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Pubblicato il 31 Maggio 2026
Il diciassettene pianista ferrarese ha incantato il numeroso pubblico dei Concerti al Ridotto
Giovanni Bergamasco fa sold-out
servizio di Edoardo Farina
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FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto e in parte qui riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto nello svolgimento della sola prima parte dal mese di ottobre al 21 dicembre ben quindici appuntamenti, più altri ventisette dall’inizio del nuovo anno al mese di maggio a venire, tra cui moltissimi dedicati al pianoforte sia classico che contemporaneo avendo avuto la possibilità di assisterne da parte di eccellenti musicisti proponendo pagine sia tradizionali che moderne in continua evoluzione stilistica e di generi, tramite uno strumento considerato principe della storia della musica.
 Pianisti di grande notorietà tra i più e meno giovani, alcuni tra i migliori studenti provenienti da vari istituti musicali, altri con maturata esperienza ormai decennale… ma definire la dote artistica di Giovanni Bergamasco, significherebbe limitarla. Figlio d’arte di Carlo Bergamasco (anch’egli noto tastierista, giurista e Direttore Generale del Teatro Comunale “Claudio Abbado”) nato nel 2008 è un talentuoso concertista ammesso precocemente al Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” della sua città, Ferrara, e dal 2025 all’Accademia di Imola. Vincitore di numerosi primi premi assoluti in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, vanta una solida formazione perfezionata con masterclass di fama mondiale. Il suo repertorio spazia da Mozart a Ravel, eseguiti come solista con orchestre sinfoniche e in importanti rassegne come Piano City e Piano Estense. Nel 2024 si è aggiudicato un concerto premio a Cracovia, consolidando un’attività concertistica regolare iniziata con la prima esibizione a soli dodici anni. Attualmente sta proseguendo gli studi sotto la guida di Giovanni Bertolazzi e Mauro Minguzzi, confermandosi come una delle promesse del concertismo italiano e internazionale. Tra le date più attese della stagione, il 10 maggio scorso ha avuto come protagonista un esecutore in un viaggio tra tre secoli di letteratura, per un programma di quelli che meglio possono metterne in luce la maturità e il virtuosismo per l’età e non solo, senza eguali. Ma al di là degli autori eseguiti, di normale e difficoltoso repertorio inserito nella forma più classica e nota, ciò che ha portato la sala in sold out è stato sicuramente il nome di un diciassettenne in grado di sbalordire per la capacità dinamica e interpretativa, un po’ come avvenne decenni or sono con Simone Ferraresi, poco più che adolescente (o molto prima ancora… con il piccolo Mozart!) sino a oggi mai più replicatosi tranne che con il talento di Bergamasco, per come è riuscito a catturare una platea incredula davanti alla sua bravura esemplare, ove timidezza ed eleganza nel porsi ma allo stesso tempo disinvoltura, semplicità ma sicurezza esecutiva. L'apertura è stata affidata al genio barocco di Domenico Scarlatti (1685-1757) con la Sonata in Do maggiore K.159, tra le sue invenzioni più celebri, con squilli di fanfara che evocano un'atmosfera venatoria da cui deriva il celebre soprannome di Caccia. In questa pagina il serrato gioco di incroci delle mani e la brillantezza dei ribattuti testimoniano la straordinaria inventiva del compositore napoletano.

