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Resoconto della stagione 2023-2024 (prima parte) della prestigiosa associazione musicale

I percorsi di Bal'danza

servizio di Edoardo Farina

Pubblicato il 31 Luglio 2024

20240731_Fe_00_Baldanza_RomanoValentiniFERRARA - Si è conclusa la prima parte della programmazione concertistica 2023-2024 curata dall’Associazione culturale Bal’danza svoltasi tra le cornici più prestigiose della città di Ferrara, ove ad apertura della stagione precedente già dal febbraio 2023 è stato proposto l’appuntamento inaugurale del 19 con l’orchestra “La Toscanini Next”in Verdi and friends. Tenutosi presso la Pinacoteca Nazionale del Palazzo dei Diamanti si ha avuto modo di ascoltare i più importanti e noti temi da film del panorama cinematografico italiano e non solo, arrangiati in chiave moderna dal tono bandistico – rock dai toni amplificati forse in maniera eccessiva ma sicuramente spettacolare, a cura di una formazione di musicisti giovanissimi e assai preparati, nell’esecuzione di musiche di Verdi, Piovani, Bacalov, Rota, Piazzolla, Marcello, Morricone. Quindi le iniziative, tra le più rilevanti, sono proseguite nella primavera in ambito universitario con la rassegna Orfeo son io…conversazioni musicali attraverso gli interventi di Patrizio Bianchi, Valentina Mini, Nicola Badolato, Dario Favretti, Paolo Fabbri, Giuseppina La Face, Alberto Delama e Marco Uvietta, presentando rispettivamente tre volumi di musicologia aventi come argomenti Rossini, (Come un baleno rapido) didattica scolastica (Musica e poesia son due sorelle) e Riccardo Chailly (il Suono conquistato).
Ripresa dell’attività invernale 2023-2024 e in corso, presso il Ridotto del Teatro Comunale “Claudio Abbado” in collaborazione con “Ferrara Musica”, in data 15 ottobre è andato in scena Percorsi al Femminile in un coraggioso “viaggio” di ricerca della libertà e un colorato “diario” di emozioni e immaginazioni in Barbara Virtuosissima Cantatrice – Concerto - danza dedicato a Barbara Strozzi (1619-1677), interpreti Chiara Nicastro - voce, Valeria Montanari – clavicembalo, Rosita Ippolito – viola da gamba, Francesca de Lorenzi - voce recitante.

