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Celebrati all'Università di Ferrara i vent'anni della Associazione Musicale Bal'danza

Conversazioni musicali su tre libri

servizio di Edoardo Farina

Pubblicato il 23 Agosto 2023

20230823_00a_VentennaleAssociazioneBaldanza_PaoloFabbriFERRARA - L'Associazione Bal'danza ritorna nel luogo dove ha iniziato il suo viaggio vent’anni fa esattamente nel 2003, ovvero l’Università di Ferrara; e continua attraverso una serie innumerevole di conferenze, educazione all’ascolto, appuntamenti culturali e concerti tutto l’anno confermandosi tra le associazioni locali più attive e intraprendenti in assoluto.
20230823_01_VentennaleAssociazioneBaldanza_LibroSuRossiniGiovedì 11 maggio 2023 presso la sede di Via Voltapaletto,11 nell’ambito del progetto "Orfeo son io… Conversazioni musicali”, abbiamo incontrato Paolo Fabbri alla presentazione il suo ultimo lavoro Come un baleno rapido. Arte e vita di Rossini (869 pagine edite dalla Libreria Musicale Italiana, Lucca 2022) grazie alla collaborazione del Dipartimento di Economia e Management e al Prof. Patrizio Bianchi (UNIFE, Cattedra Unesco, crescita, sviluppo e uguaglianza). Con Fabbri, professore emerito nell’università estense, insegnante di Storia della Musica Moderna e Contemporanea, ha conversato Alessandro Roccatagliati ordinario di Musicologia e Storia della musica sempre nell’ateneo ferrarese, attivo dal 1992 e Nicola Badolato, professore associato di Musicologia e Storia della musica presso il DAMS dell’Alma Mater - Università di Bologna, docente di Teoria e Drammaturgia musicale. 
In apertura del primo dei tre appuntamenti, il Presidente dell’Associazione Bal’danza Valeria Conte Borasio dopo i consueti ringraziamenti, ha voluto sottolineare innanzitutto l’importanza di coinvolgere dei soci illustri e onorari quali il Prof. Bianchi, lo stesso Fabbri tra i fondatori, rappresentanti una risorsa senza eguali oltre essere motivo di orgoglio, quindi riproporre le consuetudinarie conversazioni nell’ottica dell’ambito musicologico e didattico, come afferma lo stesso Badolato presente in tutti gli incontri primaverili in calendario.
20230823_02_VentennaleAssociazioneBaldanza_BianchiBadolatoRoccatagliatiFabbri

È uscito così un altro volume su Rossini, di cui non si è scritto probabilmente mai abbastanza, anche se innumerevoli sono le pubblicazioni riguardanti la vita e l’opera del genio pesarese, cimentandosi in questo compito di ricerca anche letterati di chiara fama, quali nell’Ottocento Stendhal e nel secolo successivo Riccardo Bacchelli che ha pubblicato addirittura un romanzo dall’omonimo titolo Gioacchino Rossini: «Il segreto della musica rossiniana sta nell’ingenuo calore dell’amor della vita, e dello svago stesso, e dell’istinto, e del bello; in un’ingenuità di abbandono che non può essere della consumata perfezione stilistica.»
Tra i più completi e documentati ricercatori della vita del Cigno di Pesaro, risulta ancora oggi essere il musicologo marchigiano Giuseppe Radiciotti, (Jesi 1858 - Tivoli 1931), attraverso la sua monumentale biografia in tre volumi redatta negli anni 1927/29.
Figlio di una discreta cantante (Anna Guidarini) e di un mediocre suonatore di corno (Giuseppe, detto Vivazza), l’infanzia di Gioachino Rossini (si badi bene, con una “c” sola, ma al battesimo di nome anche Giovacchino Antonio) fu segnata da un talento precocissimo. A quattordici anni compose la sua prima opera, Demetrio e Polibio e a trentasette - dopo il Guglielmo Tell - smise di scrivere per il teatro lirico, ritirandosi a vita privata. Pigro, umorale, ipocondriaco, collerico ma anche gioviale, facile ad attacchi di ridarella, innamorato del buon cibo e delle belle donne, a quarant’anni era già vecchio e acciaccato: «Patisco assai, mi creda, patisco assai» diceva al suo medico, e a chi gli chiedeva di scrivere nuove opere rispondeva: «La musica vuol dire freschezza d’idee: io non ho che languore e idrofobia.»   «Nonostante ciò tra i compositori d’opera italiana, per primo ha dato nome a un’epoca - ha detto Fabbri -  la sua personalità musicale s’impose in maniera così vigorosa e perentoria da farne quasi una tirannica pietra di paragone con cui misurarsi. La sua fortuna senza confini - geografici, o di classe sociale che fossero - ne fece l’emblema della musica di successo da opporre - o quanto meno affiancare - a quella reputata più colta e sperimentale. Rossini percorse buona parte del secolo XIX°. Iniziata nell’Antico Regime, la sua vita attraversò gli sconvolgimenti dell’età napoleonica, la Restaurazione e le rivoluzioni del 1848, approdando infine alla prima Modernità. Il successo gli fece salire rapidamente i gradini della scala sociale: da una famiglia di artigiani modestissimi e precari a idolo di aristocratici, grandi borghesi, perfino regnanti: da musicista squattrinato, a ricco possidente e finanziere. Oltre che l’uomo, questo libro affronta l’artista e le sue opere, che riflettono gusti e tendenze culturali delle epoche e degli ambienti in cui egli fu attivo: l’eredità dei Classici e le novità Romantiche, l’estetica del Bello Ideale e la tensione verso il Sublime, la Storia in scena e i suoi protagonisti. Per ricostruire tutto ciò, il volume mette a disposizione del lettore le indispensabili coordinate storiche, una ricca documentazione d’epoca e frequenti guide drammaturgico-musicali delle opere più significative della sua produzione. Particolare attenzione è dedicata alla formazione di Rossini compositore e ai suoi predecessori: in altre parole, a ciò che furono le sue radici, il terreno su cui formò il proprio stile. Circoscriverlo e definirlo è ciò che si prefiggono le pagine centrali di questo lavoro.»