Il percorso è continuato con la Toccata in Mi minore Bwv 914 di Johann Sebastian Bach (1685-1750), un’opera giovanile di formidabile compattezza, che si dipana tra una libera Introduzione improvvisatoria, un poco “Allegro” rigorosamente fugato, un “Adagio” ricco di ornamentazioni vocali e una poderosa “Fuga” conclusiva a tre voci, dalle difficoltà scontate e sempre imprevedibili come tutta la musica bachiana per qualsiasi strumento. Il recital ha proseguito con Franz Joseph Haydn (1732-1809) e la sua Sonata n.60 in Do maggiore Hob: XVI:50, composta durante l'ultimo soggiorno londinese, dedicata alla virtuosa Therese Jansen; la composizione sfrutta appieno le potenzialità dei nuovi pianoforti dell'epoca, alternando un primo tempo ricco di pause umoristiche e improvvisi contrasti dinamici a un “Adagio” di profonda cantabilità, per concludersi con un finale eccentrico e anch’esso ricco di humor. La seconda parte della mattinata è stata dedicata al giovane Frédéric Chopin (1810-1849) tramite il Rondò in Mi bemolle maggiore op.16: l'Introduzione con l'“Andante” declamato prepara il terreno a un “Allegro” vivace travolgente, dove il polacco massimo esponente del secolo romantico distilla una raffinatezza aristocratica unita a una tecnica digitale vertiginosa. A suggellare il proseguo, sono state le sfumature impressionistiche di Maurice Ravel (1875-1937) con Une barque sur l'océan, terzo tassello della suite Miroirs; ispirato alla fluttuazione dell'acqua e ai riflessi luminosi, il brano richiede un controllo timbrico attento nell’indicazione. D'un rythme souple, trasformando la tastiera in un organismo fluido capace di evocare, tra arpeggi liquidi e accordi evocativi, la solitudine di un’imbarcazione in balia delle correnti oceaniche. Esecuzione di altissimo livello in un momento storico costituito attualmente da centinaia di pianisti protagonisti di svariati recitals con all’attivo pagine che spaziando dalla musica rinascimentale originale per cembalo alla contemporanea, rischiano a volte di saturare le varie proposte presso associazioni e realtà artistiche tra similitudini e comunque diverse interpretazioni. Di conseguenza emergere oggi in un mercato musicale ove presenti spesso numerose doti dalla preparazione didattica e musicalmente esemplare, risulta sempre estremamente difficile… ma trovarsi, senza nulla togliere, di fronte a un talento in grado di essere autentica punta di diamante appartiene indubbiamente a un evento dalla rarità quasi estrema. Occorre, infatti, sottolineare che il livello concertistico è andato considerevolmente aumentando rispetto un tempo quando i maestri sia in Italia come nel resto del mondo che hanno fatto la storia del pianoforte, così come per tutti gli altri strumenti, si contavano sulle dita di una mano. Giovanni Bergamasco sta riuscendo a oltrepassare tale traguardo, affidandosi a studio, passione e costanza, essendosi assicurato in tale modo un posto di rilievo nelle più importanti stagioni teatrali, volendo anche di livello internazionale, senza eguali e con pochissimi precedenti.

Chiusura della straordinaria performance avendo creato e destato grandissima attenzione anche al di là dei consueti habitué au théâtre dando prova di estro e abilità espressiva, nella speranza di essere il tutto di buon auspicio riguardo le generazioni a venire, come afferma l’editore musicale Filippo Michelangeli, attento e sensibile a diverse e plurime realtà sociali, di cui riporto felicemente un suo recente pensiero: «Agli adulti e agli anziani che non perdono occasione per dire "... i ragazzi di oggi non si impegnano più, sono buoni a nulla, non sanno sacrificarsi..." io rispondo semplicemente che sono tutte sciocchezze. È pieno di gioventù operosa, seria, studiosa, affettuosa, generosa. Ai giovani diamo il buon esempio. Ci verranno dietro e in molti casi saranno pure meglio di noi.»
Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica - Teatro Comunale "Claudio Abbado"
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Pubblicato il 29 Maggio 2026
Direttore e pianista protagonisti di un'ottimo concerto con l'Orchestra del Maggio Fiorentino
Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
servizio di Nicola Barsanti
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FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della scena internazionale. La serata si apre con Leonore n. 3 op. 72b, la più celebre tra le ouverture composte da Ludwig van Beethoven per il suo unico lavoro teatrale, Fidelio. Si tratta del terzo tentativo del compositore di individuare un’introduzione orchestrale adeguata all’opera, pagina successivamente accantonata in favore di un’ouverture più funzionale all’equilibrio drammaturgico dell’intero lavoro. Pur concepita per il teatro, Leonore n. 3 ha ormai conquistato una piena autonomia concertistica grazie alla sua straordinaria forza narrativa e alla capacità di condensare in pochi minuti l’intero universo emotivo dell’opera. Sin dalle prime battute Philippe Jordan mette in mostra una direzione di grande eleganza formale e chiarezza gestuale: il gesto, compatto e sempre leggibile, garantisce precisione negli attacchi e una costante coesione tra le sezioni orchestrali. La costruzione delle arcate dinamiche risulta particolarmente curata, così come la gestione delle tensioni armoniche che conducono ai grandi climax della partitura. Di notevole efficacia il lavoro sul colore orchestrale: gli archi si distinguono per compattezza e morbidezza di emissione, mentre la sezione dei fiati e degli ottoni offre interventi di notevole qualità timbrica, contribuendo a una lettura autorevole e ben calibrata nei rapporti sonori. Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore op. 37 vede protagonista Jan Lisiecki, artista che, nonostante la giovane età, vanta già una carriera internazionale di assoluto rilievo. Fin dall’esposizione dell’Allegro con brio emerge un dialogo esemplare tra solista e orchestra, costruito su un equilibrio sonoro raro per trasparenza e naturalezza.