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Musiche mirabilmente eseguite di Frescobaldi, Monteverdi, Strozzi in primis e diversi autori anonimi, supportate da Giorgia Massaro, danzatrice della compagnia teatrale “Anime Specchianti” che se per quanto dotata di scioltezza, estro e stravaganza dalla leggerezza assoluta  a piedi nudi e dall’animo sognatore ed evanescente come i veli che a volte le oscuravano il volto, la tecnica qui esposta si è avvicinata assai più facilmente all’espressione della modernità materica attuale e surreale meno a tema con la filologica musicale dal carattere estremamente rinascimentale, volendo contrapporre visibilmente l’antico con la danza contemporanea, mettendo in risalto una concreta espressività esoterica e suggestiva di sicuro effetto. “Da diversi anni l’Associazione Bal’danza ha sviluppato nelle proprie intenzioni di ricerca, produzione e valorizzazione artistica, una serie di ricerche verso quel patrimonio musicale riguardante musiciste lasciate nell’oblio, cercando oggi di approfondire e valorizzare figure che con i loro multiformi talenti hanno segnato la storia in molti campi. È un modo per riflettere su un cammino che la donna ha compiuto e compie per affermare il suo diritto alla pienezza della vita, un invito a evidenziare quel filo sottile che le lega nel loro impegno lavorativo, culturale e sociale” – afferma il Presidente Valeria Conte Borasio.
20240731_Fe_02_Baldanza_MartinaFrezzottiIl secondo evento, ha avuto il 29 ottobre come protagonista la pianista Martina Frezzotti; nata nel 1986 a Udine, iniziati gli studi pianistici all'età di sei anni è stata una degli ultimi allievi del leggendario pianista russo Lazar Berman, con cui ha studiato presso l'Accademia “Incontri col Maestro” di Imola dall'età di sedici anni. Ammessa al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca nella classe di Elisso Virsaladze, appena venticinquenne si è diplomata ottenendo il dottorato di Laurea col massimo dei voti, prima italiana nella storia dell'ateneo moscovita. Concerto in forma di didattica, ha dedicato l’intero repertorio ancora a una figura femminile ingiustamente dimenticata dalla storia della musica, Fanny Cacilie Mendelssohn-Bartholdy, sposata Hensel, pianista e compositrice tedesca, nota per essere stata sorella del più noto Felix Mendelssohn. “Compose oltre 460 brani musicali molti dei quali sono in forma breve – nel genere del Klavierstctück – non a causa della mancanza di ambizione da parte sua, ma per via della posizione dei svariati pregiudizi sociali dell’epoca. Al fratello furono offerte le possibilità di viaggiare e presentare le sue opere orchestrali in grande sale da concerto, mentre a Fanny era previsto di condurre una vita domestica intrattenendo i membri della cerchia sociale adatta. Cantanti, compositrici, comunque artiste virtuose, furono spesso derubate ingiustamente della loro notorietà a vantaggi dei colleghi uomini: il rapporto tra musica e donne, specialmente se appartenenti alla nobiltà, è da sempre complesso e oscurato da una rete sottile di connivenze che hanno teso a esaltare più l’abilità compositiva maschile che il loro talento, abilitate soltanto a essere muse ispiratrici o gentili insegnanti. È chiaro allora quanto sia necessario dare la giusta visibilità a certi nomi ancora poco esplorati che dovrebbero fare meritamente parte della memoria collettiva” - sostiene la stessa Frezzotti. Assai dotte le spiegazioni storiografiche supportate dalla proiezione di decine di slide raffiguranti interessanti immagini anche d’epoca, grande virtuosismo, dinamica eccellente delle pagine proposte, insolite e mai del tutto note nelle più comuni stagioni pianistiche, pur essendosi prolungata nei tempi ed esagerando nei modi accademici, avendo usato una terminologia specificamente tecnica dell’analisi armonica, adatta più a un convegno di musicologia dal pubblico esperto che agli appassionati del Ridotto della domenica mattina.

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Tradizionale Concerto di Natale il 10 dicembre alla Pinacoteca in chiusura della ricorrenza dei vent’anni di attività iniziata nel 2003, ove Bal’danza ha invitato per i soci e la Città come occasione per uno scambio degli auguri, l’Ensemble Dolce Concento, diretto dal M° Nicola Valentini - Maestro concertatore, Andrea Vassalle - violino solista, Beatrice Scaldini e Raffaele Nicoletti - violini I, Alberto Stevanin e Laura Cavazzuti - violini II, Elisa Imbalzano - viola, Nicola Brovelli - violoncello, Daniele Rosi - violone, Jacopo Raffaele - cembalo, interpretando Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi (1678-1741). Tratte dall’Opera omnia del Prete Rosso Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione opus 8 edita ad Amsterdam tra il 1724 e il 1725, qui in status di educazione all’ascolto, l’ensemble non si è “limitato” alla sola esecuzione ma alla lettura e spiegazione dei sonetti accompagnati, scritti secondo alcuni storici contemporaneamente da Vivaldi, mentre altri li ritengono di autore ignoto, composti presumibilmente in un periodo successivo. La formazione nasce dal sodalizio artistico tra Valentini e Vassalle, musicisti che hanno messo in comune i propri studi ed esperienze per dare vita a un progetto di lungo respiro volto a riscoprire sonorità nuove nella musica vocale classica e romantica eseguita su strumenti storici. Seguendo la strada tracciata dai loro maestri, tra i quali Ottavio Dantone, Federico Guglielmo e Alessandro Moccia, il lavoro su partiture, oratori e cantate viene affrontato con un profondo rispetto dei codici musicali antichi, senza rinunciare a una lettura moderna, mirata a coinvolgere il pubblico del nostro tempo.

