città di Livorno ospiterà un ricco programma di spettacoli, concerti
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