Dal podio, Jordan accompagna con sensibilità il pianista, lasciando respirare il fraseggio senza mai rinunciare alla solidità dell’impianto orchestrale. Lisiecki conquista per la raffinatezza del tocco e per la straordinaria cura nella costruzione della frase musicale. La chiarezza dell’articolazione, la naturalezza del canto pianistico e la capacità di differenziare i piani sonori permettono di cogliere ogni dettaglio della scrittura beethoveniana. Colpisce in particolare il controllo delle dinamiche più raccolte: anche nei pianissimi del Largo il suono conserva una presenza nitida e perfettamente proiettata in sala. La risposta tra mano destra e mano sinistra appare costantemente equilibrata, dando vita a un dialogo interno di grande ricchezza espressiva che trova il suo naturale completamento nel confronto con l’orchestra. Di altissimo livello la grande cadenza del primo movimento, affrontata con sicurezza tecnica, precisione ritmica e notevole controllo del discorso musicale anche nei passaggi più impervi. Il Largo si distingue per intensità lirica e profondità poetica, mentre il Rondò conclusivo mette in evidenza brillantezza, leggerezza e una straordinaria padronanza virtuosistica. Ne emerge un’interpretazione matura, coinvolgente e musicalmente compiuta, tra i momenti più significativi dell’intera serata. La seconda parte del programma è interamente dedicata alla Sinfonia n. 4 in Mi bemolle maggiore “Romantica” di Anton Bruckner, una delle pagine più amate e frequentemente eseguite del compositore austriaco, accanto alla Settima Sinfonia. Qui Jordan affronta l’imponente architettura bruckneriana con una visione lucida e coerente, valorizzandone tanto la dimensione monumentale quanto quella intimamente contemplativa. Nel corso dell’ora abbondante di musica il direttore costruisce un autentico viaggio introspettivo attraverso un continuo alternarsi di tensione e distensione. Le grandi progressioni orchestrali si sviluppano con naturalezza, senza mai perdere chiarezza strutturale, mentre il controllo delle masse sonore consente di apprezzare la complessa trama contrappuntistica della partitura. Particolarmente riuscita appare la ricerca timbrica: ogni sezione orchestrale contribuisce alla definizione di un quadro sonoro ricco di sfumature, nel quale le dinamiche, i colori e le armonie emergono con straordinaria evidenza. Jordan modella il suono dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino come una tavolozza pittorica, facendo affiorare con sensibilità le molteplici gradazioni cromatiche della scrittura bruckneriana. I celebri richiami dei corni, gli episodi pastorali, le solenni espansioni corali degli ottoni e le ampie distese sonore degli archi trovano una realizzazione di notevole suggestione, sostenuta da una concertazione sempre attenta agli equilibri interni.