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Esorditi a “Ravenna Festival” nel giugno del 2015 conquistando immediatamente il favore del pubblico e della critica come giovane gruppo emergente nazionale, le scelte vanno dal tardo Seicento delle Scuole Italiane che fecero grande il melodramma in Europa non trascurando certamente il classicismo di Gluck e Mozart, fino al Belcanto di Bellini e Donizetti. Attivi anche in ambito didattico, hanno organizzato diverse lezioni-concerto con lo scopo di diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado l’ascolto guidato di musica dal vivo. Figlio d’arte dalla gestualità convincente e decisa, Valentini, ha saputo coinvolgere i numerosissimi presenti con professionalità, eleganza e anche empatia, raccontando aneddoti e similitudini sul concerto esposto, non annoiando neppure per un istante riguardo il meglio del Settecento italiano, mai ascoltato abbastanza nonostante la frequenza con cui Le stagioni - titolo originale - vengono eseguite solo a Venezia quasi trecento volte l’anno per via soprattutto di un concreto business turistico.
Concerto inaugurale 2024, il 25 febbraio, di nuovo alla Pinacoteca in Goldberg, il genio in scena, Andrea Bacchetti - pianoforte, Nausicaa Nisati - contralto, dall’insolito connubio ma dalla straordinaria sinergia, da Il Clavicembalo ben Temperato Libro II il Preludio e fuga n.9 in Mi Magg. BWV 878, il Preludio e fuga n.16 in Sol min. BWV 885, Variazioni Goldberg BWV 988 Aria e 30 variazioni, quindi dall' Oratorio di Natale BWV 248 tre Arie per Contralto. “Ad un attento esame delle ragioni che ci hanno portato a scegliere quest’opera d’arte barocca - uno dei massimi monumenti della letteratura tastieristica - per tenere a battesimo la stagione 2024 si fa strada una curiosa analogia fra l’Aria e le 30 variazioni, dette Goldberg e la natura di Bal’danza. Cosa sono infatti, pubblicate nel 1741 a Norimberga, se non l'identità originale dell'Aria iniziale, magistralmente scavata e lavorata dal genio di Lipsia? O l'intreccio dei rami fioriti generati da un nucleo, una radice che costituisce l'avvenimento creativo da cui tutto scaturisce. Ecco che la chiave interpretativa del paragone è svelata: all'origine di Bal'danza c'è un'unità di pensiero culturale che si esprime e si esalta nella varietà delle forme attraverso le quali si rende presente all'interlocutore. Esattamente come l'esperienza di ascolto compiuta con le Goldberg, udita attentamente l'Aria iniziale, nata con lo scopo di farci inquadrare con chiarezza la “vision”, ci si inoltra nel giardino delle variazioni dove si raggiunge la certezza sul pensiero dominante snocciolato a dovere, la “mission”. Ma queste non percorrono una retta, bensì tracciano una circonferenza in grado di riportarci all'Aria iniziale ove solo allora l'opera rifluisce verso la sua origine. Ed è a un livello di ricerca costante della propria origine che Bal'danza fonda con gratitudine il riconoscimento e il dialogo con la Pinacoteca, portando in dote suoni e armonie in un luogo intriso di memorie, storie, narrazioni, custodite con cura per il bene di tutti” – afferma Romano Valentini, nelle note di presentazione di sala.