20230823_00b_VentennaleAssociazioneBaldanza_DarioFavretti20230823_03_VentennaleAssociazioneBaldanza_LibroMusicaEPoesiaNella seconda Conversazione Musicale, avvenuta il 25 maggio 2023 nella medesima sede universitaria alla presenza di Valentina Mini, cattedra UNESCO e professore a contratto di statistica avanzata e statistica per l’economia e l’impresa all’università di Ferrara, Dario Favretti, (tra le innumerevoli attività musicali, direttore artistico del Teatro Comunale di Ferrara e di Ferrara Musica sino al 2019) -  nel ruolo di moderatore -  Giuseppina La Face (già professore ordinario di Musicologia e Storia della Musica nell’Università di Bologna ove ha diretto il Dipartimento di Musica e Spettacolo, poi Dipartimento delle Arti), è stato  presentato il libro Musica e poesia son due sorelle – Percorsi d’ascolto per la scuola per i tipi della FrancoAngeli in 466 pagine, raccolta di saggi scritti con l’intenzione di focalizzarsi sulla trasposizione didattica del sapere musicale attraverso strategie d’ascolto mirate, con riferimento costante al contesto storico-culturale.
I ventidue percorsi didattici qui offerti, tutti incentrati su brani musicali muniti di testo poetico, si devono a musicologi attivi nell'università e istituti pareggiati, rivolgendosi tanto ai docenti quanto ai semplici appassionati affrontando composizioni esteticamente e culturalmente assai diverse: dal madrigale trecentesco Appress'un fiume chiaro di Giovanni da Cascia al contemporaneo Quaderno di strada di Salvatore Sciarrino; dalla cinquecentesca Missa Hercules Dux Ferrariae di Josquin des Prez ai Canti di prigionia di Luigi Dallapiccola; dal Giulio Cesare in Egitto di George Frideric Händel al Trovatore di Giuseppe Verdi e alle Chansons madécasses di Maurice Ravel; dal jazz (Fables of Faubus di Charles Mingus) a una canzone di Fabrizio De André (Non al denaro non all’amore né al cielo).
Delineato l'argomento, dichiarati gli obiettivi, ogni percorso si dipana in varie proposte di attività per gli studenti, in ipotesi di sviluppo che approfondiscano le conoscenze acquisite, in alcune linee guida per la verifica degli obiettivi. Al di là della presentazione del volume, il dibattito si è incentrato sui numerosi problemi relativi all’insegnamento della musica nelle scuole nei confronti dei ragazzi appartenenti alle nuove generazioni, creando un interessante confronto di opinioni tra La Face e Favretti; spesso assai lontani dalla tradizione puramente classica, si è cercato di focalizzare il disinteresse ma anche il tentativo a volte ben riuscito di rendere noti capolavori senza tempo sempre meno noti alla maggioranza, nonostante i numerosi coinvolgimenti da parte delle istituzioni artistiche del territorio. 