Gli applausi conclusivi testimoniano il successo di una serata di alto profilo artistico, nella quale la solidità interpretativa di Philippe Jordan, la qualità dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e l’eccellenza pianistica di Jan Lisiecki convergono in un’esperienza musicale di grande intensità e valore. (La recensione si riferisce al concerto di giovedì 28 maggio 2026)
Crediti fotografici: Nicola Barsanti Nella miniatura in alto: il pianista Jan Lisiecki Al centro: ancora Jan Lisiecki Sotto: il direttore Philippe Jordan riceve a fine concerto le ovazioni del pubblico fiorentino
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Pubblicato il 07 Maggio 2026
Un coinvolgente recital pianistico impegna la tastiera da Chopin all'American Sound
Antonio Rolfini e i Moments
servizio di Edoardo Farina
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FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto della domenica mattina e in parte qui riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto nello svolgimento della sola prima parte dal mese di ottobre al 21 dicembre ben quindici appuntamenti, più altri ventisette dall’inizio del nuovo anno al mese di maggio a venire, tra cui moltissimi dedicati al pianoforte sia classico che contemporaneo avendo avuto la possibilità di assisterne da parte di eccellenti musicisti proponendo pagine sia tradizionali che moderne in continua evoluzione stilistica e di generi, tramite uno strumento considerato principe nella storia della musica, tanto ne consente la sua poliedricità . Pianisti tra i più affermati e ancora agli esordi, alcuni tra i migliori studenti provenienti da vari istituti musicali, altri con maturata esperienza ormai decennale, ne hanno proposto tutti gli accostamenti dalla formazione cameristica al duo sino soprattutto al solismo spaziando nelle forme più note e importanti che caratterizzano la sua ricchissima letteratura, ove per questa occasione domenica 3 maggio 2026 Antonio Rolfini ha interpretato Moments, da Chopin all’American Sound. Non semplice commentare o “criticare” per così dire, nella fattispecie l’enorme produzione pianistica attualmente (e anche per fortuna) attiva nelle varie realtà concertistiche e le sue migliaia di esecutori, così come metterli a confronto non ne avrebbe alcun senso, risultandone un lavoro impossibile fatto di giudizi basato unicamente sui vari indici di gradimento sia per quanto riguarda il repertorio che le modalità di approccio, dal carattere quindi sterile e inutile. Numerose le date a Ferrara tra i concerti del Ridotto e altre associazioni musicali, nelle forme tipicamente basate sulle diversificate scelte, dall’epoca barocca al classicismo e secolo romantico sino allo scibile del pianoforte contemporaneo e atonale adatto sicuramente non sempre a un pubblico inesperto, per terminare in primavera con la prossima manifestazione della Terza edizione di “PianoEstense” festival, autentica maratona di tre giorni ospiti decine di esecutori, Rolfini compreso. Musicista eclettico pianista e compositore nella duplice veste di interprete e autore, con una solida formazione accademica in pianoforte, composizione e didattica, perfezionata sotto la guida di maestri di fama internazionale. Attivo sia come interprete classico sia come compositore, propone uno stile personale che fonde suggestioni tardo-romantiche con venature New Age, Blues e Pop. La sua carriera è scandita da numerosi premi, tra cui spicca il recente conferimento della "Penna d'oro" 2023 per meriti artistici ove il suo linguaggio musicale colto ma accessibile gli permette di dialogare con un vasto pubblico in contesti concertistici di alto profilo. Insolito programma dal Pianoforte crossover, ne ha eseguito un itinerario musicale originalissimo, guidando mirabilmente il pubblico in un percorso mosaico, costituito da istanti sonori concepito come viaggio non solo cronologico, ma soprattutto psicologico e sensoriale. L'apertura è stata affidata a una suite autografa tratta dalla raccolta Travel Journal, dove la musica dà accesso a una dimensione quasi ipnotica, inizialmente lenta, carica di sentimento e suspense, portando la mente lontano facendo affiorare pensieri, riflessioni, fornendo loro una colonna sonora per poi esplodere in una dinamica incalzante. L’idea dell’incipit è quella di accogliere l’ascoltatore in un’atmosfera onirica e dalle sonorità soffuse, un preludio introspettivo che sembra esplorare i confini