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Il 6 maggio atteso appuntamento con Il labirinto di Isabella, conversazione sulla musica ai tempi di Isabella d’Este a cura di Alessandra Necci, Direttrice delle Gallerie Estensi di Modena e ancora Badolato, docente alla facoltà DAMS dell’Università di Bologna. Concerto parte di un progetto realizzato grazie al Prof. Guillaume Bernardi, del York University Glendon Campus di Toronto in collaborazione con l’Early Music di Vancouver, diretto da Suzie Le Blanc, supportato dalle danze in costume di Mauro Biasiolo e Caterina Guidi appartenenti al gruppo rinascimentale “L’Unicorno” con sede nella contrada di S. Maria in Vado. Personalità centrale del Rinascimento italiano ed europeo tra Quattro e Cinquecento, Isabella d’Este – di cui quest’anno ricorrono i 550 anni dalla nascita (1474) – si forma nel raffinato clima culturale della corte estense, prima di diventare marchesa di Mantova, dopo le nozze nel 1490, con Francesco Gonzaga. Colta, determinata, elegante e amante dei grandi artisti, che chiamò numerosi presso la corte della città lombarda – da Leonardo a Tiziano, da Baldassare Castiglione a Paolo Giovio sino a Ludovico Ariosto – nei suoi anni mantovani diventa una delle donne più invidiate e influenti del Rinascimento. Una delle sue grandi passioni, oltre al collezionismo e alla moda, è proprio la musica, un’arte che ella aveva respirato e amato da giovanissima alla corte degli Este a Ferrara. Alla figura di Isabella è dedicato il concerto: canzoni e frottole che parlano di preoccupazioni in tempo di guerra ma che altresì celebrano la vita e l’amore in tutte le sue miriadi di forme, dalla venerazione per la Beata Vergine Maria all’amore illecito di un cortigiano devoto, alla lussuria carnale di un contadino rustico per la sua ragazza. Il labirinto cui si fa riferimento nel titolo evoca il famoso Soffitto che un tempo abbelliva il Palazzo San Sebastiano di Mantova, ritiro cittadino di Francesco Gonzaga, marito di Isabella. L’immagine del dedalo rimanda alla cecità dell’uomo davanti al futuro ricordandogli che le direzioni della vita mutano in continuazione e in modo repentino.
Seconda parte con L’Anello Mancante - Canto e liuto del primo ‘500 in Italia, Marco Beasley - canto, Franco Pavan - liuto rinascimentale, interpreti straordinari e ricercatori di ampio respiro nel loro genere, dalle prime riscoperte in Italia riguardanti inizialmente la musica “ficta”, termine usato nella teoria musicale europea dalla fine del XII° secolo fino al 1600 circa per descrivere le altezze, annotate o aggiunte al momento dell'esecuzione, esulano dal sistema della musica “recta”, "corretta" o "vera", come definito dal sistema esacordo di Guido d'Arezzo, poi denominata semplicemente “antica”. Le biblioteche e gli archivi spesso assomigliano al mare: a volte quieto, altre in tempesta. Rimangono sopite e polverose per secoli nei loro confini, poi improvvisamente vengono scosse da dispersioni o da vendite inattese che le fanno fluttuare e poi adagiare su spiagge sicure o rimanere ancora a lungo fra i marosi come accaduto con la riscoperta del fondo musicale della famiglia urbinate Albani, tramite il ritrovamento effettuato da Pavan. In questo magnum di fonti cinquecentesche e secentesche conservate presso l’archivio marchigiano, uno dei codici più sorprendenti si è rivelato quello che si è voluto chiamare, con un pizzico di ironia, l'Anello Mancante. Si tratta di un volume per canto e liuto di straordinario interesse storico, contenente una cronologia che va dalle frottole di Bartolomeo Tromboncino e Marchetto Cara fino ai madrigali di Giuliano Tiburtino e Philippe Verdelot. Ma la grande sorpresa è stata trovare al suo interno, oltre a brani fino a oggi sconosciuti, alcune composizioni di Bartolomeo Gazza e di un certo Ogniben Venetiano, autori a oggi noti solo agli specialisti ma al loro tempo famosi didatti e improvvisatori. Di loro si ignorava del tutto che potesse essere sopravvissuta qualsiasi traccia compositiva dandocene invece traccia colmando parzialmente il periodo che porta dalla frottola al primo madrigale. Con queste prime esecuzioni in epoca moderna e con altri brani tratti dal repertorio dei citati autori vi è stata l’intenzione riportare in vita una piccola parte di quel mondo delicato, a volte elegantemente disperato, che ha percorso le corti italiane nella prima metà del Cinquecento.