20230823_00c_VentennaleAssociazioneBaldanza_AlbertoDelamaTerza e ultima Conversazione svoltasi il 31 maggio, abbiamo incontrato Alberto Delama e Marco Uvietta riguardo l’esposizione del testo Il suono conquistato e organizzato. La musica secondo Luciano Chailly, 323 pagine stampate nuovamente dalla Libreria Musicale Italiana, Lucca, 2022.
Autore di lavori teatrali, sinfonici e cameristici, Luciano Chailly (Ferrara 1920 - Milano 2002) si è diplomato in violino nella sua città natale nel 1941, in composizione a Milano nel 1945 e laureato in Lettere presso l'Università di Bologna nel 1943. Dal 1951 al 1967 è stato impegnato presso la RAI, in qualità di consulente e programmista, mentre in seguito ha svolto attività di direttore artistico presso vari enti lirici italiani, tra cui il Teatro alla Scala di Milano (dal 1968 al 1971), l'Arena di Verona (dal 1975 al 1976), il Teatro Carlo Felice di Genova dal 1983 al 1985; nel 1987 è stato eletto presidente della Feniarco, (Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali) ha inoltre svolto attività di critico musicale e di docente di composizione presso diversi conservatori italiani (Milano, Perugia, Cremona).
Nel 1954 ha iniziato un importante sodalizio con lo scrittore Dino Buzzati, il quale ha scritto per Chailly quattro libretti d'opera  avendo spesso curato diversi  allestimenti scenografici. Padre del celebre direttore d’orchestra Riccardo Chailly, ne riportiamo un suo breve intervento tratto dal capitolo Conoscere e dirigere la musica di Luciano Chailly: «Desidero esprimere una parola di apprezzamento per la qualità di questo libro e la profondità dell’analisi storica e musicale con cui nei diversi saggi, uno per ogni aspetto o genere, si affronta la musica di mio padre. È per me una soddisfazione che questo progetto editoriale abbia trovato la luce e sia stato realizzato in questa forma dalla Libreria Musicale Italiana. Il mio ringraziamento va prima di tutto ai curatori e agli autori per il loro lavoro. Proprio per questo vorrei dare il mio contributo di conoscenza senza indulgere troppo alla dimensione filiale e affettiva, profonda ma privata, fornendo invece una serie di informazioni che forse possono essere utili a chi si interessa alla sua musica e più in generale al Novecento musicale italiano. Dunque, per rispondere alla richiesta di un breve testo introduttivo, vorrei prima di tutto lasciar riaffiorare alla memoria qualche significativo momento musicale e familiare; e poi ricordare le emozioni che ho vissuto dirigendo la musica di mio padre: forse infatti non tutti sanno che ho affrontato dal podio molte sue composizioni, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta.»
20230823_05_VentennaleAssociazioneBaldanza_LibroIlSuonoConquistato20230823_06_VentennaleAssociazioneBaldanza_MarcoUvietta«Questo libro - afferma Delama - raccoglie le relazioni del tele-convegno in dodici puntate (Trento, 13 ottobre – 18 dicembre 2020, online) "…il suono conquistato e organizzato" con l’aggiunta di due nuovi contributi. La poliedrica personalità artistica di Chailly è trattata non solo prendendo in considerazione le sue composizioni, ma anche contestualizzandone il senso nel più ampio panorama del suo tempo e nel suo intenso impegno per la diffusione della cultura musicale. Suddiviso in tre sezioni principali, Drammaturgia e vocalità, Prospettive e contesti, Generi opere stili, il volume si conclude con una bibliografia ragionata del compositore ferrarese.  Ne deriva il profilo articolato e accattivante di una figura di spicco del secondo Novecento, il cui approfondimento al di là del dovuto omaggio al compositore contribuisce significativamente alla conoscenza di un periodo storico cruciale nella storia della composizione musicale.»
Lo stesso Delama, violoncellista e dottore magistrale in Musicologia, dopo averne illustrato ampiamente il lavoro svolto, è giunto al termine eseguendo direttamente un brano del compositore al violoncello.
La conclusione della giornata è stata affidata alle ultime dotte spiegazioni da parte di Uvietta, anch’egli musicologo e docente al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento ove attraverso il supporto di Nicola Badolato e diverse domande da parte del numeroso pubblico presente in sala, al termine ne è stato indicato il contenuto del CD allegato in retro di copertina, contenente quattordici tracce, tra cui varie improvvisazioni per organo, violoncello solo e sonate con pianoforte, chitarra, perlopiù prime incisioni inedite spaziando dal 1963 alla fine dell’ultimo decennio del secolo scorso.
«Ciò che stimolava la mia natura ed eccitava la mia fantasia era lo ‘strumento’, il suono prodotto dall’intelligenza, il suono conquistato e organizzato» è una delle più celebri frasi di Luciano Chailly.

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Crediti fotografici: Boris Cossutta
Nella prima miniatura: il prof. Paolo Fabbri
Sotto, da sinistra: Patrizio Bianchi, Nicola Badolato, Alessandro Roccatagliati, Paolo Fabbri
Nella seconda miniatura: il M° Dario Favretti
Nella terza miniatura: il M° Alberto Delama
Sotto: Marco Uvietta
In fondo, da sinistra: Valentina Mini, Valeria Conte Borasio, Nicola Badolato, Dario Favretti, Giuseppina La Face






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