el sogno attraverso una stasi contemplativa che evolve gradualmente verso una vivacità descrittiva nitida: essa si accende di tratti squillanti e dinamici, sfociando in un vero e proprio turbinio di colori melodici e armonici approdando ad una espressività quasi travolgente, verso il passaggio che ne ha preparato il terreno al cuore romantico del programma dedicato a Fryderyk Chopin; attraverso una selezione dei 24 Preludi op. 28, di alcune Mazurche e di quattro celebri Notturni, egli ha esplorato le sfumature più intime della sensibilità del genio polacco, alternando la malinconia del respiro trattenuto alla brillantezza della danza. La transizione verso la seconda parte del recital è avvenuta tramite nuove pagine originali di Rolfini, Introspettivo ed Elegia, che fungono da ponte verso linguaggi più dinamici e novecenteschi: dalla Mitteleuropa di Ernst Toch, con il funambolico virtuosismo di The Juggler, il programma ha approdato infine alle suggestioni dell'American Sound, dove la musica si trasforma in ritmo puro e contaminazione jazzistica. Il celebre Maple Leaf Rag di Scott Joplin, filtrato dalla lente ritmica di Keith Emerson e l'iconico "Blues" da Un americano a Parigi di George Gershwin, hanno trasportato l'uditorio nelle strade di una metropoli vibrante, dove la tradizione europea si fonde con l'energia d’oltreoceano. Di cui ciò che colpisce in lui, senza nulla togliere a nessun altro, è la grande sensibilità e il tocco esecutivo, la capacità di ottenere quel suono e solo “quel suono” che emerge in modo incondizionato tra il classico, il moderno sino alle atmosferiche oniriche, poi jazzistiche passando per le forme Ragtime e addirittura Ambient che testimoniano il talento artistico del compositore ferrarese, confermandolo come uno dei più importanti esponenti del pianismo d’avanguardia. Come parlare di Antonio, quindi? Come un musicista eclettico, in grado di offrire composizioni partendo dalla tastiera del suo strumento senza l’uso di altri mezzi artificiali particolarmente tecnologici quali riverberi o delay? O come un normale pianista tra i tanti diplomati in conservatorio non avendo inventato assolutamente nulla di diverso dalla normalissima musica tonale, artefice e promotore di uno strumento tra i più "inflazionati"? Se “definire significa limitare”, secondo una frase dell’antica disciplina orientale dello Zen, abbiamo in lui tante forme e sfaccettature, felicemente poste nella loro forma didascalica e interpretativa ove assistere alle sue esibizioni viene percepita una completa immaginazione in una comunicativa in grado di trascinare in un vortice non solo di note ma di autentici sensazionalismi. Innovazioni in grado di portare su altre dimensioni, difficile capire quando termina la realtà, consentendoci di varcare le soglie di un mondo multimediale intangibile dove la fantasia si sgretola senza ricongiungersi praticamente mai, che si tratti di forme meditative o dall’andamento sostenuto, seguendo semplicemente un eccellente esecutore, avendone fatto del suo strumento uno stile di vita rapportandolo a immagine e somiglianza. Tutto ciò vale riguardo anche le opere di altri autori ove è in grado di immedesimarsi nella corretta e giusta interpretazione. Certo, occorre avere la sensibilità e la capacità a lasciarsi andare all’enfasi, alla comprensione della paesaggistica descrittiva, alla solitudine… diversamente si rischia una sorta di assuefazione musicale pari alle forme ricercate ma sovente prive del dovuto carattere potendo apparire spesso indefinibile, forse a tratti eccessivamente nostalgica portando alla tristezza introspettiva dove apparentemente sembra “non succeda mai nulla” … Invece sono tecnicamente presenti importanti stilemi compositivi, non mancando diverse e variegate modulazioni tonali spesso maggiori, poi immediati cambi di modo, trasporti, improvvisazioni sino a giungere anche a “ballabili” dalla forma divertente ed evasiva.