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Penultima performance il 2 giugno sempre presso la Pinacoteca, registrando nuovamente il sold-out essendo stata affidata al Beltrani Modern Piano Trio, nell’esposizione di un epico genere dell’immortale compositore statunitense George Gershwin (1898-1937) Esattamente 100 anni fa. Autore straordinario dalla breve vita, la maggior parte delle opere vocali e teatrali tra cui più di una dozzina di spettacoli teatrali della Broadway, le ha scritte in collaborazione con suo fratello maggiore, il paroliere Ira Gershwin componendo musica per Broadway, per le sale da concerto europee, così come per il grande pubblico internazionale. Le sue composizioni sono state utilizzate in numerosi film e in televisione divenendo ventate standard jazz registrate in diverse versioni, innumerevoli, inoltre i cantanti e musicisti che hanno registrato le sue intramontabili canzoni spesso nello stile blues. Dopo i consueti saluti e i dovuti ringraziamenti da parte del Presidente Conte Borasio “…abbiamo ideato un progetto dal titolo Di alberi e di rami, tra nature e culture, unendo così in un percorso comune interlocutori significativi del viaggio culturale dell’Associazione. Ognuno si qualifica con il linguaggio che lo caratterizza, ma ci accomuna un “fare insieme”, che esalta valori comuni che contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle persone, offrendo conoscenze, memorie, bellezza, operatività creativa e innovativa. In questa occasione Bal’danza evidenzia e festeggia i 180 anni della Ditta Ferri di Tamara, la più antica del nostro territorio per la costruzione di macchine agricole, con cui l’Associazione ha realizzato un rapporto di complicità nel tempo in un esemplare avvicinamento del mondo produttivo al mondo della cultura...” la parola è passata al Direttore Artistico Valentini, fornendo come di consuetudine introduzioni musicologiche e storiografiche riguardo il programma e gli artisti sul palco, Pietro Beltrani - pianoforte, Tiziano Guerzoni - violoncello e Daniele Negrini - violino. Poliedrica formazione, nasce nel 2021 a Bologna dalla collaborazione di tre rinomati musicisti del panorama nazionale, formatisi anche in varie realtà musicali bolognesi tra cui l’“Orchestra Senza Spine” accomunati dall’amicizia e dalla profonda stima reciproca, distinguendosi per la grande versatilità, dalle colonne sonore più celebri fino alle contaminazioni jazz più la peculiarità e la capacità di unire la tecnica, la precisione e la bellezza del suono con l’improvvisazione, spaziando dalla musica classica alla musica moderna e per la capacità di fondere in modo originale generi diversi contraddistinguendosi per la proposta di programmi curati e arrangiati appositamente per il trio. La musica scelta è un vibrante tributo a Gershwin, genio musicale autodidatta capace di intrecciare la tradizione classica occidentale con gli stili emergenti dell’America contemporanea, in particolare le influenze latino americane, affiancandosi perfettamente a una realtà di impresa senza confini. Suggestivi i brani proposti tratti dalle melodie più popolari ampiamente conosciute, quali Rapsodia in blu (1924) - Un americano a Parigi (1928), così come l'opera Porgy and Bess (1935) da qui la celeberrima Summertime e I loves you,  poi Embraceable you (Jazz – 1930) -  I’ve got rhythm (Standard jazz – 1930) - The man I love e Fascinating Rhythm (Jazz – 1924), But not for me (da Girl Crazy – 1930), solo per citarne alcuni, terminando con An American in Paris (Poema sinfonico – 1928) appositamente trascritti dal Trio. “Appassionato di musica jazz, l’idea di arrangiare Gerwshin è nata per via di un amore assoluto verso questa tipologia di repertorio, troppo riduttivo per essere eseguito personalmente con il solo pianoforte, cercando in tale modo di allargare la partitura in più voci strumentali. Senza tralasciate assolutamente gli studi tipicamente classici da dove proveniamo e l’esecuzione ad esempio del noto Triplo Concerto in Do maggiore di Beethoven dalla medesima struttura, nonché punto di partenza e da noi interpretato diverse volte, prossimamente le scelte cadranno sui suggestivi ritmi di Astor Piazzolla soffermandoci ancora una volta sul panorama musicale del Nuovo Mondo sia settentrionale che meridionale” – afferma Beltrami. Programma dal tono espressivo e bene esposto, ha inteso introdurre alla conoscenza dell’identità dei nostri interlocutori, costruita nel tempo con interessanti e variegate operazioni di intrecci e di sintesi tra passato, presente e futuro, tra realtà e aspettative, tra visioni e sogni dal tono anche divertente quanto basta; ma anche introspettivo e nostalgico fatto di quelle note e melodie impossibili non riconoscere sentendosi proiettati in una magica atmosfera dal sapore retrò, come fossimo presenti nella penombra di un caldo locale notturno newyorkese offuscato dal fumo di una sigaretta…
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Ultima data prima della pausa estiva, il 15 giugno presso la Chiesa di S. Stefano a Ferrara Concerto per Marco Ghirotti  in memoria dell’organista e didatta prematuramente scomparso un anno fa, eseguito da Francesco Tasini - organo, Stephan Kofler - cembalo e Lorenzo Marzona - regale, per le musiche di autori posti dal primo al secondo barocco tra i quali Scherer, Bonelli, Muffat, Farnaby, Bach e la Sinfonia brano inedito composto dallo stesso Ghirotti e Stefano Bertuletti, in prima esecuzione assoluta; a seguire si è svolta una visita guidata agli strumenti utilizzati e la S. Messa in suffragio. In attesa della prossima ripresa autunnale già a partire dal mese di settembre, Bal’danza si riconferma, quindi, nuovamente tra le associazioni culturali più fervide e attive che la città Estense abbia mai conosciuto nel proprio territorio dagli ultimi decenni a oggi auspicando di continuare con l’intraprendenza che ne ha caratterizzato l’altissima qualità delle scelte proposte e felicemente esposte.

Crediti fotografici: archivio segreteria Bal'danza
Nella miniatura in alto: il direttore artistico di Bal'danza, Romano Valentini
Sotto, in sequenza, performances e artisti: il gruppo di "Barbara Virtuosissima Cantatrice"; Martina Frezzotti; Dolce Concento; Andrea Bacchetti e Nausicaa Nisati; danzatori nel "Labirinto di Isabella"; Marco Beasley e Franco Pavan; Beltrani Modern Piano Trio; Marco Ghirotti






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Ecco la Cenerentola dei giovani
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20251208_Lu_00_LaCenerentola_AldoTarabellaLUCCA - È curioso come, nel mare magnum del repertorio rossiniano, ci siano opere che più di altre resistono al tempo non perché raccontano una storia nota, ma perché custodiscono una verità che continua a parlarci. La Cenerentola appartiene a questa categoria rara: non è solo una fiaba, non è soltanto un congegno teatrale fulmineo, né
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Opera dal Nord-Est
Quando il Barbiere va alle Nozze
servizio di Simone Tomei FREE

20251202_Ts_00_Barbiere-Nozze_EnricoCalesso_phFabioParenzanTRIESTE - Riunire Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini e Le nozze di Figaro di W.A.Mozart all’interno di un unico progetto teatrale significa restituire alle due opere la continuità per la quale Beaumarchais le aveva pensate: un unico arco narrativo, sentimentale e politico in cui i personaggi della trilogia si sviluppano, si trasformano,
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Classica
Alberti fra Vacchi e Dallapiccola
servizio di Athos Tromboni FREE

20251130_Fe_00_IlPianoforteContemporaneo_AlfonsoAlbertiFERRARA - La rassegna "Il Pianoforte Contemporaneo" di Ferrara Musica è proseguita domenica 30 novembre con il terzo appuntamento nel Ridotto del Teatro Comunale “Claudio Abbado”:  ospite il pianista Alfonso Alberti - figura di spicco nel panorama musicale italiano, la cui attività si divide equamente tra la tastiera, la scrittura di libri e
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Opera dal Nord-Ovest
Cavalleria rusticana con alti e bassi
servizio di Simone Tomei FREE

20251124_00_Ge_CavalleriaRusticana_ManuelaCusterGENOVA - Ritornare a Cavalleria rusticana al Teatro Carlo Felice significa ripercorrere una strada ormai consolidata con l’allestimento firmato dalla compagnia Teatrialchemici, Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, con scene di Federica Parolini, costumi di Agnese Rabatti e luci di Luigi Biondi. Un progetto che ho già seguito da vicino in due occasioni nel 2019
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