E le atmosfere di cui parla si riflettono in una grande libertà connessa nella scelta di sequenze dalla struttura più aperta, in sonorità originali ottenute da un vero e proprio incontro tattile e percettivo, dalle sue musiche al celeberrimo Nocturne op.9 No.2 in Mi bemolle maggiore di Chopin, una delle pagine per pianoforte più famose e romantiche della storia della musica. Composto tra il 1830 e il 1832, è noto per la sua melodia dolce ed espressiva, caratterizzata da abbellimenti eleganti e da un assetto circolare in cui il tema principale viene ripetuto con sottili variazioni dalla incisiva emotività. Stupiscono tanto l’effettiva semplicità quanto la loro forza evocativa, ottenuta grazie anche alla ripetizione ossessiva di poche note penetranti dal ritmo calzante senza però mai annoiare. Rolfini durante i suoi recitals parla esponendoci l’ispirazione da cui ha tratto la musicalità e il significato della stessa in una sorta di apparente timidezza trasparendo sempre dalle spiegazioni, perdendosi anche piacevolmente a volte tra un racconto e un altro. Il finale è stato una celebrazione della grande melodia americana, dai raffinati standard di Bart Howard fino alla travolgente Hello Dolly di Jerry Herman proposta in un’elaborazione virtuosistica firmata dallo stesso Rolfini, sigillandone il concerto con un ritorno alla figura del compositore-esecutore, capace di trasformare il tempo in emozione pura, dalla sospensione onirica iniziale alla vitalità del jazz. Contrapponendosi direttamente alle percezioni concernenti la memoria, il passato, i ricordi o forse anche il presente, come il titolo stesso della performance vorrebbe circoscrivere, tutti i brani hanno spiccato per qualità persuasiva e tonale in forma diversificata rispetto ai medesimi, ad ogni modo di straordinaria bellezza. Definitiva “chiusura di sipario” ove raccontando simpaticamente la storia legata agli anni di studio, ha concesso ancora di sua scrittura un walzer intitolato Margaret da cui ne ha tratto ispirazione, un melodico e nostalgico tema variato, dapprima in ritmo ternario e poi binario, tra una platea gremita che vorrebbe non smettesse mai di suonare… facendoci tornare a casa per un attimo diversi. (La recensione si riferisce al concerto di domenica 3 maggio 2026)
Crediti fotografici: Edoardo Farina
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Pagliacci come voleva Leoncavallo
intervento di Simone Tomei FREE
ALGHERO - Pagliacci di Ruggero Leoncavallo conquista il pubblico del Forte della Maddalena, confermando l'esordio felice dell'Alghero Festival, il nuovo cartellone estivo dell'Ente De Carolis realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Sassari e Alghero. Fin dalle prime battute la produzione rivela una precisa volontà di coinvolgere lo spettatore dentro il cuore stesso del dramma, superando la tradizionale separazione tra palcoscenico e platea e trasformando lo spazio della rappresentazione in un luogo condiviso, dove la finzione teatrale si confonde lentamente con la realtà. La rappresentazione non viene semplicemente eseguita sul palcoscenico ma prende vita in mezzo al pubblico; l’apertura del dramma è scandita dall’arrivo progressivo del coro
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Opera dalle Isole
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Cavalleria rusticana in piazza come nel libretto
servizio di Simone Tomei FREE
CARBONIA - Il Teatro Lirico di Cagliari ha scelto la strada più antica e insieme più rischiosa per portare l'opera fuori dalle sue mura: quella dell'aria aperta, dove il canto non ha più il sostegno di un'acustica costruita a tavolino e deve misurarsi, nudo, con il vento e con le distanze. È la scommessa di Rotte Sonore Summer 2026, la stagione
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Opera dal Nord-Est
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La traviata Aida La bohčme
servizio di Nicola Barsanti FREE
VERONA – Come ricorda la sovrintendente Cecilia Gasdia, la 103ª edizione dell’Arena Opera Festival è un’edizione ricca di ricorrenze e celebrazioni. È innanzitutto il Festival più lungo della storia dell’anfiteatro veronese, con ben cinquantatré serate distribuite nell’arco di tre mesi, e coincide con i 150 anni dalla nascita del tenore veronese
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Jazz Pop Rock Etno
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Denise King cantante simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Penultimo concerto di Un fiume di musica 2026 e primo concerto di Tutte le direzioni in summertime... and more 2026 organizzato dal Gruppo dei 10: così i due cartelloni si sono incrociati ieri sera sulla riva del Po di Volàno, dove l'Associazione Musicisti di Ferrara ha accolto nella propria rassegna di successo la performance della
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Echi dal Territorio
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Novitā e conferme al Verdi di Pisa
redatto da Athos Tromboni FREE
PISA - Al Teatro di Pisa una ricca stagione artistica 2026-2027 con Opera, Prosa Danza, spettacoli speciali e per le famiglie. Emerge l’offerta lirica con cinque titoli, una prima mondiale assoluta, importanti collaborazioni e coproduzioni con i teatri italiani e grandi nomi del panorama lirico internazionale. Saranno sette mesi intensi di
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L'estate e... oltre del Gruppo dei 10
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Una conferenza stampa fiume stamattina nel rinomato ristorante "Marinai in coperta" di via Otello Putinati 24 per presentare la programmazione estiva di Tutte le direzioni in Summertime... and more 2026, dove sono intervenuti Massimo Cavalleretti (presidente del Gruppo dei 10), Alessandro Mistri (direttore artistico), il batterista Ellade
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Eventi
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Gli spettacoli tornano a casa
redatto da Athos Tromboni FREE
BOLOGNA - Tante storie un filo comune. La frase ha l'apparenza di uno slogan, invece è il titolo vero con cui la città felsinea e il suo maggior teatro si apprestano a far tornare nelle sale del Bibbiena le stagioni di opera, danza, musica sinfonica e cameristica. L'annuncio delle Tante storie è stato dato nella conferenza stampa del 25 giugno scorso,
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Eventi
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Lirica prosa sinfonica fanno 50
redatto da Athos Tromboni FREE
LIVORNO - Oltre cinquanta serate tra lirica, prosa, musica sinfonica ed eventi: è questo il ricco programma della nuova stagione teatrale 2026-27 della Fondazione Goldoni presentato nel corso di una conferenza stampa direttamente sul palcoscenico dello storico Teatro di tradizione livornese. A delinearne genesi e sviluppo, il
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Echi dal Territorio
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Gli Approdi da Figaro a San Francesco
redatto da Simone Tomei FREE
GENOVA, 27 giugno 2026 — Il Teatro Carlo Felice presenta la stagione artistica 2026–2027, un cartellone ampio e articolato che attraversa i grandi repertori dell’opera, della danza, del musical e della musica sinfonica, confermando la vocazione del teatro come centro propulsore della vita culturale cittadina e nazionale. La nuova stagione si
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MMF trecent'anni in un cartellone
redatto da Simone Tomei FREE
FIRENZE - Presentata il 19 giugno 2027, la nuova stagione del Maggio Musicale Fiorentino insieme all’89ª edizione del Festival si impone come uno dei progetti artistici più ampi e strutturati nel panorama europeo. Un cartellone che intreccia opera, concerti e danza in un percorso attraverso tre secoli di storia musicale,
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Pietro Mascagni a Livorno e altrove
redatto da Athos Tromboni FREE
LIVORNO - È on-line il programma completo della settima edizione del Mascagni Festival, la rassegna lirica e musicale dedicata alla valorizzazione e alla reinterpretazione dell’opera di Pietro Mascagni, promossa dalla Fondazione Teatro Goldoni. Dal 17 al 23 agosto la città di Livorno ospiterà un ricco programma di spettacoli, concerti
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Eventi
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La nuova stagione del Teatro Celebrazioni
servizio di Edoardo Farina FREE
BOLOGNA - Giovedì 11 giugno 2026 si è svolta la conferenza stampa relativa alla presentazione dei nuovi spettacoli del Teatro Celebrazioni di Via Saragozza, 234 - presso la Biblioteca San Genesio di Casa Lyda Borelli - alla presenza di Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Filippo Vernassa, Direttore artistico
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Classica
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Giovanni Bergamasco fa sold-out
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto e in parte qui riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio
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Opera dal Centro-Nord
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Un Ballo per due
servizi di Nicola Barsanti e Simone Tomei FREE
FIRENZE - (servizio di Nicola Barsanti) - Con il nuovo allestimento di Un ballo in maschera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino affida a Valentina Carrasco una lettura che abbandona ogni riferimento alla corte svedese e trasporta l’intera vicenda negli Stati Uniti d'America degli anni Sessanta, intrecciando la figura di Riccardo con quella di
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Classica
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Jordan-Lisiecki accoppiata di valore
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto proposto dall’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Philippe Jordan si sviluppa lungo un percorso che unisce due vertici del sinfonismo austro-tedesco, Beethoven e Bruckner, con al centro il Terzo Concerto per pianoforte op.37 affidato a Jan Lisiecki, interprete tra i più richiesti e celebrati della
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Opera dal Nord-Ovest
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Macbeth convince il Carlo Felice
servizio di Nicola Barsanti FREE
GENOVA - Il nuovo allestimento di Macbeth del Teatro Carlo Felice firmato da Fabio Ceresa, già visto e recensito al Teatro Goldoni di Livorno, (consultabile qui), continua a confermarsi uno spettacolo efficace e suggestivo, capace di restituire con immediatezza le atmosfere oscure, febbrili e visionarie del capolavoro shakespeariano
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Timeless Vibes con Trio
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto tramite l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle esaustive note di sala allegate a ogni concerto della domenica mattina e in parte riportate, presso la sala Stemma del Teatro Comunale
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Cronaca di una serata al Maggio
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – Il concerto del 16 maggio al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino subisce un importante cambiamento rispetto alla programmazione originaria: il maestro Myung-Whun Chung, inizialmente previsto sul podio, è costretto a rinunciare all’impegno e viene sostituito da Emmanuel Tjeknavorian, che accetta con disponibilità di assumere
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Eventi
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Fatale č il prossimo futuro
redatto da Simone Tomei FREE
TORINO - È stata presentata giovedì 7 maggio 2026, presso il Foyer del Toro, la nuova Stagione d'Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio. Sono intervenuti il Sindaco della Città di Torino e Presidente della Fondazione Stefano Lo Russo, il Sovrintendente Mathieu Jouvin, il Direttore artistico Cristiano Sandri e il Direttore musicale
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Eventi
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Ferrara Musica nuova stagione
servizio di Athos Tromboni FREE
FERRARA - Venticinque concerti in cartellone con l'inserimento della novità Aperitivo in Musica (sono 5 concerti alle ore 18), più il consueto nugolo di altre iniziative musicali collaterali, che definire "minori" sarebbe non solo sbagliato ma assolutamente fuorviante: questo il cartellone di Ferrara Musica presentato oggi nel Teatro Comunale "Claudio
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Opera dal Nord-Est
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Romeo e Giulietta ieri e oggi
servizio di Rossana Poletti FREE
TRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. C’è un balcone a Verona sotto il quale i visitatori fanno la fila. Vi si recano per vedere il famoso luogo da cui Giulietta Capuleti dichiarava il suo amore a Romeo Montecchi. Si entra da via Cappello in un cortile dove un balconcino di epoca gotica fa bella mostra di sé sulla facciata di un palazzetto trecentesco.
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Classica
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Antonio Rolfini e i Moments
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto della domenica mattina e in parte qui riportate, presso la sala Stemma
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Echi dal Territorio
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La Nona per un novantennale
servizio di Nicola Barsanti FREE
FIRENZE – C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che Zubin Mehta scelga di celebrare il proprio novantesimo compleanno sul podio del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’istituzione con la quale ha costruito un legame artistico e umano lungo oltre sessant’anni. La Sala Grande, gremita in ogni ordine di posti, accoglie il Maestro
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Echi dal Territorio
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Il mandolino nella storia della musica
servizio di Edoardo Farina FREE
FERRARA - La programmazione invernale 2025 – primaverile 2026 di “Ferrara Musica al Ridotto” - Giovani interpreti e rare occasioni d’ascolto attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti autore anche delle varie ed esaustive note di sala allegate a ogni concerto presso la sala Stemma del Teatro Comunale “Claudio Abbado”, ha visto
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Opera dal Centro-Nord
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La Turandot della prima volta
servizio di Nicola Barsanti FREE
LUCCA - Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della prima rappresentazione di Turandot, il Teatro del Giglio, luogo profondamente legato alla memoria di Giacomo Puccini, nato a Lucca , rende omaggio a uno dei titoli più amati e complessi del repertorio pucciniano. La scelta di presentare proprio Turandot assume un valore che va oltre
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Classica
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Rachmaninov e Sostakovič, sė perō...
servizio di Simone Tomei FREE
GENOVA - Due partiture nate dalla frattura, due risposte alla crisi che hanno segnato, ciascuna a suo modo, il corso della musica del Novecento. Il programma proposto dal Teatro Carlo Felice nella serata del 24 aprile 2026 affida al M° Samuel Lee, giovane bacchetta sudcoreana impostasi all'attenzione internazionale con la vittoria alla Malko
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Opera dal Centro-Nord
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Morte di Klinghoffer confessione collettiva
servizio di Simone Tomei FREE
FIRENZE - C’è una linea di confine tutt’altro che neutra che ogni grande teatro è chiamato prima o poi ad attraversare: quella che separa la rassicurante continuità del repertorio dalla necessità di misurarsi con le fratture del presente. Non è una semplice scelta di programmazione, ma un gesto che definisce un’identità culturale. L’ 88º
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